E’ bello ricordare il primo bacio, proprio il primissimo.Enzo.Che in questa accezione io lego alla mia prima scuffia violenta, quella dei quindicianni, quella che a quell’età sei talmente scema di tuo, che non puoi fare a meno di diventare ancora più scema per qualcun altro.Lo sgorbio (sìsìpropriocosì, marò quant’era urendo) in questione era un compagno di scuola, più grande di me di due anni. Stronzo come non si sa cosa, che se la tirava anche di più, circondato da stronzi di secondo grado, che se la tiravano a loro volta di riflesso.Però non mi dimenticherò mai quella mattina, guardando fuori dalla finestra seduta al mio banco. Vedo lui, sul balconcino della sua aula che mi guarda e mi sorride. Mi fa un cenno con il viso e un segno con la mano per dirmi: ci troviamo a metà scala? Ricordo che il cuore mi è schizzato in gola e che credevo di morire, non respiravo. Ma anch’io silenziosa gli ho accennato un sì con il mento. Chiedo il permesso alla prof per andare in bagno e corro fuori dall’aula all’impazzata verso la scala interna. Sta arrivando anche lui, non mi dice una parola. Mi guarda per un istante interminabile, mi abbraccia e mi pianta mezzo metro di lingua in gola. E’ stato bellissimo, ma molto poco “romantico”. Completamente diverso da come avevo sempre immaginato questo momento, ma ancora oggi indimenticabile. Ricordo questo evento sempre con tanto piacere e malinconia al tempo stesso, perché dopo… non mi ha più cagata di striscio. Danilo.Avevo suppergiù quindici/sedicianni ed ero in vacanza, a Rapallo.Con una nipote dell’amica di mia nonna, cessa dentro, poverina.Un giorno in spiaggia mentre chiacchieravamo amabilmente, ci avvicinano due ragazzi e cominciano a chiacchierare. Vabè, morale la sera decidiamo di uscirci dopo cena.A me piaceva il Danilo, a lei quall’altro no. E io piacevo al Danilo e lei piaceva a quell’altro.Detto questo, io e il Daniloun paio di giorni dopo ci “dichiariamo” reciprocamente e lui mi carica sul suo vespino. Mi porta sull’aurelia verso Zoagli e su un curvane vede un bello slargo con panchina sotto i pini. Si ferma. Scendiamo, ci sediamo, Mi mette un braccio intorno alle spalle, mi stringe e mi dà un bacio castissimo, dolcissimo, lunghissimo. Credo di aver perso i sensi. Non è durata molto, perché poi non mi piaceva più, era noiosissimo e l’ho lasciato.Armando.Il fascino del SudAmerica. Argentino. Capello biondo alla Branduardi e sorriso smagliante. Divertente e pieno di vita. Ma solo di quella perché il cervello purtroppo era vuoto. Però baciava daddìo e il primo che mi ha dato è stato in riva al lago del Segrino, in mezzo a un canneto.Senza lode né infamia. Segni particolari: nessuno.Giorgio.Bè, questa è una storia particolare. Perché lui non c’è più. Ho saputo anni dopo che era morto in un incidente stradale a 30 anni, e quando ci penso, non riesco ancora oggi a trattenere la lacrima. Ecco nemmeno adesso.Comunque, credo fosse una delle persone più dolci e sensibili della terra, oltre che bello e figo. Aveva due gambe e un culo da urlo, come il cervello. Non è che lo idealizzo perché non c’è più, la pensavo così anche prima. Bè, qui più che il primo bacio, mi ricordo in assoluto la prima carezza e se ci ripenso, mi vengono gli stessi brividi.Sempre a Rapallo, aspettavo che i miei ripartissero per Milano la domenica sera e poi scappavo fuori per raggiungere gli amici. Quella sera ho conosciuto anche lui, che non avevo mai visto. Il classico colpo di fulmine, reciproco. Dopo poco meno di un’ora mi ha invitata a