Creato da veuve_cliquot il 10/01/2011

La Specola

"Non mi piace la via che conduce qui e là. Non bevo alla fonte verso cui tutti s'intruppano. Detesto ciò che é comune, popolare e senza regole" Callimaco

 

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TECNOLOGIA

Post n°118 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da veuve_cliquot

J.F. Millet: Il forno

 

La neve  caduta così copiosamente in questi giorni mi ha fatto capire quanto dipendiamo dalla tecnologia: senza luce, telefono, acqua, le persone sono rimaste realmente isolate e in pericolo. Non mi riferisco alle grandi città, ma ai paesi di montagna dove la neve, raggiungendo e superando il metro di altezza, ha realmente messo in difficoltà interi paesi e le persone hanno veramente rischiato di morire di fame e di freddo: ormai siamo totalmente dipendenti dalla tecnologia e diventa difficile cavarsela senza.

Eppure credo che in passato di nevicate come queste e di gente bloccata dalla neve ce ne sia stata, ma si riusciva a sopravvivere. Forse non si aspettava la protezione civile o i vigili del fuoco che portassero aiuti e si prevedeva già di poter rimanere bloccati dalla neve per molto tempo.

Quando non c’era la corrente elettrica o il gas a illuminare o scaldare le case, in estate si facevano le scorte per l’inverno. Ci si scaldava con il fuoco dei camini per cui nella bella stagione si metteva da parte la legna per l’inverno, si facevano scorte alimentari, olio, farina con cui fare il pane in casa, forme di formaggio da conservare, frutta appesa ai tralicci dei tetti da mangiare in inverno. Per l’acqua si faceva sciogliere la neve e si andava a dormire quando faceva buio per non consumare l’olio della lampada e, soprattutto, i vecchi non vivevano soli ma abitavano con figli e nipoti che li accudivano. Si era abituati a cavarsela senza aiuti e si viveva normalmente senza televisione, telefoni, p.c.

Adesso, (e non faccio una critica a coloro che finalmente raggiunti dai soccorsi si lamentano di essersi trovati in situazioni drammatiche perché anch’io mi sarei trovata nella stessa situazione), ci si rende conto che senza tutte queste cose che la tecnologia ci ha messo a disposizione, non si può più vivere, si rischia veramente di morire. Non rimpiango nemmeno quei tempi, allora la vita era veramente dura e si moriva molto facilmente per banali infezioni e la selezione naturale faceva sopravvivere solo i più forti, ma, senza dubbio, erano persone che sapevano cavarsela con poco e soprattutto prevedendo sempre il peggio.

Adesso non prevediamo più che qualche “incidente” possa privarci di tutte quelle cose che riteniamo indispensabili e la tecnica è diventata una condizione imprescindibile dell’esistenza umana: abbiamo smesso di pensare a come scaldarci, illuminarci, far la spesa: basta pigiare un bottone, ruotare una manopola, prendere la macchina e andare al più vicino supermercato e tutto è risolto. E siamo perciò diventati incapaci di vivere senza quel tasto, quella manopola, quella macchina. Abbiamo demandato alla tecnica di fare quello che ormai siamo incapaci di fare. E diventiamo impotenti quando una linea telefonica o un traliccio della corrente elettrica viene bloccato dalla neve. Non abbiamo più camini in casa o anche se li abbiamo c’è solo un po’ di legna per qualche serata fra amici. Abbiamo il surgelatore per le scorte alimentari, ma se va via la corrente elettrica, esso resiste al massimo 48 ore. E chi sa più impastare il pane o ha un forno per farlo cuocere? E soprattutto, come passare il tempo senza televisione o internet?

Ma la tecnologia in questi giorni sta mostrando i suoi limiti e noi siamo diventati dipendenti da essa come un neonato dalla sua mamma: dobbiamo solo sperare che essa non ci abbandoni, rischiamo veramente di morire di freddo e di fame!

