tutto casa e lavoro

Ritornare bambini.


In questi giorni settembrini di inizio autunno stare all’aria aperta è meraviglioso. Le mezze stagioni senza l’afa estiva ed il gelo invernale sono ideali per piacevoli pomeriggi in campagna.  Almeno fino a fine ottobre, che poi cambia l’ora legale ed inesorabilmente la giornata si accorcia fino ad arrivare a metà dicembre all’oscurità già alle 16,30.Anche ieri mi sono divertito seppure con fatica a vangare ed a riscoprire  dopo decenni alcuni miei conoscenti dell’infanzia.Infatti dopo aver rivisto con piacere sotto il sole cocente di luglio ed agosto le lucertole, che pensavo ormai estinte, in questi giorni di umidità sto riscoprendo altri abitanti della campagna e cioè ad esempio lombrichi, rospi, vespe .  Tutti che si allontanano precipitosamente, - si fa per dire - provando a mettersi in salvo quando vedono l’uomo nero vangare dove hanno messo dimora.  Ed ieri il mio socio ortolano mi ha fatto notare un lungo e profondo tunnel creato da una talpa. Mi ha spiegato che è pure un bell’animaletto che ricorda vagamente un maialino e che purtroppo tocca eliminare perché se prolunga il suo tunnel fino all’orto creare dei danni irreparabili.   Purtroppo è l’eterna teoria di Darwin della selezione naturale delle specie dove sopravvive il più forte; mors tua vita mia.E la mente ritorna quando ero bambino in collegio ed assieme ai miei coetanei scoprivamo con stupore nel campo lucertole e ramarri, girini, rane e rospi, lombrichi, millepiedi, ecc.  E ricordo che, come adesso non sono capace di dare qualche badilata per distruggere un nido di vespe, anche allora ero dispiaciuto quando qualche bimbo sezionava qualche povero animaletto. Chissà, poi magari è diventato un valido chirurgo! Dopo aver vangato e zappato eliminando fra l’altro le solite erbacce infestanti, la giornata è continuata a curare e prelevare ortaggi di stagione. Interessante vedere crescere settimana dopo settimana carciofi, insalate varie, cavoli, spinaci, finocchi senza dimenticare le fragole che bisogna curare fino alla prossima estate prima di poter raccogliere e gustare i suoi frutti.Ormai è pure ora di piantare qualche alberello di ciliegio, caro, pesco, albicocco, susino e melo, sempre che il mio socio nonché proprietario del campo non cambi idea come a volte accade e si rimandi il frutteto  al prossimo anno.A breve è ora della potatura delle varie piante dagli aceri agli olmi e compagnia bella, dopo il termine della fase vegetativa e prima che arrivino le gelate e magari pure la neve che negli ultime due stagioni è arrivata abbondante pure in Romagna.