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Viaggio nel Kurdistan turco, Newroz 2007

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28 XII 2009: Manifestazioni contro gli arresti BDP

Post n°214 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da gaibo

Notizie tratte da Firat News Ajans (www.firatnews.com )Anche oggi, come ormai ogni giorno, continua la mobilitazione kurda.28 Dicembre 2009: a Batman 15 mila kurdi stanno manifestando contro l’operazionedi arresti di sindaci e militanti del BDP del 24 XII. La polizia, con grandespiegamento di forze, cerca di ostacolare la manifestazione.Tensione anche alla manifestazione BDP di Igdir.Più gravi scontri si sono svolti oggi ad Hakkari, dove il centro urbano si è dinuovo trasformato in un campo di battagia.“Siamo tutti del KCK” [“L'Unione delle comunita' Kurde”] e “Non potete chiuder inostri partiti, se li chiudete cresciamo ancora di più” erano, anche qui, tragli slogan più diffusi. Il parlamentare BDP Hamit Geylani, prima giàparlamentare Hadep, Dehap, Dep, ha detto nel suo discorso: “Si sac he la vitadi una rosa dura poco, ma i rami e le radici della quercia che ora è il nostroemblema crescono meglio se vengono potati, e la vita della quercia è lunga” (larosa era il simbolo del disciolto DTP, la quercia è il simbolo del nuovo BDP).Dopo il suo discorso è stata inaugurata la sede del partito. Poi il corteo,aggredito dagli idranti dele Forze dell’ordine. Scenario consueto: panzer eblindati, gas lacrimogeni, manganelli, e i negozi chiudono per protesta.Altre manifestazioni odierne a Van, Erciþ, Malazgirt, Kagizman, Diyarbakir,Ardahan, Adana.A Van circa 10 mila persone. Slogan: “Continuate con le operazioni ed itentativi golpisti, noi continuiamo con la lotta per la libertà e conl’associazionismo democratico”, “In Turchia ci sono 15 milioni di aderenti alKCK”.Corteo anche a Nusaybin.Tra gli arrestati del 24 XII c’è anche il Presidente dell’Associazione per iDiritti umani IHD (Insan Haklari Dernegi), avvocato Muharrem Erbey (che erastato l’avvocato difensore di Dino Frisullo dopo il suo arresto a Diyarbakir alNewroz 1998, oltre che caro amico di Dino).

 
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BDP (Partito della pace e della democrazia): all'opinione pubblica internazionale

