Domenica mattina, niente di più rilassante che starsene nel letto a sentire il rumore del poco traffico che passa sotto la finestra, ancora stremata per la serata di pioggia di ieri, il cane ancora dorme, e assaporo quell’attimo di tranquillità ad occhi chiusi, cercando qualcosa sul lett,o allargo le braccia per poi riportarle vicino al corpo, resto li e svuoto la mente.Devo esserci sta per un po’ quando l’avviso dell’applicazione del telefono mi fa aprire gli occhi, prendo il telefono dalla borsa, apro l’applicazione e leggo:” Quella merda è in costarica!” Mi chiedo di chi stiamo parlando e quando pongo la domanda la risposta tarda ad arrivare. Senti Cri ci vediamo prima del lavoro se ti va di parlare io così non capisco…perdonami.Mi avvio verso casa sua, Recco in questi tempi cambia dalle settimane appena trascorse, gli infissi di molte case ora sono serrati, è facile trovare parcheggio e camminare senza essere presi a botte come un pungiball. Gli abitanti sono alle prese con l’organizzazione della festa dell’otto settembre, i ragazzini in squadre casa per casa, porta per porta, arrivano sino nelle case in mezzo ai boschi e percorrono tutte le creuze impolverate dal sale deposto dalle mareggiate per raccogliere i fondi per lo spettacolo pirotecnico.La trovo li seduta sugli scalini che scendono dal porticato con un sacchetto e un telo mare in mano, gli occhi segnati di chi ha appena pianto…mi spiace vederla così e proverò a farla ragionare. Ci dirigiamo verso la collina luogo di intere giornate a raccontarsi, l’ultima qualche mese fa, entrambe felici l’una per l’altra a confortarsi su quanto fossimo fortunate. Sotto un ciliegio sistemiamo il telo mare e ci sediamo li, aspetto che inizi a parlare ma alla fine sono costretta a chiederle.Mi racconta gli ultimi giorni in cui io sono stata palesemente assente, mi dice che con lui è finita e mi legge decine di messaggi scambiati in poche ore. L’ascolto e mi chiedo se sia io la persona adatta a dar manforte a lei, se sia il caso di parlare con la mente o con i sentimenti che si possono provare per un amica, poi però credo di far la cosa migliore, metto da parte i miei pensieri e le parlo apertamente.Vedi Cri, io so che la maggior parte di quello che mi hai letto sono parole dettate dal dolore, non sei capace di usare parole così taglienti nemmeno per chi ti ha ferita molto più a fondo quindi non sentirti in colpa, forse qualcosa lo pensavi altro lo hai detto per compensare il tuo dolore ma vedrai lui sarà anche in grado di capirlo. Poi…poi c’è il fatto che io non posso dirti che tutto quello che fai va bene, se lo facessi sarei una pessima amica, una qualunque, e allora, ora che ti vedo così ti chiedo se secondo te era giusto mettersi in sto casino. Lui fidanzato, tu innamorata persa di un idea di averlo, perché perdonami ma non è mai stato tuo, e il modo in cui con tanta facilità lui ha tradito la sua donna…. Io vorrei ci pensassi…cosa non ti fa credere che se l’avesse lasciata un giorno lo stesso trattamento non sarebbe stato riservato a te? Io non vorrei mischiare il mio privato con quello che stai passando ma…onestamente… appropiartene in questo modo ti fa sentire la donna che vuoi essere? Forse ora parlo anche un po’ per me…ma credimi prendere così dovrebbe essere segnale di poco rispetto per entrambi, e se non rispetti la persona per cui sai di provare dei sentimenti… mi fermo un attimo e da quel momento non riesco più a parlare.Mi fermo a guardare un punto all’orizzonte, oggi il mare è calmo, il tempo soleggiato e si sta da dio li sotto quell’albero con la prima arietta fresca di fine agosto, cerco di continuare a non pensare a nulla, e così è quando la sento chiedermi scusa. So bene perché mi chiede scusa e forse