Tyki's Fantasy

CAPITOLO XVI


"Vash!!" gridò Sarah, preoccupata."Ragazze, questo è un duello che riguarda noi due. Allontanatevi e limitatevi a guardare." rispose lui."Dategli retta, signorine." aggiunse l’altro: "Non potrei perdonarmelo, se vi succedesse qualcosa."Diana gli rispose con una smorfia di disprezzo, ma obbedì al cacciatore, trascinando in disparte anche l’amica. Vash estrasse lo spadone, mentre l’altro si mise in guardia."Cosa vorresti fare con quel ferro vecchio?" lo derise il cavaliere, affondando subito dopo la punta dell’alabarda verso l’avversario.Il cacciatore schivò facilmente e rispose con un fendente, parato prontamente dall’altro. In breve i due si scatenarono con una serie di attacchi, parate, contrattacchi e schivate in rapida successione, mentre le due spettatrici osservavano con incredula ammirazione, ma anche qualche timore. I due giovani sembravano quasi esibirsi in una danza pericolosa, nella quale sbagliare un passo sarebbe potuto costare la vita. Attaccavano con grande rapidità e reagivano con dei riflessi prontissimi, come se ogni movimento fosse automatico e naturale. Vash riuscì a colpire il cavaliere con un calcio allo stomaco, ma poco dopo questo gli rispose con un colpo di manico al fianco.Diana rimase letteralmente a bocca aperta. Certo non si era mai aspettata di essere all’altezza del cacciatore, la sua abilità con le armi non era nemmeno paragonabile. Però in quel momento si accorse veramente di cosa volesse significare combattere. Quei due non erano sicuramente guerrieri ordinari. E mentre Sarah semplicemente sgranava gli occhi per la meraviglia, lei si sentiva invece vulnerabile e debole. Se un giorno si fosse trovata di fronte un nemico come quelli, non avrebbe avuto alcuna speranza di sconfiggerlo.Il cavaliere approfittò di un istante di esitazione dell’avversario per rifilargli una forte spallata e per mandarlo così a terra. Piantò però l’alabarda nel terreno, perché Vash si spostò subito di lato e rialzatosi, quest’ultimo allungò la gamba, facendo inciampare l’altro. Il cavaliere finì a sua volta a terra e il cacciatore non si fece sfuggire l’opportunità di portargli la punta dello spadone alla gola, il duello era giunto al termine."Va bene! A quanto pare hai vinto tu!" constatò il cavaliere: "Fai di me quello che ti pare!""Vash!" esclamò Sarah, accorsa subito accanto al cacciatore: "Non vorrai mica…""No, non ho intenzione di sporcare la mia spada con il sangue di questa nullità." rispose."Beh… In effetti nemmeno a me garba l’idea di venire finito da quel pezzo di ferraglia arrugginita." affermò lo sconfitto: "E poi non montarti la testa solo perché hai avuto un pizzico di fortuna in più. Ai miei occhi rimani sempre uno sporco barbaro."Diana non capiva come potesse avere ancora la lingua così tagliente, trovandosi in quella situazione. Il cavaliere fissava Vash con un ghigno ostile, invece di implorare il perdono per quello che aveva detto."Smettila, o giuro che ti riduco io in concime per le piante!" disse il cacciatore decisamente più annoiato che arrabbiato, mentre riponeva lo spadone nel fodero."Dannazione!" imprecò l’altro rialzandosi: "Ero sicuro che questa volta ti avrei battuto, Vash!"Le ragazze si guardarono tra loro esitanti."Sei troppo ottimista, lo sapevi che sono sempre stato più forte di te." dichiarò il cacciatore: "Pensavi forse che in quest’ultimo anno mi fossi rammollito?""Ci speravo…! No, a parte gli scherzi… mi sono allenato duramente, ma vedo che ti sei mantenuto in forma anche tu.""Scusate!" intervenne Sarah: "Ma voi due vi conoscete?"Il giovane cavaliere si avvicinò a lei con un sorriso cordiale."Perdona la mia maleducazione, o incantevole fanciulla." le sussurrò prendendogli delicatamente la mano e baciandogliela: "Il mio nome è Ander, ho diciott’anni e sono celibe. È con immenso piacere che faccio la tua conoscenza, signorina…""Sarah" rispose lei arrossendo."Come mi aspettavo, hai un nome meraviglioso, degno di una ninfa del bosco.""Guarda che ci troviamo in questa foresta solo di passaggio…" lo corresse Diana.Con altrettanto garbo Ander si presentò anche a lei, riservandole la stessa galanteria."Diana… davvero incantato!" disse: "Vash, dimmi. Quale di loro è la tua ragazza? In ogni caso devo dire che hai davvero buon gusto!""Ander, finiscila di fare il cascamorto…""Come? Non vorrai tenertele tutte e due? È immorale!""Ma che stai dicendo?! Tu di certo non ti sei mai fatto di questi problemi!" rispose il cacciatore: "E poi nessuna di loro è la mia ragazza!""Dovevo aspettarmelo! Comunque molto meglio così…""Cambiando argomento… Cosa ci fai tu da queste parti?" gli chiese Vash."Potrei farti la stessa domanda…""Capisco, quindi hai intenzione di passare sotto le Silver Mountains attraverso la miniera di mithril, giusto?" chiese Ander."Esatto." rispose il cacciatore: "Tu invece cosa pensavi di fare?""Mah… pensandoci bene, non ho nulla di importante da fare. Sai cosa ti dico? Vengo con voi!"Vash fissò il cavaliere pensieroso. Si erano fermati vicino a un torrente per raccontarsi le proprie vicende e ora tutti e quattro sedevano sulle rocce."Come sai, la miniera è abbandonata da molti anni." dichiarò Ander: "È infestata di mostri e alcuni sembra siano piuttosto pericolosi anche per noi due. Non puoi rifiutare il mio aiuto.""E perché ci tieni tanto a darmi una mano?""Non essere sciocco, siamo amici, no?" chiarì il cavaliere: "Ormai è passato un anno dall’ultima volta che ci siamo visti. E se ben ricordi, non fu proprio in un’occasione allegra…""Già… ma tu non dovresti cercare di uccidermi?" domandò Vash."Ti sbagli… non hai notato il mio equipaggiamento? Ora siamo nella stessa situazione."Il cacciatore annuì. Le ragazze non capivano molto dei loro discorsi, ma si limitarono ad ascoltare. In fondo era un incontro tra vecchi amici, era giusto lasciarli parlare in pace. O perlomeno così la pensava Diana."Scusate, potrei sapere dove vi siete conosciuti?" chiese Sarah.Vash le diede un’occhiata poco propensa a rispondere e la ragazza quasi si pentì di aver fatto quella domanda."Eravamo compagni d’armi…" iniziò Ander, zittito poi da uno sguardo dell’amico.Consumato un pasto veloce, proseguirono tutti assieme in direzione nord-ovest. Il cavaliere si dimostrò un tipo simpatico, loquace, allegro e ogni tanto un po’ scherzoso. Il tempo volò via in fretta e anche la fatica si fece sentire meno. Sarah trovava molto gradevole la compagnia di Ander, però Diana continuava a essere decisamente scontrosa nei suoi confronti. Vash come al solito faceva strada in silenzio.La sera si fermarono in una piccola radura. Sarah impugnò l’arco e prese una lepre, dopo che Ander era riuscito a stanarla. Il cavaliere si mise poi a scuoiarla sul posto e la ragazza rimase a guardare senza risentirne di stomaco o svenire. Le fatiche dei viaggi, i momenti duri in cui dovette lottare per la vita, ma soprattutto la fame vera, che rendeva il cibo assolutamente necessario per recuperare le forze, erano esperienze che potevano cambiare molto una persona. Se ne rendeva conto un po’ per volta, di giorno in giorno.Mentre mangiavano, Ander affermò soddisfatto che ogni tanto era giusto mangiare anche della carne fresca, soprattutto se si viaggiava in luoghi dove la selvaggina abbondava."Che io sappia, nella miniera non vive nulla di commestibile e nel canyon di Yuwa le cose cambiano di poco…" aggiunse."Vicino alla miniera c’è un piccolo villaggio, quasi disabitato." disse Vash: "Un tempo ci vivevano le famiglie dei minatori. Lì ci fermeremo