Molto spesso mi capita di discutere con persone che vorrebbero cancellare il loro passato, ma io non sono d’accordo, perché anche se brutto, è parte di noi, è come la nostra carta d’identità.Senza il mio passato non potrei esserci, non ci sarebbero i miei gesti, i miei pensieri, quindi io non esisterei.Il passato è come l’ombra riflessa di un oggetto nello spazio circostante: solo eliminando l’oggetto, l’ombra svanirebbe; ma poiché l’oggetto è lì, l’ombra continuerà a seguirlo e, in alcuni casi, a perseguitarlo.Non illudiamoci dunque di poter cancellare, come il ritorno di un’onda sulla sabbia, il nostro passato: esso è lì, fedele e vigile, che segue ogni nostro attimo di vita e che, come una promessa fatta a Dio, ha deciso di non abbandonarci mai.Vorrei consigliare, a chi la sua ombra l’opprime, perché è troppo nera e spaventosa, di imparare a riconoscerla per quella che è, appunto un ombra, di accettarla come si fa con un regalo non molto gradito e, dopo, di cambiare semplicemente prospettiva ed esposizione alla luce: l’ombra rimarrà, ma acquisterà una sfumatura diversa e più piacevole sarà la sua presenza.Inoltre, con l’ombra un oggetto sembra più reale, più verosimile alla realtà.Provate ad immaginare il quadro scelto per il post senza l’ombra: sarebbe solo un’icona in 2D.