vivere in positivo

Liberarsi del passato


Gli esseri umani si dividono normalmente in conservatori e progressisti, cioè in persone preoccupate di conservare i valori del passato o protese verso le novità e il cambiamento. Sono due posizioni legittime e complementari: ilmondo ha bisogno di entrambe. Ma sia che siamo conservatori sia che siamoprogressisti dobbiamo trarre frutto dal passato per guardare in avanti liberandoci da tutto ciò che c'imprigiona all'indietro.Dobbiamo ripeterci spesso che l'unica vita reale è il presente: è qui chedobbiamo scegliere, impegnarci, vivere. Perchè sia possibile occorre che:§   ci liberiamo dei rimpianti mantenendo con dolcezza il ricordo, ma senza     tentare di fuggire dall'impegno presente negli eventi fortunati del passato     e senza rimpiangere le occasioni perdute. Una delle trappole in cui     possiamo cadere è quella del "se"..."se fossi più ricco"..."se fossi più     carina"..."se non avessi la malattia"..."se avessi avuto genitori migliori"...     "se avessi avuto più coraggio quella volta"...Con i "se" ci vincoliamo ad      un passato che non c'è più e che non è modificabile, e perdiamo le      possibilità reali del presente;§    impariamo ad accettare i nostri limiti: dobbiamo sviluppare un senso      umile della realtà umana, nostra e degli altri. Accettare cioè che non       ci siano superuomini, che ogni persona riuscirà prima o poi a deluderci.      Non perchè sia particolarmente cattiva ma solo perchè siamo tutti       portatori di limiti, persone che arrancano nella vita con fatica tra errori,      compromessi, maschere; capaci di gesti eroici e meschini, esaltanti      e deludenti. Se non ci attendiamo troppo dagli altri, non li collochiamo      su un piedistallo e non ci deluderanno in modo traumatico. Nascerà      dentro di noi uno sguardo sereno sugli uomini e sulla storia, capace di       indignarsi per il male e le ingiustizie, ma di capire chi sbaglia.       Riusciremo così anche a non deprimerci eccessivamente per i nostri        fallimenti, ad imparare a sorridere su noi stessi perchè anche noi       facciamo parte di un'umanità che sbaglia e faticosamente si corregge;§     impariamo a perdonare. Il perdono vero non può sorgere nè dalla       piccola dimensione del torto subito nè dai meriti della persona che       dovremmo perdonare nè dalla richiesta di scusa o dalle riparazioni       che riusciamo ad ottenere. Il perdono nasce da noi: dall'essere riusciti        a liberarci dalla meschinità del rancore, dal nostro orgoglio ferito,        dal gusto della vendetta. In fondo se stiamo male perchè qualcuno        ci ha fatto un torto in passato, il problema non sta nel torto subito;        sta in noi, che non sappiamo liberarci di un sentimento inutile e        dannoso a noi stessi. Invece di concentrare il nostro pensiero        nell'alimentare il rancore verso l'altro, occorre dedicarlo a cambiare        la nostra interiorità; girare gli occhi dall'attenzione ad un atto passato,        fuori di noi, al lavoro più utile di risanare le ferite interiori.        Un metodo valido e pratico è augurare ogni giorno il bene, la gioia e        salute alle persone che ci hanno fatto del male; ogni giorno e         concretamente, con nome e cognome. Un piccolo esercizio che può        sembrare banale, ma riesce lentamente a sgrovigliare i nodi d'ostilità        e di rifiuto che ci portiamo dentro. (continua)