per comprare qualche provvista prima di proseguire."Dopo la cena, Vash si allontanò per un momento e Diana si preparò il sacco a pelo per la notte. Sarah si sedette in disparte a osservare le stelle, ricordando la prima notte che passò all’aperto con il cacciatore.Pensò a lui.Sin dal loro primo incontro si era sentita come se le avesse dato una scossa. L’aveva salvata dai banditi, l’aveva portata con sé e le aveva fatto vedere il mondo fuori dal suo villaggio. Aveva vissuto esperienze emozionanti, anche molto pericolose… spesso aveva sentito il cuore batterle forte. Eppure l’emozione che provava stando vicino a Vash continuava a essere la stessa del primo giorno.Ander la raggiunse interrompendo i suoi pensieri. Aveva un’espressione quasi nostalgica, mentre la guardava negli occhi."Le assomigli davvero tantissimo…" sussurrò il cavaliere: "Vash non può non averlo notato…""Di chi stai parlando?" domandò lei.Il giovane rimase muto per qualche istante con un’aria triste, poi si diede una scossa improvvisa e ritrovò il buon umore."Ah, niente! Di un’amica di vecchia data.""Diana, dimmi… Qual’è il tuo ragazzo ideale?" le domandò Ander.Era uno dei tanti discorsi che tirava fuori per ammazzare il tempo, mentre seguivano il sentiero che si allungava davanti a loro. Verso mezzodì il cielo si era annuvolato e avevano accelerato il passo per cercare di raggiungere il villaggio prima che potesse iniziare a piovere intensamente. Ciononostante il cavaliere non ne voleva sapere di rinunciare alle chiacchiere. Diana pensò che doveva averne di fiato da vendere."Non ci stai provando con me, spero…!" esclamò la ragazza, scocciata."Ma come? Non è il tipo di discorso che piace a te?" la punzecchiò Sarah.Vista l’insistenza dei due, Diana rifletté sul genere di risposta da dare. Poi indicò semplicemente Vash, che guidava il gruppetto davanti a tutti."Ho l’impressione di non piacerti molto… mi sbaglio?" chiese Ander: "Peccato, perché invece tu mi piaci molto!""Inizio a capire quale fosse il vero motivo per cui volevi unirti a noi…" esclamò Vash con una nota di rimprovero nella voce.Il cavaliere lo ignorò e si concentrò piuttosto ad apprezzare la scollatura tra i seni di Diana. Lei se ne accorse e si coprì meglio, lanciandogli allo stesso tempo uno sguardo rabbioso."Sai, Diana, io e Vash non siamo poi così diversi…" affermò sorridendole: "…con la differenza che io so cosa vuole una donna!""Oh! Ma per piacere!" esclamò lei."Lo sai, hai degli occhi bellissimi. Sembrano due magnifici zaffiri…""A me non pareva che tu mi stessi guardando gli occhi!" rispose Diana."Questo perché sei bella tutta, una vera opera d’arte, come una di quelle superbe statue, scolpite dai migliori maestri di Rushton!" continuò lui: "E poi quelle labbra … mi ricordano un frutto al massimo della maturazione, che chiede solo di essere colto al più presto…"<<Tra poco vomito…>> pensò tra sé la ragazza di Tunsea con disgusto."Adesso basta, Ander!" esplose il cacciatore all’improvviso: "Lo sapevo che sarebbe andata in questo modo!""Che ti prende? Sei geloso?" gli domandò l’altro."Scherzi? Lo sai che mi viene il mal di testa quando ti comporti così!" insistette Vash: "E se non sbaglio stai infastidendo pure Diana!"La ragazza annuì con decisione, convinta che il cacciatore si fosse realmente ingelosito per lei. Sarah invece non riusciva a capire perché l’amica stesse gongolando con un largo sorriso stampato sul volto.In ogni caso, da quel momento la marcia proseguì nel silenzio. Appena il bosco iniziò a diradarsi, i quattro ragazzi poterono vedere le Silver Mountains che incombevano sopra di loro. Le nubi avevano oscurato il cielo ben prima del tramonto. Ormai erano quasi giunti al villaggio, quando iniziarono a cadere le prime gocce di pioggia.