La solita voglia dell’altro. Mi spinge a pensieri ricorrenti. Rincorro un particolare o un qualsiasi? L’atmosfera in cui navigo è flaccida e lattiginosa Pochi stimoli e tanta sete. Le alghe nel mio animo mi opprimono, manca una corrente più forte che me ne liberi E quest’acqua nera immota, imputridisce l’animo e lo spirito. Ci prova almeno, ma sono più forte. Alimento il mio sole che anzi emana sempre più calore. Chi mi sfiora lo sa ma non è mai uno scambio, è una vampirizzazione. Eppure mi sento io il primo vampiro, eppure mi sento io l’assetato, il povero, il bisognoso, colui che tende senza posa, che non ha specchi in cui specchiarsi, che non ha pianeti da scaldare, che non ha fiori da proteggere. Solo bachi da osservare mentre mutano in farfalle. Al massimo le aiuto a volare. E mentre ciò mi accade il mondo va in malora e mi sorprendo a guardarmi dentro e vedere tutta questa energia, sprecata, come un circuito interrotto. Mi sento come una pila senza walkman. Mi disperdo in questa affannosa ricerca quando tante mie potenzialità potrebbero rivolgersi ad altro. E allora rischio di essere pure un egoista. Lo so solo io, ma sono un egoista. Perché infine potrei guardarmi intorno e darmi da fare invece che guardarmi intorno e cercare un altro da cercare.
ecco come mi sentivo un tempo, ora riesco a incanalare meglio le mie energie ogni tanto
La solita voglia dell’altro. Mi spinge a pensieri ricorrenti. Rincorro un particolare o un qualsiasi? L’atmosfera in cui navigo è flaccida e lattiginosa Pochi stimoli e tanta sete. Le alghe nel mio animo mi opprimono, manca una corrente più forte che me ne liberi E quest’acqua nera immota, imputridisce l’animo e lo spirito. Ci prova almeno, ma sono più forte. Alimento il mio sole che anzi emana sempre più calore. Chi mi sfiora lo sa ma non è mai uno scambio, è una vampirizzazione. Eppure mi sento io il primo vampiro, eppure mi sento io l’assetato, il povero, il bisognoso, colui che tende senza posa, che non ha specchi in cui specchiarsi, che non ha pianeti da scaldare, che non ha fiori da proteggere. Solo bachi da osservare mentre mutano in farfalle. Al massimo le aiuto a volare. E mentre ciò mi accade il mondo va in malora e mi sorprendo a guardarmi dentro e vedere tutta questa energia, sprecata, come un circuito interrotto. Mi sento come una pila senza walkman. Mi disperdo in questa affannosa ricerca quando tante mie potenzialità potrebbero rivolgersi ad altro. E allora rischio di essere pure un egoista. Lo so solo io, ma sono un egoista. Perché infine potrei guardarmi intorno e darmi da fare invece che guardarmi intorno e cercare un altro da cercare.