fare un giro sulla sua vespa blu. Destinazione ignota, ma la direzione era Portofino. Quella strada è quasi tutta alberata e i rami fanno quasi da galleria. Il mare lambisce per lunghi tratti la scogliera a ridosso del ciglio. Una stellata degna di SanLorenzo, quella sera. Andava pianissimo perché mi parlava con la testa semi-girata e mi faceva da cierone, pensando che io non conoscessi bene il posto (che tenero! Erano solo circa 10 anni che ci passavo 3 mesi d’estate… vabè! Ma lui non lo speva.) Mi ricordo che io non sapevo bene dove mettere le mani per tenermi… e alla fine mi sono fatta coraggio, le ho appoggiate sui suoi fianchi. Ho avvertito immediatamente che si irrigidiva e ha spinto indietro la testa come a volerla appoggiare alla mia guancia. Io ho spinto in avanti la mia per incontrarlo e siamo rimasti così per un po’, in silenzio. Poi lui ha allungato una mano e mi ha accarezzato la coscia lievissimamente e poi il polpaccio. E’ stato un gesto che ha lasciato un segno indelebile. Da quel momento, non ho mai smesso di amarlo, anche e soprattutto in senso lato. Poi ci siamo lasciati di comune accordo, ma siamo sempre rimasti amici e in contatto, più che altro epistolare viste le difficoltà logistiche, e anche perchè ai tempi non esistevano i cellulari. E credo che, comunque, lo siamo anche adesso, in qualche modo.Luca.Il mio ex-marito.Dopo un corteggiamento serrato di quasi 4 mesi e un'avanzata a tenaglia dei suoi amici che volevano convincerlo a capitolare tra le mie sgrinfie, finalmente si decide e, con una botta d'originalità mi bacia a capodanno.Festa in casa, stanza buia, e dal salotto gli amici che intonavano i cori e facevano la òla.Però almeno è stato divertente. Ridevamo come due bambini che giocano a nascondino. Molto complici.Paolo.La mia storia virtuale. Conosciuto attraverso Internet. La sbandata della vita. Mesi e mesi di scambi di email, sms, telefonate, messaggi di ogni tipo… cotti, brasati l’uno dell’altra peggio di due adolescenti. Si decide per il grande passo: l’incontro reale. A metà strada: Parma, più precisamente alla stazione.La carrozza del treno dove viaggiavo io si è fermata esattamente nel punto dove mi aspettava lui. E’ stata una scena da romanzo Harmony. Appena sono scesa dai gradini della carrozza, lui mi ha buttato le braccia al collo e mi ha baciata prima dolcemente e poi sempre con più passione. Credo che nel frattempo siano passati una decina di treni e altrettanti se ne siano fermati. Ma noi non ce ne siamo accorti. E infine, Enzo (non è lo stesso di quello più sopra).Ricordo che a un certo punto della serata, mentre camminavamo a piedi dopo aver cenato al ristorante ed esserci pianti addosso le relative sfighe, mi ha detto una cosa tipo: “sali da me che ti devo dare una cosa…” Ma siccome io l’ho guardato un po’ interrogativamente, lui mi ha risposto: “tranquilla, non sono mica bellicoso io!”.Ho deciso di fidarmi. Non so ancora se ho fatto male o bene. Fatto sta che appena arrivati di sopra mi ha letteralmente sbattuta sul letto e il primo bacio è stato soltanto un pre-pre-aperitivo…. Una delle cose più eccitanti che mi sia mai capitata in vita mia… quelle labbra mordide e carnose… Ed eccoci qui, con una figlia che ci fa vedere i sorci verdi! p.s. aggiunto dopo, alle 18 e quacchecosa... ci sarebbero anche 2 baci che ho dato a 2 "fidanzati" da bambina: l'Aldo al doposcuola credo in seconda elementare e lo Stefano, il mio vicino di casa, con il quale ci saremmo dovuti sposare da grandi.
