Creato da veuve_cliquot il 10/01/2011

La Specola

"Non mi piace la via che conduce qui e là. Non bevo alla fonte verso cui tutti s'intruppano. Detesto ciò che é comune, popolare e senza regole" Callimaco

 

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PARTO CESAREO

Post n°122 pubblicato il 31 Marzo 2012 da veuve_cliquot

Piero della Francesca: Madonna del parto

 

 

L’Italia ha molti primati più o meno encomiabili, e ultimamente ne ho scoperto uno nuovo.

Tutti sappiamo che il nostro è il paese occidentale ad avere la più bassa natalità, ma nello stesso tempo abbiamo in questo campo un altro primato: quello del numero di tagli cesarei. Il parto cesareo è passato, infatti, dall’11% del 1980 al 38% del 2008. Questa percentuale supera di molto la soglia del 10-15% che, secondo la raccomandazione pubblicata nel 1985 dall’O.M.S. garantisce il massimo beneficio complessivo per la madre e il nascituro e si discosta notevolmente anche dagli standard europei. L’Italia presenta a livello europeo la più alta percentuale di cesarei, seguita dal Portogallo con il 33%, mentre negli altri paesi si registrano valori inferiori al 30% che scendono al 15% in Olanda e al 14% in Slovenia.

C’è inoltre una notevole variabilità su base interregionale con valori tendenzialmente più bassi nell’Italia settentrionale e più alti nel meridione: si va dal 24% in Friuli e Toscana al 60% in Campania. E anche nella stessa regione si registrano differenze significative in base alla tipologia amministrativa e al volume di attività con percentuali di taglio cesareo nettamente superiori alla media nazionale nei reparti con basso numero di parti e nelle strutture private accreditate (60,5%) e non accreditate (75%) rispetto a quelle pubbliche (34,8%).

Eppure nessuno studio ha evidenziato che il taglio cesareo determini una riduzione del rischio materno-fetale,né miglioramenti significativi degli esiti perinatali. Al contrario,i dati disponibili riportano una più alta mortalità perinatale nelle regioni meridionali del paese, dove la percentuale di tagli cesarei è più elevata.

Questi dati li ho presi dal sito del Ministero della Sanità che ha elaborato delle linee guida, rendendosi finalmente conto che forse c’è qualche cosa che non funziona in questa pletora di tagli cesarei.

 

La variabilità rilevata sembrerebbe essere più legata a carenze strutturali e organizzative, aspetti culturali che assimilano il taglio cesareo a una modalità elettiva di nascita, scarsa competenza del personale sanitario nel gestire la fisiologia (taglio cesareo visto come pratica difensiva), che non a reali condizioni cliniche. Ma personalmente io ce ne metterei un’altra , proprio guardando i dati che rilevano come essi vengano effettuati maggiormente nelle strutture non pubbliche e quindi vengono pagati dal paziente.

 

Eppure la gravidanza è un processo fisiologico, quindi l'intervento assistenziale dovrebbe essere limitato ai casi in cui il non effettuarlo comporterebbe gravi conseguenze sia per la madre che per il bimbo;  e le pratiche in cui il taglio cesareo è inevitabile sono ormai ben standardizzate.

Ultimamente ha fatto molto scalpore la decisione dei ginecologi inglesi che hanno inserito nelle loro linee guida, come indicazione al taglio cesareo, anche la volontà della madre come unica ragione.

 

Ma perché una donna dovrebbe scegliere di effettuare un intervento chirurgico contro un evento che è ritenuto fisiologicamente naturale? Diversi studi rilevano che la motivazione più frequente è la paura del parto, riconducibile a ragioni diverse: paura del dolore, esperienza di abuso o violenza, storie pregresse di parto fisicamente o psicologicamente traumatico e anche il timore di non ricevere un'assistenza di qualità durante il travaglio e il parto. Ma quanto i medici che probabilmente hanno interessi di varia natura, fomentano questa paura?Quanti spiegano che il parto cesareo, come tutte le procedure chirurgiche non è scevro da rischi e complicanze e che il dolore può essere combattuto con una buona analgesia? Quanto questa accettazione da parte del medico nasconde motivi economici o paura di eventuali conseguenze medico-legali? 