Post n°213 pubblicato il 26 Dicembre 2009 da gaibo

BDP 25 dicembre 2009: Il 24 dicembre 2009, di mattina presto, le Forze dell'ordine turche hanno realizzato una estesa operazione di polizia contro il BDP (Partito della pace e della democrazia). Più di 80 persone sono state fermate, fra le quali ci sono anche ex parlamentari ed ex sindaci. I fermi sono stati realizzati in spregio dei più universali diritti universali. Le loro abitazioni private sono state devastate senza il minimo rispetto della proprietà privata. Il 23 dicembre, dopo la decisione della Corte costituzionale turca assunta lo scorso 11 dicembre di mettere il Partito della società democratica fuori legge, 94 sindaci e tutti gli amministratori locali del DTP hanno deciso di aderire al BDP. Questa operazione contro il BDP condotta nemmeno 24 ore dopo quella decisione ci fa pensare molto. Dopo la grande affermazione del DTP nelle elezioni amministrative dello scorso 29 marzo, ci sono stati gli arresti di 53 dirigenti del Partito effettuati il 14 aprile, tra i quali anche il vicepresidente del DTP. Trascorso 8 mesi non hanno avuto ancora inizio i processi contro di essi dato che il dossier che li riguarda è stato dichiarato di interesse nazionale e non suscettibile di essere fatto oggetto di pubblico dibattimento. Il motivo degli arresti, in questo modo, rimane sconosciuto. Dopo l'operazione di polizia dello scorso 14 aprile sono stati arrestati oltre 500 dirigenti politici kurdi.Mentre queste situazioni rimangono ancora oggi in tutta la loro gravità senza soluzione alcuna, al momento sono stati posto sotto fermo dietro mandato della Procura della Repubblica, con l'operazione del 24 dicembre i seguenti esponenti politici locali kurdi e membri della società civile: Dicle Hatip copresidente del Congresso della società democratica ed ex deputato del DEP, Muharrem Erbey, Vice presidente della Associazioni per i diritti umani e Presidente della sezione di Diyarbakir, Selim Sadak, Sindaco del comune di Siirt; Necdet Atalay, Sindaco del comune di Batman; Zülküf Karatekin, Sindaco del comune di Kayapýnar; Ethem Sahin, Sindaco del comune di Suruç; Leyla Güven, Sindaca del comune di Viransehir; Ahmet Cengiz, Sindaco del comune di Çýnar; Aydýn Budak, Sindaco del comune di Cizre; Ferhan Türk, Sindaco del comune di Kýzýltepe; Abdullah Demirbas, Sindaco del comune di Sur; Hüseyin Kalkan, ex sindaco del comune di Batman; Emrullah Cin, ex sindaco del comune di Viransehir; Fikret Kaya, ex sindaco del Comune di Silvan; Fýrat Anlý, ex sindaco del comune di Yenisehir; Yasar Sarý, Direttore del DÝSKÝ; Ali Simsek, vice-sindaco dell'area metropolitana di Diyarbakýr,.Mentre da un lato parla di apertura democratica ingannando l'opinione pubblica mondiale e nazionale, il governo dell'AKP aumenta la repressione contro i legittimi rappresentanti del popolo kurdo. Nelle ultime elezioni amministrative il DTP ha preso più o meno 2,5 milioni di voti. I due co-presidente del Partito, Ahmet Turk e la signora Aysel Tugluk sono stati espulsi dalla Grande assemblea nazionale ed il partito è stato chiuso. Contro questi attacchi il gruppo del DTP alla Grande assemblea nazionale aveva deciso inizialmente di dimettersi dal Parlamento ma l'appello dell'opinione pubblica che aveva chiesto loro di insistere ha fatto si che fosse presa la decisione di unirsi al BDP continuando nel parlamento la loro lotta democratica. Questa operazione è una provocazione effettuata col consenso dell'AKP. Dopo l'operazione di polizia dello scorso 14 aprile e la chiusura del DTP avevamo lanciato un appello pubblico lanciato all'opinione pubblica turca ed a quella internazionale; la mancanza di una adeguato riscontro ha favorito l'aumento della repressione contro la volontà politica kurda. Come BDP vogliamo condividere con voi la preoccupazione che questi attacchi non fanno altro che aumentare la crisi e la violenza politica interna. La soluzione non è arrestare la volontà politica dei kurdi ma conoscere le loro posizioni ed accettarli come interlocutori per cercare assieme delle soluzioni condivise. Vogliamo avvertire l'opinione pubblica turca e mondiale che il tentativo dell'AKP di trovare una soluzione alla questione kurda senza i kurdi vuol dire spingere la Turchia verso una guerra totale. La tensione che si svilupperà in Turchia influenzerà negativamente la scena politica medio-orientale e mondiale. Crediamo sia vitale che l'opinione pubblica si mostri nettamente contro queste ingiustizie e queste dure repressioni e che si esprima per la democrazia plurale. Chiediamo a tutta l'opinione pubblica democratica di far sentire la sua voce e di essere solidale contro queste operazioni effettuate verso il BDP e la società civile kurda.

