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Olanda e Tulipani - Consigli Utili

Post n°11 pubblicato il 01 Settembre 2016 da tuttopc2

Prima ancora di pensare ai suoi monumenti, di osservare le fotografie dei canali di Amsterdam o di ripensare ai suoi paesaggi che ispirano pace e voglia di vivere all’aria aperta, l’Olanda ha un suo simbolo coloratissimo quanto meraviglioso: i tulipani. Una peculiarità che, devo riconoscerlo, mi ha fatto innamorare durante il recente viaggio stampa organizzato dall’Ente del Turismo locale e mi ha fatto portare a casa una discreta quantità di bulbi, adesso in piena fioritura. In generale, comunque, il rapporto degli olandesi è profondo un pò con tutti i fiori e questo legame indissolubile si può scorgere soprattutto in primavera, quando intorno i panorami si accendono di campi carichi di gradazioni cromatiche intense e splendide.

In questo tratto di mondo, già nel XVII secolo, le case si arricchivano di presenze floreali per tenere lontani i cattivi odori e per creare quindi una sorta di deodorante naturale in un’epoca in cui i prodotti moderni non erano ancora arrivati. L’aspetto estetico prima secondario, cominciò ad assumere ben presto un ruolo in primo piano ed oggi Amsterdam e dintorni sono tra i maggiori produttori ed esportatori di questo elemento naturalistico nel globo, con in mano il 92 per cento del mercato mondiale.

Oltre ai tulipani, quali sono i fiori che vengono coltivati in Olanda. Non mancano, il giacinto, l’iris, la dalia, il lillà, il garofano, la rosa, il crisantemo e l’elenco potrebbe essere ancora molto lungo. In particolare, i tulipani furono introdotti dalla Turchia nel XVII secolo, dando vita ad una sorta di mania collettiva, che non vi nascondiamo a noi piace molto.

Risulta essere fantastico passeggiare per le strade di Utrecht o di Rotterdam tanto per fare qualche esempio e accorgersi che accanto ai profili di case e negozi e intorno ai suggestivi canali, mentre le biciclette letteralmente invadono le strade, il contorno di questa quotidiana scena è arricchita dagli accesi colori dei fiori.

 
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Quando Andare in Oman

Post n°10 pubblicato il 01 Settembre 2016 da tuttopc2

Il Sultanato dell’Oman è perennemente sospeso fra tradizione e modernità e richiama subito alla mente le favole legate alla scoperta di immensi tesori in un contesto da cartolina. Al turismo si è avvicinato da poco, ma l’ospitalità è già tra le migliori al mondo, dedicata soprattutto a chi non vuole farsi mancare servizi e confort in una terra da secoli crocevia tra Europa. Asia e Africa. E’ il terzo Paese più grande della penisola arabica, dopo l’Arabia Saudita e lo Yemen e differisce dagli altri Emirati del Golfo, soprattutto per la sua apertura verso l’Oceano.

L’Oman è diviso in tre zone climatiche e, in questo senso quindi a nord e ad est il clima è mediterraneo, a sud e a ovest, invece, non manca una influenza tropicale mitigata dall’aria fresca portata dai monsoni da giugno a settembre. Al centro, invece, a temperatura è di tipo desertico. Le stagioni sono due: l’estate da marzo a ottobre con temperature tra i 25° e i 40° e l’inverno da novembre a febbraio con la colonnina di mercurio che non supera i 30°. Meglio andare da ottobre ad aprile.

 
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Oslo - Consigli su Cosa Vedere

Post n°9 pubblicato il 01 Settembre 2016 da tuttopc2

Spesso non si sente parlare bene di Oslo, una città dove non c’è nulla da fare, c’è poco da vedere, un posto dove si rischia di fare una vacanza noiosa. Questo articolo spero possa servire anche a sfatare questo mito, e non solo a darvi qualche dritta sulle mete per un viaggio a Oslo, perchè questa città racchiude in sè tutto il fascino del Nord e scoprirla a poco a poco, senza rimanerne abbagliati al primo impatto, è il solo modo per conoscerla.

Oslo è la capitale della Norvegia ed è anche la città più grande del Paese. Nota anche come Christiania o Kristiania, ha preso il suo nuovo nome dagli anni ’20 in poi, infatti ormai in tutto il mondo è conosciuta semplicemente come Oslo. A differenza degli altri paesi scandinavi ha un clima temperato, d’estate si raggiungono anche picchi intorno ai 30° e questo la rende molto appetibile per i turisti. Se non volete trovare un sovraffolamento quindi pensate di andarci in primavera o in autunno.

La prima meta che voglio segnalarvi è il Frognerparken, all’interno del quale si trova il Parco Vigeland, museo a cielo aperto che mette in mostra tutte le fantastiche sculture dell’omonimo artista norvegese. Troverete figure umane intrecciate, bambini, anziani, innamorati, mendicanti, tutti raffigurati in modo incredibilmente realistico e speciale. Noterete che il parco sarà sempre pieno di abitanti di Oslo che amano passare lì le giornate, soprattutto quelle di festa, organizzando pic-nic sui e rilassandosi sui prati.

Ciò che vi colpirà a prima vista, per la sua posizione e per la mestosità, è il complesso che comprande il Castello e la Fortezza di Akershus. Dal punto di vista architettonico è il primo posto che vi verrà voglia di visitare, proprio perchè data la sua posizione sul porto non potrete fare a meno di non notare  questi edifici che sovrastano la città. All’interno potrete seguire delle visite guidate o muovervi da soli. Non perdetevi nemmeno la Cattedrale, che risale al 1697 ed è stata realizzata dall’altro fratello Vigeland.

