Creato da Web_London il 15/04/2015

Tutto è fatidico

E' l'istinto quando si impone, è la verità quando diventa brutale

 

Comunque sia, l'importante è che ci siamo ancora tutti. O quasi.

Post n°726 pubblicato il 11 Settembre 2019 da Web_London


"Credetti di impazzire e appena potei andai a cercarla.
Ero certo di riuscire a convincerla a tornare con me.
La trovai in una trattoria intenta a mangiare in compagnia
di un tizio che non mi somigliava affatto.
Non mi vide entrare, era troppo occupata a essere innamorata.
Notai che si era sfilata una scarpa e il suo piede accarezzava una gamba dell'uomo.
Mi avvicinai al banco.
L'oste mi squadrò, poi mi sorrise e mi mise davanti
una dose abbondante di un liquore ambrato.
Lo bevvi a piccoli sorsi e mi sentii meglio.
Pagai e me ne andai.
Da allora mi sento come una meteora lanciata nella vita"

(L' Alligatore)

....


Quando ero piccolo, qualche volta mi sono chiesto dove andassero a finire le emozioni, i brividi di gioia, i dispiaceri, i dolori, tutti i pezzi di vita che mi lasciavo alle spalle.
Forse nei miei ricordi?
Forse, ma non credo solo lì.

Pensavo che nel momento in cui si staccavano dai miei pensieri non si disperdessero nel niente e da qualche parte arrivassero sempre e che ricadessero in qualche modo sulla vita e sulle storia di qualcun altro da qualche altra parte del mondo.
Chissà.

Se ci ripenso adesso la cosa potrebbe anche avere un senso, credo che niente si disperda ma che, eventualmente, si trasformi.
Dipende dal punto di vista in cui si guardano le cose.

Lo confesso, a volte capita ancora di chiedermelo.
Comunque sia, l'importante è che ci siamo ancora tutti.
O quasi.

 
 
 

A volte rido da solo. Come un ebete, ma non troppo

Post n°725 pubblicato il 05 Settembre 2019 da Web_London

 

A volte rido da solo.
Rido e sorrido tra me e me per mille cose strane e sempre diverse tra di loro che mi succedono.
Non sono ancora andato via di testa, questo almeno non lo credo, e nemmeno sto ballando ai bordi sottili del delirio.
Sorrido da solo per gesti inconsci o parole dette senza pensarci, per coincidenze improbaili e improponibili e per delle cazzate che capisco solo io e che se le raccontassi in giro mi prenderebbero davvero per un matto fuori di melone e per un visionario.

Lo faccio quando resto disarmato di fronte a un gesto oppure a un comportamento che mi intenerisce e mi regala un brivido e un'emozione, soprattutto se fatto senza uno scopo preciso, gratuito e senza pretendere niente in cambio ma solo perchè chi lo fa è fatto così.
Mi può capitare al supermercato, nelle parole e nel modo di fare di una commessa mentre mi passa la spesa alla cassa oppure quando Marine, la piccola barista straniera dall'accento francese, arrivata in Italia per trovare la sua America, mi chiede: "Web, come stai oggi, tutto bene?" e poi, perchè no, capita anche in qualche social.
Sui social è molto più raro, di solito succede nella quotidianità dei miei giorni quando ho di fronte una persona che in qualche modo mi parla e mi dice qualcosa.

Ogni tanto, si, mi capita di ridere e di sorridere da solo, come un ebete
Ma non troppo.

A voi non capita mai?



 
 
 

Negli anni scorsi capitava in primavera e alla fine dell'estate, adesso, circa una volta al mese vado in calore. Come i cani

Post n°724 pubblicato il 28 Agosto 2019 da Web_London

 


Da qualche tempo mi sta capitando una cosa strana che negli anni passati si presentava solo in primavera e verso la fine dell'estate.
Con il passare degli anni però mi capita più o meno una volta al mese; vado in calore.
Si, si, vado in calore come i cani. ^_^
E quando succede gli ormomi si accendono come mille luci colorate e impazziti rimbalzano da tutte le parti che fermarli un momento e ragionarci  assieme non è una cosa così semplice.
Hanno sempre detto che con il passare degli anni fosse una cosa normale la diminuzione della libido, che "l'appetito" e le normali pulsioni si sarebbero attenuate un pochetto e si sarebbe raggiunta una specie di serena tranquillità, si sarebbe navigati in una sorta di placido mare senza grandi onde e alte maree.
Un tranquillo laghetto di montagna insomma ...
E invece niente di più falso, per me più passa il tempo e più il mare si agita di enormi onde che si rovesciano poderose e prepotenti sugli scogli.
Altro che tranquillo laghetto di montagna, qui sono perennemente in alto mare, una bufera dietro l'altra, mi sento vigoroso come un ragazzo di ventanni con la forza e l'energia di un toro da corrida a cui sventolano davanti agli occhi un drappo rosso sangue che a volte mi par di andare fuori di testa.
Che sia normale andare in calore a cinquantanni suonati?
Non lo so, a me succede e quando succede c'è poco da fare, consumo docce fredde oppure faccio come faceva Celentano in un film di tanti anni fa quando risolveva il problema tagliando montagne di legna.
Ecco, anch'io come lui mi sono messo a fare i lavori più pesanti.
In dieci giorni ho arato e fresato un bel pezzo di terreno, tagliato montagne di alberi e lavorato duro sull'orto fino a consumarmi.
Ma è servito?
Assolutamente no, in cambio adesso ho un orto con la terra già pronta e preparata per l'autunno,
ho un'enorme e splendido giardino tirato a nuovo con l'erba e gli arbusti tagliati che è una vera meraviglia! ^__^
Eh eh, qualcuno potrebbe anche sorridere ma non sarebbe mica una bella cosa eh, ridere di un povero Cristo che a cinquantanni è soppraffatto da pulsioni che dovrebbero già appartenere ai suoi ricordi di trentanni prima.
Anche questi son problemi seri ... oppure no?