 
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GLI ARRESTI DI NATALE DEGLI AMMINISTRATORI KURDI

Post n°212 pubblicato il 25 Dicembre 2009 da gaibo

24 Dicembre 2009 - Questa mattina alle ore 5:00 ha avuto inizio una operazione di polizia da parte delle Forze di sicurezza turche che ha portato all’arresto di decine di sindaci e amministratori locali del neonato partito BDP (Partito della pace e della democrazia). Al momento si segnalano oltre 85 fermi in attesa di convalida dell’arresto. Questa operazione, attuata nel giorno della vigilia di Natale, dimostra, ancora con maggior forza, l’assoluta mancanza di volontà della Turchia di avviare un reale confronto democratico col popolo kurdo ed i suoi rappresentanti, legalmente e democraticamente, eletti nelle elezioni amministrative della scorsa primavera. Questa operazione chiude un 2009 che ha visto da marzo ad oggi, l’arresto di migliaia di amministratori locali dell’ex DTP (Partito della società democratica) e attivisti della società civile kurda, la chiusura da parte della Corte costituzionale turca del DTP ed una serie di violenze di piazza che rendono quest’anno che volge al termine, l’ennesimo anno di violenza e repressione e che vede le speranze di pace e dialogo che sembrava si stessero concretizzando, allontanarsi sempre di più. Giungono notizie di assembramenti di uomini e mezzi dell’esercito turco nella zona kurda in preparazione di operazioni militari: il riaccendersi della guerra sembra essere prossimo e concreto. Consapevoli che alla repressione delle forme democratiche e alla cancellazione del diritto di rappresentanza politica segue la repressione armata e la guerra, ci rivolgiamo con forza a tutti gli amministratori locali italiani, che in molti casi in questi anni hanno iniziato degli importanti progetti di collaborazione e di sviluppo con le amministrazione del DTP nel Kurdistan turco, ed ai mezzi di informazione affinché facciano sentire la loro protesta forte e la loro denuncia contro questo ennesimo tentativo di affossare la pace e di reprime il legittimo diritto di un popolo ad esistere. Aggiungiamo la lista aggiornata dei fermati: Sindaci in carica fermati:- Leyla Güven, Sindaco di Viranşehir, (Membro della assemblea degli enti locali del Consiglio d’Europa)- Aydın Budak, Sindaco di Cizre,- Selim Sadak, Sindaco di Siirt - ( Ex. Deputato del DEP che è stato in carcere per 10 anni con Leyla Zana) ,- Zülküf Karatekin, Sindaco di Kayapınar,- Ethem Şahin, Sindaco di Suruç,- Ahmet Cengiz, Sindaco di Çınar,- Ferhan Türk, Sindaco di Kızıltepe,- Abdullah Demirbaş, Sindaco di Sur,- Necdet Atalay, Sindaco di Batman- Songul Erol Abdil, Sindaco di DersimEx Sindaci :- Emrullah Cin, Sindaco di Viranşehir- Hüseyin Kalkan, Sindaco di Batman- Fikret Kaya, Sindaco di Silvan- Abdullah Akengin.Sindaco di Dicle-Avv. Firat Anli, Il presidente della federazione del DTP Diyarbakır e ex. Sindaco di Yenisehir,-Ali Simsek, il vice sindaco di Diyarbakır, - Hatip Dicle, copresidente del DTK (Congresso della Società Democratica ed ex. Deputato del DEP che è stato in carcere per 10 anni con Leyla Zana)Ex dirigenti del DTP: Aydın Kılıç, İlyas Sağlam Il presidente della Federazione del DTP di Batman, Nurhayat Üstündağ, Abdullah Ürek, Celil Piranoğlu ed il consigliere del comune Batman Şirin BağlıEd in oltre :- Avv.Muharrem Erbey,il presidente del IHD (Associazione dei diritti umani) di Diyarbakir- Sakine Kayra, membro del movimento delle donne libere e democratiche,- Fethi Suvari, Agenda locale 21,- Avv. Servet Özen, Presidente del DİSKİ ed il suo vice Yaşar Sarı,- Gülizar Akar, Impiegata dell’ assemblea delle donne Kadın,- Kerem Çağıl, Dirigente del asso. Göç-Der (Associazione dei sfolatti Interni),- Ferzende Abi, Presidente del Associazione MEYADER di Van, Gli altri arresti secondo le citta:- Diyarbakır: Adil Erkek, Bedriye Aydın, Fatma Karaman, Ramazan Debe,- Van: Tefik Say, M. Sıdık Gün, Yıldız Tekin, Hilmi Karakaya, Cafer Koçak, Ferzende Abi, Sabiha Duman, Ahmet Makas, Zihni Karakaya, Resul Edmen ve ismi öğrenilemeyen bir öğrenci,- Urfa: Mehmet Beşaltı, Müslüm Caymaz, Mehmet Çağlayan, İbrahim Halil Göv, Abdürrezzak İpek,- Şırnak: Memduh Üren, Necip Tokgözoğlu, Sami Paksoy, Ömer Yaman, Serbest Paksoy, Mesut Altürk, Hasan Tanğ, Serdar Tanğ, Yusuf Tanğ, Cahit Tanğ, Ekrem Babat, Segban Bulut, Mustafa Tok, Agit Berek.