Ecco quello che io mi chiedo: a queste cinque donne su dieci che in Campania scelgono di effettuare il taglio cesareo ( ho tolto quella donna che invece ha necessità del cesareo come indicato dall’OMS), qualcuno ha parlato cercando di far capire loro che il parto cesareo non è scevro da rischi e da complicanze anche durature, che il dolore può essere combattuto con una buona analgesia, che si potrà alzare subito e allattare il bimbo mentre se verrà operata dovrà rimanere allettata e ricoverata con antibiotici per molti giorni e con il rischio di non poter allattare?

 

Ma probabilmente, in questa nostra epoca che ha medicalizzato tutto, dalla nascita alla morte, non ci si rende più conto di ciò che è fisiologico da ciò che è patologico. Il ricorso agli specialisti per banali cefalee o doloretti o palpitazioni assolutamente insignificanti, riempiono gli ambulatori, facendo poi lamentare gli stessi utenti delle lunghissime liste di attesa, e sono ormai il campanello di allarme di un’ansia dilagante spesso fomentata dai mass media e dall’incapacità dei medici di famiglia ormai ridotti a semplici scribacchini. Quanti di noi hanno visto passare disturbi fisici dopo pochi giorni senza nessun intervento medico? Si parla tanto di prevenzione, ma sembra che l’unico messaggio che abbiamo percepito sia quello di andare dai medici e di farsi dare un farmaco o fare un esame. Spesso solo questo riesce a calmare la nostra ansia. Ma la prima prevenzione sarebbe quella personale, con uno stile di vita che comporta movimento, scelta dei cibi, astensione da fumo e alcol, evitare stress.

Ma questo implica un sacrificio personale che spesso nessuno di noi è disposto a compiere.

 

 

Commenti al Post:
angiolhgt
angiolhgt il 01/04/12 alle 12:13 via WEB
l'aspetto della motivazione economica alla base del fenomeno di cui tratti è inquietante: mi sembra di risentire la registrazione di quel chirurgo a Villa Maria.La cosa più inquietante è nella priorità di far cassa anche della sanità pubblica che è schizofrenica in antitesi : per un verso cerca di risparmiare erogando prestazione limitate al necessario per un altro verso chiude gli ospedali con i letti vuoti, per cui chi ci lavora dentro per sopravvivere fa di tutto per creare profitto e lavoro in conflitto con l'interesse del sistema sanità. Credo che senza sprechi avremmo una sanità migliore sia qualitativamente che quantitativamente più adeguata alle vere esigenze degli assistiti.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 01/04/12 alle 18:10 via WEB
Credo che una delle solite ipocrisie italiche, condita di buoni sentimenti, sia stato chiamare gli ospedali e gli ambulatori pubblici, aziende sanitarie. Ma le aziende sono posti in cui si cerca il profitto, nella sanità non c'è profitto: non si producono bulloni, ma salute. Si può cercare di limitare gli sprechi ma è ridicolo pensare che si possa produrre qualche cosa che determini un guadagno monetario. Il guadagno è limitato a quella parte di popolazione giovane che può tornare a produrre, quindi un guadagno in prospettiva, ma poiché la maggior parte di coloro che ricorrono agli ospedali sono anziani con pensione, forse per lo stato sarebbe più utile eliminarli così avrebbe meno pensioni da pagare...non trovi? :)). Ogni prestazione medica, soprattutto quelle più progredite con l'uso di device che costano migliaia di soldi, è una perdita se si considera solo il lato produttivo. E così le prestazioni effettuate dagli ospedali o dagli ambulatori vengono fatti pagare alla regione che poi è la padrona degli ospedali e paga gli stipendi di chi ci lavora, quindi paga due volte. Piuttosto schizofrenica la questione, hai ragione. :))
 