Mi pare passata un'eternità dall'ultima volta che ho fatto l'amore, quando è stato poi, me lo ricordo ancora?
Mi pare ci fosse ancora in carica il governo Cip & Ciop, quei due che non hanno mai fatto un'ora di lavoro in vita loro se non quello di farsi eleggere e far tutto il casino che sta succedendo adesso. Si, si, c'erano ancora in carica loro.
Ma allora, quanto tempo è passato?
Mah, se penso alle condizioni in cui mi ritrovo in questo periodo mi pare un'eternità!

Beh, che dire, solo che c'è poco da fare o da ridere, è un bel problema.
Sono in calore.
Come i cani.

Grrrr, ... Bau Bau!

^__^


 
 
 

Notte di luglio feriale, Milano Centrale, un caldo da Dio

Post n°723 pubblicato il 27 Luglio 2019 da Web_London

 


"Alla fine le anime affini si incontrano
perchè hanno lo stesso nascondiglio"

(Robert Brault)

...

Prima conti i secondi,
poi i minuti,
dopo passi alle ore,
scivoli ai giorni, le settimane, i mesi.
Poi, finalmente, smetti.

(dal Web)

...

Cantava un pezzo di qualche anno fa :"Notte di luglio feriale, Milano Centrale, un caldo da Dio"
Non sono a Milano ma oggi dalle mie parti c'è stato il picco, il giorno più caldo e afoso di questa strana e anomala estate.
Al bar, al supemercato e dove lavoro, per ben tre volte ho sentito a dire da qualcuno: "Non vedo l'ora di andare a casa e buttarmi sotto una doccia"
Eh, vero, anch'io avevo lo stesso pensiero, arrivare a casa e mettermi sotto il getto della doccia.
Stasera però il tempo è cambiato, è venuto su vento e i rami delle piante del giardino ondeggiano violentemente. Speriamo bene e che non arrivi la tempesta, io ho già dato.

Ieri sera cena d'estate con i colleghi in un posto sperduto in mezzo alla campagna trevigiana.
Il locale non lo conoscevo, siamo stati da Dio ma io ho mangiato troppo.
Troppe cose buone che era un peccato lasciarle lì, sembrava quasi sentirle chiamarmi ... "Web, mangiami" ... e poi c'era la grigliata e a quella io non so dire mai di no.
Stanotte però, tra quello che ho mangiato e il caldo feroce, non ho dormito un granchè e alle cinque e mezza ero già sveglio a girare per casa.

Nel blog si è rifatto vivo qualche idiota, più o meno sempre il solito, che quando ha una cazzata da dire nel suo profilo viene a trovarmi.
Ormai l'ho inquadrato e gli ho fatto le misure, c'è solo da ignorarlo e lasciarlo alle sue idiozie e ai suoi deliri psicotici.
L'unica cosa che non capisco è che una mia cara amica gli ha dato l'amicizia ed è nella sua lista amici.
"Ma che cazzo ci fai li?" vorrei chiederle, penso che alla prima occasione lo farò, così, più per cuoriosità che per altro, anche se, conoscendola, sono sicuro che si tratti di una svista, non vedo altra spiegazione.

Giornata lunga al lavoro oggi.
Alle otto di stamattina mi sono incontrato con il mio amico Bruno per il nostro solito caffè mattutino. Ultimamente ci vediamo più spesso del solito, ieri è venuta addirittura sua moglie e il caffè l'abbiamo preso tutti e tre insieme.
E' sempre bella sta cosa, ne ho parlato anche qui dentro qualche tempo fa, avere uno spazio tutto nostro al mattino è una cosa che mi piace da morire.
Un messaggio al mattino presto, di solito mentre mi sto facedo la barba, "Ci sei stamattina?", la risposta e se si può ci si trova in centro.
Un caffè, due chiacchiere e poi ognuno va per la sua strada e ai suoi impegni.

In questo momento sto ascoltando il disco di un gruppo di ragazzi usciti da uno dei tanti talent, Maneskin mi pare si chiamino.
Il disco non è niente di che ma c'è un pezzo fatto veramente bene e che sento spesso alla radio.
Son giovani, non sono male, miglioreranno ancora e credo che, se sapranno gestirsi bene, in futuro faranno dele buone cose.

Ho sentito che ci sono stati 150 dispersi in mare tra qui e la Libia e hanno già recuperato dal mare oltre 60 corpi.
Ma ve l'immaginate voi, 150 morti, uno vicino all'altro?
Di sicuro ognuno di loro aveva una sua storia, speranze, sogni e delle persone che gli volevano bene, e adesso è solo un "corpo".
A me il solo pensiero fa orrore e mi piacerebbe tanto sapere come sta cosa qui fa stare Cip & Ciop che quotidianamente si scannano tra di loro pensando ai rubli russi, alla Tav e passano il loro tempo a fare video su Facebook screditandosi l'uno con l'altro.
Ma ci pensate che questi sono dei Ministri della Repubblica italiana?
Mi piacerebbe tanto sapere che effetto ha fatto a loro quei 150 morti in mare, se ci hanno pensato un momento in silenzio oppure se l'unico pensiero che hanno avuto è stato quello di capire come sfruttare al meglio l'occasione per portare acqua al loro mulino.
Che dire, a me viene il vomito.

In questa settimana il mio piccolo uomo è alla "route" con altri scout
Sono cinque giorni che non lo sento, ha il telefono spento, e stanno risalendo il fiume Sile in canoa.
Ed io è da una settimana che con questo pensiero in testa non dormo
Mio Dio in canoa. quando nessuno di loro è mai salito in una canoa, nemmeno a quelle in esposizione alla Decathlon!
Ho chiamato anche sua mamma e nemmeno lei ha notizie.
E' un buon segno comunque, ci fossero dei problemi, il loro capo ci avrebbe già chiamato.
Comunque sia, ogni sera gli mando un messaggio anche ogni giorno vedo che i messaggi non sono stati consegnati.
Non importa, io lo mando lo stesso e quando aprire il cellulare li leggerà tutti in una volta.

Evabbè, s'è fatto tardi ed è ora che questa giornata finisca.

Ola




 
 
 

Quando lasci andare ...

Post n°722 pubblicato il 24 Luglio 2019 da Web_London

 

 

"Quando lasci andare,
crei lo spazio necessario
per far entrare cose migliori nella tua vita.
Non puoi inspirare aria nuova,
fino a quando non espiri quella vecchia"

Trovata in giro

...

E' vero, in questa citazione, chiunque l'abbia fatta, mi ci ritrovo dentro.
In tutte le cose della nostra vita è così.
Non posssiamo contenere l'infinito nè tenere i piedi su dieci scarpe diverse, possiamo solo fare delle scelte, ragionate o no, possiamo fare solo quello.

In questo momento sto ascoltando un pezzo dei Dream Theater nel punto in cui John Petrucci, il chitarrista, parte con l'assolo di chitarra e penso che nemmeno lui può metterci tutto quello che sa in quel minuto di virtuosismo.
Fa delle scelte, toglie qualcosa per dar risalto a qualcos'altro.
Non potrebbe far tutto, qualcosa deve togliere per metterci dentro altro.

Che c'entra? Boh, non lo so se l'esempio è azzeccato ma quando ascolto come tratta lui la chitarra e cosa riesce a fare non ragiono più.
Evabbè, oggi è caldo, tanto caldo, ed è stata una lunga giornata.
Per fortuna che le A-Share asiatiche a Shenzhen sono salite e mi hanno rallegrato la giornata.

L'altro giorno è stato il compleanno di una mia amica che praticamente non vedo da anni. Le ho mandato gli auguri. Verso l'ora di pranzo mi ha chiamato per ringraziarmi.
"Grazie per gli auguri Web"
"Di niente, figurati"
"Lo sai che ti vedo quasi ogni giorno vicino a dove lavori?"
"Ma dai, ma lavori anche te in zona?"
"Si, io sono dietro le poste"
"Non lo sapevo"
"Ti vedo sempre incravattato e ingiacchettato"
"Avvicinati per un saluto se mi vedi, io non me ne sono mai accorto"
"Sei sempre con i tuoi colleghi"
"Avvicinati pure che ti offro un caffè al volo"

La telefonata per me era finita lì fino a quando mi dice una cosa a cui lì per lì non ci faccio caso se non dopo che la telefonata è finita.
"Lo sai che potrei esserti utile, nel mio lavoro ho molti contatti importanti e qualcuno potrebbe anche interessarti"
"Ma dai, bene, allora quando beviamo il caffè ne parliamo un momento"

Bene, e chi se lo immaginava che da un semplice augurio di buon compleanno potesse venir fuori anche un'opportunità professionale?
Io no di certo, con sto caldo poi!

