Dancing In The Dark

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 C’è qualcosa capace di perseguitarti, qualcosa che quando credi di aver messo i piedi su qualcosa di solido, ti spinge nel baratro, ti porta a fondo come un sasso buttato nell’acqua e che velocemente scende.  Non so cosa sia stato, certo sono stata bene, forse per la prima volta, sono stata davvero bene, ho riso come non mai, ho scoperto la complicità che si può avere con una persona con cui si ha condiviso tanto, troppo, e se pensassi solo a questo potrei dire che sono vincente, che i tanti discorsi fatti da amici, conoscenti o solo a chi ho chiesto un parere può andare a farsi fottere. Avevo già una prova, sono già stata vincente ma il caso era diverso, ora no, ora so che per quanto nemmeno io ci credessi…siamo arrivati a quel punto. Forse è stato raccontarsi, c’era quella cosa che dovevo dire, che avrei voluto raccontare, che alla fine poi non ho nemmeno raccontato, l’ho solo scritto in un foglietto volante, però, nonostante l’imbarazzo, la paura di un giudizio, è come se mi fossi liberata…quante volte avrei voluto raccontartelo, quante volte mentre eravamo soli mi è venuto in mente quel ricordo per cui per tanti anni mi sono sentita colpevole e condividerlo con te, con te che ho sempre detestato avere segreti, mi ha fatto bene, mi ha fatta sentire un po’ più leggera. Sarà che era tanto, tantissimo,  che quegli occhi non li attraversavo, non scrutavo la loro luce, la luce che ora ti illumina nonostante quella fessura in cui si intravede la tua anima…avrei fermato il tempo li, in qualche modo l’ho fatto, è come se avessi cattato la polaroid di un traguardo, scattata mentre morsicavo il labbro e cercavo di non pensare a nulla.Quel momento mio, forse nostro, è li, fa male quanto bene, fa sognare quanto soffrire ma, se devo soffrire, allora lo voglio fare sino in fondo, voglio conviverci con quel dolore,  voglio che quel dolore mi accompagni sino a che si sentirà in dovere di esserci, una finta felicità non porterebbe via nessun dolore, avrebbe solo una carta da giocare quando gli farà comodo…riportare il dolore ancora più forte di prima.