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Mercato e libera concorrenza

Io ho una formazione liberista con particolare attenzione al sociale. La forzatura del capitalismo sfrenato per massificare i profitti è puro e semplice sfruttamento immorale, degradante, indecoroso e pericoloso della manovalanza, perché alla lunga si ritorce negativamente sul capitalista sfruttatore in termini di scioperi selvaggi e assenteismo, con gravi danni alla produzione. Il mercato di assorbimento delle merci, in regime di libera concorrenza tra aziende che producono gli stessi oggetti, deve esistere affinché avvenga la selezione naturale (diciamo) dei meno attrezzati. Che il mercato non accetti più un determinato prodotto, perché saturo di quella determinata merce, non è possibile che accada a una industria che investe parte dei profitti in innovazione, ricerca e sviluppo. 
E, per umanizzare e rendere piacevole il lavoro agli operai, l'ideale sarebbe far partecipare ai profitti dell'impresa le maestranze, le quali lavorerebbero con maggiore interesse in quanto sentirebbero proprie le merci che uscissero dalle loro mani. Pertanto, il capitalismo considerato strumento per massificare i profitti attraverso lo sfruttamento immorale dell'Uomo su l'Uomo, ormai è a termine. Anche le organizzazioni sindacali, che non sono state (e non sono) altro che il "cuscinetto finto" di mediazione tra datore di lavoro e lavoratore, con la compartecipazione al profitto dell'impresa delle maestranze, non avranno più motivo di esistere.

 
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