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Un blog creato da a_tiv il 28/10/2006

Il Libero Pensiero

Il blog di Vito Schepisi

 
 
 

10 DICEMBRE: GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI

Il 10 dicembre del 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava la Giornata Mondiale per i Diritti Umani

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI


http://www.unhchr.ch/udhr/lang/itn.htm

 

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CONDANNA DEL COMUNISMO

Risoluzione del Consiglio di Europa  n.1481 del 25 gennaio 2006 - Condanna del Comunismo

Il 25 gennaio 2006 l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa approva la Risoluzione n. 1481, che condanna i crimini dei regimi comunisti

europei.http://www.democraticicristiani.it/europa/ris_1481.html

 
 

 

« Senza speranze

Europa, Grecia, Italia ... un'Unione senza ideali

Post n°560 pubblicato il 08 Luglio 2015 da a_tiv
 

Troppi entusiasmi, troppi equivoci, troppa confusione.
Il referendum di domenica in Grecia è stato un inutile passaggio.
Ci ha rilasciato un responso scontato. Non ha risolto niente.
E’ servito solo a Tsipras e al suo funambolico ex ministro dell’Economia Varoufakis per dribblare l’ostacolo della scelta.
Una furbizia, insomma.
Nessuno, neanche a referendum passato, ci ha saputo dire contro cosa o per che cosa si votava.
Le cose sono rimaste esattamente come prima, con in più qualche miliardo di Euro sprecato in perdite di capitalizzazione dei mercati azionari, con qualche miliardo ancora di Euro persi per l’aumento dei costi degli interessi sui debiti sovrani (della Grecia compresi).
Dicono che Tsipras (la sinistra) abbia vinto perché si è schierato per il “NO” (61% dei voti). La stessa cosa, però, ha fatto l’estrema destra di Alba Dorata.
Ma ha vinto cosa? Ma per cosa si votata? Non lo sappiamo in Italia, e ci può anche stare, ma non lo sapevano neanche gli elettori e non lo rivelavano gli organi d’informazione della Grecia.
Si sapeva che il premier greco si era schierato per il “NO” e che dalla sua parte stavano tutti i movimenti della sinistra e della destra alternativa in Grecia ed in Europa (Grillo, Salvini e Meloni compresi), mentre per il SI era schierata la Merkel e un po’ tutti i governi ed i partiti di maggioranza d’Europa (Renzi e PD compresi).
Al “NO” o al “SI” non era collegata, però, nessuna precisa scelta. Non c’era la bocciatura o l’approvazione di una precisa proposta.
In soldoni, il quesito referendario greco poneva agli elettori la seguente domanda: siete d’accordo a pagare i debiti del vostro paese?
La risposta è sembrata persino scontata. I greci, infatti, in gran quantità hanno risposto di no.
Questa vicenda nel suo insieme, però, deve far riflettere. Questa Europa è rimasta senza idee. Un progetto di unione che ha perso per strada la coscienza d’esser stato pensato e voluto per i popoli liberi europei.
L’Europa che passa dall’unione dei popoli a quella burocratica delle banche e dei “club” riservati ha clamorosamente fallito il suo scopo.
La Comunità Europea non fa naufragio solo nel Mediterraneo, facendo prevalere gli egoismi e le furbizie di quanti, elargendo qualche elemosina, si lavano le mani dai problemi dell’accoglienza e della solidarietà. Sta naufragando nel suo significato politico. Si è disperso il sogno di quanti pensavano al coronamento di una storia di sofferenze e di sacrifici per quei popoli che avevano lottato per la libertà, per l’indipendenza e per la democrazia.
L’oppressione dei regimi autoritari, sostituita dall’oppressione delle lobbies finanziarie non è la soluzione per il futuro di una società libera che sottoscrive il trattato di Schengen.
Ha fallito l’Europa dei popoli che voleva vincere i bisogni, che voleva affrontare questioni importanti come l’alimentazione e l’ambiente, che voleva esportare cultura e solidarietà, dialogare con civiltà differenti, affermare i valori della libertà e della dignità umana, assicurare benessere, tutele e sicurezza, impegnarsi a stabilire con responsabilità e autonomia le scelte politiche del mondo.
La fierezza di far parte del popolo europeo al momento non esiste. Forse non è mai esistita, perché in Europa sono emerse mentalità e sensibilità diverse, perché sono comparsi interessi diversi. Forse anche culture diverse.
Non esiste un riferimento a una comune radice, per quanto si sia provato nell’atto costitutivo europeo a farla risalire a quella giudaico-cristiana.
Se si pensasse agli USA e alla sua moneta, Il Dollaro, su cui domina la scritta “In God We Trust” forse la risposta arriva da sola.
Vito Schepisi
Su EPolis Bari 8 luglio 2015

 
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UNDICI SETTEMBRE

Crono 911: tutto su l'11 set 2001  a  N.Y.

