Dancing In The Dark

La strada lungo la ferrovia


E' ora di cena, sento la sigla del tg,mia nipote che fa i capricci e i piatti che scontrandosi fannoquell'odioso rumore. Sono seduta sul letto con il laptop sulle gambe,non ho voglia di mangiare tanto meno di incontrare sguardi che datempo cercano di capire cosa mi passi per la testa. Sono sempre stata così, le mie cose ole raccontavo a perfetti estranei o a qualche migliore amica, ora chele cose sono serie, ora che non sono più i problemi adolescenzialiche finiscono con il finire dell'estate o con una nuova uscita congli amici, vedo le facce zitte e imbarazzate ogni qualvolta passodalla camera alla cucina, dal bagno al salotto.Dalla finestra sento le grida dei figlidei vicini che tornano dal mare, la vecchietta di fronte che chiededi lasciare la porta aperta e un cane che abbaia. Mi chiedo se starqui non mi sta facendo perdere qualcosa, se sto dando un freno al miovivere, penso che potrei chiamare Cristina, uscire un po' ma nemmenoil tempo di prendere il telefono che cambio idea. Riposo il telefonosul comodino e senza aver il tempo di contare sino a dieci iltelefono squilla.Generalmente questo era orario dichiamata prima della cena, generalmente di chiamate abituale cen'erano tante e faccio fatica a non farle o pensare che nonarriveranno.Prendo il telefono e spero non siaqualcuno che mi inviti ad uscire perchè so che continuando a dire dino poi le persone si scocciano, ma sono già in pigiama. Lampeggia unnumero che non conosco, sinceramente non saprei nemmeno da doveprovenga, una città diversa dalla mia o straniera, per un attimopenso che le chiamate anonime riprendano piede e un po' insicurarispondo.Alloraquando ci vediamo?Scusa ma chi sei?Ma come chisono? Sono Marco! Sto chiamando dal telefono uk perchè non trovol'altro..Ma come non trovi il telefono? Lohai perso?Ma non lo soche importa, menomale che avevo segnato il numero anche in questo.Scusa ma ci siamo detti che cisaremmo visti oggi?No peròvolevo chiederti di uscire, tanto che ci fai a casa?Eh ho il mio da fare a casa non losai?Ma sentiinvece di pensare e ripensare andiamoci a fare un giro, ti porto avedere le stelle dai poi domani danno brutto!Non lo so non mi va...poi sevoglio tornare a casa?Non ti ciriporto, ti tengo fuori sino a che non ti convinci di non volerstare a casa.Allora non esco proprio!Senti passoda te, andiamo lungo la ferrovia a vederci il tramonto e ci beviamouna old nine, nel caso volessi andare a casa ci torni anche a piedi,così non posso trattenerti.Una old nine a stomaco vuoto? Tuttosommato posso anche farcela e metto in conto che una sono almeno seida dividere. A che ora passi?Sono sottocasa tua!Ma sei scemo? E se non fossi stataa casa?Tina ma conquella faccia secondo te io non lo so che non esci da quando cisiamo visti?Bell'amico, ti ci ho ancoramandato da quando sei tornato?No nonancora, mi ci mandi dopo in diretta.Senti devi aspettarmi una mezz'orae scendo.Ok daimuoviti che si scalda la birra.Mi preparo a dopo.Mi infilo sotto la doccia, do la pappaal cane, prendo le prime cose che trovo e inizio a scendere le scale.Non ho voglia di aspettare l'ascensore, nonostante sia stataraccomandata di non far sforzi piano piano inizio a fare il primopiano, poi il secondo, al terzo trovo l'ascensore li come dire: daisali. Per i restanti piani mi lascio trasportare ed uscendo dalportone lo trovo li. Lo trovo già con due birre aperte, e mi chiedocome faccia ad essere sempre così felice, è li che sorride, come seil suo karma dovesse contagiare il mio.Prendiamo la strada per la vecchiaferrovia, una volta li per penitenza lui ha dovuto baciare unacompagna che odiava, e gli ricordo che quella era la strada dei pegnida pagare e lui mi dice lo so, per questo sono qui. Devi pagarepegno? A chi? Certo se mi devi dei soldi paga pure ma per altro noncapisco. Ci sediamo uno davanti all'altro su due vecchi rotoli in cuisi collocano le bobine di fili, lo vedo guardare il bordo dellafessura della bottiglia e lo sento giocare con la carta stagnola cheprima lo ricopriva.Hai vogliadi parlarmi con calma di quello che ti è successo?Non lo so, sinceramente no o forsedevo solo aspettare