L' altalena

SENSI...DI RISPETTO!


1993. Abel Balbo, bomber profilico dell' Udinese, è conteso tra Milan, Inter e Roma. Quest' ultima, trascorsi  gli ultimi due anni sotto la presidenza naif di Giuseppe Ciarrapico, necessita di stabilità. Fu così che in quell' estate, Balbo preferì la capitale alle potenze del Nord. Il cannoniere argentino fu convinto da un uomo, un magnate petrolifero, di nome Franco Sensi. Che, prelevando l' As Roma da Ciarrapico, volle concedersi il primo sfizio di una campagna acquisti durata 15 anni. Il 1993 vide dunque il passaggio di consegne tra la breve reggenza Ciarrapico e quella di Sensi&Mezzaroma: una diarchia che durò pochi mesi fino a quando Sensi decise di rimanere il solo ed unico Presidente. Per i tifosi giallorossi di unico fino a quel momento c'era soltanto l' indimenticato e scudettato(1983) Dino Viola. Il presidente del tricolore, delle coppe italia(4), di Paulo Roberto Falcao, dell' amara sconfitta con il Liverpool e delle "battaglie" diplomatiche e burocratiche con le squadre del Nord. Quel Nord che Franco Sensi volle sfidare, cercando di allargare il potere spesso SETTENTRIONECENTRICO, dando visibilità non solo alla sua Roma ma anche alle realtà calcistiche minori. Sfide sul campo ma anche in lega: memorabili furono le sue scaramuccie dialettiche con Moggi, Galliani, Giraudo, Carraro e Matarrese. "Pretendeva" maggior sperequazione e per questo decise insieme alla cugina Lazio- allora nelle mani di Sergio Cragnotti-  al Parma- che fu di Tanzi- ed alla  Fiorentina- con l' ex Presidente Cecchi Gori- di vendere i propri diritti alla nascente piattaforma televisiva: Stream. Un gesto di forza che presagiva ad una nuova era calcistica non più ristretta alle solite Inter, Juve e Milan ma anche altre "sorelle". Il campionato di quegl' anni- flop finanziari(!) a parte- fu avvincente. Per 2 anni (2000 e 2001) lo scudetto andò ad appannaggio delle due romane. Anche se fu una parentesi meno duratura di quanto s pensi: Moggiopoli lo testimonierà...Tuttavia il 2001 giallorosso consacrò Sensi come il Presidente vincente in campo e autoritario in Lega. IL 17 giugno 2001 la città si vestì a  festa "delirando" per il terzo tricolore della storia: Sensi, finalmente, portato in trionfo alla stregua di un Totti, di un Montella o del ReLeone Gabriel Batistuta. Un trionfo che ha faticato ad arrivare nei primi anni della sua presidenza.I tifosi gli contestavano scarsi risultati ed acquisti non esaltanti. Con la scelta dell' allenatore Zdenek Zeman(1997-1999) il gioco della Roma divenne veloce e produttivo in fatto di reti fatte...e ahiloro subite...Ciononostante divenne una squadra in grado di vincere ovunque e forse,per questo, che in qualche gara venne "defraudata". L' accoppiata "pane/pane&vino/vino" formata da Sensi e Zeman s' inimicò qualche simpatia...L' estate del 1998 Zeman evidenziò alcune alterazioni fisiche di qualche giocatore dichiarando che LO SPORT DOVREBBE USCIRE DALLE FAMACIE...una frase che fece scalpore ed aprì eterni dossier legali. Sensi stimava il suo allenatore boemo, ma capì che il "palazzo" era stato leso. Scelse di cambiare rotta: Capello era l'uomo nuovo da mettere in panchina. Tra loro non sempre ci fu feeling: due personalità forti ed ingombranti rilassate però dai risultati della squadra. Nel 2004 Capello andò via, Sensi non era più in splendide condizioni fisiche ma sempre lucido.E sensibile quando accettò le dimissioni di mister Prandelli, il quale dovette abdicare, nel giro di un mese, alla guida della Roma per correre al capezzale della moglie malata. Franco è stato un uomo forte, a volte brusco nei modi, paterno negli atteggiamenti e fiero nell' affrontare qualsiasi situazione. Ha creato un impero economico sapendolo gestire; aveva 82 anni ed era nato 1 anno prima della nascita della sua squadra. Nati tutti e due sotto il segno del Leone. Un ruggito che ci mancherà, ma difficilmente evitermo di scordare!