 

 

Commenti al Post:
johnny.kraus
johnny.kraus il 12/02/12 alle 19:19 via WEB
Facevo le tue stesse considerazioni qualche tempo fa, prima che cominciasse questo sfacelo, a proposito di una possibile tempesta solare che la Nasa vorrebbe tenerci nascosta per non creare panico e che potrebbe mettere ko tutti i dispositivi elettrici ed elettronici a cui facciamo oggi pesantemente affidamento. Inutile dire che ero arrivato esattamente alle tue stesse conclusioni: non siamo preparati per queste emergenze, la tecnologia si è sostituita a noi ed ha finito per impigrirci. E' vero anche che senza questa tecnologia oggi non staremmo qui a "conversare" su questo blog ignorando ognuno l'esistenza dell'altro...
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 20:37 via WEB
Io sono una grande ammiratrice della tecnologia! Sai cosa ha significato banalmente la lavatrice per noi donne? Io mi sentirei veramente persa senza elettricità: una sera che andò via nel mio quartiere per un guasto alle cabine elettriche ti assicuro che mi sono sentita angosciata, anche se avevo candele e piccole lampadine a batteria. :))
 
ziryabb
ziryabb il 12/02/12 alle 20:43 via WEB
Un commento veloce perché la batteria del PC è quasi scarica...
Se siamo diventati schiavi della tecnologia era prevedibile.Siamo diventati liberi ma non sappiamo più cosa fare con le nostre mani pulite senza cali.Ci basta un dito per premere due tasti :ON/OFF. Non ci sono più certezze neanche per chi si credeva al sicuro con il nucleare(Francia) come fonte di energia elettrica. Molti algerini e russi, di cui i rispettivi paesi esportano gas in tutto il mondo, sono rimasti senza perché...in molte zone le abitazioni non hanno ancora gli impianti per il metano.Un saluto.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 20:43 via WEB
Spero che anche tu non sia senza elettricità, il p.c. può anche andare con la corrente elettrica! Ma il gas rende di più a essere esportato che non a essee usato nel proprio paese. Ricordo un viaggio in Cecoslovacchia quando c'era ancora il muro di Berlino: a Praga non trovai nemmeno un cristallo di Boemia da acquistare perché veniva esportato tutto! E' inutile che ci illudiamo di esseri liberi: noi siamo dipendenti da tutti coloro che ci vendono energia perché tutta la tecnologia che usiamo dipende da queste fonti energetiche. :))
 
roseilmare
roseilmare il 12/02/12 alle 21:46 via WEB
Mi sono sempre piaciute le case con i camini. Hanno un calore unico, il calore degli affetti e dello stare insieme che si è perduto con la tecnologia. Abbiamo internet e il mondo a portata di clic ma siamo molto più tristi e anche molto più soli.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 20:51 via WEB
Un inverno sono stata ospite per qualche giorno in inverno da un mio amico siciliano. In casa non c'era riscaldamento ma uno splendido camino che veniva acceso solo la sera, di giorno non ce n'era bisogno. Ma ti assicuro che pulirlo dalla cenere al mattino e portare la legna in casa era un bel lavoro che prendeva tempo. Ero in vacanza e potevo farlo, ma ti assicuro che se avessi dovuto farlo dovendo andare a lavorare, avrei rimpianto i miei cari termosifoni! La tecnologia ci rende, soprattutto noi donne, molto più libere: dalla lavatrice al forno elettrico. La tecnologia ha permesso molti avanzamenti alle donne, libere dal lavare i panni a mano, accendere fuochi per cucinare o scaldare, poter fare provviste anche per diversi giorni. Io non rimpiango quei tempi forse perché, qualche cosa sono ancora riuscita a vedere nella mia infanzia. :))
 
   
roseilmare
roseilmare il 13/02/12 alle 21:57 via WEB
Sì, hai ragione. Nemmeno io rimpiango quei tempi. Non riuscirei a fare a meno degli elettrodomestici. Però, nonostante questo, i camini mi sono sempre piaciuti proprio per l'atmosfera che sanno creare.
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 22:02 via WEB
Ma oltre all'atmosfera ci devi mettere anche la compagnia....... :)))))
 
     
roseilmare
roseilmare il 19/02/12 alle 16:12 via WEB
:-))) Vero.
 