di farlo senza che nessuno me lo chieda.Ieri nottemi hai mandato un messaggio, se eri nella merda potevi chiedermi divenire ti avrei raggiunta no?Sto per rispondergli quando evitol'argomento e gli chiedo: Perchè questi sensi di colpa?Perchè pensi che se avessi avuto bisogno non ti avrei chiamato?Perchè tupensi sempre di poter far tutto da sola e ora che io sono qui evorrei aiutarti mi fai sentire impotente.Marco io ti voglio bene ma i mieiproblemi, seppur seri, restano miei, pensavo di uscire e divertirmipiuttosto che stare a parlare di ciò che mi fa star male.Lo so cosati fa star male, so perchè e cosa senti ma io non parlo di questo,io parlo di ieri!Non è stato ne bello neinteressante, sono tornata a casa con le mie gambe, e stamattina misono svegliata come tutte le altre, anzi forse stavo meno peggio.Si ma dai mati rendi conto?Io sono uscita per passare unoretta tranquilla non per farmi del nervoso.Il nervosome lo faccio se permettiIl suono di queste parole mi disarma,quella frase già sentita nemmeno troppo tempo fa, mi lascia senzaparole...esistono milioni di parole al mondo perchè usare quelle?Resto zitta per un po', cerco di guardare l'orizzonte e il sole chepiano piano scende.Ok Vale daiscusa, il fatto è che io sono qui, sono quasi dieci anni che non cifermiamo a parlare seriamente ognuno preso dalle proprie vite, oraanche per poco possiamo aiutarci a vicenda?Gli racconto tutto, ogni istante diquella situazione, gli spiego il perchè e il come, spengo lasigaretta e gli chiedo un altra birra, con l'accendino provo astapparne il tappo ma ora non riesco a far leva. Lo vedo che miguarda ancora come se non volessi che mi fermassi di parlare, nelmentre prende la bottiglia e la stappa lui, me la passa e mi dice dicontinuare. Finisco per raccontargli tutto, e mi chiede come mi sentoma io ancora non lo so, devo ancora metabolizzare, devo ancora capireil vero senso di quell'atto.Mi abbraccia talmente forte che facciofatica a respirare, lo sento dirmi qualcosa nell'orecchio ma noncapisco le parole, i miei occhi erano colmi di lacrime quando mi sonsentita passare la sua mano sulla nuca, incapace di parlare, volevosolo stare al sicuro in quell'abbraccio.Per un po' stiamo zitti, poi miricompongo, dalla borsa prendo un fazzoletto e mi soffio il naso, luimi guarda e mi dice di passargli la birra. Guardo la sua ed è ancoramezza piena, gli chiedo perchè la volesse e lui mi dice che è oradi smetterla. Ok do un ultimo sorso, che si rivelerà poi una golatasino a finirla, sento quell'amaro in bocca e faccio una faccia quasischifata quando lui prende la bottiglia e mi appella come una testadi cazzo.Mi spiacenon esserci stato.Sono io che non ho voluto nessuno,se avessi voluto ci saresti stato, tu o chiunque altro ci sarebbestato se lo avessi voluto.Non miriferisco ad ora, mi riferisco a tutto questo tempo.Ma che dici abbiamo preso stradediverse, siamo stati felici entrambi per le nostre conquiste e inostri errori è stato giusto così.Si forse si,o forse non avremmo dovuto perderci e io avrei potuto contare su dite e tu su di me.Beh ci sei adesso no? A me va benelo stessoLo vedo sorride, poi alzo lo sguardo emi chiede se sono stanca. Si lo sono un po' ma se vuoi restare ancoranon ci sono problemi. Parliamo del più e del meno per un altro paiodi decine di minuti, rinfanghiamo vecchie conoscenze, episodi, efrasi memorabili.Ci incamminiamo verso casa mia e michiede di far veloce perchè il ricordo di quel pergolato lo farabbrividire, rido e gli dico che alla fine non era poi così male,che ora quella che ha dovuto baciare per pure scommesse maschili si èsposata e che ultimamente l'ho vista in giro con un bel pancino.Mi chiede chi sia stato il coraggioso egli do una pacca sulla spalla, siamo quasi davanti al portone quandomi guarda, mi abbraccia e mi dice: Se hai bisogno io ci sono, ci sonosempre, che sia qui o altrove cercami! Rimaniamo d'accordo dirivederci per la famosa cena, e prima di riuscire a trovare lechiavi nella borsa mi avvisa che domani ci si vede allo stesso postodell'ultima partita vista insieme quindi di non arrivare allo stadiocome il mio solito all'ultimo minuto! A domani, a domani testona!