 
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DTP MESSO FUORI LEGGE

Post n°211 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da gaibo

COMUNICATO STAMPA Oggi la corte costituzionale ha messo fuori legge il partito Kurdo e ha fatto cadere il mandato del presidente Ahmet Turk, la deputata Aysel Tugluk e inoltre 37 dirigenti del DTP hanno avuto il divieto di fare politica per 5 anni, con la motivazione di essere una minaccia per unita nazionale secondo articolo 101 e 102. I 37 dirigenti politici curdi sono :" Abdulkadir Fırat, Abdullah İsnaç, Ahmet Ay, Ahmet Ertak, Ahmet Türk, Ali Bozan, Ayhan Ayaz Aydın Budak, Ayhan Karabulut, Aysel Tuğluk, Bedri Fırat, Cemal Kuhak, Deniz Yeşilyurt,i Ferhan Türk, Fettah Dadaş, Hacı Üzen, Halit Kahraman, Hatice Adıbelli, Hüseyin Bektaşoğlu, Hüseyin Kalkan, İzzet Belge, Kemal Aktaş, Leyla Zana, Mehmet Veysi Dilekçi, Metin Tekçe, Murat Avcı, Murat Taş, Musa Farisoğlulları, Necdet Atalayı, Nurettin Demirtaş ve Selim Sadak." Condanniamo fortemente la decisione della corte costituzione della Turchia, che non aiuta ad soluzione pacifiche e democratiche della questione kurda. Questo decisione rallenta ulteriormente la democratizzazione della Turchia e cerca di spingere il popolo kurdo fuori della scena politica. Siamo sciuri che il nostro popolo non lasciare la strada politica e pacifica per la soluzione della questione kurda ma se l’EU vuole una Turchia democratica deve intervenire per far cambiare la legge che riguardo i partiti politici. Una Turchia che nel 21. Secolo mette fuori legge l’unico voce politica Kurda in Turchia non dovrebbe avere il diritto di entrare UE. Chiediamo al opinione pubblica europea di non lasciare il popolo kurdo da solo ed di sentire la suo voce per aiutare la Turchia ad affrontare e tollerare le minoranze e le diversità.

