Ho bisogno dei vostri pareri! Cerco di spiegarvi la situazione.Beh, stavolta mi sa che ci metterò un bel po' (magari lo farò a rate), ma ho deciso di raccontarvi la storia del mio "napoletano errante" e del mio folle amore per lui...Correva l'inverno 2004 e la sottoscritta era (infelicemente) fidanzata con un ragazzo siciliano della mia stessa età e che, come me, era (ed è) uno studente di economia a Milano. In quel periodo litigavamo sempre a causa delle sue manie di possesso nei miei confronti e la sua infinita arroganza... beh, come tutte le fanciulle sveglie che si rispettino, quando ero in biblioteca non potevo non "guardarmi attorno"!!!Beh, un giorno... anzi più giorni, ogni volta che alzavo gli occhi dai libri c'era lo sguardo di una persona che mi emozionava particolarmente per la sua serietà e profondità... di questa persona (data la conformazione dei banchi della biblioteca)conoscevo solo gli occhi.Poi la mia storia con il siciliano è finita (e anche piuttosto maluccio..) e io mi sono sentita finalmente libera di assecondare gli sguardi di quello sconosciuto.Un giorno, girando tra i banchi mi sento dire: "Ciao!" ed era lui... Qualche giorno più in là si trova ad aprirmi le porte di uscita della biblio, erano le undici di sera e stava chiudendo... Finalmente, distintamente, avevo potuto sentire la sua (piuttosto) lieve inflessione napoletana nel dirmi: "Prego!" (ovviamente al mio:"grazie", per avermi aperto la porta).12 marzo 2004: come tutti i giorni, vado a sedermi in biblioteca al posto assegnato elettronicamente dal computer (non scelgo mai dove sedermi, sennò rischio di stare tutto il tempo a ciacchierare con gli amici, tanto vale uscire!)Posto D 104... Non ci avevo mai fatto caso (eppure di solito sono una buona osservatrice), ma quello era il posto che il mio "napoletano errante" riservava per sè in una sorta di rito scaramantico, ignorando (sistematicamente quale fosse quello effettivamente assegnato dall'università).Mentre ero tutta presa dall'ABC (esame di programmazione e controllo) mi sento dire:"Mi hai rubato il posto! Vabbè, dato che sei tu te lo concedo, ma mi siedo accanto a te!".Ed io, nella mia infinita timidezza, quando si tratta di persone che effettivamente mi piacciono, ho abbassato la testa, senza emettere più suono per tutta la serata... ALLA PROX PUNTATA, IL VENTRE MI CHIAMA... BUONA CENA A TUTTI!!!
Aiuto!
Ho bisogno dei vostri pareri! Cerco di spiegarvi la situazione.Beh, stavolta mi sa che ci metterò un bel po' (magari lo farò a rate), ma ho deciso di raccontarvi la storia del mio "napoletano errante" e del mio folle amore per lui...Correva l'inverno 2004 e la sottoscritta era (infelicemente) fidanzata con un ragazzo siciliano della mia stessa età e che, come me, era (ed è) uno studente di economia a Milano. In quel periodo litigavamo sempre a causa delle sue manie di possesso nei miei confronti e la sua infinita arroganza... beh, come tutte le fanciulle sveglie che si rispettino, quando ero in biblioteca non potevo non "guardarmi attorno"!!!Beh, un giorno... anzi più giorni, ogni volta che alzavo gli occhi dai libri c'era lo sguardo di una persona che mi emozionava particolarmente per la sua serietà e profondità... di questa persona (data la conformazione dei banchi della biblioteca)conoscevo solo gli occhi.Poi la mia storia con il siciliano è finita (e anche piuttosto maluccio..) e io mi sono sentita finalmente libera di assecondare gli sguardi di quello sconosciuto.Un giorno, girando tra i banchi mi sento dire: "Ciao!" ed era lui... Qualche giorno più in là si trova ad aprirmi le porte di uscita della biblio, erano le undici di sera e stava chiudendo... Finalmente, distintamente, avevo potuto sentire la sua (piuttosto) lieve inflessione napoletana nel dirmi: "Prego!" (ovviamente al mio:"grazie", per avermi aperto la porta).12 marzo 2004: come tutti i giorni, vado a sedermi in biblioteca al posto assegnato elettronicamente dal computer (non scelgo mai dove sedermi, sennò rischio di stare tutto il tempo a ciacchierare con gli amici, tanto vale uscire!)Posto D 104... Non ci avevo mai fatto caso (eppure di solito sono una buona osservatrice), ma quello era il posto che il mio "napoletano errante" riservava per sè in una sorta di rito scaramantico, ignorando (sistematicamente quale fosse quello effettivamente assegnato dall'università).Mentre ero tutta presa dall'ABC (esame di programmazione e controllo) mi sento dire:"Mi hai rubato il posto! Vabbè, dato che sei tu te lo concedo, ma mi siedo accanto a te!".Ed io, nella mia infinita timidezza, quando si tratta di persone che effettivamente mi piacciono, ho abbassato la testa, senza emettere più suono per tutta la serata... ALLA PROX PUNTATA, IL VENTRE MI CHIAMA... BUONA CENA A TUTTI!!!