ANF-La
decisione giudiziale riguardo all’uccisione di Ugur Kaymaz, consistita
nel rilascio dei poliziotti accusati di aver commesso l’esecuzione, ha
sollevato le proteste dell’Associazione per i Diritti Umani IHD. L’IHD
sostiene che non si tratta di una decisione giusta, né fondata sul
piano legale, né intelligente. L’IHD fa riferimento al fatto che nel novembre 2004 furono
uccisi a Kiziltepe il 12enne Ugur Kaymaz e il padre Ahmet, da corpi
speciali statali. In una dichiarazione scritta l’IHD rammenta
che il Tribunale per i Crimini Gravi di Eskişehir ha dichiarato che i
poliziotti accusati “non hanno commesso il
crimine”. La decisione di scarcerare i poliziotti risulta
contraria ai principi democratici, ai diritti umani e fa venir meno lo
stato di diritto, una volta ancora. Il percorso processuale ha avuto
strani sviluppi: il processo si è svolto senza dar lettura
delle accuse mosse, gli imputati hanno potuto godere del diritto di
continuare a lavorare, previo trasferimento in altra città,
un parente dei Kaymaz non è stato ammesso a testimoniare, il
processo è stato spostato a Eskişehir, località
difficile da raggiungere per le parti lese dal crimine. L’IHD
sottolinea anche che il sottoprefetto dell’epoca è
stato promosso e trasferito a una sede più importante,
Erzurum, ed è altresì stato promosso il
vicequestore di Mardin, che organizzò l’intera
operazione. È ora questore capo. Invece il rappresentante
dell’IHD per l’Anatolia Sud-Orientale e il
Presidente della sede IHD di Diyarbakir, che avevano promosso ricerche
e inchieste riguardo al caso Kaymaz, sono stati accusati e tuttora sono
sottoposti a processo.