Oggi mi è piaciuto un appuntamento con una persona
Verso le nove è arrivato un uomo, un giovane rampante sui 40 anni che assomiglia in modo incredibile a Cristiano Ronaldo.
Sul serio eh, se si leccasse un po' di più i capelli, si sbiancasse i denti e si abbronzasse il viso sarebbe lui, identico e sputato.
Quando è entrato nel mio ufficio era baldanzoso e allegro, quando è uscito lo stesso ma nel durante non lo so, temo di no.
Appena seduto gli ho detto serio: "Senti, io e te dobbiamo parlare su sta cosa che vuoi fare, ci penso da ieri e non sono molto d'accordo sul modo"
"Perchè no?"
"Mi ascolti un momento"
"Si"
"Senti qua, io farei così ...."

Alla fine è andata bene, più che bene.

Per il resto, caldo, torrido, talmente umido che i vestiti mi si appiccicano alla pelle.

A pranzo ho preso un panino, topolini li chiama il barista, ma ad essere sincero mi sto stufando anche di quelli.
Ogni tanto cambio, ma poi mi rendo conto che in questo perioso "i topolini" son comodi e veloci, il bar è sotto di me e in dieci minuti, caffè compreso, me la cavo.

Ogni giorno c'è qualcuno che mi chiede dove vado in ferie e io non so che rispondere.
Non lo so, come sempre, o quasi, lo deciderò all'ultimo minuto e intanto nemmeno ci penso. Ho ancora delle cose aperte e fin che non le chiudo non se ne parla proprio.
Ad Agosto, ho
per due settimane il mio piccolo uomo con me e abbiamo già un programma ben definito, ma per il resto non ci penso ancora.
Dovessi scegliere, non avrei dubbi, un posto al fresco, dove c'è acqua, aria buona e la temperatura è sotto i 30 gradi.
Facciamo sotto i 25,  meglio, tanto per star sicuri.

Un paio di settimane fa qui è venuta giù la grandine. E' seconda volta quest'anno.
La prima volta mi ha mezzo distrutto il giardino e l'orto, quella di qualche giorno fa ha (s)terminato il lavoro.
Tutto distrutto, una tettoia nuova di zecca ridotta ad un colabrodo come fosse stata sotto una raffica di un mitra, l'orto, beh, a quello non ci voglio nemmeno pensare
Tutto distrutto, i pomodori sparsi in giro, i cetrioli quasi sradicati e i giovani meloni squarati a metà da chicchi di grandine grandi come limoni.
Tutto il lavoro, tutto il tempo dedicato e poi in dieci minuti tutto distrutto.
Sembra quasi una metafora della vita, fai una fatica boia a costruire qualche cosa e poi succede qualcosa di imprevisto e ti viene portato via in un lampo.

Pensavo di consolarmi con la politica ma da quel che vedo abbiamo raggiunto un limite oramai insopportabile per chiunque. Credo che questo sia il peggior governo e la peggior classe dirigente che abbiamo mai avuto da che ho memoria.
L'ncompetenza e la cialtronaggine al potere, evviva!
Meglio allora cambiare discorso che altrimenti mi deprimo peggio che per l'orto e la tettoia distrutta, meglio va!

Farnetico lo so, forse è il caldo, a me da alla testa, dico quel che mi passa per la testa senza pensarci più di tanto.
Non che sia una brutta cosa, anzi, ma a volte dovrei contare fino a dieci prima di aprire bocca
Come l'altro giorno, stavo andando a fare una fotocopia quando incontro una mia collega, una di quelle super riservate che non danno mai spazio alle confidenze, specialmente nella loro vita privata, privatissima
Era mattna presto e le ho detto: "Ciao e buongiorno"
"Ciao Web"
"In che stato d'animo sei oggi?"
"Perfetto"
"Perfetto? Come mai?"
"Così"

A quel punto, senza pensarci, mi è uscito dalla bocca:
"Hai fatto l'amore?"

Apriti cielo, si è tutta irrigidita, mi ha prima fissato sgranando gli occhi epoi l suo viso non sapeva più da che parte guardare e mi sono accorto che stava pensando a una rispostaccia, tipo che pensassi ai cazzi miei e che non mi permettessi più di farle una domanda del genere.
Invece, inaspettatamente, si è limitata a dire: "ma perchè Web, se uno sta bene è solo perché ha fatto l'amore?"
Non ho replicato, ho pensato allo scampato pericolo di una mega scenata e mi sono reso conto anche di un'altra cosa, di sicuro non aveva fatto l'amore!

Evabbè, è confermato, sto farneticando ed è meglio che mi fermi qui

Ola




 
 
 

E per quel che mi riguarda, le donne venute su così mi fanno letteralmente andare fuori di testa!

