Dancing In The Dark

Parole


Abbiamo passato la soglia delle due ore al telefono, non succedeva da quei tempi lieti in cui la curiosità, la voglia di stare insieme e raccontarsi faceva si che le ore scorressero, che i crediti finissero, che fossimo noi qualsiasi fossero le parole eravamo noi a raccontarci...Non ci ascoltiamo più, non siamo più in grado di ascoltarci, assetati di far capire l'uno all'altro le proprie convinzioni, accettare che le che cose non siano come prima e prendere atto che qualsiasi sia stata la vera problematica non parliamo, urliamo dentro ad orecchie sorde... Io mi chiedo come le cose sarebbero andate se avessimo affrontato le cose da persone più mature ma inevitabilmente inciampo in quello scalino che fa alterare lui, lui che pensa che avermi abbandonata così all'improvviso giustifichi  il suo distacco liberatorio e che me lo possa far andar bene e metterci una pietra sopra. Quello che ti fotte è che essere lasciati per seguire un altra strada non ti va bene se non è una scelta a cui si è fatto fronte in due, quando si arriva a certi punti in cui il dialogo da una delle parti manca...mettere la proprio vita nelle mani di un altro è unerrore che si fa spesso e spesso, l'altro, non essendo la propria vita non si preoccupa di maneggiarla con cura.Ogni qualvolta si cerchi di aprire un varco c'è qualcosa che fa tremare le parti, la paura di un gesto folle e il ritornare sempre sugli stessi argomenti, porre le stesse domande senza avere la risposta che si desidera, quella risposta convincente,  non essere capaci di dare una motivazione ad una risposta e confondere il presente con il passato.Si passa così tanto tempo insieme che poi per abitudine non ci si sofferma su quello che non va, non si discute più, si subisce un comportamento, quasi come se non ci importasse, e giorno per giornosi arriva a riempire quel secchio che ci teniamo dentro sino a riempirlo colmo di cose non dette e rancori sino a  sentirci liberi di sputare tutto fuori senza ascoltare l'interlocutore, mentre dall'altra parte si ha la stessa convinzione di “ragione”, di  aver subito un colpo basso, da non parlare più ma urlare e portare avanti due discorsi uguali ma visti da due punti di vista diversi. Mi chiedo quando è iniziato questo non dialogare piuttosto che raccontarsi, quando abbiamo iniziato a riempire il nostro secchio l'uno inconsapevole dell'altro e perchè abbiamo preferito questo piuttosto che un confronto che nella coppia è essenziale.Litigare non mi è mai piaciuto, tanto meno farlo con le persone a cui tengo,in quel caso le parole assumono un peso diverso, pensare che chi ha detto di amarti usi certi toni ti fa confondere tra quello che hai vissuto e la persona che hai amato e quello che non conoscevi e così ti metti a letto e ripensi all'infinito a quelle parole che ti martellano l'anima, mi sento sgretolare dentro, inizio ad avere paura di non so nemmeno io cosa e tremo. Ci penso e ripenso, faccio l'analisi logica di ogni parole e mi sorge quel dubbio atroce che mi fa chiedere se quelle parole arrivano dal cuore o dalla situazione attuale, ogni parola pesa come un macigno come una pugnalata inferta al fianco da chi il tuo fianco avrebbe sempre dovuto proteggerlo.Spengo le luci e nonostante sia agosto mi infilo sotto il piumone,ultimamente anche nelle serate più calde il freddo mi avvolge, mi rannicchio su un lato e mi addormento pensando quando saremo in grado di ascoltaci e non ancora di subirci, forse dovremmo mettere da partele nostre convinzioni, quel diritto di volere aver ragione e smetterla di finire le conversazioni aspettando il momento del chi grida di più...forse dovremmo solo smetterla di parlare... Leparole che non servono sono quelle non ricordo più, ma anche quelleche ricordo bene e mi fanno ancora male