OCCHI VERDI A LECCO

Dall'allarme dei medici all'appello ai sindaci


Cresce l'incidenza dei tumori tra i bambini, dell'1,2% a livello europeo rispetto a 10 anni fa, e la colpa è essenzialmente dell'inquinamento ambientale. A lanciare l'allarme è la Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) che ha presentato il primo 'Documento Ambiente, con cui i medici scendono in campo contro il danno ambientale sulla salute. Sono in aumento soprattutto le leucemie, i tumori renali e quelli cerebrali. Le leucemie sono ad esempio da correlare in primo luogo al danno da benzene e da inquinamento atmosferico da traffico. E c'è un particolare significativo: si è registrato un aumento di tumori e una crescita del 20-30% delle patologie respiratorie, con un picco anche dei ricoveri soprattutto tra i bambini che vivono nelle zone con molto traffico. A ciò si aggiungono i danni da inquinamento chimico, per la presenza di sostanze inquinanti nei cibi. Ma l'emergenza-ambiente è estesa anche agli anziani: "Le malattie polmonari e cardiologiche di questa fascia di popolazione sono infatti correlate, per una buona percentuale, proprio a problematiche ambientali. I nostri nemici quotidiani, contro i quali nessuno ci difende, sono Pm10, polveri ancora più sottili, benzene, biossido di azoto, zolfo, monossido di carbonio, idrocarburi, anidride solforosa, ozono, benzopirene. L’impressionante statistica di uno studio, condotto nel febbraio 2007, dal New England Journal of Medicine registra, ogni 10 microgrammi cubo di crescita dei valori di pm 2,5 (polveri ultrasottili che arrivano fin negli alveoli dei polmoni), un aumento del 24% della possibilità di avere una malattia acuta vascolare (ictus, infarto, malattia coronarica o cerebrovascolare) e un drammatico aumento del 76% del rischio di morte cardiovascolare. Poi ci sono malattie meno gravi, ma comunque fastidiose e alla lunga invalidanti come asma, bronchite, congiuntivite, allergie ecc. Tante morti e tante malattie potrebbero essere evitate se l'aria fosse più pulita. Personalmente sono molto preoccupato per la pessima qualità dell'aria che respiriamo anche in provincia di Lecco, in particolare sul territorio che dal capoluogo va verso sud. I dati rilevati giornalmente dall’ARPA lo testimoniano. Alcuni pericoli, se conosciuti, possono essere evitati dai singoli, non lo smog. E allora la politica non può più attendere. Governo e Regione devono fare la loro parte e qualche timido passo hanno iniziato a muoverlo. Con queste righe voglio rivolgere un accorato appello agli amministratori locali. I Sindaci in particolare sono chiamati per legge a prevenire ed eliminare i pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. Lo smog è un pericolo che molti, forse la maggioranza, non percepisce in tutta la sua gravità, ma proprio per questo ancor più pericoloso. Molti sindaci ed assessori si stanno già muovendo in questo senso: l’invito è a continuare con sempre maggior coraggio. Altri sono ancora titubanti: la speranza è che l’allarme lanciato ieri dalla Federazione degli ordini dei medici sia loro di sprone. La salute individuale e pubblica non ha prezzo, non può e non deve essere barattata con nulla. Pensino a coloro che non hanno voce. Pensino a quelli che  non sono affiliati a lobby corporativistiche, pensino ai bambini e agli anziani, pensino a tutti quelli che sarebbero ben contenti di andare a piedi o in bicicletta solo se non rischiassero la vita per l’invadenza dei veicoli a motore. Ma pensino anche a coloro che hanno perso il senso delle reali priorità della vita, a coloro che vogliono parcheggiare l’auto “dentro” il negozio o l’ufficio e poi pagano per correre su un tapis-roulant in palestra.  Pensino a tutti i cittadini che sono stati chiamati a governare e agiscano nel loro reale e profondo interesse che non è quello riassumibile nel motto “pago, posso, voglio, comando” sempre più spesso confuso con l’esercizio della libertà personale. Ma cosa possono fare concretamente i Comuni? Come migliorare l’aria di Lecco e della Brianza? Ecco alcuni suggerimenti: lavare frequentemente le strade; utilizzare asfalti di nuova generazione capaci di assorbire le polveri; emanare prontamente ordinanze restrittive all’utilizzo di veicoli (diesel, targhe alterne) quando i limiti di PM10 vengono superati e controllarne severamente l’osservanza; inserire il territorio provinciale, da Lecco verso sud, tra le aree critiche omogenee della regione Lombardia; controllare l’effettuazione della revisione dei veicoli, nonché l’osservanza del divieto di accensione di fuochi e caminetti; piantumare in modo diffuso la città (vie, rotonde, cimiteri oltre che parchi e giardini, anche quelli privati) di alberi sempre verdi e “mangia smog” e verde paretale; adottare un piano urbano del traffico che organizzi i sensi di circolazione, aumenti le zone a traffico limitato (pensando anche ai rioni), trasformi le vie necessarie in strade a senso unico per ricavare gli spazi sufficienti a percorsi ciclabili e marciapiedi; rielaborare il piano di trasporto pubblico: in particolare lasciando i bus fuori dal capoluogo (con terminal a Calolziocorte, Abbadia, Oggiono, Valmadrera) e rilanciando il fondamentale progetto di metropolitana leggera; bloccare ogni ulteriore edificazione esasperata (vedi Caviate ed altri interventi residenziali e commerciali) che necessariamente comporta incremento di traffico; affrontare e risolvere il problema delle innumerevoli coperture in “eternit” (amianto) in condizioni critiche. Controllare l’osservanza delle disposizioni che prevedono limiti alla temperatura nelle abitazioni e negli uffici. Per Lecco in particolare: incentivare economicamente e rendere comodo l’utilizzo dei parcheggi periferici (a partire da quello in via ponte Alimasco da collegare col centro la Meridiana tramite piccolo bus elettrico a percorrenza continua) e disincentivare il ricorso a quelli centrali; trasformare il parcheggio pubblico dell’Isolago in parcheggio per i residenti cui affittare il posto macchina liberando così il centro dall’assedio delle auto; Costruire (sottopasso tra stazione e via Balicco) e riqualificare (via Ferriera) i percorsi pedonali di attraversamento della ferrovia; puntare sulla navigazione con motori elettrici o a vela con emissioni zero: Lecco città della vela e del turismo sostenibile; applicare il lavoro di agenda 21: partecipato, costato decine di migliaia di euro e accantonato nei cassetti del palazzo. Su tutto è da recuperare e attuare l’ottimo PAC (Piano Azione Comunale adottato dal Consiglio Comunale) che contiene innumerevoli azioni per la soluzione del problema. Interessanti anche le proposte contenute nel concorso di idee “Vie d’acqua: dal lago alla montagna” che prevedeva la creazione di vie ciclo-pedonali lungo le sponde di Gerenzone, Caldone e Bione, di collegamento tra lungo lago e i rioni della fascia pedemontana; mettere in atto il tanto propagandato primo punto del programma elettorale del sindaco Faggi denominato “Lecco verde”. Gentili amministratori non c’è più tempo da perdere: ricordate che ogni giorno perso ha ripercussioni drammatiche per qualcuno dei cittadini che siete stati chiamati a governare. Alberto Valsecchipresidente provinciale dei Verdi