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Adriano Olivetti e la povertà morale e intellettuale di oggi

Adriano Olivetti riteneva che la Fabbrica avesse bisogno non solo di operai ma anche di intellettuali. Per Adriano, industria e cultura era un binomio inscindibile. Il lavoro dveva essere portato avanti con creativirtà e la mente rivolta alla bellezza. E' per questo che nella sua Azienda accoglieva anche scrittori, architetti, disegnatori e poeti.
Paolo Volponi, scrittore e poeta, si formò come intellettuale e manager alla Olivetti di Ivrea tra il 1956 e il 1971, in qualità di direttore dei servizi sociali e direttore del personale. 
L'impegno nel lavoro, da parte di Paolo volponi, ha spaziato dall’analisi sociologica al servizio sociale, dall’impegno di scrittore e teorico politico dell’attività industriale: tutta la sua opera appare intimamente permeata da questo spirito di verità, che si era nutrito della conoscenza di due grandi personaggi. Egli stesso amava affermare che nella sua vita aveva avuto due grandi maestri: Adriano Olivetti e Pier Paolo Pasolini, i quali hanno significato una svolta nella sua formazione culturale e nei suoi progetti di lavoro.
Il nostro Paese, negli anni 50/70 era stimato e invidiato nel mondo, grazie agli uomini come Adriano Olivetti, Paolo Volponi, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini e altri intellettuali. Adesso manca di credibilità, per il senplicissimo motivo che , ai personaggi che amavano l'Italia e contribuivano a farla crescere economicamente e culturalmente, si sono sostituiti gli imprenditori-finanzieri senza scrupoli, come Carlo De Benedetti, Roberto Collaninno e politici contigui alla organizzazione a delinquere di stampo mafioso, "Cosa nostra",  come Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, delinquenti abituali, che l'hanno immiserita.

http://pasolinipuntonet.blogspot.it/2012/04/pagine-corsare-la-saggistica.html

 

 

 
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Commenti al Post:
ROVENTI.LABBRA
ROVENTI.LABBRA il 15/04/14 alle 21:33 via WEB
Un made in Italy costruito faticosamente letteralmente dissolto nel giro di pochi anni, si pensi alle auto, alla moda, alla tecnologia. La'aspetto più grave è che sembra importare a nessuno. Lucrezia.
(Rispondi)
 
 
Aldus_r
Aldus_r il 18/04/14 alle 07:13 via WEB
Ciao Lucrezia, agli industriali (Adriano Olivetti, Falk, Bassetti, Pirelli, etc... , etc... ) che consideravano l'Uomo il fattore più importante della produzione, sono subentrati i finanzieri, i quali avevano come obiettivo precipuo il conseguimento del profitto immediato. La finanza ha distrutto il tessuto industriale del nostro Paese.Ci siamo impoveriti.
(Rispondi)
 
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