Il mercatino rionale
Amo girare per i mercatini.E'da molto tempo che deserto quest'angolo di umanità.Ma credetemi, è un piacere irresistibile srotolarsi fra i mille colori e ascoltare le voci (chiamate) degli ambulanti: sembra di assistere a farse spassose, preparate ad arte, nelle quali ognuno è chiamato ad esibirsi, recitando a soggetto.Da bambina era un rito settimanale al quale mia madrenon poteva sottrarsi: sarebbe stato come tradire il suo credo.Spesso l'accompagnavo e se talvolta rimanevo a casa, attendevo, come per un esame, il suo rientro e, prima delle mani, le scrutavo il volto: gli occhi sorridenti annunciavano che nelle buste, oltre alle immancabili alici e telline, avrei trovato qualcosa per me.D'allora molte cose sono cambiate, ma ancora resiste, anche se più di rado,la coreografica contrattazione per ottenere lo sconto sul prezzo richiesto; é una scena degna delle migliori commedie eduardiane che dura molti minuti fino a quando, esausti come dopo una lotta, la cliente si allontanasoddisfatta, pensando di aver fatto un ottimo affare e il venditore, trattenendo un sorriso sardonico, si compiace con se stesso per aver piazzato la merce secondo il prezzo che si era prefissato.Oggi andiamo sempre di fretta e ci lasciamo coccolare dagliasettici ipermercati e non ci accorgiamo che ci stannoalienando e disumanizzando.Propongo una visita ai mercatini rionali, magari con qualcheamica per immergersi con tutti i sensi in un mondo fatto dicolori e suoni che, nella mia città, hanno il sapore dimusiche antiche.