Discipli_nata
Discipli_nata il 12/02/12 alle 22:05 via WEB
La tecnologia ormai non ci abbandona, magari si perfezionerà in vista di qualche evento straordinario. Io spero invece che i russi non ci chiudano il rubinetto del metanodotto o che gli arabi ci mandino ancora il petrolio, altrimenti tutta la nostra tecnologia ci seppellirebbe senza combustibile. Le energie alternative non basteranno mai da sole. A Natale ho conosciuto una signora, nata e cresciuta in un paesino di montagna dove nevicava due metri, mettevano i morti in soffitta o sotto la neve e a primavera li seppellivano in cimitero. Sembrano fiabe per noi.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 20:58 via WEB
Anch'io concordo con te, non credo che le energie alternative potrebbero sostenere tutta la tecnologia di cui usufruiamo giornalmente. Mia sorella più di 30 anni fa, maestrina di prima nomina, finì in un paesino dell'alta ossola e rimase bloccata per due mesi senza riuscire mai a venire a casa. Ma mi raccontò che là erano tutti preparati a questo fatto e non mancò né il cibo né l'acqua, né il riscaldamento (a legna). Credo che quello che stia succedendo adesso sia diventato una notizia straordinaria perché ha colpito zone dove non nevica mai in questo modo. Ma ti assicuro che nelle valli dell'ossola o del cuneese, avere due metri di neve e rimanere bloccati non è poi così straordinario! :))
 
ossimora
ossimora il 12/02/12 alle 23:54 via WEB
Ciao , non sono così convinta che nel passato eventi eccezionali come "il Nevone del 2012" come gia' l'hanno ribattezzato i romagnoli non fossero tragici , molto probabilmente creavano meno problemi non tanto per la mancanza di tecnologia quanto perché l'aspettativa di vita era molto più bassa e difficilmente capitava come e' invece successo in questi giorni qui vicino di prelevare con l'elicottero persone di settanta anni che facevano la dialisi pur vivendo dentro l'Appennino profondo..o la protezione civile che col gatto delle nevi portava farmaci salvavita ad ottantenni ....L'emergenza e pesante c' e' stata perché due metri di neve come nel Montefeltro sono paralizzanti ma nessuno ha sofferto la fame e il freddo nemmeno chi ha avuto parziali e temporanei distacchi di corrente . I congelatori strapieni ,le stalle protette e moderne ,i piumoni , ,i camini ,le stufe a pellets , sopratutto le case restaurate e piene di confort aiutano. chi e" morto era fuori di casa.La stampa ama enfatizzare e porre l'accento sopratutto sulle difficoltà ...io ho un caro amico semi anacoreta che e' isolato da dieci giorni ,lo sento al telefono e mi racconta dei libri che legge...in Santa pace ,oddio la dieta e' diventata sopratutto proteica pero'...non si lamenta e si fa qualche ciaspolata ...ciao
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 21:15 via WEB
Non conosco il Montefeltro, ma se penso ai paesini di montagna delle valli del cuneese o dell'ossola, case ristrutturate ce ne sono poche e soprattutto quei paesi sono quasi esclusivamente abitati da anziani per i quali diventa difficile muoversi con tutta quella neve. Ma il Piemonte non fa notizia se nevica, forse qui sono abituati a nevicate come queste e in genere si mette subito in moto un autoaiuto ben organizzato per raggiungere questi vecchi. Hai ragione quando dici che ormai le esigenze sono maggiori, una volta non c'erano certo vecchi che aspettavano la dialisi o farmaci salvavita: morivano prima di averne bisogno! Beato il tuo amico che si può permettere di fare l'anacoreta e proprio per questo sarà ben organizzato. Però se riesce a telefonare, una linea telefonica o almeno l'energia elettrica per ricaricare la batteria del cellulare, deve averla. Ma forse per chi non ha fatto questa scelta e deve andare a lavorare o portare i figli a scuola, diventa difficile farlo con tanta neve. Chi abita in montagna è senza dubbio più preparato a far fronte a certe evenienze, in genere hanno tutti un'alternativa al riscaldamento come noi lo intendiamo in città, ma anche se la stalla è protetta e non crolla, può diventare difficile raggiungerla per nutrire le bestie o mungerle. Personalmente non saprei fare a meno della tecnologia, ho poco spirito di adattamento e sono poco abituata alla fatica fisica...credo mi ritroverebbero al disgelo! :)))
 