Post n°721 pubblicato il 23 Luglio 2019 da Web_London

 

 

Una delle ultime volte che ci siamo sentiti lei era in auto:
"Sei in auto?"
"Si, sto tornando dal lavoro"
"A quest'ora? Sarai stanca!"
(dal lavoro alle nove di sera?!?!)
"Sono stufa da morire ma devo sbrigarmi perchè stasera c'è il giro di degustazione e sono già in ritardo"
"Lascia perdere, resta a casa a riposarti che domani fa presto ad arrivare"
"Scherzi vero, sono arrivate le due amiche da Como che ho conosciuto l'anno scorso e mi stanno aspettando in albergo per andarci con loro"
(fosse per me, così come come sono arrivate ... ^__^)
"A quest'ora? Brava, io sto quasi andando a letto e tu ancora in piena attività!"
"Mi aspettano Web, dormirò un'altra volta"
"Guarda che si muore se non si dorme"
(beh, io provo sempre a buttarla sul tragico ... ^_^)
"E che ci posso fare, sono arrivate da Como apposta per questa iniziativa"
"Tu sei fuori, poi non dire che non ti ho avvertito"
"Notte Web ..."
(che voglia farmi star zitto?)
"Si, si, "Notte Web" un corno ..."
"Non brontolare sempre"
"Evabbè, notte ..."

...

Lei piace alle donne.
Molto.
Nel suo profilo Facebook la commentano sempre molte donne, basta metta una foto o due righe e arrivano decine di commenti e i "mi piace" non si contano.
Ha dell'incredibile, ogni foto e ogni post che pubblica è sempre seguitissimo e molto commentato, soprattutto da donne.
Eh, le donne, conosco uomini che darebbero una mano, e forse non solo, per riuscire a catalizzare su di loro un decimo di tutte queste donne.
Lo si vede anche qui su Libero, narcisi come foche e bramosi di ogni attenzione, pagherebbero oro per sentirsi al centro dell'attenzione di una donna, figurarsi se sono più di una.
Tornando a noi, ho sempre pensato che quella donna abbia un dono, è
cercata dalle donne e si fidano di lei.
Sembra che in qualche modo si riconoscano e condividano lo spirito con cui attraversa i suoi giorni e di come lei sappia cogliere "il mondo" con i suoi occhi.
E' contagiosa quasi fosse un virus.

Ero con lei una sera di qualche anno fa in cui dalla parte opposta dell'Italia un'amica di vecchia data la chiamò per raccontarle le sue angosce.
Alla fine di una telefonata fiume si era già attivata e messa d'accordo per ospitarla e accoglierla nella sua casa un fine settimana.
Un'altra volta il comportamento di un'amica comune la portò vicino a una rottura.
All'epoca fui spettatore del suo cercare una soluzione che andasse bene per tutti pur rimettendoci del suo per salvare il rapporto quando sarebbe stato molto più facile buttare in aria il tavolo e mandare a fanculo l'amica senza pensarci due volte.
In quella particolare circostanza io l'avrei fatto, credo.

Piace agli uomini anche se in cuor suo non ne è mai stata consapevole e di certo non lo pensa.
Il suo rapportarsi a loro non è mai ambiguo, non gioca sul filo della seduzione tra risatine sceme e pose plastiche stile "femme fatale", non si liscia il pelo per piacere a loro.
Lei semplicemente piace.
Piace per come è, per la sua testolina e per quel suo particolare modo di fare, un misto di colorata "folle follia" e pragmatismo veneto, diretto come un fulmine che ti cade addosso e lo senti solo dopo che è arrivato.
Sarà forse il suo carattere, forse per il suo lavoro che non da spazio e corda a certe scemenze o forse perché lei è venuta su così.
Qualche tempo fa la prendevo in giro su questo e quando mi raccontava qualche sua giornata le dicevo: "Guarda che sono un uomo e so cosa pensano gli uomini su certe cose"
Ma lei non ci ha mai fatto più di tanto caso e non ha mai seriamente considerato le mie parole.
(sai che novità, se è per questo lei non mi ha mai ascoltato su niente ... ^_^)
Se poi per caso succedeva che qualche uomo si azzardasse a invadere il suo mondo privato e lei percepisse da distante che nella sua testa gli passasse questo pensiero: "A questa qua, due paroline intelligenti, una frase giusta buttata lì, due giochetti con le parole, un paio di complimenti, una cena come si deve e me la porto a letto che nemmeno se ne accorge!", ... beh, se da lontano fiutava questo, mio Dio!, era sufficente il suo sguardo
da gatta selvatica venuta su a modo suo per ardere vivo il manzo di turno che avesse fatto quel pensiero. E se tu eri pronto, sveglio e svelto da capire bene, altrimentiti ritrovavi a raccogliere in giro quel che restava di te.

Quella donna tiene però un meraviglioso "mondo dentro".
Dura e nello stesso momento fragilissima, arrossisce come una ragazzina se qualcuno le fa un complimento sincero.
Ho visto uomini farle il baciamano buttando furtivamente l'occhio al suo seno, quel tanto che bastava da metterla così in imbarazzo da non saper più che pesci pigliare.
Ricordo che ad una cena, un uomo insisteva a chiederle se i capelli fossero davvero suoi o se fossero delle "extension"
Quando ha capito che i capelli erano veri e non posticci non ha più smesso di toglierle gli occhi da dosso.
Lei sorrideva con un filo di imbarazzo, io, invece, ero divertito a gustarmi la scena.
Comunque sia,
se lei avesse avuto un altro stile, un modo di fare, diverso, se solo lei fosse stata diversa, di uomini a caccia disposti a stare in coda per farsi bruciare vivi da lei ce ne sarebbero stati tanti .
Ma lei così non è e presumo che non lo sia mai stata.
Credo che nessuno degli uomini che la conosce si sia mai permesso di rivolgersi a lei considerandola come il piacevole intermezzo tra una cena e la dormita successiva.
E penso sia anche per questo che dagli uomini che incontra viene sempre trattata con rispetto, quasi con un senso di inaccessibilità.
Poi magari i pensieri loro li fanno lo stesso ma non si azzarderebbero mai a prendersi un millimetro in più di quello che lei è disposta a concedere.