aiutandola mi sento meno inutile di quanto mi sono resa di esserlo stata nei mesi precedenti, con lei, con lui, con tutti, e forse le mie parole fanno pensare anche me. Mi chiede se sia giusto aspettarlo, se ne vale la pena aspettare che lui si decida e io sprofondo. Non lo so Cri, non saprei che dirti, io per un po’ lo farei, ma poi qualcosa dentro di te cambierà, sarà un esigenza o un desiderio, ma cambierai il modo di pensare e allora senza rendertene conto starai già percorrendo un'altra strada. Questo non vuol dire che se lui tornerà allora tu lascerai tutto, se lui tornerà deciderai in base a quello che senti, alla situazione in cui sei, e non credere che se lui tornasse ora tu saresti così convinta di voler stare con lui, saresti ancora troppo arrabbiata.Mi guarda e annuisce, mi stendo e tra i rami dell’albero intravedo il cielo, guardo le nuvole passare sulle nostre teste, lei mi dice che la nuvola ad est sembra una tazzina di caffe, io le dico che quella sopra di noi sembra una ciambella di quelle che lei mangia in quantità industriali e nemmeno finisco di dirlo che dice: Guarda una culla! Le chiedo di ritornare alla macchina, nel pomeriggio ho in programma di fare una cosa che avrei dovuto far molto prima, lei si accorge che il mio umore è cambiato, non si scusa, sa che è una cosa normale, allora ci alziamo, ho le gambe indolenzite e quel fastidio che continua a non passare, ci dirigiamo verso la macchina e le chiedo se ricordasse dove avessimo seppellito la capsula del tempo…Mi risponde che lo sa benissimo e se avessi voluto metterci dell’altro. No Cri tranquilla era solo per sapere…dai andiamo che fai tardi al lavoro. Scendiamo verso casa sua, il viaggio in silenzio stringendo segretamente quell’oggettino che ancora tengo nella borsa, arriviamo sotto casa e la lascio alla sua macchina consapevole ora di voler star sola..
Domenica mattina
Domenica mattina, niente di più rilassante che starsene nel letto a sentire il rumore del poco traffico che passa sotto la finestra, ancora stremata per la serata di pioggia di ieri, il cane ancora dorme, e assaporo quell’attimo di tranquillità ad occhi chiusi, cercando qualcosa sul lett,o allargo le braccia per poi riportarle vicino al corpo, resto li e svuoto la mente.Devo esserci sta per un po’ quando l’avviso dell’applicazione del telefono mi fa aprire gli occhi, prendo il telefono dalla borsa, apro l’applicazione e leggo:” Quella merda è in costarica!” Mi chiedo di chi stiamo parlando e quando pongo la domanda la risposta tarda ad arrivare. Senti Cri ci vediamo prima del lavoro se ti va di parlare io così non capisco…perdonami.Mi avvio verso casa sua, Recco in questi tempi cambia dalle settimane appena trascorse, gli infissi di molte case ora sono serrati, è facile trovare parcheggio e camminare senza essere presi a botte come un pungiball. Gli abitanti sono alle prese con l’organizzazione della festa dell’otto settembre, i ragazzini in squadre casa per casa, porta per porta, arrivano sino nelle case in mezzo ai boschi e percorrono tutte le creuze impolverate dal sale deposto dalle mareggiate per raccogliere i fondi per lo spettacolo pirotecnico.La trovo li seduta sugli scalini che scendono dal porticato con un sacchetto e un telo mare in mano, gli occhi segnati di chi ha appena pianto…mi spiace vederla così e proverò a farla ragionare. Ci dirigiamo verso la collina luogo di intere giornate a raccontarsi, l’ultima qualche mese fa, entrambe felici l’una per l’altra a confortarsi su quanto fossimo fortunate. Sotto un ciliegio sistemiamo il telo mare e ci sediamo li, aspetto che inizi a parlare ma alla fine sono costretta a chiederle.Mi racconta gli ultimi giorni in cui io sono stata palesemente assente, mi dice che con lui è