lorifu
lorifu il 01/04/12 alle 13:32 via WEB
Ho letto attentamente il tuo post e sono rimasta basita dai dati che hai fornito. Condivido le tue considerazioni riguardo alle motivazioni verso la scelta del parto cesareo rispetto a quello naturale ma secondo me la ragione principale che conduce verso quell’opzione, in tempi in cui si tende ad esorcizzare tutto, persino la morte, è l’ allontanamento progressivo verso tutto ciò che può procurare dolore e che può essere ridotto quando non eliminato. E’ questa la motivazione principale a mio avviso unito a una cattiva e incompleta informazione da parte degli addetti ai lavori che come dici tu, hanno interessi ben precisi a dirottare molto spesso verso strutture private a spese della paziente. E’ un altro esempio di sgretolamento e impoverimento culturale che ci rende sempre meno provvisti di anticorpi verso i fatti naturali della vita.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 02/04/12 alle 18:16 via WEB
Anch'io sono rimasta veramente stupita da questi dati pubblicati dal ministero della sanità. E credo che la ragione principale per le donne sia proprio la paura del dolore. Ma la cosa assurda è che esistono metodi di analgesia che permettono di partorire naturalmente con pochissimo dolore. Ma un altro primato che ha la sanità italiana è anche quello di avere scarsa conoscenza e quindi applicazione delle tecniche che eliminano il dolore. Il parto dovrebbe essere un evento fisiologico, non una patologia. Non dico di ritornare a partorire in casa, ma non ricordo nessuna di queste donne che una volta partorivano in casa che ricordino il parto come un evento drammatico: sapevano che avrebbero sofferto un po', ma poi la gioia di aver messo alla luce un figlio, faceva pure dimenticare questo dolore. Ormai stiamo medicalizzando tutto, dal parto in ospedale al figlio continuamente portato dal pediatra anche se sta bene ma che deve crescere secondo tabelle e pesi prestabiliti. :))
 
Sane961
Sane961 il 01/04/12 alle 16:09 via WEB
Penso che dove ci sono interessi economici e case farmaceutiche di mezzo, sia facile prevedere le conseguenze che portano alla formulazione di tali statistiche. Anche la poca o cattiva informazione ha il suo peso notevole. Nel mio caso (in famiglia) è successo, paradossalmente, il contrario. Per non praticare il taglio cesareo a mia cognata, la mia nipotina è stata tirata fuori tirandola dal braccio, provocandole una neuropraxia, più precisamente una grave lesione del plesso brachiale. Per fortuna il braccio non è completamente perso, ma ha perso più del 50% della sua funzionalità. Sfortuna? Incompetenza? Ancora non sappiamo…certo è che chi ci va di mezzo sono sempre le donne: direttamente sulla propria persona o indirettamente, si fa per dire, attraverso i figli. Buona serata :)
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 02/04/12 alle 18:20 via WEB
La presentazione non cefalica dovrebbe essere una delle ragioni per effettuare un parto cesareo. Direi che qui si è trattato di incompetenza: con l'ecografia ormai è facilmente prevedibile quale sarà la presentazione del bimbo e determinare una lesione a vita per non voler effettuare un cesareo mi sembra veramente poco professionale. Grazie. :))
 
Less.is.more
Less.is.more il 01/04/12 alle 19:02 via WEB
Questo dato era emerso già 30 anni fa, quando nacquero i miei cuginetti e mia mamma si era meravigliata della facilità con la quale un parte viene reso "cesareo", riguardo ai parti di sua sorella, invece di seguire la naturalezza fisiologica della nascita. Anche lei si soffermava sulla prevenzione della mamma, anche sulla disponibilità di questa a partorire con un normale dolore. Mio fratello ed io siamo nati all'estero dove la prevenzione, anche psicologia della futura mamma è maggiormente seguita, ai fini di un parto naturale. :)
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 02/04/12 alle 18:31 via WEB
Questi dati mi hanno veramente stupito: io ho sempre creduto che le donne volessero partorire naturalmente e in quei casi in cui c'era stato un obbligo di parto cesareo (mia sorella e la mia migliore amica), le persone interessate avevano accettato molto malvolentieri di effettuarlo. Ma probabilmente 30 anni fa non c'era ancora questa "moda" (in effetti dall'11% dell''80 si è passati al 38% del 2008). E quello che maggiormente rimpiangevano queste persone era proprio di non aver potuto sentire il primo vagito del bimbo e di non averlo potuto stringere subito tra le braccia. Forse erano solo donne un po' romantiche, ma mi sembra che ora si stia cadendo nel lato opposto: cosa mi interessa del primo vagito, preferisco non soffrire. La nostra è ormai diventata la società dell'individualismo: la cosa più importante sono io e il mio dolore. :))
 
