Il libretto di B.? Ricicliamolodi Fabio ChiusiIl premier ha annunciato che distribuirà dieci milioni di copie del volume sui due anni del suo 'governo del fare'. E mentre ci si interroga sul costo dell'operazione, si moltiplicano su internet gli appelli che invitano a riciclarlo o a rispedirlo al mittente(11 ottobre 2010)
«I media non informano i cittadini su quello che è utile sapere». Parola del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che il 6 ottobre in una conferenza stampa ha annunciato, come rimedio, l'invio nelle case di tutti gli italiani del volume sui primi due anni del "governo del fare". Una tiratura di dieci milioni di copie che si affianca alla sua diffusione su Internet e tramite apposite application su iPad e iPhone, comunicando a più di qualcuno una spiacevole sensazione di soffocamento. E mentre ci si interroga sul costo dell'operazione e su quali siano le tasche che la finanzieranno (il deputato del Pdl Antonio Palmieri ha subito precisato che «tutti i costi di stampa e di spedizione saranno a carico del partito»), in Rete iniziano a circolare le contromosse di chi ritiene il libro un coacervo di menzogne. Tra i primi ad attivarsi c'è stato il Popolo Viola, che ha lanciato una vera e propria "campagna di riciclo" del volume. «Istituiremo dei punti fissi o gazebo ad hoc» affermano gli organizzatori «per ricevere le copie del libro che poi destineremo al riciclo della carta, e per informare i cittadini con un opuscolo dedicato ai provvedimenti varati dal Governo Berlusconi in questi due anni e ai loro effetti disastrosi su informazione, giustizia, lavoro». L'iniziativa è coordinata, come di consueto per i "viola", tramite una pagina Facebook, "
Un Governo da Riciclare", che in pochi giorni ha già raccolto oltre 5500 adesioni. I "punti di raccolta" previsti al momento sono 91, sparsi in tutta Italia. La Rete Gruppi locali del Popolo Viola, poi, ha deciso di installare delle "isole ecologiche Viola" dove i cittadini potranno restituire l'indesiderata propaganda, così da facilitare le procedure di smaltimento negli appositi punti riciclo e raccogliere le idee per compilare un contro-documento collettivo da inviare al Governo. E per passare, dunque, dalla protesta alla proposta. Non si contano le pagine Facebook sulla stessa lunghezza d'onda. In quasi 4000 gridano: "
Restituiamo a Berlusconi il suo libro!", aggiungendo: «Lo rimanderemo al mittente, con affrancatura a carico del destinatario». Sono oltre 40mila, invece, gli iscritti alla pagina "
Io non voglio che mi sia spedito il libro del governo Berlusconi". I cui amministratori ironizzano: «L'unico libro che voglio ricevere da te è 'Le mie prigioni'» (1800 "Mi piace"). I creatori dell'evento "
Non vogliamo il libro sull'attività di governo!" ricorrono alla stessa arma: «non apprezziamo i libri di fantasy o i fotoromanzi, generi rispettabilissimi, ma non di nostro gradimento». Non proprio un linguaggio da quelli che il centrodestra definisce "pericolosi sovversivi" o "mandanti morali" di attentati e aggressioni. Anche l'idea del più scenografico rogo dei libri del Governo viene bocciata in partenza, in nome della salvaguardia dell'ambiente e della sicurezza personale. Quelle sono cose da Calderoli. Fu proprio il ministro della Semplificazione, infatti, a bruciare nel marzo 2010 cartoni e cartoni di leggi inutili davanti alle telecamere. Poi c'è chi non si limita alle battute. Il blog
L'Ipercritico ha addirittura riscritto riga per riga, con intento satirico,
l'intero volume. A partire dalla prima pagina, dove non compaiono più le voci "Le misure per superare la crisi economica", "Le emergenze risolte", "Le grandi riforme" e "Italia protagonista in Europa e nel mondo" ma, in un contrappasso dantesco, "Le misure per evitare i processi", "Le emergenze irrisolte", "Le grandi riforme ad personam", "Dittatori protagonisti SOLO in Italia". Il post da cui è scaricabile la parodia ragionata della propaganda berlusconiana ha totalizzato oltre 2000 visite: al suo interno, capitoli come "Al fianco delle escort" (con tanto di inevitabile foto di Patrizia D'Addario), "Una cricca giusta" e l'esilarante "Per una squola inutile". Sarà vero che, come lamentano gli autori, «non siamo in grado di spendere miliardi per spedirvelo anche a casa» ma è altrettanto vero che, grazie alla Rete, per organizzare il dissenso e smascherare certe bugie bastano un sorriso amaro e un semplice click. Almeno fino a quando l'opposizione non si deciderà a mettere in atto la campagna "porta a porta" annunciata in estate da Pierluigi Bersani e mai cominciataFonte:
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