finita e mi legge decine di messaggi scambiati in poche ore. L’ascolto e mi chiedo se sia io la persona adatta a dar manforte a lei, se sia il caso di parlare con la mente o con i sentimenti che si possono provare per un amica, poi però credo di far la cosa migliore, metto da parte i miei pensieri e le parlo apertamente.Vedi Cri, io so che la maggior parte di quello che mi hai letto sono parole dettate dal dolore, non sei capace di usare parole così taglienti nemmeno per chi ti ha ferita molto più a fondo quindi non sentirti in colpa, forse qualcosa lo pensavi altro lo hai detto per compensare il tuo dolore ma vedrai lui sarà anche in grado di capirlo. Poi…poi c’è il fatto che io non posso dirti che tutto quello che fai va bene, se lo facessi sarei una pessima amica, una qualunque, e allora, ora che ti vedo così ti chiedo se secondo te era giusto mettersi in sto casino. Lui fidanzato, tu innamorata persa di un idea di averlo, perché perdonami ma non è mai stato tuo, e il modo in cui con tanta facilità lui ha tradito la sua donna…. Io vorrei ci pensassi…cosa non ti fa credere che se l’avesse lasciata un giorno lo stesso trattamento non sarebbe stato riservato a te? Io non vorrei mischiare il mio privato con quello che stai passando ma…onestamente… appropiartene in questo modo ti fa sentire la donna che vuoi essere? Forse ora parlo anche un po’ per me…ma credimi prendere così dovrebbe essere segnale di poco rispetto per entrambi, e se non rispetti la persona per cui sai di provare dei sentimenti… mi fermo un attimo e da quel momento non riesco più a parlare.Mi fermo a guardare un punto all’orizzonte, oggi il mare è calmo, il tempo soleggiato e si sta da dio li sotto quell’albero con la prima arietta fresca di fine agosto, cerco di continuare a non pensare a nulla, e così è quando la sento chiedermi scusa. So bene perché mi chiede scusa e forse aiutandola mi sento meno inutile di quanto mi sono resa di esserlo stata nei mesi precedenti, con lei, con lui, con tutti, e forse le mie parole fanno pensare anche me. Mi chiede se sia giusto aspettarlo, se ne vale la pena aspettare che lui si decida e io sprofondo. Non lo so Cri, non saprei che dirti, io per un po’ lo farei, ma poi qualcosa dentro di te cambierà, sarà un esigenza o un desiderio, ma cambierai il modo di pensare e allora senza rendertene conto starai già percorrendo un'altra strada. Questo non vuol dire che se lui tornerà allora tu lascerai tutto, se lui tornerà deciderai in base a quello che senti, alla situazione in cui sei, e non credere che se lui tornasse ora tu saresti così convinta di voler stare con lui, saresti ancora troppo arrabbiata.Mi guarda e annuisce, mi stendo e tra i rami dell’albero intravedo il cielo, guardo le nuvole passare sulle nostre teste, lei mi dice che la nuvola ad est sembra una tazzina di caffe, io le dico che quella sopra di noi sembra una ciambella di quelle che lei mangia in quantità industriali e nemmeno finisco di dirlo che dice: Guarda una culla! Le chiedo di ritornare alla macchina, nel pomeriggio ho in programma di fare una cosa che avrei dovuto far molto prima, lei si accorge che il mio umore è cambiato, non si scusa, sa che è una cosa normale, allora ci alziamo, ho le gambe indolenzite e quel fastidio che continua a non passare, ci dirigiamo verso la macchina e le chiedo se ricordasse dove avessimo seppellito la capsula del tempo…Mi risponde che lo sa benissimo e se avessi voluto metterci dell’altro. No Cri tranquilla era solo per sapere…dai andiamo che fai tardi al lavoro. Scendiamo verso casa sua, il viaggio in silenzio stringendo segretamente quell’oggettino che ancora tengo nella borsa, arriviamo sotto casa e la lascio alla sua macchina consapevole ora di voler star sola..