my magic life with R

Mancato riconoscimento


No, che non mi sento bene.No, che non sembro me.Perchè io ho sempre pensato che la cosa che mi riusciva bene era usare le parole.Come armi, quando serve.Per sedurre, per chiarire, per difendermi e quando voglio anche per farmi valere.Eppure, il tremolio non manca e il cervello decide di andare a fare una vacanza.Portandosi in valigia tutte le mie facoltà di pensiero e ragionamento.Ma non scherziamo, mi dico.Smettila di essere così deficiente e apri bocca.Non per bere il caffé, no.Che non è un calo di zuccheri quello che manovra questo strano impulso,nè che guida i tuoi mancati movimenti corporei.Devo, a me stessa, a quello in cui credo, a quello che ho sempre predicatouna difesa strenua e determinata dei parti della mia mente.Che possano essere considerati buoni o cattivi, sono pur sempre miei eredi.E chi se ne serve non può e non deve maltrattarli.Che non è suo onere, che non può se prima non li acquista, affitta, adotta.Creando un distacco diretto tra me e loro.Permettondomi di vederli distanti, in una visione di reciproca non appartenenza.Ma, in caso contrario sono miei, e bisognerà che mi si chiarisca, se resteranno talio se cambieranno mai padrone.Si genera per amore, ma non si vive solo di quello.E l'orgoglio, il mio, è un'umile bestiola che però a volte, s'incazza.