Una bella poesia di Herman Hesse per salutare questa estate che per me è stata l'estate più complessa degli ultimi anni.Buon ritorno al travaglio usato, amici di blog.Ultimi giorni d'estateNonostante il caldo opprimente di questi giorni, sto molto fuori. So fin troppo bene quanto questa bellezza sia effimera, come rapidamente si accomiata ed io sono così bramoso, così avido di questa bellezza dell'estate che declina! Vorrei vedere tutto, toccare tutto, odorare e assaporare tutto ciò che questo rigoglio estivo offre,vorrei conservare tutto questo e tenermelo per l'inverno, per i giorni e gli anni futuri, per la vecchiaia.In giardino, sulla terrazza, sulla torretta sotto la meridiana,ogni giorno sto seduto per ore, e con matita e penna, con pennello e colori disegno accuratamente le ombre mattutinesulla scala del giardino e le contorsioni dei grossi serpenti del glicine e cerco di riprodurre le lontane, limpide tinte delle montagne al crepuscolo, diafane come un sospiro eppure fulgide come gioielli.Quindi rientro in casa stanco, molto stanco, e quando la sera metto i miei fogli nella cartella,quasi mi dà tristezza vedere quanto poco del tutto ho potuto segnare e fissare per me.H. Hesse