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Post N° 6


dunque,la domanda è questa: che rapporto aveva Hemingway con il vino? il vino, e non il resto. racconti certi e documentati -(e siamo sul biografico) -ce lo danno consumatore infaticabile di pessimo Raboso del Piave.Ma lui scrive: " il vino è uno dei maggiori segni di civiltà del mondo"- (e qui siamo sul banale)-,"ma come in tutte le arti il godimento cresce con la conoscenza dell'arte.Si può passare tutta la vita con grande gioia a studiare i vini e a perseguire l'educazione del proprio palato e via via si accresce la gioia e l'apprezzamento anche se magari si indeboliscono i reni e dolgono gli alluci fino a che, proprio quando lo si ama di più , il vino viene assolutamente vietato.Ma il punto è questo -(è questo il punto)-tutti i nostri corpi si consumano in un modo o nell'altro, e si muore, e io preferirei avere un palato che mi dia la gioia di godere pienamente di uno Chateaux Margaux o di un Haut Brion, anche se gli eccessi a cui mi sono abbandonato mi impediscono di bere in sequenza anche Chambertin e Corton, piuttosto che avere i ferrei intestini della fanciullezza quando tutti i vini rossi mi riuscivano amari tranne il Porto, e il bere consisteva nel processo di buttar giù abbastanza roba da sentirsi eroici.Si dovrebbe evitare di dover rinunciare completamente al vino, proprio come , ad un occhio affaticato, andrebbe risparmiata la via della cecità. Ma in tutte queste cose ha gran parte la fortuna, e nessuno può evitare la morte con questi sforzi, o sapere a quale uso può reggere una parte del suo corpo finchè non l'ha provato.Il punto è che una persona che beve,- non che gusta o assaggia-, ma beve il vino per la prima volta sa, anche se non gli importa di gustarlo o di esserne capace, se il vino gli piace oppure no, ed è da qui che tutto ha inizio.( da: Morte nel Pomeriggio, 1947)Queste sono belle parole. Testimoni dicono: " l'autista Riccardo lo portava ogni mattina a Cortina ad acquistare i due fiaschi di Valpolicella che gli avrebbero tenuto compagnia durante la notte e, sulla via del ritorno si fermavano alla Genzianella per il giro di raboso che l'autista puntualmente rifiutava" Papa Hemingway, Random House 1966.Sentite invece cosa scrive: " più tardi,quando potei uscire con le stampelle, andavamo a cena al Biffi o al Gran Italia e...bevevamo Capri bianco secco ghiacciato in un secchiello; ma provavamo altri vini: Freisa,Barbera, e i vini bianchi dolci. Non avevano un cameriere per i vini a causa della guerra e George sorrideva mortificato quando mi informavo su vini come il Freisa." Addio alle Armi ,1929.oppure:" sta' a sentire. Secondo me il Valpolicella è più buono quando è giovane. Non è un grand vin, e imbottigliarlo e attaccarci sopra gli anni significa fargli accumulare più fondo.""D'accordo, nel frattempo potrebbe bere questo; è molto buono, sa"."Si- disse il colonnello- ma non è Chambertin".Di là dal fiume e tra gli alberi,1950.