E per quel che mi riguarda, le donne venute su così mi fanno letteralmente andare fuori di testa!

 
 
 

Dicono sia ordinata e perfettina, insomma, se fosse una donna sarebbe una di quelle noiose e pedanti a non finire

Post n°720 pubblicato il 09 Luglio 2019 da Web_London



Stasera sopra la mia casa si è scatenato il finimondo, grandine, così tanta da imbiancare il giardino, vento da piegare in due gli alberi e poi pioggia, tantissima pioggia.
E pensare che verso sera avevo legato per bene le piante di pomodoro e innaffiato meloni e cetrioli, non oso immaginare in che condizione troverò le povere piante domani mattina, nemmeno ci penso, un mese per starci dietro e poi in mezzora va tutto a farsi benedire.
Speriamo nella clemenza del destino, va ...

Nella via in cui abito hanno ridato la luce da pochi minuti e finalmente posso muovermi per casa senza rischiare gli stinchi.
Fra un po' andrò a letto.
Sono stanco e i prossimi due giorni saranno campali.
Domani partirò per due giorni in Svizzera, a Zurigo.
Il mese scorso sono stato invitato a partecipare a degli incontri presso una Banca di Investimento e la prima cosa che ho pensato quando mi è arrivato l'invito è che fosse una bella occasione da non perdere.
A parte prenotare il parcheggio all'aeroporto, io non ho dovuto far nulla, come bravi svizzeri, ordinati ed efficenti, hanno fatto tutto loro, il volo, l'albergo, il ristorante e perfino l'aperitivo prima di cena. Inutile dire che non mi è parso vero, di solito queste cose me le devo far da solo e aver una volta tanto trovato tutto pronto è davvero una bella comodità.
Hanno perfino creato una chat dedicata all'evento con cui ogni tanto arriva qualche preciso avviso organizzativo. Eh, son fatti così, forse sarebbe da stupirsi se non l'avessero fatto.
Saremo in tutto una ventina di colleghi provenienti da tutta Italia e sinceramente, a parte uno, non ne conosco nessuno.
Mi ha fatto ridere quando nella mail dell'invito c'era specificato perfino il "dress code", in pratica il tipo di abbigliamento da portare.
"Business casual" c'era scritto e confesso che da una settimana a questa parte domando ad ogni collega che incontro cosa intenda lui per "Business Casual"
Ho scoperto che nessuno lo sa con precisione e che ognuno ha un'idea tutta sua di cosa realmente significhi.
"Sbragato ma figo" mi ha detto uno, ... "Giacca e pantalone abbinati ma senza cravatta" mi ha detto un altro, ... "Pantaloni sportivi (no jeans) e camicia elegante" un altro, e così via che se dovessi dar retta a tutti dovrei portarmi dietro dieci valigie per poi decidere cosa mettere.

Alla fine ho deciso per una cosa semplice anche se, per sicurezza, venisse fuori che invece bisogna essere formali, ho deciso di infilare in fondo alla valigia una camicia bianca e due cravatte, che non si sa mai.

Ho voglia di andarci, si, mi piace la cosa anche se assentarmi per due giorni dal lavoro in questo periodo è un po' problematico.
Evabbè, e che mai può succedere, casomai ci sono sempre i telefoni ...
Dicono che la Svizzera sia molto pulita, ordinata, perfettina, insomma, l'idea che mi sono fatto io è quella che se fosse una donna sarebbe una di quelle donne noiose, pedanti a non finire e organizzate come un'agenda. Ma va bene lo stesso dai, mi attira l'idea di passare un paio di giorni in questa situazione che ci hanno creato attorno, la voglio vivere tutta d'un fiato, dal momento in cui lascio l'auto al parcheggio all'aeroporto al momento in cui la ritirerò fra due giorni.

Sento che smesso di piovere, nel frattempo in cui scrivo hanno tolto e ridato la luce due volte, speriamo adesso sia la volta buona

Ci si sente

Ola


 

 
 
 

Era fatta a modo suo e più le dicevano di star attenta al lupo, più lei si spingeva nel bosco.

Post n°719 pubblicato il 07 Luglio 2019 da Web_London

 

 

Era una donna strana.
Magnetica e imprevedibile, ma soprattutto molto strana.

La conobbi in un altro tempo e in un altro luogo, nel tempo delle paure e dei rimorsi. Erano giorni scuri e l'ombra di un senso di colpa faticava a sciogliersi ed era ancora lì, scura e buia come una strada di notte senza luci.

