Capita, nel corso della nostra vita, di incontrare delle persone. Poche, abbastanza, molte. Anche troppe.Soprattutto se dietro a te son passate alcune primavere, anche delle estati, oltre che degli autunni, e financo degli inverni. Insomma, se non hai dieci anni (ma anche no), capita di aver incontrato parecchie persone.Capita. Diciamo che succede sempre, a meno che tu non trascorra la tua esistenza sul cocuzzolo di una montagna, in modalità eremita.Qualcuno lo conosci superficialmente, giusto il tempo per un buongiorno e niente di più. Altri li conosci un filino di più, tanto da poter aggiungere pure un buonasera. Di altri, un po' meno, arrivi pure a conoscere il nome, pensa te.... E altri ancora, ancora meno, li conosci realmente, sai parecchie cose su di loro, sai pure come son fatti.E, ripeto, se la tua carta d'identità afferma che hai qualche anno, se magari fai un lavoro che ti porta a contatto con il pubblico, o se comunque hai modo di rapportarti con il mondo esterno più di un frate di clausura, di sicuro conosci parecchie persone.Il guaio è che queste persone appaiono nella tua vita per un po', per poi sparire. Niente di strano, succede.Il problema si pone quando riappaiono.Capita, infatti, che ti ritrovi da qualche parte, in giro, ed una persona si sbracci verso di te, o, meglio, nella tua direzione.Lì per lì hai un istante di indifferenza: chissà con chi può avercela quell'esagitato. E fai finta di nulla, continuandotene per i fatti tuoi. Tenendo d'occhio, comunque, il soggetto sbracciante, giusto per vedere quando verrà gentilmente portato via da qualcuno, e ricondotto a più miti consigli.E se continua a salutare, a sbracciarsi, a tentare di farsi notare proprio da te? No, impossibile.Finchè l'esagitato ti chiama per nome. E lì sorge il dubbio: ma chi cavolo e?Rapida scansione della memoria, con i neuroni che si mettono in subbuglio. Non si può fare brutta figura, se un tale ti saluta, ti chiama per nome, viene verso di te, non puoi far finta di cadere dalle nuvole: devi dare una parvenza di identificazione avvenuta.Sì, ma chi cavolo è? E lì scatta l'improvvisazione. Ovvero devi tentare di dissimulare il fatto che tu non abbia la benchè minima idea di chi si tratti. Sorriso di circostanza, possibilmente a centottanta denti, aria sorpresa mista a gioia (finta, la gioia, mentre la sorpresa è sicuramente reale). E, rigorosamente, nessun nome: mai buttare lì un nome, il rischio della figuraccia è dietro l'angolo. No, il modo migliore è far parlare l'altra persona, mentre i tuoi neuroni continuano a scavare nei ricordi dei tempi che furono.E quando il tale ti dice "ti ricordi di me?", che fare? Improvvisare, stare sul vago, dire qualunque cosa, che sì, si ricorda benissimo.Mentre è assolutamente vero l'opposto, ossia che non si ha la minima idea di chi cavolo si abbia di fronte.E cercare di abbreviare al massimo l'incontro, adducendo impegni improcrastinabili, giusto per evitare di dover rispondere a domande troppo specifiche sui tempi passati.E capire dopo, solo dopo aver salutato la persona incontrata, chi diavolo fosse quella persona......
All'improvviso uno sconosciuto/o (che poi scopri di conoscere....)
Capita, nel corso della nostra vita, di incontrare delle persone. Poche, abbastanza, molte. Anche troppe.Soprattutto se dietro a te son passate alcune primavere, anche delle estati, oltre che degli autunni, e financo degli inverni. Insomma, se non hai dieci anni (ma anche no), capita di aver incontrato parecchie persone.Capita. Diciamo che succede sempre, a meno che tu non trascorra la tua esistenza sul cocuzzolo di una montagna, in modalità eremita.Qualcuno lo conosci superficialmente, giusto il tempo per un buongiorno e niente di più. Altri li conosci un filino di più, tanto da poter aggiungere pure un buonasera. Di altri, un po' meno, arrivi pure a conoscere il nome, pensa te.... E altri ancora, ancora meno, li conosci realmente, sai parecchie cose su di loro, sai pure come son fatti.E, ripeto, se la tua carta d'identità afferma che hai qualche anno, se magari fai un lavoro che ti porta a contatto con il pubblico, o se comunque hai modo di rapportarti con il mondo esterno più di un frate di clausura, di sicuro conosci parecchie persone.Il guaio è che queste persone appaiono nella tua vita per un po', per poi sparire. Niente di strano, succede.Il problema si pone quando riappaiono.Capita, infatti, che ti ritrovi da qualche parte, in giro, ed una persona si sbracci verso di te, o, meglio, nella tua direzione.Lì per lì hai un istante di indifferenza: chissà con chi può avercela quell'esagitato. E fai finta di nulla, continuandotene per i fatti tuoi. Tenendo d'occhio, comunque, il soggetto sbracciante, giusto per vedere quando verrà gentilmente portato via da qualcuno, e ricondotto a più miti consigli.E se continua a salutare, a sbracciarsi, a tentare di farsi notare proprio da te? No, impossibile.Finchè l'esagitato ti chiama per nome. E lì sorge il dubbio: ma chi cavolo e?Rapida scansione della memoria, con i neuroni che si mettono in subbuglio. Non si può fare brutta figura, se un tale ti saluta, ti chiama per nome, viene verso di te, non puoi far finta di cadere dalle nuvole: devi dare una parvenza di identificazione avvenuta.Sì, ma chi cavolo è? E lì scatta l'improvvisazione. Ovvero devi tentare di dissimulare il fatto che tu non abbia la benchè minima idea di chi si tratti. Sorriso di circostanza, possibilmente a centottanta denti, aria sorpresa mista a gioia (finta, la gioia, mentre la sorpresa è sicuramente reale). E, rigorosamente, nessun nome: mai buttare lì un nome, il rischio della figuraccia è dietro l'angolo. No, il modo migliore è far parlare l'altra persona, mentre i tuoi neuroni continuano a scavare nei ricordi dei tempi che furono.E quando il tale ti dice "ti ricordi di me?", che fare? Improvvisare, stare sul vago, dire qualunque cosa, che sì, si ricorda benissimo.Mentre è assolutamente vero l'opposto, ossia che non si ha la minima idea di chi cavolo si abbia di fronte.E cercare di abbreviare al massimo l'incontro, adducendo impegni improcrastinabili, giusto per evitare di dover rispondere a domande troppo specifiche sui tempi passati.E capire dopo, solo dopo aver salutato la persona incontrata, chi diavolo fosse quella persona......