Storia, Documenti e perizie ufficiali

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http://nuke.crono911.org/

 

LA GIORNATA DEL RICORDO

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Il ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo dei 350.000 italiani, giuliani, istriani e dalmati

 

GIORNATA DELLA MEMORIA

27 gennaio 2007 Il giorno della memoria

Per non dimenticare

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Dove eravamo?

Li ho rivisti ieri sera, in bianco e nero, anime tragiche, tragici volti stupiti, adunati come gregge sperduto, chiuso tra cani pastori con sembianze d'uomo.
Latrati incomprensibili davano tremito nascosto alle loro membra, al loro il cuore; la loro anima immobile di terrore, i loro pensieri mortificati da abusi su corpi e anime.
 

Era sempre inverno in quegli anni, anche in primavera e in autunno e in estate.
Dov'eravamo noi, allora?
 

Conducevamo quei treni, tragici forzieri d'umano carico, o li aspettavamo tra la neve, quei convogli? 

Li ho rivisti ieri sera, in bianco e nero, e un attimo eterno di disperazione mi ha investita.
Disarmata e impotente ho sparso inutili lacrime nel guardarli, e ho chiesto un inutile perdono alla vita, per me e per tutti coloro che, allora, calpestarono esistenze innocenti con gli occhi dell'anima bendati.

Ringrazio sentitamente una mia cara e sensibile amica, autrice delle parole. Parole che ho condiviso e chiesto di rendermele disponibili.

 

GRIDO DI LIBERTÀ

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"Signor Presidente, lei si vanta di aver dato al nostro paese una libertà della quale non ha mai goduto, mentre l'unica libertà che ancora non ci è stata tolta è quella di respirare e camminare, per il resto non abbiamo mai vissuto in una situazione peggiore per quanto concerne le libertà individuali e collettive.

Probabilmente non condividiamo il significato della parola libertà.

In una società libera gli studenti non sono cacciati dalle università in quanto dissidenti, non sono pestati regolarmente dai suoi sostenitori perché contrari al suo governo, non si vedono negare il diritto a organizzarsi in associazioni o a pubblicare riviste.

Lei ci ha accusato di essere agenti di potenze straniere, se riuscirà a dimostrare questa sua accusa ci autoimpiccheremo per aver tradito il nostro paese.

Quelle grida che lei ha ascoltato lunedì, non erano voci individuali, era la voce di un popolo che chiede libertà, democrazia e giustizia.

Impari ad ascoltarla."

Lettera scritta dagli studenti dell'Università di Teheran al Presidente Ahmanidenejad  - Teheran dicembre 2006

 

ICH BIN EIN BERLINER! (J. F. KENNEDY 26.6.1963)

Durante la sua visita a Berlino del 26 giugno 1963, il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy pronunciò un discorso toccante. Il suo discorso sarebbe divenuto simbolo della Guerra Fredda:


«Ci sono molte persone al mondo
che non comprendono, o non sanno,
quale sia il grande problema tra
il mondo libero e il mondo comunista.
Lasciateli venire a Berlino!
Ci sono alcuni che dicono che
il comunismo è l'onda del futuro.
Lasciateli venire a Berlino!
Ci sono alcuni che dicono che,
in Europa e da altre parti,
possiamo lavorare con i comunisti.
Lasciateli venire a Berlino!
E ci sono anche quei pochi che
dicono che è vero che
il comunismo è un sistema maligno,
ma ci permette di fare progressi economici.
Lasst sie nach Berlin kommen!
Lasciateli venire a Berlino! [...]
Tutti gli uomini liberi,
ovunque essi vivano,
sono cittadini di Berlino,
e quindi, come uomo libero,
sono orgoglioso di dire,
Ich bin ein Berliner! (sono un Berlinese).»

* * *

A berlino ci sono andato nell'agosto del 1971.

Dopo 10 anni dalla realizzazione del "muro" nella notte tra il 12 ed il 13 agosto del 1961.

Il 12 ed il 13 agosto del 1971 ero a Berlino.

Mi sono recato nella parte est della città il giorno 12, con un permesso che mi scadeva a mezzanotte, ho rischiato la chiusura del varco per una sfilata militare che m'impediva l'accesso alla Friederich strasse, unico passaggio per turisti e stranieri.

Il 13 agosto la Berlino comunista celebrava la separazione della città con una parata militare oceanica: celebrava il muro.

Ero là anche il 13 agosto mattina ad assistere.

Honeker sul palco nella Under Der Linden che arringava la folla.

La sua voce severa, dura, autoritaria.

Non avevo mai visto e sentito niente di simile dal vero.

Non capivo le parole ma ne interpretavo la violenza.

Mi sono sentito berlinese anch'io.


Vito Schepisi
 

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