LA PARABOLA DELLA COMARE E DEL POLLO SPENNATOdi San Filippo Neri Una paesana andò da San Filippo Neri e gli chiese di confessarla poiché aveva peccato contro una signora del paese che era considerata poco "per bene"; di questo ne aveva parlato con le altre comari descrivendo particolari morbosi, ma diceva di essere pentita per questo suo comportamento poco cristiano.San Filippo la ascoltò attentamente ed accigliato, quindi le disse: cara signora, per darti l' assoluzione devi portarmi un pollo del tuo podere, ben spennato.Non vi dico lo stupore e lo sdegno della paesana che, vista la determinazione della richiesta del Santo, si avviò al suo podere; appena uscita dalla chiesa si scagliò verbalmente contro San Filippo dicendo alla prima comare incontrata: questo è pappone come tutti, figurati che vuole un pollo per darmi l'assoluzione ….Quando tornò alla chiesa col suo pollo spennato San Filippo le disse ancora accigliato: mia cara, ancora non posso darti l'assoluzione se non torni al tuo podere e mi porti tutte, ma proprio tutte, le penne che hai tolto a questo pollo.La comare rimase a bocca aperta e protestò dicendo: ma è impossibile, a quest'ora il vento avrà sparso le penne dappertutto, come faccio a ritrovarle?San Filippo allora disse severo: vedi che le parole sono come le penne del tuo pollo, una volta sparse al vento non potrai mai più ricomporle.
LA PARABOLA DELLA COMARE E DEL POLLO SPENNATO di San Filippo Neri
LA PARABOLA DELLA COMARE E DEL POLLO SPENNATOdi San Filippo Neri Una paesana andò da San Filippo Neri e gli chiese di confessarla poiché aveva peccato contro una signora del paese che era considerata poco "per bene"; di questo ne aveva parlato con le altre comari descrivendo particolari morbosi, ma diceva di essere pentita per questo suo comportamento poco cristiano.San Filippo la ascoltò attentamente ed accigliato, quindi le disse: cara signora, per darti l' assoluzione devi portarmi un pollo del tuo podere, ben spennato.Non vi dico lo stupore e lo sdegno della paesana che, vista la determinazione della richiesta del Santo, si avviò al suo podere; appena uscita dalla chiesa si scagliò verbalmente contro San Filippo dicendo alla prima comare incontrata: questo è pappone come tutti, figurati che vuole un pollo per darmi l'assoluzione ….Quando tornò alla chiesa col suo pollo spennato San Filippo le disse ancora accigliato: mia cara, ancora non posso darti l'assoluzione se non torni al tuo podere e mi porti tutte, ma proprio tutte, le penne che hai tolto a questo pollo.La comare rimase a bocca aperta e protestò dicendo: ma è impossibile, a quest'ora il vento avrà sparso le penne dappertutto, come faccio a ritrovarle?San Filippo allora disse severo: vedi che le parole sono come le penne del tuo pollo, una volta sparse al vento non potrai mai più ricomporle.