   
Utente non iscritto alla Community di Libero
Ossimori il 14/02/12 alle 00:32 via WEB
Credo che tre metri come ad Urbino costituiscano evento straordinario un po' ovunque. Detto questo ...io pure sarei disperata nell' isolamento ,mi verrebbe immediatamente un triplo attacco di claustrofobia . No ,no ,il mio amico taglia boschi e quindici giorni di fermo sono per lui abbastanza pesanti , non ha tv e il cellulare ...antico e' l'unico attrezzo diciamo ...contemporaneo ,fra l' altro per arrivare alle ue caprette sono giorni che fa stradellini che poi la neve ...vanificava . Da oggi va meglio. Notte.
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 14/02/12 alle 18:39 via WEB
Anch'io sono come te: il piano superiore di casa mia ha dei velux che si sono coperti di neve ma la prima cosa che ho fatto, anche a costo di fare un gran pasticcio in casa, è stata di liberarli...volevo rivedere il cielo, quella massa nevosa che oscurava tutto, mi dava un senso di oppressione incredibile! Meno male che le caprette hanno un padrone come lui! :))
 
Lolablu7
Lolablu7 il 13/02/12 alle 01:12 via WEB
E'vero, la tecnologia ci ha tolto la poesia della vita e ci ha fatto perdere fiducia nelle nostre risorse personali, rendendoci irrimediabilmente dipendenti. E' anche vero, però, che forse ha aiutato a non spegnersi alcune vite. Un abbraccio:-))
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 21:26 via WEB
Io sono un po' più pragmatica: credo ci abbia tolto i panni e le lenzuola da lavare a mano (ho ancora avuto la "fortuna" di conoscere nella mia infanzia le donne che andavano al fiume a lavare!), ci ha dato la possibilità di poter congelare o conservare cibi senza dover andare a fare la spesa, ci ha tolto di dover accendere tutte le mattine il fuoco per scaldare l'acqua per lavarsi e poi dover cucinare per giornate intere o impastare il pane e preparare il forno (alzandosi alle tre di notte). La tecnologia ha aiutato le donne a liberarsi di tutte queste incombenze che l'assoggettavano a una vita dura e faticosa e le ha permesso di poter esprimere altro che non fare la serva. Io credo poco alla poesia dell'era pretecnologica, forse per la mia età e per l'aver vissuto la mia infanzia in un piccolo paesino agricolo molto povero dove le donne a 50 anni erano ormai distrutte dalle fatiche e invecchiate prima del tempo. La tecnologia ha aiutato moltissimo le donne: credo che quello che abbiamo perso non sia equiparabile a quello che ci ha fatto guadagnare! :))
 
   
Lolablu7
Lolablu7 il 13/02/12 alle 21:43 via WEB
Quando parlavo di poesia mi riferivo alle atmosfere di un tempo. Io sono sempre vissuta in città da bambina per cui non ho ricordi quotidiani legati al periodo pre-tecnologico, però rammento quando venivo nel paese in cui ora vivo per le vacanze. Ho visto la fatica delle donne ed anche quella degli uomini meno fortunati. Pescatori perennemente a rischio consumati dal sale e dal sole, contadini con la schiena piegata in due,donne vecchie per la fatica prima ancora di nascere perchè già segnate. Ricordo la fatica dei bucati lavati con la cenere e ...quanti ricordi! :-))
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 13/02/12 alle 21:59 via WEB
Sì, ricordo quegli anni come i più belli della mia vita, ma forse allora non capivo la fatica di quelle vite. Ora le rivedo con occhi diversi, con gli occhi di chi ringrazia di essere nata abbastanza tardi da non dover subire quella sorte, ma anche abbastanza presto da poter ancora avere quei ricordi. La vita allora era dura per quelle persone, ma ricordo anche il piacere che riuscivano a trarre dalle piccole cose, da un ricamo, da un dolce cotto nel forno e donato a noi bimbi, dalle feste con la processione, dal fermarsi a chiacchierare al tramonto davanti alle porte. Tutti conoscevano tutti e c'era soprattutto una grande solidarietà reciproca! :))
 
