Webbo's land

Indivia e invidia


Definizione di indivia: pianta commestibile appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Spesso confusa con la cicoria, dato che appartengono alla stessa famiglia.Poi c'è l'invidia: sentimento nei confronti di un'altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa che l'invidioso non possiede, o che gli manca.Basta scambiare di posto alcune lettere e la parola ha un significato differente.Mi soffermo sull'invidia. E' abbastanza comune, più di quello che si può pensare. Molti ne soffrono, tanto da cercare di ottenere in qualche modo quel che manca loro. C'è chi vi riesce con mezzi leciti, anche se il più delle volte non ottiene quel che spera.E c'è chi non vi riesce, in nessun modo, ed allora tenta altre strade.Anche nel fantastico mondo di internet.Se qualcuno riesce ad avere una certa visibilità, diventa l'oggetto dell'invidia di altri, che di visibilità ne hanno zero.E che può fare?Attaccare gratuitamente l'invidiato.Creare qualche stratagemma per colpirlo in tutti i modi.Arrivare ad usare mezzi non convenzionali per togliere di torno l'invidiato, sfruttando le "falle del sistema".Ieri è stato cancellato un blog tenuto da un'amica, la Reddina. Un blog nel quale la mia amica Red scriveva quel che voleva, liberamente, senza offendere nessuno. Aveva, ha delle idee ben precise, e le esprimeva in piena libertà, perchè Internet è, o dovrebbe essere, libera.Con i suoi scritti, mai banali, la mia amica Red aveva conquistato una certa notorietà nella piattaforma di Libero.E la notorietà porta ad invidie.Tanto che qualche "simpatico" soggetto ha ben pensato di prenderla di mira, creando appositi profili e blog con il solo ed unico scopo di diffamarla il più possibile.Poi, non contento di ciò, ha usato lo strumento killer previsto da questa piattaforma: la segnalazione anonima.Che è stata prontamente recepita da uno staff compiacente.Ed il blog della Reddina non c'è più, cancellato, disintegrato.Ora: ammettendo che, forse, qualche volta la Red possa essere andata un po' troppo oltre le righe, anche se comunque tutto quello che ha scritto o fatto non era altro che lo specchio della propria personalità e delle proprie convinzioni, quel che fa specie è la censura fatta dallo staff di questa piattaforma sulla semplice segnalazione anonima di un blog.Blog che non conteneva alcun contenuto offensivo della morale e del pudore.Blog che è stato cancellato, a differenza di altri che hanno contenuti che vanno al di fuori delle regole della community, ma che continuano ad esistere, dal momento che il signor (o signora o signorina) Conferencemaster non va in giro a vedere cosa postano gli utenti.Loro, i pisani, si basano solo su delle segnalazioni che ricevono, ed operano di conseguenza senza alcun tipo di controllo reale dei contenuti.Già in passato avevo avuto uno scambio di idee con loro, sulla base delle loro azioni, facendo notare che dovrebbero controllare un po' meglio cosa i bloggers (plurale) di questa piattaforma pubblicano, ricevendo come risposta una risata, in quanto "qua ci sono oltre centomila blog, e non si possono controllare tutti i contenuti".Controllarli da parte dello staff no, ma basarsi su segnalazioni "ad minchiam"  per le cancellazioni sì, si può fare.Che senso ha?Dov'è la logica di questo standard di comportamento?Spiegatemela, perchè io, nella mia limitata capacità di capire, non la comprendo.O forse sì. Non potendo materialmente controllare quel che c'è, dato che il giocattolino è palesemente sfuggito dal loro controllo, si procede così, a vista, sulla base di quel che si sente dire. Senza verificare se ci sia dietro un'invidia da parte di qualcuno.Ma allora, che senso hanno le regole della community se vengono sfruttate per guerre di religione?Signor (o signora o signorina) Confy, l'invidia è una brutta bestia. Non si faccia usare per guerricciole altrui. Altrimenti la credibilità di questo spazio, che già non è poi così elevata, cala ancora.