 
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COMUNİCATO STAMPA DEL DTP

Post n°210 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da gaibo

ALL’OPINIONE PUBBLICA INTERNAZIONALEIl 20 Novembre 2007 è stato aperto un procedimento davanti alla Corte costituzionale per chiedere la chiusura del Partito della Società Democratica (Demokratik Toplum Partisi – DTP).L’8 Dicembre 2009 la Corte costituzionale si riunirà ed emmetterà un giudizio sulla chiusura del caso il cui procedimento è durato 2 anni. Se il caso (che come la spada di Damocle pende sul nostro Partito) si concluderà con una decisione favorevole alla chiusura non sarà la prima volta che accadrà per partiti che, in Turchia, hanno fatto politiche in favore dei kurdi. Come il HEP, il DEP, il OZDEP e l’HADEP che sono stati chiusi e il DEHAP che ha deciso di scioglierisi a causa dei provvedimenti giudiziari che avevavo pendenti su di sè. La ragione che ha portato alla richiesta di chisura dei partiti è sempre stata relativa al loro approccio alla questione kurda.La richiesta di chiusura contro il DTP è la dimostrazione di un conflitto universale coi principi legislativi universali. Nonostante che lo sbarramento del 10% nelle elezioni politiche sia inteso per impedire la rappresentanza dei kurdi in Parlamento, nelle elezioni del 22 luglio del 2007 il DTP è riuscito ad eleggere 22 candidati approntando una lista di indipendenti. Il nostro Partito ha portato un grande contributo alla democrazia turca attraverso la nostra concreta opposizione parlamentare, la nostra attiva partecipazione alle attività legislative e la nostra battaglia democratica per la democratizzazione del paese. Per la risoluzione della questione kurda attraverso un percorso democratico, pacifico e conciliatorio attraverso la presentazione alla Grande assemblea nazionale turca di progetti organici, il nostro partito ha capeggiato lo sviluppo di un dibattito sulla soluzione della questione kurda.Con la sua presenza e la sua opposizione attiva il DTP ha esercitato grandi sforzi per superare la mentalità chiusa e autoritaria esistente in Turchia. Ha espresso l’importanza delll’autoespressione di differenti identità e culture. Lotta per portare una concezione pluralistica della democrazia. Le attuali basi della Costituzione della Repubblica sono “Una lingua, una nazione ed una cultura”. Questo approccio è affermato nella Costituzione. La concezione dello Stato di ogni identità differente dalla “turchità” in termini di “l’altro”, “separatismo” e “nemico” ha causato molte tragedie e molto dolore sin dallo stabilimento della Repubblica. I massacri di Dersim, Maras, Sivas, Corum, e Gazi ne sono soltanto alcuni esempi. Le politiche di negazione, distruzione e assimilazione imposte ai kurdi durante gli 86 anni di storia della Repubblica turca hanno provocato 29 ribellioni kurde. Kocgiri, Sheik Said, Agri, Dersim e molte alter rivolte kurde sono state soffocate nel sangue. Credendo che la loro storia dolorosa non è un destino, che alla fine la democrazia e la pace saranno stabilite sulla millenaria terra di Mesopotamia e che nazioni diverse potranno vivere assieme come liberi ed uguali, il popolo kurdo non ha mai interrotto la battaglia per la libertà, la democrazia e la pace.Dopo il 29 marzo 2009, il giorno delle elezioni amministrative, il dibattito sulla questione kurda in Turchia – chiamato per la prima volta col suo vero nome- ha provocato lo sviluppo di speranze crescenti nella società turca. Discussioni sulla risoluzione della questione kurda stabilendo che il processo sarà democratico e pacifico e non basato sulla repressione, la negazione e la distruzione hanno provocato ulteriori speranze. La fede nell’esistenza di un’altra opzione oltre a quella “uccidere e morire” e la possibilità di una diplomazia basata sul principio “vivi e lascia vivere” hanno influenzato positivamente non solo i kurdi ma anche le altre comunità. Non comprendendo l’insistenza dell’AKP nell’escludere il nostro partito dal processo democratico, il nostro partito ha sempre condiviso il principio di condividere il processo di sviluppo democratico con l’opinione pubblica. Nonostante gli sforzi del nostro partito per la pace e la democrazia, il governo dell’AKP ha sempre difeso le ondate repressive contro il nostro Partito e attraverso le sue dichiarazioni ha