     
Lolablu7
Lolablu7 il 13/02/12 alle 23:10 via WEB
Hai risvegliato in me ricordi molto cari. Ne farò un post! Grazie cara, a presto:-))
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 14/02/12 alle 18:35 via WEB
Mi fa un immenso piacere che partendo da questo colloquio, tu abbia pensato a delle cose di cui parlerai nel tuo blog. E' questa circolazione di idee la cosa che trovo più interessante su internet: uno pensa una cosa che fa pensare qualche altra cosa a qualcun altro che farà pensare altro a un altro ancora...in una specie di catena senza fine fatta di idee personali. Infatti non capisco gli editti che alcuni blogger mettono nei loro blog: vietato copiare, pena denuncie varie. Ma lo scopo di internet, secondo me, è proprio quello di trasmettere idee e se si pubblica qualche cosa di personale affinché gli altri lo leggano, questa cosa non è più tua ma di tutti. Grazie! :))
 
     
Lolablu7
Lolablu7 il 21/02/12 alle 07:41 via WEB
La circolazione di idee, l'essere l'una di supporto all'altra crea una catena, come tu hai detto, che porta una ventata di freschezza nei rapporti umani ormai caratterizzati da arido protagonismo e bieco individualismo. E' bello immaginare noi stesse come un anello senza il quale qualcosa di prezioso si rompe.:-))
 
complicemente1
complicemente1 il 14/02/12 alle 20:59 via WEB
E' una riflessione che a volte per i piu' svariati motivi ho fatto anche io,traendo le stesse conclusioni.Siamo indifesi e spersi, quando per cause diverse non abbiamo a disposizione la comodità concessa dall'uso di tali mezzi, quello che una volta si faceva quasi istintivamente, per noi diventa un ostacolo insormontabile.Ciao veuve_cliquot
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:01 via WEB
Non siamo più "abilitati" a fare certe cose. La facilità che ormai ci viene offerta dalla tecnologia ci ha fatto perdere quel sapere che era trasmesso di padre in figlio perché faceva parte di quell'insegnamento necessario per vivere. Adesso sappiamo cosa sta succedendo a migliaia di chilometri, ma non sappiamo più fare il pane! :))
 
avvbia
avvbia il 14/02/12 alle 21:23 via WEB
BELLO veuve.bello e vero. e parli dell'italia!pensa se va via la luce a new york o a los angeles!!sarebbe un dramma. E' vero vittime e schiavi della tencologia!! e mi pcaie il paragone del bimbo con la mamma. A dire il vero ne soffro poco.se va via la luce legg con la candela..ah ah ed è più romantico .AUGURI RICAMBIATI!!gino,ciao
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:05 via WEB
Mi è capitato poco tempo fa quando per un problema alla cabina elettrica andò via la luce in tutto il quartiere per l'intera notte. Sinceramente mi sentivo un po' persa. Istintivamente quando andavo in un'altra stanza, pigiavo l'interruttore per accendere la luce e mi stupivo di aprire il frigo e non vedere nulla! :))
 
Led_61
Led_61 il 15/02/12 alle 03:58 via WEB
La tecnologia è controllata da esseri umani, che spesso non hanno la competenza e il sapere giusti per sapere le conseguenze che il premere un determinato bottone comporta, ma è soprattutto in eventi eccezzionali, quando appunto manca la corrente che muove le nostre macchine che vediamo quanto l'uomo sia rimasto indietro rispetto alla tecnologia, perchè ormai privo delle cognizioni che gli garantiscano di rimanere autosufficente e di arrangiarsi in attesa del ripristino della corrente. Ciao.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:11 via WEB
Manca sia il sapere ma anche l'alternativa. Certo si può sempre leggere un libro con una candela, ma poi ci sono anche banali incombenze che risulta difficile effettuare con il solo ausilio della candela. Le case sembrano diventare troppo grandi, vedi solo in un piccolissimo raggio intorno a te e questo, a me personalmente, dà piuttosto fastidio, sarà che normalmente non amo molto il buio. Credo che senza gli ausili della tecnologia, riusciremmo a sopravvivere molto poco, soprattutto nelle nostre città dove sarebbe impossibile nelle case moderne poter accendere un fuoco per cucinare o scaldarsi o trovare un posto dove andare a prendere l'acqua. :))
 
monatto69
monatto69 il 15/02/12 alle 07:23 via WEB
C'è una bella differenza tra l'usare la tecnologia per quello che offre ed esserne schiavi al punto di essere incapaci di farne a meno. Solo sino a pochi anni fa si viveva (io dico meglio...) senza telefonino attaccato al cervello.....oggi senza sei morto ! Ecc.Ecc. Siamo diventati bimbi incapaci d'autonomia, sempre ad aspettare l'aiuto esterno: forse perchè assolutamente immaturi ?
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:16 via WEB
No, non credo sia questione di immaturità, ma esclusivamente di abitudini e soprattutto di mancanza di alternativa: una volta nei paesi c'erano le fontane per andare a prendere l'acqua; ora, se dovesse andar via l'acqua dalle case, dove potremmo andarla a prendere? Non siamo solo noi esseri umani a essere cambiati, ma anche ciò che ci circonda viene costruito in base alle tecnologie di cui disponiamo. Una volta si viveva benissimo senza cellulare, ora se un giorno esci e lo lasci a casa, se qualcuno ti cerca e non rispondi, subito si crea ansia, perché magari immaginano il peggio se non ti trovano o se tu non richiami. :))
 
briccone2005
briccone2005 il 15/02/12 alle 12:28 via WEB
il problema è che non possiamo più tornare indietro...
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:20 via WEB
E' vero, è impossibile tornare indietro. Alcune persone (molto rare) che fanno la scelta personale di vivere senza tecnologie, sono tagliati fuori dal mondo, vivono in un loro piccolo universo ma non potrebbero certo inserirsi in un mondo dove si lavora, si comunica. La vita ormai gira intorno alla tecnologia e a tutti gli amenicoli che produce. Puoi farne a meno, senza dubbio, ma resteresti inevitabilmente da solo. :))
 
lorifu
lorifu il 15/02/12 alle 12:33 via WEB
Io credo che sia soprattutto un problema di comodità ed abitudini. La nostra è una dipendenza soprattutto psicologica da tutte quelle cose ed oggetti che ci hanno sì reso più semplice la vita ma nel contempo ci hanno disumanizzato e reso più fragili fisicamente e psicologicamente tanto che basta un black out a farci andare in tilt.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:25 via WEB
Certamente le nuove tecnologie hanno creato abitudini comode da cui siamo dipendenti, di cui non possiamo fare a meno. Io sono una profonda fautrice della tecnologia, pur lasciando ad essa il supporto della comodità che mi permette di fare altre cose (è bello leggere il giornale mentre la lavatrice lava!). Ed è proprio così, secondo me, che bisognerebbe utilizzare le tecnologie: non ritenerle dei fini, ma solo dei mezzi per recuperare tempo per noi. Non diventare schiave di esse (tipo passare giornate intere al telefono dicendo nulla di importante), ma utilizzarle per guadagnare tempo per vivere! :))
 
acetosella5
acetosella5 il 15/02/12 alle 23:51 via WEB
Anche io penso che più si fa sofisticato il sistema nel quale siammo immersi e da più variabili dipenda la nostra vita più diventiamo fragili. Probabilmente in passato avendo meno facilitatori avevavo anche delle vite più dure e più brevi, ma sicuramente di fronte alle difficoltà probabilmente avevavo una capacità di reazione più immediata e salvifica. Forse.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:30 via WEB
Certamente sapevano come affrontare il freddo anche se non avevano i termosifoni e un po' di farina bastava per sopravvivere. Avevano inventato strategie che a noi non passerebbero nemmeno per la testa, ma vivevano anche in un mondo che aveva confini molto più ristretti dei nostri: ti immagini non ci fosse benzina (è capitato in Sicilia con il blocco di poche settimane fa), quanti di noi non riuscirebbero più ad andare a lavorare? Certo, si può andare sempre a piedi, ma ormai le distanze sono diventate enormi per poterle percorrere per arrivare in tempo sul lavoro. :))
 
Vince198
Vince198 il 16/02/12 alle 14:07 via WEB
Prima dell'avvento della tecnologia moderna vivevamo ugualmente: l'unico svantaggio era una vita più breve e travagliata!
"E chi sa più impastare il pane o ha un forno per farlo cuocere? E soprattutto, come passare il tempo senza televisione o internet?" Molto.. prudentemente ho un marchingegno a casa per fare il pane (mio figlio lo usa e molto bene, anche) e, nell'altro caso, senza internet si vive lo stesso. Come facevamo quando non c'era la televisione? Ci sono molte alternative, veuve_clituot, ma il fatto è un altro: con questa pubblicità martellante, siamo un pò troppo "rinco..." e quindi quasi costretti a seguire certe mode, tendenze.. La vita vera è ben altro!
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veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:39 via WEB
Ma il marchingegno per fare il pane, per caso funziona con l'elettricità? Alcune case in campagna hanno ancora il forno in cui ci si può dilettare ogni tanto a fare il pane, ma credo che se una persona lavora fuori casa, difficilmente trova il tempo per impastare, far lievitare, infornare e cuocere il pane se non magari una domenica in cui sta a casa. Il tempo che abbiamo guadagnato con la tecnologia adesso lo spendiamo per andare a lavorare fuori casa. Certo, le alternative ci sono, te lo dice una che accende la televisione molto poco e a volte non va per molti giorni su internet, ma per la stragrande maggioranza delle persone, arrivare a casa e non accendere la tele è angosciante. Una volta la sera le donne, alla fine di estenunati giornate di lavoro in casa, si sedevano a rammendare, a lavorare ai ferri, a cucire...chi ormai sa più fare queste cose? E leggere mi sembra che sia un'abitudine che ben pochi italiani hanno. Ormai se non si guarda la tele, si gira per centri commerciali! :))
 
   
Vince198
Vince198 il 20/02/12 alle 18:09 via WEB
Si, funziona con l'elettricità e impiega circa 3 ore per fare il pane! Una volta esistevano i forni a legna, oggi praticamente non esistono più per un'insieme di norme relative all'igiene un pò difficili da rispettare: impegnano le.. tasche, eccome.. Eppure ricordo che quel pane, prediletto dai miei vecchi, era buonissimo! La cottura a legna è più lenta ma più efficace, cuoce completamente il pane evitando che al suo interno resti crudo e troppo umido.
La tele, poi, la guardo poco anche io, a meno che non ci sia qualche cosa di interessante in ambito sport o qualche film degno di essere guardato. I telegiornali oramai per me sono out: preferisco leggere quotidiani in internet se c'è qualche cosa di interessante.
Quanto al resto hai ragione: il tempo è, il più delle volte, tiranno, a parte mia .. madre che faceva quelle cose da te elencate.. ^__^
 
asettica2011
asettica2011 il 17/02/12 alle 18:04 via WEB
Le donne della mia generazione non sanno più fare nulla praticamente, per carità è vero che non c'è il tempo, però spesso mi sono domandata se di colpo dovessimo diventare poveri poveri quante di noi riuscirebbero a gestire ugualmente una famiglia, molte non sanno nemmeno cucinare, figuriamoci cucire. Pensa che un'amica vedendomi fare il purè con le patate mi ha domandato "ma tu lo fai con le patate?" "certo e con cosa altrimenti?!" con le bustine in molte. La tecnologia è una comodità, ma sarebbe sempre bene saper fare un po' di tutto e mantenere un certo grado di organizzazione. Da me non ha nevicato eppure io avevo fatto scorta alimentare in casa da giorni e questo perchè i trasporti erano già in fermento da tempo e si annunciava il maltempo.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:44 via WEB
Hai perfettamente ragione! Personalmente so cucinare anche arraggiandomi con poco, ma non so assolutamente cucire, né lavorare a maglia, pur avendo avuto una madre che era bravissima in tutto. Ed è un vero peccato (me ne sto rendendo conto) che questo sapere non sia più stato trasmesso da una generazione all'altra come si faceva una volta. Ma una volta le ragazze non avevano internet, non uscivano spesso e insegnare loro come diventare "una brava madre di famiglia" era un dovere delle loro famiglie. Ormai i vestiti si comprano e spesso si gettano via anche solo se si rompe una cerniera. :))
 