Il primo bacio di ogni storia, a suo modo, d’amore.
E’ bello ricordare il primo bacio, proprio il primissimo.Enzo.Che in questa accezione io lego alla mia prima scuffia violenta, quella dei quindicianni, quella che a quell’età sei talmente scema di tuo, che non puoi fare a meno di diventare ancora più scema per qualcun altro.Lo sgorbio (sìsìpropriocosì, marò quant’era urendo) in questione era un compagno di scuola, più grande di me di due anni. Stronzo come non si sa cosa, che se la tirava anche di più, circondato da stronzi di secondo grado, che se la tiravano a loro volta di riflesso.Però non mi dimenticherò mai quella mattina, guardando fuori dalla finestra seduta al mio banco. Vedo lui, sul balconcino della sua aula che mi guarda e mi sorride. Mi fa un cenno con il viso e un segno con la mano per dirmi: ci troviamo a metà scala? Ricordo che il cuore mi è schizzato in gola e che credevo di morire, non respiravo. Ma anch’io silenziosa gli ho accennato un sì con il mento. Chiedo il permesso alla prof per andare in bagno e corro fuori dall’aula all’impazzata verso la scala interna. Sta arrivando anche lui, non mi dice una parola. Mi guarda per un istante interminabile, mi abbraccia e mi pianta mezzo metro di lingua in gola. E’ stato bellissimo, ma molto poco “romantico”. Completamente diverso da come avevo sempre immaginato questo momento, ma ancora oggi indimenticabile. Ricordo questo evento sempre con tanto piacere e malinconia al tempo stesso, perché dopo… non mi ha più cagata di striscio. Danilo.Avevo suppergiù quindici/sedicianni ed ero in vacanza, a Rapallo.Con una nipote dell’amica di mia nonna, cessa dentro, poverina.Un giorno in spiaggia mentre chiacchieravamo amabilmente, ci avvicinano due ragazzi e cominciano a chiacchierare. Vabè, morale la sera decidiamo di uscirci dopo cena.A me piaceva il Danilo, a lei quall’altro no. E io piacevo al Danilo e lei piaceva a quell’altro.Detto questo, io e il Daniloun paio di giorni dopo ci “dichiariamo” reciprocamente e lui mi carica sul suo vespino. Mi porta sull’aurelia verso Zoagli e su un curvane vede un bello slargo con panchina sotto i pini. Si ferma. Scendiamo, ci sediamo, Mi mette un braccio intorno alle spalle, mi stringe e mi dà un bacio castissimo, dolcissimo, lunghissimo. Credo di aver perso i sensi. Non è durata molto, perché poi non mi piaceva più, era noiosissimo e l’ho lasciato.Armando.Il fascino del SudAmerica. Argentino. Capello biondo alla Branduardi e sorriso smagliante. Divertente e pieno di vita. Ma solo di quella perché il cervello purtroppo era vuoto. Però baciava daddìo e il primo che mi ha dato è stato in riva al lago del Segrino, in mezzo a un canneto.Senza lode né infamia. Segni particolari: nessuno.Giorgio.Bè, questa è una storia particolare. Perché lui non c’è più. Ho saputo anni dopo che era morto in un incidente stradale a 30 anni, e quando ci penso, non riesco ancora oggi a trattenere la lacrima. Ecco nemmeno adesso.Comunque, credo fosse una delle persone più dolci e sensibili della terra, oltre che bello e figo. Aveva due gambe e un culo da urlo, come il cervello. Non è che lo idealizzo perché non c’è più, la pensavo così anche prima. Bè, qui più che il primo bacio, mi ricordo in assoluto la prima carezza e se ci ripenso, mi vengono gli stessi brividi.Sempre a Rapallo, aspettavo che i miei ripartissero per Milano la domenica sera e poi scappavo fuori per raggiungere gli amici. Quella sera ho conosciuto anche lui, che non avevo mai visto. Il classico colpo di fulmine, reciproco. Dopo poco meno di