days of my life

Eggià.


Sarebbe molto bello poter pensare che finalmente ci posso mettere la pietra sopra e punto e si va a capo.Mi son sempre detta, per tutto questo lasso di tempo in cui ho aspettato l’arrivo di dopodomani con impazienza, che una firma sarebbe stata davvero l’ultima azione per chiudere definitivamente questo capitolo. Che di fatto, ormai, è chiuso già da tanto tempo per le scelte che ho fatto, per la vita quotidiana che conduco, per le persone che frequento, ma soprattutto per il mio atteggiamento mentale.Dopodomani è qua, si può dire.E, nonostante tutto, sono impreparata.Ti vedrò, con quei tuoi occhi tristi e il sorriso forzato, la risatina isterica e le battute ironiche e sarcastiche. E sul tuo display passerà una scritta della serie: “Son da solo a reggere il peso del mondo, ma lo faccio con estrema nonchalance. Mi trovi in ottima forma, non è vero?”In fondo io ti ho amato, ti ho voluto bene e ancora adesso, mio malgrado, provo una strana forma di affetto nei tuoi confronti. E’ questa maledettissima sindrome da crocerossina che non mi ha mai abbandonata, ne sono sicura. Ho condiviso quasi metà della mia vita con te e mi sembra così strano adesso doverci incontrare in tribunale, al cospetto di un giudice e del nostro comune avvocato col cervello devastato dalla bamba, per separarci definitivamente, anche sotto gli aspetti burocratici/amministrativi/legali.Ci sono sentimenti che non si esauriscono, anche se non c’è frequentazione.Secondo me il nostro è uno di questi.Ho capito solo adesso il perché dell’inspiegabile gelosia di E., credo proprio che lo percepisca e questa cosa lo manda di fuori. Forse giustissimamente, anche se io non lo ammetterò mai.Sono sicura che mi inviterai a pranzo, appena usciremo di là. E anche che io non troverò una scusa credibile per non accettare.