Webbo's land

Spazio, ultima frontiera.


Questi sono i viaggio dell'astronave Enterprise, nella sua missione quinquennale diretta all'esplorazione di strano nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di nuove civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.Incipit più che noto: è la frase che apre sempre ogni episodio di Star Trek, uno dei più noti e apprezzati tra i serial di fantascienza. Raccontano le imprese dell'equipaggio della USS Enterprise, nave stellare della Federazione dei Pianeti Uniti, al comando del capitano James T. Kirk, con un equipaggio composto da persone di ogni etnia, di ogni provenienza, e pure un alieno, il primo ufficiale signor Spock, metà umano e metà vulcaniano.Il primo episodio venne messo in onda esattamente 45 anni fa, l'otto di settembre del 1966, e da lì in avanti s'è creato il mito di questa serie, nata dalla fantasia di Gene Roddenberry. Un serial che ha prodotto varie derivazioni (Next Generation, Enterprise, Deep Space Nine, Voyager), e una decina di lungometraggi, la maggior parte dei quali realizzati con il cast storico, l'ultimo dei quali è solamente di un paio di anni fa.Una serie particolare, decisamente all'avanguardia, soprattutto per i tempi in cui venne pensata. All'epoca, seconda metà degli anni Sessanta, era impensabile avere un equipaggio composto da persone di ogni continente, che collaboravano attivamente l'uno con l'altro, senza badare alle tensioni politiche tra gli stati che c'erano nella realtà di quegli anni. E nella serie venivano proposte delle invenzioni particolari, alcune delle quali sono state realmente realizzate in seguito: il telefono cellulare, per esempio, è straordinariamente simile per forma costruttiva al comunicatore che il capitano Kirk e gli altri componenti dell'equipaggio usavano nei loro viaggi, così come le attrezzature di analisi mediche per immagini, usate dal Dottor McCoy, sono molto vicine alle odierne tomografie e risonanze magnetiche. Mancano ancora le realizzazioni pratiche del teletrasporto e dei motori ad antimateria, buoni questi per superare la velocità della luce. Ma chi ci dice che non possano essere realizzati più avanti?E comunque lo spirito di fondo della serie era il buon vivere con i vicini: l'equipaggio dell'Enterprise andava in giro alla scoperta di nuovi pianeti e di nuove civiltà, con la regola base di "non interferenza": osservare, entrare in contatto se del caso, ed imparare dalle altre popolazioni degli altri pianeti, stabilendo legami di collaborazione se possibile. Un'idea che dovrebbe essere ripresa per i rapporti tra popoli della nostra Terra....Il tutto con alla base la voglia di conoscere, di esplorare, tipica dell'essere umano, o, almeno, ciò che dovrebbe essere tipico dell'essere umano (e che ultimamente si è un po' perso per strada).Affrontando anche l'ignoto.Fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima.