BRUXELLES (Reuters) - L'Unione europea ha avvertito oggi i militari turchi di non immischiarsi nella politica del loro paese, dopo che lo Stato maggiore aveva fatto sapere che stava monitorando con una certa preoccupazione le elezioni del nuovo presidente della repubblica. "E' importante che i militari lascino la gestione della democrazia al governo democraticamente eletto . Questo è un test per verificare se le forze armate turche sono capaci di rispettare la laicità democratica e i rapporti democratici fra apparati civili e militari", ha detto ai giornalisti il commissario per l'allargamento dell'Ue, Olli Rehn. Rehn ha detto che stava studiando attentamente la dichiarazione resa dai vertici militari e ha sottolineato che il rispetto per le regole democratiche era uno dei principi fondamentali per accettare la candidatura della Turchia nella Ue. "Il tempismo (della dichiarazione dei militari) è piuttosto strano e sorprendente", ha detto Rehn. "E' importante che i militari rispettino le regole del gioco democratico e il ruolo che in questo quadro gli è stato assegnato", ha aggiunto il commissario Ue. Il potente capo di stato maggiore, che è intervenuto cinque volte per rovesciare il governo turco negli ultimi 50 anni, ha diffuso un comunicato poche ore dopo che in parlamento si era consumata una spaccatura tra fra forze laiche e quelle religiose nel primo turno della votazione per la nomina del presidente della repubblica. "Le forze armate turche stanno monitorando la situazione con una certa preoccupazione", ha detto il capo di stato maggiore, intendendo ricordare ai politici che i militari erano ancora i custodi della tradizione laica della repubblica turca. Rehn ha detto che la democrazia secolarizzata è un valore importante per l'Unione europea e sta alla base del progetto di europeizzazione della Turchia, caro ai militari e ai seguaci del fondatore della repubblica, Mustafa Kemal Ataturk. La Turchia, che è uno stato laico con una schiacciante maggioranza della popolazione di fede musulmana, ha cominciato i negoziati per entrare a fare parte della Ue nel 2005, ma da allora ha fatto pochi progressi sulla strada dell'integrazione. Uno dei maggiori problemi è la disputa sull'isola di Cipro, dove Ankara tiene ancora schierati migliaia di soldati.
Turchia:il potente ruolo dei militari
BRUXELLES (Reuters) - L'Unione europea ha avvertito oggi i militari turchi di non immischiarsi nella politica del loro paese, dopo che lo Stato maggiore aveva fatto sapere che stava monitorando con una certa preoccupazione le elezioni del nuovo presidente della repubblica. "E' importante che i militari lascino la gestione della democrazia al governo democraticamente eletto . Questo è un test per verificare se le forze armate turche sono capaci di rispettare la laicità democratica e i rapporti democratici fra apparati civili e militari", ha detto ai giornalisti il commissario per l'allargamento dell'Ue, Olli Rehn. Rehn ha detto che stava studiando attentamente la dichiarazione resa dai vertici militari e ha sottolineato che il rispetto per le regole democratiche era uno dei principi fondamentali per accettare la candidatura della Turchia nella Ue. "Il tempismo (della dichiarazione dei militari) è piuttosto strano e sorprendente", ha detto Rehn. "E' importante che i militari rispettino le regole del gioco democratico e il ruolo che in questo quadro gli è stato assegnato", ha aggiunto il commissario Ue. Il potente capo di stato maggiore, che è intervenuto cinque volte per rovesciare il governo turco negli ultimi 50 anni, ha diffuso un comunicato poche ore dopo che in parlamento si era consumata una spaccatura tra fra forze laiche e quelle religiose nel primo turno della votazione per la nomina del presidente della repubblica. "Le forze armate turche stanno monitorando la situazione con una certa preoccupazione", ha detto il capo di stato maggiore, intendendo ricordare ai politici che i militari erano ancora i custodi della tradizione laica della repubblica turca. Rehn ha detto che la democrazia secolarizzata è un valore importante per l'Unione europea e sta alla base del progetto di europeizzazione della Turchia, caro ai militari e ai seguaci del fondatore della repubblica, Mustafa Kemal Ataturk. La Turchia, che è uno stato laico con una schiacciante maggioranza della popolazione di fede musulmana, ha cominciato i negoziati per entrare a fare parte della Ue nel 2005, ma da allora ha fatto pochi progressi sulla strada dell'integrazione. Uno dei maggiori problemi è la disputa sull'isola di Cipro, dove Ankara tiene ancora schierati migliaia di soldati.