roseilmare
roseilmare il 01/04/12 alle 20:12 via WEB
Ho partorito con due parti cesarei. Il primo ho scelto io di farlo perché, dopo un mese ricoverata in ospedale per inizio di gestosi, e dopo dieci giorni di ritardo, non ne potevo proprio più. La bambina è nata di quattro chili. I medici hanno provato in tutti i modi a indurmi al parto. Ho fatto di tutto ma nulla. Ma mi hanno detto che avrei potuto scalare anche l'Everest... Tranne che per l'anestesia, è andato tutto bene. Tuttavia condivido le motivazioni del tuo post. Tutti questi parti con il taglio cesareo puzzano di bruciato.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 02/04/12 alle 18:36 via WEB
Mi sembra che la tua più che una scelta sia stata una necessità: se nemmeno l'induzione farmacologica (che mi dicono dia dei dolori terribili) ti determinava contrazioni e dilatazione, non è che ci fossero molte altre possibilità. Vedo che anche a te è venuto il sospetto: sono dati veramente eccessivi per poter pensare che siano solo casuali. Sembrerebbe che le donne italiane non siano più capaci di partorire naturalmente. Se questa ondata di incapacità a partorire naturalmente fosse successa 50 anni fa, probabilmente il popolo italiano si sarebbe estinto! :))
 
   
roseilmare
roseilmare il 02/04/12 alle 20:37 via WEB
No, i farmaci non mi hanno fatto proprio nulla:-) I medici e gli infermieri infatti si sono meravigliati:-) Per il resto sono d'accordo con te.
 
J_SEE_YOU
J_SEE_YOU il 02/04/12 alle 16:01 via WEB
...che dirti,io che sono nato in cucina su un tavolo di marmo ( che ho ancora) ?...quando sono nati i miei figli il ginecologo mi ha detto , se avessi saputo che aveva un'assicurazione avrei scritto sul referto 5 punti di sutura invece di tre,così sarebbe rientrato in un intervento e l'assicurazione avrebbe pagato...
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 02/04/12 alle 18:40 via WEB
Come credo la maggior parte di noi: una volta si partoriva a casa, con un'ostetrica e la mamma. Vedo che il ginecologo di tua moglie sa molto bene oltre all'ostetricia (immagino), anche come far lievitare i costi! :))
 
   
Vince198
Vince198 il 03/04/12 alle 17:09 via WEB
Vero! Io e i miei fratelli siamo tutti nati a casa di mia nonna materna e la levatrice, di cui ricordo ancora il nome e cognome, a detta del medico che passava dopo a controllare, ha sempre operato molto bene. Però va pure detto che le condizioni igieniche in casa non sono mai state ideali: la mortalità infantile 60-70anni era piuttosto elevata in Italia. E mia madre il cesareo, da quel che mi disse tanti anni fa, era una pratice per così dire "estrema".
Oggi, per i motivi che hai accennato, sembra essere diventata più che comune. In casa mia, dei quattro ragazzi che abbiamo, solo uno è nato con parto cesareo: all'ultimo momento s'era messo in posizione podalica e allora.. ahahaha.. (una volta li "rigiravano". Scusa il ternine..) Ciao, Vince
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 04/04/12 alle 21:27 via WEB
Ma era una pratica molto dolorosa e spesso con risultati disastrosi. Ben venga il parto cesareo se c'è una necessità, ma dovrebbe essere limitato ai casi che mettono in pericolo sia la salute che la vita della madre o del bimbo. Le levatrici una volta, soprattutto nei paesi, erano persone che venivano trattate con molto rispetto, quasi come il parroco e il farmacista e credo non avessero nulla da invidiare a quelle attuali. Anzi, credo ne vedessero così tante che dovevano avere una pratica veramente eccellente! :))
 
