Utopia 2007

di LUISA MORGANTINI Vice Presidente del Parlamento Europeo L. MORGANTINI :TURCHIA REPRIME MULTILINGUISMO


COMUNICATO STAMPA Roma, 22 giugno Il Consiglio di Stato della Turchia, su richiesta del Ministero degli Interni turco, ha deciso di licenziare, il 14 giugno scorso, il Sindaco curdo, Abdullah Demirbas e di sciogliere il Consiglio municipale del distretto di Sur (città di Dyarbakir), perché si fornivano servizi amministrativi ufficiali in turco, curdo, inglese e siriano. Secondo un'indagine del 2006 sulle differenze linguistiche, i cittadini di lingua turca rappresentano solo il 24% della popolazione del distretto amministrativo, contro il 72% di quelli di lingua curda, il 3% siriaca e armena, e l´1% di lingua araba. Forzare un individuo o un gruppo di persone ad abbandonare il diritto della propria lingua madre o sanzionarlo per usare la propria lingua d´origine non rispetta nessun fondamentale valore umanitario. La decisione di licenziare Demirbas -eletto con il 60% dei voti- mette in discussione l'impegno del sindaco per la difesa dei diritti culturali e linguistici di tutti i cittadini e perciò lede gravemente la libertà di espressione e la tutela delle minoranze, in aperta violazione del Patto Internazionale sui diritti civili e politici, già sottoscritto dalla Turchia in vista dell´adesione all'Unione Europea. Per questo, il 21 giugno, insieme a diversi Parlamentari Europei, tra cui l´Eurodeputata di origine curda Feleknas Uca, abbiamo indirizzato un´interrogazione scritta al Consiglio e la Commissione dell'UE, che verrà messa all'ordine del giorno della prossima plenaria a Strasburgo, per fare pressioni sulla Turchia affinché tali palesi ed inaccettabili violazioni dei diritti fondamentali non si ripetano e vengano anzi stigmatizzati da un Paese che vuole entrare a far parte dell'Unione Europea. Insieme abbiamo inviato anche una lettera formale di protesta al Ministro degli Interni turco Osman Günes, oltre che allo stesso Premier Erdogan, chiedendo di rivedere la decisione di sospensione del sindaco e di garantire l'unità e la pacifica convivenza di tutte le persone che vivono in Turchia. I diritti delle minoranze a la tutela della propria identità sono inalienabili per qualsiasi paese civile e democratico: la Turchia è invece oggi ancora lontana dal rispetto dei requisiti fondamentali richiesti dall´UE in primis il rispetto del protocollo opzionale della Convenzione ONU contro la tortura, già sottoscritto il 14 settembre 2005, ma anche per la creazione di un meccanismo indipendente per il controllo delle prigioni turche e per l´istituzione di una commissione indipendente di medici che accertino il reale stato di salute del leader curdo Ocalan, ammalato e confinato nell'isola-prigione di Imrali dal 1999 senza un giusto processo, come dichiarato dalla stessa Corte Europea per i Diritti dell'Uomo nel 2005. La popolazione curda è una ricchezza per tutta la Turchia e l´espressione della sua identità non può e non deve essere considerata una minaccia.