Creato da violette51 il 04/12/2005
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energia

Post n°149 pubblicato il 30 Gennaio 2011 da violette51
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"La meta deve essere raggiunta non gia' sopprimendo ogni attività mentale,bensì sbarazzandosi di discriminazioni e di attaccamenti."Questo un sutra mahayanico ci chiarisce che dobbiamo fare il vuoto soprattutto delle funzioni di discriminazioni,che sono le responsabili della nostra visione dualistica del mondo,e quindi dei nostri attaccamenti e dei nostri odi.L'assenza di pensiero nn significa non pensare a nulla -il che sarebbe un attaccarsi a questo nulla-,ma significa pensare di volta in volta alle varie cose senza attaccarsi ad esse.Il non pensiero ,è fluidità,energia,potenzialità,non un freddo irrigidimento della mente.......

 
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messaggio ricevuto

Post n°148 pubblicato il 02 Gennaio 2011 da violette51
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Oggi il frastuono riempie le orecchie, gli spot televisivi abbagliano gli occhi e l'eccesso di stimoli sequestra il cuore. Il dramma del presente è che non sembra più esserci una ragione grandOggi il frastuono riempie le orecchie, gli spot televisivi abbagliano gli occhi e l'eccesso di stimoli sequestra il cuore. Il dramma del presente è che non sembra più esserci una ragione grande per vivere e per morire. Il relativismo ("Tutto è relativo") porta all'individualismo, al vuoto e ad una profonda solitudine. Se il giorno di ieri è passato e per il futuro manca una speranza comune, si è soli, prigionieri del presente frammentato. La decadenza non è rifiuto dei valori, ma indifferenza ai valori, l'assenza di una passione per cui valga veramente la pena di viveree per vivere e per morire.

Ho voluto pubblicare questo messaggio inviatomi da un amico,,,e questo vuole essere il mio augurio a tutti...quello di avere sempre una passione per cui valga la pena vivere e morire...buona vita..

vio

 
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l'isolamento

Post n°147 pubblicato il 11 Dicembre 2010 da violette51
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Eraclito diceva"Il risveglio porta ad un mondo comune,il sonno ad un mondo isolato".

Nel sonno ci immergiamo dentro noi stessi-nei nostri sogni,nelle nostre fantasie-e abbiamo a che fare soltantoncon le immagini e con le proiezioni della nostra mente.Solo quando ci svegliamo entriamo a far parte della piu' ampia realtà,di un mondo comune,in cui dobbiamo fare i conti con tanti altri soggetti e in cui i nostri desider nn si realizzano semplicemente pensandoli.Purtroppo,anche quando siamo svegli,continuiamo a vivere immersi nei prodotti della mente-ideologie,convinzioni,fedi,pregiudizi,valori,ecc.-che si frappongonocome uno schermo fra noi e il mondo,e ci impediscono di vedere le cose cosi' come sono.

meditare è innanzitutto prendere coscienza di questa barriera..

 
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realta' ultima

Post n°146 pubblicato il 27 Novembre 2010 da violette51
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il discepolo che chiede:maestro ,se nella mia mente faccio il vuoto dii tutto ,cos'altro posso fare? E lui :"butta via il tutto"

"ma se nn cè piu' niente ,come faccio a buttarlo vi?Ed il maestro,"in questo caso realizzalo."

Se il vuoto è un concetto della mente-sia pure l'ultimo rimasto-,va certamente buttato via.Ma se è un'esperienza,va realizzato.

Tanti discorsi sulla natura della" realtà ultima"-se sia il nulla o il tutto,l'essere o il nn essere,il vuoto o Dio--sono semplici giochi mentali.E' proprio quando realizzi il "niente della tua mente"che puoi afferrare la verità.

 
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la pratica

Post n°145 pubblicato il 31 Ottobre 2010 da violette51
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"L'essenza della Via è la pratica;nn è qualcosa che dipenda dalle dispute verbali.Nn interrogate me:coltivate voi stessi"

In effetti "la coltivazione di se stessi"va perseguita con costanza e con tenacia ,e in essa consiste la pratica,"il lavoro interiore".NN cè da discutere,nn cè da porre domande al di la' dell'interrogativo di fondo che è il Koan stesso della vita.E la risposta nn va ricercata in qualche definizione bensì in quella aderenza alle cose, in quel "non pensiero "in cui cade la domanda stessa,in cui nn cè piu' da ricercare nessuna "verita'"

 
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SAntitÓ?

