CON IL SILENZIO

mi piace venire a casa tua


Mi piace venire a casa tua. Mentre prepari il caffè, inizio a girare per le stanze (due) guardandomi intorno, osservando tutto, silenziosamente come se tu non ci fossi. Lo faccio perché in quei pochi minuti mi sembra che riesco a parlare di più con te, riesco a dirti cose mai dette, mai scritte, a sentire o leggere cose che non mi hai mai detto, non mi hai mai scritto. Come la volta che ho trovato un asciugamani lasciato sulla vasca da bagno, l’ho raccolto e la prima cosa che ho fatto, stringendolo tra le mani, è stato portarlo al viso per sentire l’odore che avevi lasciato; nel fare questo ho chiuso gli occhi ed ho sentito il mio profumo, ho sorriso, mi hai detto che mi ami, non l’avevo ancora sentito. In cucina hai quella tazzina grande, sempre vicina a quella che usi abitualmente per te per prendere il caffè, ci metti sempre il caffè quando sto lì, perché sai che ne voglio sempre tanto, ma prima la lavi perché è sporca dalla volta precedente, mi hai detto che mi ami, non l’avevo ancora sentito.Sul comodino, fa bella mostra di se un vasetto di vetro con un bocciolo di rosa ormai secco, quel bocciolo lo avevi messo sul cuscino il primo giorno che sono venuta a casa tua. Mi hai detto che lo tieni lì perché ti ricorda la mia emozione di allora, mi hai ridetto che mi ami, non l’avevo ancora sentito. Sì, mi piace venire a casa tua e guardarla come se tu non ci fossi.