Caffè Letterario

andare via...


Mi piacerebbe parlare con te, che passi di qua, stanca, sfiduciata,con la voglia di piantar tutto e andare via, di quei pensieri che io ben conosco e che tu, spesso, proteggi con cortine di fumo, con parole che, pronte all'assalto e scaraventate fuori dalla trincea, servono a proteggere quelle che non escono, quelle che rimangono dentro. Il peggio è quando s'innalzano muri di silenzio compatto e davanti a quel muro non si sa cosa fare. Noi esseri umani ci comportiamo, spesso, come i cani: riponiamo tutte le nostre speranze in quello che possiamo o immaginiamo di trovare dietro l'angolo e diciamo: poi si vedrà. Scappare, fuggire,evadere, filarsela, battersela,squagliarsela, parole per un solo concetto: andar via. La vera tragedia è che tutt'e due, sì io e te, abbiamo sciupato le nostre vite. (io)La cittàHai detto: "Per altre terre andrò, per altro mare.Altra città, più amabile di questa, doveogni mio sforzo è votato al fallimento,dove il mio cuore come un morto sta sepolto,ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,della mia vita consumata qui, non vedoche nere macerie e solitudine e rovina".Non troverai altro luogo non troverai altro mare.La città ti verrà dietro. Andrai vagandoper le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.Imbiancherai in queste stesse case. Semprefarai capo a questa città. Altrove, non sperare,non c'è nave non c'è strada per te.Perché sciupando la tua vita in questo angolo discretotu l'hai sciupata su tutta la terra.Kostantino Kavafis