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25 aprile 1945

Il 25 aprile 1945 l’Italia venne liberata dai nazifascisti con una lotta che vide fianco a fianco uomini e donne, del Nord e del Sud, di diversa estrazione sociale e fede politica. Dalla Resistenza è nata la Carta costituzionale della Repubblica Italiana per un rinnovato impegno contro ogni forma di fascismo.

Non solo il25 aprile di ogni anno, ma tutti i giorni dell'anno dobbiamo impegnarci a difendere i valori di libertà, conseguiti a seguito della lotta di liberazione. Da lì la democrazia italiana ha iniziato il suo cammino. Da quella data, sono passati settant’anni, e oggi l'Italia e la sua democrazia corrono grandi pericoli: subiscono i continui colpi del revisionismo storico e i tentativi di scrivere un’altra storia.

Per questo dobbiamo comtinuare a "resistere"; è più che mai necessario non abbassare la guardia o restare indifferenti. Dobbiamo mantenere vivo il ricordo della Resistenza e della Liberazione, affinché non sia mera celebrazione retorica o soltanto simbolica. Nelle nuove generazioni deve rafforzarsi l’amore per la libertà e l’impegno per i principi di giustizia sociale, per riaffermare i valori ricevuti in eredità: la solidarietà, la giustizia sociale, la tolleranza, e il riconoscimento dell’antifascismo e della democrazia come valori comuni.

Se la gran parte do noi  italiani sa cosa siano state: Resistenza e fascismo, cosa significhi essere tolleranti verso il diverso e chi la pensa diversamente, e se abbiamo rispetto per l'interlocutore, dipende, soprattutto, dalla nostra educazione". Comunque, a prescindere dalla educazione e cultura, noi italiani abbiamo bisogno (ne sono convinto) di un "coordinatore" e "noderatore" che ci guidi e ci richiami (costantemente) all'ordine, che svegli le nostre coscienze e ci ricordi la "Resistenza", dalla quale è nata la libertà conseguita col sacrificio della vita dei nostri avi, combattendo l'oppressore; e che ci ricordi di rispettare i valori della democrazia e di essere tolleranti verso il diverso.

La scuola pubblica (non quella privata), per definizione, è il luogo principe per far crescere nella mente e nel cuore dei ragazzi queste "culture" - non negoziabili - baluardo per la tenuta della libertà e del corretto vivere. Naturalmente, l'insegnante non deve influenzare, in alcun modo, il discente e portarlo verso le proprie convinzioni; i ragazzi devono essere lasciati liberi di assimilare i (veri) valori morali e di libertà.

Molti vecchi di oggi, pur avendo vissuto in famiglie che inneggiavano al fascismo, hanno maturato un'anima democratica e tollerante; il seme della violenza e dell'intolleranza non ha attecchito nei loro cuori.

 
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