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Le treligioni dividono i popoli?

Post n°994 pubblicato il 10 Dicembre 2016 da Aldus_r
 

La storia ci insegna che le religioni dividono i popoli, anziché affratellarli. In nome di Dio, persone (per me) instabili psichicamente, sono spinte ad agire nel male verso coloro che non accettano di convertirsi alla loro religione. Non dimentichiamo, però, che ci fu un tempo (durato molti secoli) nel quale a fare la guerra santa fu l'Europa giudaico-cristiana (Spagna, Portogallo, Inghilterra, Italia), la quale invadendo il Continente americano, non mostrò minore crudeltà verso i nativi per inporre la sua fede e la sua cultura. Vorrei che la fede religiosa fosse un diritto inalienabile. Purtroppo, però, ci sono ancora troppi Paesi nei quali la libertà religiosa è negata praticamente a tutti. In quei paesi avvengono brutali scontri perfino tra seguaci delle distinte e discordi tribù musulmane. Le persone che non ne vedono tutelato il diritto, diventano oggetto di soprusi e violenze. A farne maggiormente le spese sono i Cristiani, siano essi Cattolici, Protestanti, Copti o Ortodossi. Molti di questi, subito dopo la Seconda Guerra mondiale, sono stati costretti ad emigrare dai Paesi arabi. Di quanto succede quotidianamente nel mondo islamico siamo, purtroppo, a conoscenza: le cronache parlano di chiese e di centinaia di case incendiate e distrutte, di donne e fanciulle rapite, stuprate ed obbligate alla conversione. Tanti i Paesi nei quali è condannato il proselitismo non musulmano, è proibita la costruzione di chiese e dai quali la gente fugge.

Sono da considerare "clandestini" coloro che fuggono dalle guerre di religione e approdano nei nostri porti? Ritengo che il termine moralmente esatto sia quello di "rifugiati". E ad essi bisogna dare ospitalità e protezione.
Il Dio (per chi crede) delle tre religioni monoteiste è Uno e Indivisibile. E' il radicalismo religioso che porta (erroneamente) a pensare che la verità risieda nel "proprio" Dio.
Il sedicente “stato islamico” (Isis) che nelle ultime settimane si è guadagnato la ribalta della cronaca internazionale con la decapitazione di giornalisti e cooperanti occidentali, è la degenerazione dell'Islam.
Il fondamentalismo islamico è un problema soprattutto per i paesi musulmani, i quali sono costretti a fronteggiare con le armi l'avanzare del radicalismo (pseudo) religioso in quella che, sempre di più, appare come una “guerra civile islamica”, cui gli sconsiderati interventi militari in Iraq, Afghanistan e Libia, sono serviti da detonatore ma che è sempre stata presente in seno all’Islam.
Nelle guerre di religione Dio non c'entra per nulla! Sono gli interessi egoistici delle religioni e il proselitismo violento che scatena odio e vendette.
Dio e religione sono due entità ben distinte. Dio è spiritualità; nasce dall'intimo dell'Uomo, è la forza che lo spinge verso l'infinito. La religione invece è un artefatto culturale; è nata come strumento per sviluppare la spiritualità dell'Uomo. La differenza tra religione e spiritualità è la seguente: mentre la prima nasce dagli uomini ed è rivolta verso la divinità, la seconda nasce da Dio ed è rivolta verso gli uomini. Dio, per il credente, è certezza, la religione è opinabile amche per la sua natura (spesso) violenta.
È la "ragione" che devrebbe prevalere su tutte le religioni.

 
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