Lolablu7
Lolablu7 il 02/04/12 alle 21:24 via WEB
Ho avuto il mio primo figlio con l'induzione farmacologica e la sofferenza è stata tale da stordirmi, anche per altri dettagli difficili, ma il dolore non mi ha spaventata! Ho voluto anche il secondo figlio con parto naturale. Mettere al mondo i figli è un'esperienza tanto meravigliosa che vale la pena soffrire. Come tu dici, è un fatto naturale. Sul cesareo si sono fatti affari d'oro. Quanto alla prevenzione è vero, va fatta, ma la qualità della vita scade per l'ansia perenne del responso. Senza dire che anche in questo campo bisogna stare molto attenti agli sciacalli. Purtroppo la figura del medico amico è scomparsa! Spesso abbiamo di fronte pigri medici che fanno diagnosi veloci e che lasciano scrivere alle segretarie ricette e prescrizioni oppure uomini d'affari che non toccano il vile denaro se non dal cassetto della segretaria a fine giornata. La paura, il dolore, le preoccupazioni del paziente non sono note degne d'attenzione. Con l'aiuto di Dio,la cosa migliore è tenere un corretto stile di vita e ricorrere a medici fidati solo se necessario. Concordo. Un abbraccio:-)
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 04/04/12 alle 21:38 via WEB
In Inghilterra hanno fatto degli studi che hanno dimostrato come il parlare, spiegare, essere vicini alla donna cercando di farle capire come il parto sia un fatto naturale, determini nella maggior parte delle donne che partono con l'idea del cesareo per non soffrire, l'accettazione del parto naturale. Giustamente se si trovano da un lato una donna che teme di soffrire e dall'altro un medico che vede un interesse se non proprio personalmente economico ma di sempiflicazione e minor rischio per lui, è ben difficile che si riesca a far cambiare idea. Mi piacerebbe però sapere se spiegano le complicanze anche durature che può avere un parto cesareo. Non per nulla la mortalità è più alta proprio nelle regioni in cui si effettuano più parti cesarei. E concordo con te quando dici che al medico bisognerebbe ricorrere solo per malanni reali e non per ogni minima variazione dallo stato normale. Credo che ormai si viva con la paura, spesso fomentata dai mass media, che ogni minimo sintomo possa essere segno di chissà quale malattia. E l'inesistenza dei medici cosiddetti di famiglia che non fanno nulla per ridurre quello che quasi sempre è solo uno stato ansioso, finisce per creare una società ormai medicalizzata dalla nascita alla morte. :))
 
complicemente1
complicemente1 il 02/04/12 alle 21:34 via WEB
Ero a conoscenza di questi dati, li avevano comunicati in qualche servizio giornalistico. Non ho figli e non posso dare un parere personale al riguardo, per cio' che concerne l'effettivo bisogno o meno dell'uso del cesareo, ma sicuramente il fatto che questa pratica sia un costo aggiunto, al semplice parto spontaneo, mi pare sia abbastanza chiaro il motivo per cui sia così tanto consigliato. E' veramente triste vedere che le "aziende" ospedaliere agiscano e si muovano ormai per meri interessi di denaro, ma ormai non mi stupisco piu' di nulla riguardo la sanità. Ciao veuve_cliquot, buona serata
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 04/04/12 alle 21:41 via WEB
L'interesse economico non dovrebbe essere il fine della sanità. La sanità dovrebbe solo ridurre gli sprechi e gli interventi chirurgici quando non necessari sono anch'essi degli sprechi enormi: dall'utilizzo di una sala operatoria con tutto il personale addetto, ai giorni di degenza post operatoria, agli antibiotici o altri farmaci. :))
 
   
complicemente1
complicemente1 il 07/04/12 alle 17:39 via WEB
Hai ragione, ma quelli che tu chiami "sprechi" per certi medici non sono altro che ulteriori introiti ai quali non POSSONO proprio rinunciare, e al diavolo la deontologia professionale! ciao V_C auguri di buona Pasqua. MIA
 
ziryabb
ziryabb il 03/04/12 alle 18:21 via WEB
E' la stessa storia delle pale eoliche:si "piantano" dove non c'è vento! Cioè al Sud!
Forse questi parti abusivi esistono solo sulla carta clinica per usufruire dei rimborsi come intervento chirurgico:Un taglio cesareo viene rimborsato all'ospedale dal sistema sanitario come un'operazione chirurgica, in media da 1600 a 2700 euro a seconda delle Regioni, mentre per uno naturale si va da 1200 a 2000 euro
 
 
angiolhgt
angiolhgt il 03/04/12 alle 19:33 via WEB
e se provassero a incentivare economicamente il parto naturale? Forse sarebbe inutile ma un piccolo test non guasterebbe...i controlli abbiamo visto servono a ben poco.
 