un’ora mi ha invitata a fare un giro sulla sua vespa blu. Destinazione ignota, ma la direzione era Portofino. Quella strada è quasi tutta alberata e i rami fanno quasi da galleria. Il mare lambisce per lunghi tratti la scogliera a ridosso del ciglio. Una stellata degna di SanLorenzo, quella sera. Andava pianissimo perché mi parlava con la testa semi-girata e mi faceva da cierone, pensando che io non conoscessi bene il posto (che tenero! Erano solo circa 10 anni che ci passavo 3 mesi d’estate… vabè! Ma lui non lo speva.) Mi ricordo che io non sapevo bene dove mettere le mani per tenermi… e alla fine mi sono fatta coraggio, le ho appoggiate sui suoi fianchi. Ho avvertito immediatamente che si irrigidiva e ha spinto indietro la testa come a volerla appoggiare alla mia guancia. Io ho spinto in avanti la mia per incontrarlo e siamo rimasti così per un po’, in silenzio. Poi lui ha allungato una mano e mi ha accarezzato la coscia lievissimamente e poi il polpaccio. E’ stato un gesto che ha lasciato un segno indelebile. Da quel momento, non ho mai smesso di amarlo, anche e soprattutto in senso lato. Poi ci siamo lasciati di comune accordo, ma siamo sempre rimasti amici e in contatto, più che altro epistolare viste le difficoltà logistiche, e anche perchè ai tempi non esistevano i cellulari. E credo che, comunque, lo siamo anche adesso, in qualche modo.Luca.Il mio ex-marito.Dopo un corteggiamento serrato di quasi 4 mesi e un'avanzata a tenaglia dei suoi amici che volevano convincerlo a capitolare tra le mie sgrinfie, finalmente si decide e, con una botta d'originalità mi bacia a capodanno.Festa in casa, stanza buia, e dal salotto gli amici che intonavano i cori e facevano la òla.Però almeno è stato divertente. Ridevamo come due bambini che giocano a nascondino. Molto complici.Paolo.La mia storia virtuale. Conosciuto attraverso Internet. La sbandata della vita. Mesi e mesi di scambi di email, sms, telefonate, messaggi di ogni tipo… cotti, brasati l’uno dell’altra peggio di due adolescenti. Si decide per il grande passo: l’incontro reale. A metà strada: Parma, più precisamente alla stazione.La carrozza del treno dove viaggiavo io si è fermata esattamente nel punto dove mi aspettava lui. E’ stata una scena da romanzo Harmony. Appena sono scesa dai gradini della carrozza, lui mi ha buttato le braccia al collo e mi ha baciata prima dolcemente e poi sempre con più passione. Credo che nel frattempo siano passati una decina di treni e altrettanti se ne siano fermati. Ma noi non ce ne siamo accorti. E infine, Enzo (non è lo stesso di quello più sopra).Ricordo che a un certo punto della serata, mentre camminavamo a piedi dopo aver cenato al ristorante ed esserci pianti addosso le relative sfighe, mi ha detto una cosa tipo: “sali da me che ti devo dare una cosa…” Ma siccome io l’ho guardato un po’ interrogativamente, lui mi ha risposto: “tranquilla, non sono mica bellicoso io!”.Ho deciso di fidarmi. Non so ancora se ho fatto male o bene. Fatto sta che appena arrivati di sopra mi ha letteralmente sbattuta sul letto e il primo bacio è stato soltanto un pre-pre-aperitivo…. Una delle cose più eccitanti che mi sia mai capitata in vita mia… quelle labbra mordide e carnose… Ed eccoci qui, con una figlia che ci fa vedere i sorci verdi! p.s. aggiunto dopo, alle 18 e quacchecosa... ci sarebbero anche 2 baci che ho dato a 2 "fidanzati" da bambina: l'Aldo al doposcuola credo in seconda elementare e lo Stefano, il mio vicino di casa, con il quale ci saremmo dovuti sposare da grandi.