La parola...

Gonne e prove per la santificazione


 L'altro giorno eravamo a tavola io, mamma e quel sant'uomo che mi ha sposata quando, partendo da un discorso sul caldo e dal fatto che Brù ha detto che noi donne siamo fortunate perché con la gonna si sta più  freschi mentre i maschi devono soffrire coi calzoni che si appiccicano addosso, mia madre, rivolta a lui, fa:- Che scuorno ( vergogna)! E tu nun dici niente?La mia dolce metà è caduta dalle nuvole e mi ha guardata per vedere se io avevo afferrato la logica di quella domanda, ma siccome pur'io avevo la faccia a punto interrogativo, rivolto a mia madre ha detto:- Di che cosa m'aggia piglià scuorno?- Questa - mi ha  apostrofata mia madre con aria inquisitoria additandomi - stammatina è esciuta co' la vesta 'a copp'e cosce! Tu nun dici niente?Non che mi sorprendesse il fatto che mamma inquisisse, lo fa sempre e su tutto, lo ritiene doveroso in questo mondo depravato, ma non mi aspettavo quell'osservazione sul mio abbigliamento. Per uscire la mattina non avevo indossato  una gonna lunga fino a metà polpaccio come avrebbe voluto lei, questo no, ma ne avevo messa una poco sopra al ginocchio. Per intenderci, era lunga come la gonna rossa dell'immagine che vedete in alto a sinistra, niente di scandaloso quindi!  Brù da Avellino, che è un angelo, ha intuito che mi stavo incavolando e prima che io mandassi mamma a quel paese le ha risposto buttando la cosa sullo scherzo e dicendo:- A me Virginia mi piace c'a vesta a copp'e cosce!Non l'avesse mai detto!Mia madre lo ha guardato come l'ultimo degli uomini, e con tono schifato ha emesso la sentenza:- E io 'o dico sempe che l'uommini 'e mò so' tutti strunzi!Che ne dite, se raccolgo in un dossier tutte le vessazioni di mamma  e le porto al tribunale ecclesiastico, a Brù da Avellino lo proclameranno santo e martire ancora prima che vada nelle schiere celesti?Io dico di sì.