Utopia 2007

Conclusioni?


  Quando una vicenda è vicenda di uomini, di umanità, è sempre difficile tirare delle conclusioni. La caratteristica del gruppo di Parma andando in Kurdistan è sempre stata quella di incontrare persone alle quali è stato tolto il più elementare diritto: quello di essere se stessi. Ai Kurdi viene costantemente impedito di essere se stessi, di essere Kurdi. E com’era prevedibile, dalla volta scorsa, la situazione è peggiorata, anche all’occhio di chi visita quella regione per pochi giorni. Il comportamento ferocemente repressivo del governo turco è avallato dall’ignavia del mondo occidentale, soprattutto dell’Europa, che molto potrebbe fare per mediare la situazione. La scomparsa del popolo kurdo è accettata senza problemi. Dei Kurdi ormai non si parla più in occidente. Basta leggere le guide turistiche; in esse si parla di Anatolia del Sud, di Anatolia occidentale o di sopra o di sotto: il termine “regione del Kurdistan” è bandito, sconosciuto. Addirittura “lonely planet” (editrice delle più apprezzate guide turistiche di tutto il mondo, in parecchie lingue) nella guida della Turchia, quando descrive la città di Sanliurfa (una delle più belle e caratteristiche città orientali, kurda, appunto), descrivendo il bazaar scrive: “ Alle chiacchiere in turco si mescola qualche frase pronunciata in curdo”: e pensare che a Sanliurfa, qualche anno fa, esisteva una scuola (fortemente osteggiata dal governo) di lingua kurda. Hasankeyef, con resti archeologici risalenti a 5000 anni fa, in territorio mesopotamico e kurdo, verrà sommersa da un’enorme diga che imprigionerà il corso del Tigri, creando un enorme lago che sommergerà l’intero territorio, seppellendo resti archelogici e 37 villaggi kurdi. Più di 4000 villaggi kurdi distrutti e la popolazione che l’abitava dispersa. Il popolo kurdo possiede grande dignità e fierezza, sa da dove viene, qual è la sua storia, ma fino a quando i giovani potranno resistere alle discriminazioni nel lavoro, nelle università? Fino a quando potranno resistere e dirsi kurdi affrontando prigione e torture? L’Occidente, l’Europa, persi nei loro possibili traffici economici col governo turco, non trovano certo il tempo per seguire le vicende di un popolo povero di denari (le immense ricchezze del suo territorio sono utilizzate dalle multinazionali) ma ricco di storia. Con la storia, con la dignità, coi diritti umani non si fanno affari. Perderemo così un altro pezzo di umanità? Della nostra umanità.   il Marzukurdo