Lei fu una sorpresa improvvisa. Io cercavo solo una luce nel cielo che mi desse l'orientamento, solo un leggero filo di vento che mi accarezzasse e mi spingesse un po' in là, niente di più, per me sarebbe già stato più che sufficente.
Invece arrivò lei, la tempesta perfetta, un tornado, uno di quelli che se se riesce a prenderti ti trascina in posti a te sconosciuti, ti fa andare su e un minuto dopo ti sbatte verso terra per riprenderti beffarda un momento prima di sbatterci la testa.

Io ci caddi dentro con tutte le scarpe e ne venni segnato nella carne e nel cuore.
Prima di allora non avevo mai conosciuto una donna così.
Che sia stata una fortuna o la più grande sfiga che mi potesse mai capitare io questo ancora non lo so, ricordo solo che mi ritrovai gettato con i vestiti ancora adddosso nell'acqua profonda dove non si tocca e se non vuoi affondare devi cavartela da solo inventandoti qualche cosa per restare con il naso sopra il filo dell'acqua.

Con lei non c'era niente da fare, era fatta a modo suo e più le dicevano di stare attenta al lupo più lei si spingeva nel bosco.
Si spingeva sempre un metro più in là del necessario e non c'era verso di fermarla.
Non si fermava mai anche quando fermarsi sarebbe stata l'unica cosa da fare per salvarsi la pelle.
Per quanto le dicessero le cose, non ascoltava e faceva sempre di testa sua
Non ascoltava mai
Soprattutto me.

E mi faceva arrabbiare, molto.
Moltissimo.


 

 

 
 
 

"Qui c'è qualcuno che va in giro spacciandosi per «la mia Fidanzata» e io voglio sapere chi è!

Post n°718 pubblicato il 01 Luglio 2019 da Web_London

 

Nei giorni scorsi, passando per la zona commerciale di Marcon, all'improvviso mi è tornato in mente questo post.

Che dire, quando ricordo l'episodio mi viene ancora da ridere ...

...

"Qui c'è qualcuno che va in giro spacciandosi per «la mia Fidanzata» e io voglio sapere chi è!"

 

"Qui, dalle mie parti, c'è qualcuno che va in giro spacciandosi per
«la mia Fidanzata» e io voglio sapere chi è!"

Sono appena arrivato a casa e mi viene ancora da ridere
Oggi pomeriggio ero in un paese dalle mie parti con più centri commerciali che abitanti e tornavo da un appuntamento di lavoro.
Stavo passando davanti il Carrefour e vedo che di fronte c'è un grande negozio dove negli anni ho preso diverse camicie.
"Sconti fino al 90%" annunciava un grande cartello messo in bella vista
"Ottimo, adesso mi fermo e vedo un po' se c'è da fare qualche buon affare" ho pensato
Accorgendomi del cartello troppo tardi decido di girarmi con l'auto e tornare indietro
Entro in una stradina poco più in là per tornare indietro e noto un negozio con un'insegna impronunciabile
"E che è sta roba?" penso tra me
A me ste cose incuriosiscono sempre
Avendo qualche minuto di tempo, decido di parcheggiare l'auto e di farci un salto veloce.
Entro e mi trovo dentro un posto che non so definire subito. E' pieno di cose per la casa, mobili, letti, lenzuola, cose così
Oltre a questo c'è tutta una serie di oggetti curiosi.
Bello e curioso, niente da dire
Gironzolo un po' in giro e l'occhio mi va sull'ultima passione del mio ometto, le lampade solari da giardino, quelle che durante il giorno si caricano con un piccolo pannellino solare e alla notte si illuminano
L'anno scorso ne abbiamo prese un po', costano una sciocchezza, e devo dire che un certo effetto lo fanno.
Non illuminano granché ma quel tanto che basta per avere dei punti luce in giardino
Alcuni mi hanno detto che fanno "l'effetto cimitero" ma tantè, a me piacciono e piacciono anche al mio ometto.
Le avevo già viste in qualche casa e ultimamente me ne sono state regalate qualcuna.
Alcune enormi, di un mio cugino che voleva liberarsene, altre più piccoline e colorate.
Beh, insomma, nello scaffale vedo queste lampadine e ne prendo due confezioni pensando che appena avrò con me il mio ometto le attaccheremo nel giardino assieme alle altre
E fin qui, niente di che.
Prendo le due scatole e vado alla cassa per pagare.