preparato i tentativi di linciaggio contro di noi. Assieme all’intensificazione la repressione contro il nostro Partito, l’AKP ha anche intensificato le operazioni militari e permesso le operazioni oltre confine. Con lo slogan “fermiamo il pianto delle madri”, le politiche che il governo ha portato avanti nella processo detto di apertura democratica ha portato molte altre madri a piangere.Sebbene le posizioni dell’AKP sulla questione kurda siano differenti, sostanzialmente ha imposto delle politiche statali che hanno portato ad un punto morto senza minimamente considerare la volontà dei kurdi, cercando di soffocare l’opposizione democratica kurda. Questa mentalità è la ragione principale della volontà di chiudere il nostro partito, che svolge il suo lavoro politico su mandato del popolo kurdo. L’argomento della chiusura del nostro partito sono le prospettive del nostro partito sulla soluzione democratica della questione kurda. Ad ogni occasione il nostro partito ha sempre affermato che la questione kurda non è un problema di “terrore” come afferma lo Stato turco ma piuttosto un problema di libertà del popolo e esercizio dei diritti democratici e legali. Il nostro Partito crede che il PKK sia il frutto della questione kurda e non la causa, il nostro Partito crede che il PKK ed il suo leader Abdullah Ocalan devono essere inclusi nel processo in atto per permettere l’istituirsi di una soluzione democratica permanente. Abbiamo chiaramente sottoposto i nostri punti di vista sulla questione kurda alla Turchia e alla opinione pubblica internazionale a causa delle nostro responsabilità sulla vicenda. La richiesta di chiudere il nostro Partito, a causa della sua non adesione alla ideologia di Stato e della sua critica alle politiche dello Stato è incompatibile con ogni prospettiva democratica, moralità e legge.In questo contesto che l’obiettivo del progetto dell’AKP – chiamato inizialmente “Apertura kurda” e più avanti “Apertura democratica” e ancora dopo “Progetto di unità nazionale” è l’eliminazione dell’opposizione democratica kurda. Le politiche del governo di rifiuto, negazione ed annichilimento sono diventate un fine processo di negazione attraverso la così detta apertura democratica. L’emergenza che si concentra sul tentativo di chiudere il nostro Partito è il frutto di questa politica. Durante il dibattimento per la chiusura dell’AKP, il capo della Corte costituzionale ha affermato il bisogno di rivedere le norme che stabilivano la chiusura dei partiti politici e di portare queste norme in linea con le moderne norme internazionali. Per fare ciò sarebbe necessaria una maggioranza parlamentare e questo era un progetto dell’AKP che dispone in Parlamento di questa maggioranza. L’AKP è stato in disparte nel procedimento di chiusura e non ha adempiuto alle sue responsabilità. Ha, oltretutto, collaborato nel tentativo di creare le condizioni per favorire la chiusura del DTP.Nonostante tutte le pressioni, le pratiche antidemocratiche e le ineguaglianze, il DTP ha ottenuto più di 2 milioni e mezzo di voti e ha vinto in 98 municipalità nelle aree kurde nelle elezioni amministrative dello scorso 29 Marzo 2009. il DTP, inoltre, dispone del quarto maggior gruppo parlamentare. Lo scopo di questo procedimento è quello di porre i kurdi al di fuori delle politiche democratiche: la chiusura non rappresenterebbe niente altro. Il possibile verdetto di chiusura dell’8 dicembre non sarebbe un verdetto legale, sarebbe un verdetto politico.Portare il DTP al di fuori dell’arena politica democratica servirebbe solo ad aumentare il caos ed il processo di crisi esistente in Turchia. Indebolirebbe la fiducia kurda nella politica parlamentare. La chiusura del DEP del 1994 col susseguente imprigionamento per decenni dei suoi leader è ancora fresco nella memoria del nostro popolo. Chiudere il DTP non porterà nessun beneficio alla democrazia turca e avrà degli effetti negativi sul processo di ingresso della Turchia nella UE e sulle sue relazioni internazionali.Chiediamo che l’opinione pubblica internazionale esprima solidarietà contro la minaccia di chiusura del Partito della Società Democratica (DTP) per evitare la chiusura dei canali democratici che sono stati sviluppati dal popolo kurdo e lo sviluppo della democrazia in Turchia.

 
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