CercoLei05
CercoLei05 il 18/02/12 alle 14:55 via WEB
Ciao, scusami, tu e tutti gli altri, ma ho cambiato ufficio e sono stato per un bel po senza adsl e telefono, in più ultimamente ho fatto un intervento chirurgico, quindi fra tutto, ho dovuto abbandonare profilo e blog... Tu, tutto a posto? Un grande abbraccio, antonio
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 20/02/12 alle 14:46 via WEB
Che piacere risentirti! Spero che ormai tutto sia passato e tu vada bene. Arrivederci sul tuo blog!!!! :))
 
avvbia
avvbia il 20/02/12 alle 21:58 via WEB
Un caro saluto con la presenza della ....luce!!gino. ciao
 
bluewillow
bluewillow il 22/02/12 alle 20:00 via WEB
Per fortuna nevica così solo una volta ogni 30 anni :). Ammetto che mi è piaciuta molto di più la neve della mia infanzia, quando tutte le strade bloccate significavano solo una bella lunga vacanza, che non quella degli ultimi tempo, a causa della quale uscire di casa è stata un'odissea e guidare una vera avventura :)
 
 
bluewillow
bluewillow il 22/02/12 alle 20:00 via WEB
tempi, non tempo :))), errore
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/02/12 alle 20:54 via WEB
E' vero, da bambini la neve è favolosa, non ci si rende conto dei disagi che può provocare. Per fortuna abito in una grande città abituata alle nevicate per cui i disagi sono di qualche ora, solo se ti trovi per macchina in strada quando comincia a nevicare. A Torino il problema più grosso che hanno dato queste ultime nevicate, è stato il parcheggio perché gli spazzaneve accumulavano la neve sui bordi delle strade e non riuscivi a entrare nei parcheggi o parcheggiare lungo la strada. Ma ho visto molti torinesi che anche per questo si attrezzavano: portavano una pala per la neve in macchina e spalavano la neve che ostruiva il posto dove volevano parcheggiare! :))
 
diogene51
diogene51 il 22/02/12 alle 22:50 via WEB
Sì, siamo dipendenti dalla tecnologia; io per esempio non mi sono attrezzato di chiavetta e quindi non mi sono mai spostato col portatile, che uso come pc, a casa. Però quando, con la buona stagione, passo i weekend in campagna, mi sembra di essere nudo senza internet, quando viene la sera...magari in vacanza una postazione la trovo. Non so cosa succederà se verrà il black out di cui si favoleggia. Se le minacce si faranno più concrete potremmo cominciare ad allevare dei piccioni viaggiatori per scriverci tra noi. Che facciamo se no senza comunicare? Ognuno ha qualche amico di cui conosce nome e indirizzo, ma per lo più ci vediamo solo qui. E poi lavare i piatti a mano, attività (spesso riservata agli uomini, almeno ai più collaborativi)che io odio. Altre cose mi preoccupano meno: quando ero scapolo mi lavavo le camicie da solo, a mano (solo le lenzuola le portavo dalla mamma), sui percorsi brevi vado in bici e se viene il black out non credo che serviranno percorsi lunghi. Forse in previsione potrei mettermi ad allevare qualche pollo...
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/02/12 alle 20:59 via WEB
Il problema è che la tecnologia ci ha ormai fatto perdere la capacità di fare alcune cose e soprattutto credo ci abbia fatto perdere quel tempo che una volta si dedicava a fare alcune cose. Non so dove troverei il tempo per mettermi a lavare i panni a mano...forse dovrei rinunciare a internet. Senza dubbio le nostre mamme che avevano queste incombenze non avrebbero certo avuto il tempo per stare su internet o per guardare la tele o per girare per centri commerciali! :))
 
olioecaffe82
olioecaffe82 il 03/10/14 alle 20:17 via WEB
la tecnologia è una grande risorsa ma dietro di essa può nascondersi un mare di interessi insisdiosi ciao da

ricambi blackberry

 
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Perché un altro blog? Non credo che il mondo ne abbia necessità ed esso non nasce nemmeno da un mio bisogno di esprimere fatti o sensazioni personali.

Non sarà quindi né un diario personale, né una valvola di sfogo di sentimenti ed emozioni.

Scriverò di fatti, articoli di giornali, libri, frasi che mi hanno fatto pensare, ragionare, riflettere, che mi sono piaciuti o non piaciuti, che hanno risvegliato il mio senso critico e anche qualche rotellina un po' arrugginita del mio cervello.

Sarà il blog di una persona che ritiene ancora di avere un cervello pensante libero da ideologie, dottrine, fedi e prese di posizione o di campo acefale.

 

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