Utopia 2007

Aerei turchi colpiscono basi del Pkk nel Kurdistan. Almeno 15 vittime


L'aviazione militare turca ha colpito obbiettivi della guerriglia curda del Pkk nel Kurdistan iracheno. Secondo quanto si legge nel comunicato diffuso dall'esercito turco, almeno 15 ribelli curdi sarebbero morti venerdì in un bombardamento di artiglieria. Ancora nessun bilancio delle vittime invece per l'incursione aerea di oggi. Ankara riprende dunque le operazioni militari di bassa intensità dopo lo sconfinamento terrestre del dicembre scorso, autorizzato già nell'ottobre del 2007 dal Parlamento turco. Turchia e Iraq hanno inoltre firmato un accordo di cooperazione antiterrorismo sul quale esisteva già un'intesa di principio e che è rivolto in particolare contro le basi in territorio iracheno delle milizie indipendentiste curde del Pkk. L'intenzione di Baghdad era quella di prevenire una possibile offensiva turca e di fatto l'accordo non risolve la questione relativa agli "inseguimenti oltre confine", che dovrebbe essere oggetto di un ulteriore negoziato. Sullo sfondo rimane l'eterno timore di Ankara che il Kurdistan iracheno possa - approfittando delle ricchezze petrolifere della regione di Kirkuk, che non a caso Saddam Hussein tentò di arabizzare a forza - ergersi a Stato indipendente scatenando di nuovo la guerriglia del Pkk, che negli ultimi tempi è notevolmente aumentata di intensità facendo decine di morti tra civili e militari. Di fatto, proprio l'opposizione di Ankara rende per ora vano il piano statunitense di un Iraq completamente federale, che ha come precondizione la legge per la condivisione di tutte le risorse naturali del Paese (di cui le province centrali, a maggioranza sunnita, sono povere), ancora in discussione in Parlamento. Un intervento turco rischia però di portare il caos nell'unica regione essenzialmente stabile del Paese, appunto il Kurdistan iracheno, e di alienare l'appoggio dei curdi iracheni a Washington ma anche allo stesso governo di Baghdad.(Rainews 24 - 29-marzo 2008)