Post n°144 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da violette51
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Iniziamo con la "solita domanda"Un monaco chiese ad un maestro:cosa significa diventar santi? Il maestro rispose:Ricoprire il mondo con una montagna di merda.

"Con tutto rispetto"e senza equivoci il senso è:Il mondo è perfetto cosi' comè e nn ha bisogno di nessun tipo di santità.Colui che introduce la categoria della "santità"è responsabile di tutta una serie di discriminazioni tra puro ed impuro,tra sacro e profano,tra religioso e nn religioso,ecc...che corrompono la mente umana.

Lo ZEN aspira ad un mondo dove nn ci sia bisogno di santi,dove il Santo sia (dovrebbe)essere l'uomo"normale".

(potrebbe valere per qualsiasi visione o pensiero si abbia aldila' dello ZEN)

 
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Gidan

Post n°143 pubblicato il 12 Settembre 2010 da violette51
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"Se nel momento in cui si arrestano i pensieri,completamente disperati,saltate, con le ultime forze,nell'abisso di fuoco che vi sta avanti, tra le fiamme eterne della natura originaria, allora la coscienza dellego,tutte le oercezioni,tutte le sensazioni e tutti i pensieri contingenti svaniranno insieme con il fondamento dell'io ed emergerà la sorgente del sè.

Lo ZEN giapponese definisce GIDAN lo stato di estrema tensione in cui ci si trova quando nn si riesce a risolvere questo o quel koan,ovvero uno dei problemi in apparenza insolubili della vita.La forte pressione interna è la condizione prima per spezzare le barriere della mente.(Abyssus invocat abyssum)

Bassui

 
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relazione

Post n°142 pubblicato il 09 Agosto 2010 da violette51
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Possiamo dire che lo Stato usa l'individuo chiamandolo il suo cittadino ma nn ha alcuna relazione con quell'individuo,semplicemente lo usa come un attrezzo.Uno strumento è una cosa morta ,e nn puo' esserci alcuna realzione con qualcosa che è morta.Quando utilizziamo un uomo un uomo per uno scopo ,anche se  nobile,vogliamo che sia strumento,come una cosa morta;la nostra società e basata sull'utilizzo di cose morte.L'uso di una persona da parte nostra la rende lo strumento mortodella nostra gratificazione.La relazione puo' esistere solo tra solamente tra cose che vivono,e lo sfruttamento è invece un processo di isolamento che porta al conflitto e antagonismo tra uomini.Fincheè il nostro bisogno psicologico degli altri si estrinsichera' eclusivamente nello sfruttamento vicendevole,nn potra' mai esistere nessuna relazione fra uomo e uomo,la relazione è comunione.Lo sfruttamento implica Paura e la paura conduce inevitabilmente alla sofferenza ed illusioni.Infine il conflitto è prorpio generato dallo sfuttamento,,Vedere questo è importante perche' dopo puo' esserci la Comprensione con la nostra mente,,,solo se è quieta.......(Da una lettura)

Vio

 
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META

Post n°141 pubblicato il 11 Luglio 2010 da violette51
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IL miglior punto di partenza è quello di nn avere meta.Anche il pensiero del cosiddetto risveglio dice il Buddismo-è ostacolo alla vera illuminazione.Le mete e le conquiste sono ancora progetti della mente.Diceva Jean PAul Sartre:quando l'uomo capisce che è inutile voler capire ,ha capito tutto cio' che vale la pena di capire .

L'uomo entra in una fase di meditazione quando mette da parte ogni idea di acquisizione ,anche intellettuale.

Dicono i saggi........

 
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valori intramontabili

Post n°140 pubblicato il 13 Giugno 2010 da violette51
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il nostro benessere

Non troveremo mai un fine per la nazione ne' ina nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico,nell'ammassare senza fine beni terreni.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones,nè i successi del paese sulla base del prodotto lordo(PIL)Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di case,e le prigioni per coloro che cercano di forzarle....Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini.Cresce con la produzione napalm,missili e testate nucleari,comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione dalla peste bubbonica,si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte e nn fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari .Il PIL nn tiene conto della salute delle nostre famiglie,della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago....Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari ,l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblicii dipendenti.Non tiene conto nè della giustizia dei nostri tribunali nè dell'equità nei rapporti fra di noi.Il PIL nn misura nè la nostra arguzia nè il nostro coraggio,nè la nostra compassione,nè la devozione al nostro paese.Misura tutto ,in breve ,eccetto cio' che rende la vita veramente degna dii essere vissuta.Può dirci tutto sull'America ,ma nn se possiamo essere fieri di essere Americani.

R.Kennedy

 
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