   
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 04/04/12 alle 21:48 via WEB
Anche gli incentivi sul parto...ma abbiamo sempre bisogno degli incentivi anche solo per fare qualche cosa di normale? :))
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 04/04/12 alle 21:46 via WEB
Vedo che sei preparatissimo!!! Le cifre che dai sono la chiara dimostrazione della bella differenza economica che c'è fra le due procedure. Che poi ci sia anche una tale variabilità per la stessa procedura in base alle regioni, è un mistero: in teoria le procedure dovrebbero essere pagate in modo uguale in tutta Italia in quanto sono codificate dai DRG, ma basta aggiungere una minima patologia o banale complicanza che il DRG lievita. Come al solito "fatta la legge, trovato l'inganno" !
 
devitat
devitat il 06/04/12 alle 15:46 via WEB
ai tempi di Shakespeare, un bimbo nato con il cesareo non si considerava "nato da donna"..e lo scrittore si servi' di questa credenza popolare per tranquillizzare Macbeth, che avrebbe potuto essere ucciso solo da un essere cosi' venuto al mondo, come poi accadde. Come maschio non posso certo rilasciare sentenze in merito, sebbene mi paia che il ricorrere a tale intervento, fuori dai casi necessari, evidenzi nella donna moderna il rifiuto del dolore, quasi che ribellarsi alla condanna del Creatore a un parto in gramaglie, sia una sorta di affermazione di se' stessa ed un rifiuto all'interezza della sua femminilità.
 
avvbia
avvbia il 07/04/12 alle 14:41 via WEB
HO LETTO un poco di tempo fa ma ricordo quasi tutto. a mio parere i medici ,pure,per lavarsene le mani ricorrono al cesareo e via!! io credo che la sanità in genere stia diventando un fatto per cui si pensa POCO al malato,poco anche ai risparmi e molto al business. come un poco tutto per adesso.. ciao ciao e AUGURI veuve,auguri!gino
 
complicemente1
complicemente1 il 15/04/12 alle 22:50 via WEB
Passaggio veloce,..buona serata e buon inizio settimana V_C. ^__^ ciao. MIA
 
avvbia
avvbia il 04/05/12 alle 12:59 via WEB
Lo immaginavo che nn eri sul tuo blog xchè nn sei forse in rete.Se no saresti venuta a trovarmi. Spero tutto bene e che ci rileggiamo xchè(e sembra assurdo dato che ti conosco poco in verità..) non vorrei perderti.. ciao veuve,ciao!gino
 
Vince198
Vince198 il 07/05/12 alle 13:52 via WEB
Toc toc, c'è qualcuno? ^__________^
 
anunita
anunita il 11/05/12 alle 23:19 via WEB
Condivido il tuo post e anche tutti i commenti che hai fatto, aggiungerei a quello che hai detto che in molti casi le donne vengono spinte al cesareo per la necessità d'avere vicino, al momento del parto, il proprio ginecologo. E' una necessità che non condivido, ma credo che essere assistite dal proprio medico rassicura le future mamme.
 
attuabile
attuabile il 08/01/15 alle 23:59 via WEB
io dovendo scegliere sarei per porto cesareo ma come dicete voi condivido
 
attuabile
attuabile il 09/01/15 alle 00:05 via WEB
a ilio ho detto ora passo al prossimo poi a letto
 
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Perché un altro blog? Non credo che il mondo ne abbia necessità ed esso non nasce nemmeno da un mio bisogno di esprimere fatti o sensazioni personali.

Non sarà quindi né un diario personale, né una valvola di sfogo di sentimenti ed emozioni.

Scriverò di fatti, articoli di giornali, libri, frasi che mi hanno fatto pensare, ragionare, riflettere, che mi sono piaciuti o non piaciuti, che hanno risvegliato il mio senso critico e anche qualche rotellina un po' arrugginita del mio cervello.

Sarà il blog di una persona che ritiene ancora di avere un cervello pensante libero da ideologie, dottrine, fedi e prese di posizione o di campo acefale.

 

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