La parola...

Utopia


Ha ancora senso parlare di un'utopia da costruire e in cui insieme convivere in perfetta armonia, non governati dalle leggi del mercato?Come diceva Galeno, l'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi, e l'orizzonte si allontana dieci passi. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve l'Utopia? A questo serve: a camminare.E nella cittadina di Güssing devono aver pensato proprio così, alla necessità di camminare verso quell'orizzonte, di non fermarsi davanti alle difficoltà. E l'hanno pensato nel 1989, quando Güssing era solo la cittadina più importante di una delle regioni più povere del paese. Non c'era altro che lavorare nei campi o emigrare.  Il sindaco di allora, però, pensò di offrire all'ingegner Koch, originario di  Güssing ed anch'egli emigrato, un posto come tecnico comunale. Racconta Koch: "Ci siamo chiesti che cosa si poteva fare per creare lavoro e ricchezza. E per prima cosa abbiamo realizzato che qui c'erano molti soldi: tutti quelli che la gente doveva spendere per procurarsi energia. Erano 36 milioni l'anno per la regione, 6 per Güssing. E così abbiamo pensato di creare da noi l'energia, sfruttando le nostre risorse". E oggi il paese dove è nato l'ingegner Koch è un'isola pulita che produce da sé, con quello che la natura mette a disposizione, tutta l'energia di cui ha bisogno. Il sole, il legno, il mais, i grassi vegetali, i rifiuti, a Güssing si trasformano in riscaldamento, elettricità, gas, carburante per le auto. Dice Koch: "Certo che è un sistema perfetto, ed è per questo che le grandi lobby non lo vogliono. Parliamo di molti soldi, e molti soldi vuol dire molto potere. Se ogni comunità facesse come noi, quel potere verrebbe meno". Chissà se anche altri decideranno di seguire l'utopia di Güssing.