Det Kongelige Slott, il Palazzo Reale, dimora ancora adesso del sovrano, potrete visitarlo sono nel periodo estivo e in determinati giorni, anche se non è detto che riuscirete a procurarvi i biglietti! Gamle Aker Kirke è invece l’edificio più antico di Oslo. E’ una chiesa luterana, costruita nel medioevo e realizzata interamente in pietra. Per tutti gli appassionati di storia.

La città è poi davvero ricca di musei, la Galleria Nazionale, che racchiude le opere dei più famosi artisti norvegesi, e poi i Musei del Cinema Norvegese, del Folklore Norvegese, della Citta di Oslo, dell’Arte dei Bambini, del Pattinaggio sul Ghiaccio, della Resistenza Norvegese, Museo Geo-Paleontologico, Museo Emanuel Vigeland (l’autore della cattedrale) e Museo Vigeland, Museo Munch, il Museo Norvegese della Scienza e della Tecnologia e il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea. In più potrete visitare anche il Parlamento, in mattoni gialli, e il Municipio delle due torri gemelle. Infine il Museo Storico, in cui troverete una spelndida raccolta di oggettistica antica appartenuta ai Vichinghi.

 
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Mulini a Vento in Olanda

Post n°8 pubblicato il 01 Settembre 2016 da tuttopc2

Se chiudete gli occhi e provate ad immaginare un paesaggio in grado di infondere pace e serenità magari ricco di fiori ed elementi peculiari, sgombrando la vostra mente da paesaggi tropicali o monumenti simbolo, di certo l’Olanda sarà in testa ai vostri pensieri. Panorami a perdita d’occhio carichi di tulipani colorati e intorno tanti mulini a vento per secoli ne hanno caratterizzato il profilo e ancora oggi milioni di turisti giungono da queste parti per pote fotografare e scoprire da vicino tali elementi tipici. Come è fatto un mulino e quale era la sua fondamentale funzione. Goolliver vi aiuta a scoprirlo in un viaggio olandese tra zoccoli dalle gradazioni cromatiche accese, fiori recisi e tratti peculiari di questa terra abbastanza vicina all’italia.

I primi esempi in tal senso fecero capolino già nel XIII secolo e il loro utilizzo è stato diversificato nel tempo. Servivano, ad esempio per la macinazione del grano e dei semi da olio, ma azionavano anche le segherie. In ogni caso, i mulini a vento sono formati da un corpo centrale fisso e da una calotta che supporta le pale.Un tempo nei Paesi Bassi se ne notavano migliaia, ma oggi invece, ne sono rimasti circa mille, molti dei quali visitabili e funzionanti.

Molto bizzarri erano i mulini a vento per la farina che erano ricoperti da un tetto in canne e assomigliavano a enormi macinapepe. Le macine erano collegate alle vele tramite l’albero motore. Si preferivano per macinare il grano, l’orzo e l’avena.

Oggi sono presenti un pò ovunque i moderni aerogeneratori che li ricordano lontanamente ma con meno romanticismo. Sono dette anche turbine a vento e hanno preso piede proprio in Olanda. Garantiscono l’elettricità  senza l’inquinamento provocato da combustione di olio e carbone. Particolari, infine, i mulini a grambiule per il pompaggio che si diffusero nel XVII secolo e venivano usati in serie per per il drenaggio dell’acqua.

 
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Oristano - Consigli su Cosa Vedere

Post n°7 pubblicato il 01 Settembre 2016 da tuttopc2

Sta trascorrendo la bella stagione tempo, tra Oristano e la penisola del Sinis, di gite su bellissima spiagge  bianche fatte di granuli di quarzo e delimitate da dune e scogliere, tra lagune  abitate da aironi e fenicotteri, tra ruderi di nuraghi e vecchie miniere abbandonate, reperti di archeologia industriale. Anche una passeggiata nel centro di Oristano, però, è una bellissima esperienza, che ci porta alla scoperta del nobile passato di questa città attraverso i suoi monumenti.

Come la statua dedicata alla regina Eleonora, al centro dell’omonima piazza, che ricorda la parte più gloriosa di questo passato, che vide la città divenire, intorno all’anno Mille, capoluogo del Giudicato d’Arborea, il più longevo dei quattro regni giudicali sardi. Nel territorio della vicina Cabras, poi, troviamo le preziose rovine del villaggio fenicio di Tharros. Furono proprio loro a fondare l’odierna Oristano, che chiamarono Aristanis, città tra gli stagni.

Stagni che, sono i protagonisti del paesaggio diquesta parte di territorio estesa fino alla penisola del Sinis e che costituiscono un ecosistema protetto a livello internazionale per il suo straordinario interesse naturalistico, paradiso del birdwatching, tra germani reali e pernici di mare, cormorani e falchi di palude, aironi e splendidi fenicotteri rosa che popolano l’oasi di Sale Porcus mentre falchi pellegrini e gabbiani reali nidificano sulle imponenti falesie della costa.

Molto interessante è la spiaggia Sa Rocca Tunda da cui sono visibili molti fenicotteri. Per maggiori dettagli è possibile vedere questa guida sul sito Migliorispiagge.com.

Simbolo di tutti questi luoghi è lo stagno di Cabras, che nel tempo ha influenzato la vita e l’economia del territorio

Sui suoi terreni alluvionali nascono i vitigni bianchi da cui si produce da tempo immemorabile la vernaccia, vino giallo ambrato, profumato di mandorle. Altra prelibatezza locale è la bottarga, frutto delle uova di muggine, considerata l’oro di Cabras. Prodotto che sembra essere di origine fenicia, anche se il nome deriva dall’arabo, e che per tradizione rappresentava il pasto dei pescatori che trascorrevano lunge giornate in mare. Ora si consuma come antipasto, condita solo con olio d’oliva,  o, grattugiandola, come condimento per la pasta, soprattutto per gli spaghetti.

 
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