Eh, già, la mamma è sempre la mamma.La mamma è colei che ti fa nascere, che ti fa crescere. Che ti cura quando ne hai bisogno, che ti coccola, che ti fa star bene. Che si interessa a te, sempre, nel bene e nel male.E che ti stressa pure.Perchè vuol sapere tutto, anche troppo. Vuol sapere dove sei, cosa fai, come stai, con chi vai. Vuol sapere se sei arrivato sano e salvo a destinazione, ovunque tu vada, anche se la tua meta è a pochi chilometri da casa tua. E tu devi sempre e costantemente tenerla informata, perchè, in caso contrario, lei si preoccupa, non dorme, si agita. E la mamma non si può far agitare.Quante volte è successo che prima di partire per chissà quale posto, la mamma vi abbia detto "mi raccomando, avvisami quando sei arrivato/a"? E guai a non farlo: ti beccavi una ripassata non da poco. Perchè la facevi stare in pensiero inutilmente, le mettevi l'ansia da carenza di informazioni. E non si fa così, figlio/a degenere!!Pensa te ora, con la tecnologia che ci si ritrova, quali strumenti le mamme hanno in mano per monitorare l'attività dei figli. C'è il monitor ad infrarossi che permette di vedere cosa stia facendo il bambino piccolo nella sua cameretta. C'è il sensore del respiro, altra diavoleria per capire se il bambino dorme e respira, oppure se è in apnea. C'è la radio trasmittente, che permette alle madri di sentire se il bambino s'è svegliato e piange. C'è il Primofonino, una spece di telefonino concepito per i bambini di età dai sette anni in poi. C'è l'ulteriore evoluzione, che permette di localizzare il piccolo e far ascoltare le conversazioni di chi gli sta intorno. C'è il cellulare a cinque numeri, ovvero con cinque tasti, ciascuno dei quali serve a chiamare un numero differente, opportunamente programmato (e questo servirebbe anche per qualche adulto imbranato cronico, tecnologicamente parlando). C'è il localizzatore GPS per gli adolescenti, gestibile via Internet, che permette di vedere su di una mappa il posizionamento del giovine, e che può essere integrato negli orologi o nelle scarpe. Il tutto perchè non si può mai sapere quel che potrebbe succedere.Per lo meno io (e tutti noi della mia generazione) non sono stato corredato di diavolerie elettroniche per il monitoraggio, anche perchè all'epoca nostra non c'erano. Ma pure a me era espressamente richiesto di avvisare quando arrivavo in un qualunque posto lontano da casa, soprattutto se il viaggio era fatto in macchina. Ed io, ovviamente, mi guardavo bene da avvisare, dicendo che ci avrebbe pensato qualcun altro, molto più rapido ed efficiente del sottoscritto, ad avvisare qualora mi fosse successo qualcosa. Giusto per confermare il detto "nessuna nuova, buona nuova". Ed alla fine, dopo parecchie discussioni in merito, mi son tolto l'obbligo di avviso di arrivo sano e salvo a destinazione.Almeno lo spero.Non vorrei che mi sia stato nascosto dalla mi' mamma qualche ricevitore GPS addosso....
Monitoraggio figli (perchè la mamma è sempre la mamma)
Eh, già, la mamma è sempre la mamma.La mamma è colei che ti fa nascere, che ti fa crescere. Che ti cura quando ne hai bisogno, che ti coccola, che ti fa star bene. Che si interessa a te, sempre, nel bene e nel male.E che ti stressa pure.Perchè vuol sapere tutto, anche troppo. Vuol sapere dove sei, cosa fai, come stai, con chi vai. Vuol sapere se sei arrivato sano e salvo a destinazione, ovunque tu vada, anche se la tua meta è a pochi chilometri da casa tua. E tu devi sempre e costantemente tenerla informata, perchè, in caso contrario, lei si preoccupa, non dorme, si agita. E la mamma non si può far agitare.Quante volte è successo che prima di partire per chissà quale posto, la mamma vi abbia detto "mi raccomando, avvisami quando sei arrivato/a"? E guai a non farlo: ti beccavi una ripassata non da poco. Perchè la facevi stare in pensiero inutilmente, le mettevi l'ansia da carenza di informazioni. E non si fa così, figlio/a degenere!!Pensa te ora, con la tecnologia che ci si ritrova, quali strumenti le mamme hanno in mano per monitorare l'attività dei figli. C'è il monitor ad infrarossi che permette di vedere cosa stia facendo il bambino piccolo nella sua cameretta. C'è il sensore del respiro, altra diavoleria per capire se il bambino dorme e respira, oppure se è in apnea. C'è la radio trasmittente, che permette alle madri di sentire se il bambino s'è svegliato e piange. C'è il Primofonino, una spece di telefonino concepito per i bambini di età dai sette anni in poi. C'è l'ulteriore evoluzione, che permette di localizzare il piccolo e far ascoltare le conversazioni di chi gli sta intorno. C'è il cellulare a cinque numeri, ovvero con cinque tasti, ciascuno dei quali serve a chiamare un numero differente, opportunamente programmato (e questo servirebbe anche per qualche adulto imbranato cronico, tecnologicamente parlando). C'è il localizzatore GPS per gli adolescenti, gestibile via Internet, che permette di vedere su di una mappa il posizionamento del giovine, e che può essere integrato negli orologi o nelle scarpe. Il tutto perchè non si può mai sapere quel che potrebbe succedere.Per lo meno io (e tutti noi della mia generazione) non sono stato corredato di diavolerie elettroniche per il monitoraggio, anche perchè all'epoca nostra non c'erano. Ma pure a me era espressamente richiesto di avvisare quando arrivavo in un qualunque posto lontano da casa, soprattutto se il viaggio era fatto in macchina. Ed io, ovviamente, mi guardavo bene da avvisare, dicendo che ci avrebbe pensato qualcun altro, molto più rapido ed efficiente del sottoscritto, ad avvisare qualora mi fosse successo qualcosa. Giusto per confermare il detto "nessuna nuova, buona nuova". Ed alla fine, dopo parecchie discussioni in merito, mi son tolto l'obbligo di avviso di arrivo sano e salvo a destinazione.Almeno lo spero.Non vorrei che mi sia stato nascosto dalla mi' mamma qualche ricevitore GPS addosso....