Mi aiuto a capire

Il dado e' tratto


qualcosa mi dice che devo correre ai ripari. Ho faticato tantissimo per creare una famiglia , avere un lavoro, meritare l'affetto dei cari. Ora e' tutto compromesso perche' la societa' non ha piu' bisogno di me. Un tempo pensavo di poter avere il mondo intero, ma nella realta' questo non e' mai successo. Devo cedere alla cruda realta' e sperare di uscirne il meno danneggiato possibile. Sento di aver deluso tutti e non riesco a trovare un che minimo spiraglio, un appiglio, uno scoglio su cui aggrapparmi in balia delle onde. Eppure deve esserci una soluzione, sono certo che non puo' piovere per sempre ma non ho le forze per reagire. Sono sfibrato dagli eventi, dalla mancanza di punti di riferimento e purtroppo nemmeno la famiglia, per la quale ho lottato tanto, riesce a farmi da faro nella notte piu' cupa. E' paradossale accettare il fatto che e' proprio all'interno di essa che si annidano le insidie, le mortificazioni, i colpi piu' duri, i bocconi piu' amari da digerire. Tutto cio' che nella mia incalzante maturita' prendevano la forma di veri e unici valori di questa insignificante vita, nei momenti peggiori si stanno rivelando delle vere sabbie mobili. Ormai nemmeno la notte vi e' pace per me; l'insonnia, gli incubi in quelle poche ore che riesco a dormire, hanno preso il sopravvento. In alcuni momenti, per fortuna molto brevi, pochi istanti, ho pensato a soluzioni estreme, che se non altro nella poi tormentata lucidita' mi fanno capire come e' sottile la linea che separa l'uomo dalla pazzia. Spero con tutto il cuore che non venga mai l'istante in cui la mia soffocata follia umana possa impossessarsi di me e poter dire "il dado e' tratto"