Creato da marlon2010 il 18/03/2010

momenti difficili

suicidio o rinascita?

 

 

Ho perso il lavoro (seconda parte)

Post n°2 pubblicato il 20 Marzo 2010 da marlon2010

Una buona lettura è la soluzione migliore ma non tutte le sere ci sono le energie mentali per sostenere la concentrazione richiesta dalla lettura e con i ritmi imposti un libro dura due mesi. 

Poi c'è un'aspetto che qualche anno fa avrei definito fondamentale nella vita di coppia: il sesso. Dopo una giornata improntata al lavoro salariato da parte mia;  la casa, la gestione dei bambini e un lavoro part-time da parte sua, gli incontri affettuosi si riducevano al lumicino, qualche scambio sull'andamento della giornata, i problemi della scuola dei bambini (chissà perché ogni giorno ce ne è uno nuovo), qualche sogno nel cassetto da richiudere immediatamente e un po' di tenerezza una o due volte ogni due settimane. 

 

Tutto questo accadeva con regolarità durante tutta la settimana, poi il Sabato... un'altra mezza giornata di lavoro, pranzo con la famigliapiùbelladelmondo e finalmente un po' di riposo catartico per mitigare gli effetti della stanchezza ed essere mediamente reattivi durante il resto della serata e il giorno dopo. 

Che dire, ho fatto questa vita per circa 9 anni anche perché il mio lavoro, tutto sommato mi piaceva: rapporti con il pubblico, colleghi di lavoro con i quali si era instaurato un rapporto che sembrava di amicizia, retribuzione modesta ma con incentivi mensili che mi aiutavano a vivere dignitosamente. E così settimana dopo settimana, aspettando la Domenica, unico giorno in cui potevo passare delle ore piene con la famigliapiùbelladelmondo la mia vita scorreva inesorabile e sempre uguale.

Dopo un po' di tempo (parliamo di anni) è cominciata a subentrare un po' di frustrazione. Non riuscivo più a coltivare i miei interessi, non c'era tempo. Non riuscivo più a pensare ad un week-end, chessò al mare o sulla neve d'inverno, non c'era tempo e non c'erano i soldi e contestualmente arrivava la seconda riduzione di stipendio (la prima l'ho tralasciata, era arrivata dopo circa un anno dalla mia assunzione) che si concretizzava nella eliminazione, sembrava temporaneamente, degli incentivi fuori busta che mi davano quel po' di ossigeno per arrivare a fine mese senza sembrare un barbone: una pizza, un cinema, lussi di questo tipo.

 

 
 
 

Niente di originale... Ho perso il lavoro (prima puntata)

Post n°1 pubblicato il 18 Marzo 2010 da marlon2010
 

Il problema non è "ho perso il lavoro", il problema è ho perso il lavoro, ho due figli piccoli e un mutuo da pagare. E' un po' diverso, forse molto diverso.

Per perdere qualcosa bisogna essere distratti o, come cercherò di spiegare, disperati. O semplicemente non essere in grado, in un determinato momento di grave difficoltà e di debolezza, di mantenere la barra del timone sulla giusta rotta. 

Il mio datore di lavoro mi cooptò nella sua azienda facendo riferimento ad una idea molto moderna e di sinistra (lui è comunista, o almeno dice di esserlo come molta altra gente): "il tempo è la ricchezza  dei nostri tempi". Concetto profondo che mi trova assolutamente d'accordo. I "veri" ricchi non sono quelli che hanno un sacco di soldi e vivono immersi giorno e notte nel proprio lavoro, che magari nemmeno amano. I veri ricchi, oggi, sono coloro che a fronte di un discreto benessere hanno il tempo per vivere al di fuori dell'aspetto meramente produttivo. Esprimere la propria creatività, soddisfare la curiosità, ritrovare i ritmi biologici, coltivare i propri interessi; non sempre, non di continuo ma di tanto in tanto o magari spesso. Insomma non è una novità che il tiranno dei nostri tempi è, appunto, il tempo.

Fui entusiasta di entrare in una realtà produttiva gestita da una persona così lungimirante! Il mio lavoro iniziò con slancio: otto ore e mezza al giorno più una pausa pranzo di due ore e mezza, che sembrano tante lo so, ma in realtà servono solo a consentirti di mangiare qualcosa e di recuperare un po' di energia necessaria per arrivare fino alle sette di sera. Poi, finita la giornata lavorativa in macchina fino a casa, doccia, cena con la famiglia più bella del mondo e si sono fatte le nove. A quest'ora fervono (si fa per dire) i preparativi per la notte: lavaggi, pigiamini e finalmente la lettura della storia: qualche paginetta e tutti a letto. La televisione già è generalmente inguardabile ma avendone voglia forse qualcosa si trova, avendone voglia.

 

 
 
 

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