Alla cassa ci sono due commesse, una giovane ed una più o meno della mia età con lunghi capelli neri.
"Buongiorno" mi fa quella più grande girandosi verso di me
La guardo e mi sembra di riconoscerla
(è lei? ... massì, sembra proprio lei)
Le guardo gli occhi e non ho dubbi, è Annalisa, una donna che mi era stata presentata anni fa e che, da allora, non avevo più rivisto in giro
E' lei, io non mi sbaglio mai, anche se è cambiata, quando guardo gli occhi di una persona la riconosco subito
Venendo verso di me noto la targhetta attaccata alla divisa con su scritto: "Annalisa"
Bingo!! E' lei!
"Ciao" le dico quando è davanti a me, "sei Annalisa?"
Mi guarda e sembra riconoscermi anche se l'impressione che ho è che non ricordi nè quando e nè come ci siamo conosciuti.
E' normale, in fin dei conti abbiamo chiacchierato insieme per qualche minuto anni fa.
"Mi pare di conoscerti" mi dice guardandomi meglio
"Ciao, io sono Web!" le dico dandole la mano
"Ah si, è vero, come stai?" risponde lei stringendomi la mano
"Bene"
"Da quanto lavori qui?"
"Da sei anni ormai"

"Pensavo che lavorassi in un negozio di mobili"
"Qui ci sono mobili"
"Si, certo"
(Vabbè ...)

"La nipotina come sta?" le chiedo, ricordando che all'epoca aveva una nipote piccolina
"Bene, bene, da poco ne è nata anche un'altra"
Le do le due confezioni di lucette e prima di batterle alla cassa si volta verso di me, mi guarda e mi dice:
"E' stata qui la tua fidanzata"
(Eh ????? la mia "cosa??")
"e ha detto che saresti passato a prenderle"
LA MIA FIDANZATA???? ... e avrebbe pure detto che «sarei passato a prenderle?!?!?»
Giuro, ha detto proprio così!
"E che é, una candid camera?" ho pensato io
Sono entrato qui dentro per caso e fino a dieci minuti fa questo posto nemmeno sapevo che esistesse ... ma son robe da matti ...
La guardo e sinceramente non so che dirle
"Oddio Annalisa, non credo proprio sai" mi limito a rispondere
(e che cosa volete che le dica?)
Lei ci pensa un momento e sembra accorgersi di aver detto una cavolata
"Scusami, mi sono sbagliata!"
(non ha però l'aria convinta di essersi sbagliata ...)

Comincia a battere lo scontrino e inserisce il bancomat
"Ti sei fatta nera" le dico osservandolei capelli e cercando di cambiare discorso
"Si, tu forse mi ricordavi un po' più chiara"
"Si, in effetti ..."

Mette le due scatole in una borsa e ci salutiamo con una stretta di mano
"Ciao"
"Ciao"

Esco dal negozio, salgo in auto e a quel punto penso a quello che mi ha detto poco prima:
"E' passata la tua fidanzata e ha detto che saresti passato a prenderle"
Mi veniva da ridere pensando a questa cosa
Annalisa, comunque, non sembrava molto convinta di aver detto una cavolata, mah, e se poi ci fosse davvero una donna misteriosa che va in giro spacciandosi per la mia fidanzata?
Potrebbe scegliere di meglio e poi, al limite, potrebbe anche farsi riconoscere, così, tanto per sapere com'è fatta ed eventualmente poterle domandarle che cosa ha combinato di così grave per avere una croce così grande da andare in giro facendosi passare per la mia fidanzata.
Ma poi, a ripensarci meglio, se fosse una donna simpatica e che non lascia debiti in giro, che male c'è, non sarebbe poi una cosa così tanto grave.
Certo, un po' imbarazzante magari, ma può succedere di peggio nella vita.

Sarebbe invece MOLTO, ma MOLTO più grave se un giorno, entrando in un negozio in cui non ho mai messo piede in vita mia, qualcuno mi dicesse:
"Ehi Web, ieri è passata la tua fidanzata, ha comprato un sacco di bella roba e ... HA DETTO CHE AVRESTI PAGATO TUTTO TE!!"

Ecco, si, senza ombra di dubbio, questo sarebbe MOLTO peggio, no?



 

 
 
 

Una donna tanto cattiva anzi no, una vera carogna

Post n°717 pubblicato il 20 Giugno 2019 da Web_London



Giugno 2019

ora di pranzo,
dentro un bar del centro

...

Qualche giorno fa sono restato sconvolto da una storia che Daniela, una mia amica, mi ha raccontato.
Ricordo ancora le parole che mi disse alla fine del suo racconto: "Si, lo confesso Web, sono stata un po' cattiva"
"Un po' cattiva? Nonono, tu non sei stata solo un po' cattiva, tu sei stata una vera carogna!"
"E' vero, lo so"

Ho incontrato Daniela all'ora di pranzo più o meno dove lavoro io.
Avevo appena finito il panino e stavo prendendo un caffè pensando al pomeriggio che mi aspettava da li a poco.
"Ciao Web" mi sento dire alle spalle
"Daniela!!"
"Ciao"
"Bella donna, come andiamo?"
"Bene"

Ci salutiamo, scambiamo due parole e poi le chiedo: "Come va con il tipo che abita dalle tue parti?"
"Lui? Non lo so, non l'ho più sentito dopo quello che gli ho fatto, mi ha anche bloccato al telefono, su WhatsApp e su Facebook"
"Come mai?"
le chiedo immaginando cosa potesse avergli fatto di così grave per essere bloccarla dappertutto.
E così, Daniela mi racconta una storia che a ripensarci ha davvero dell'allucinante e che se qualcuno me la raccontasse farei tanta fatica a crederci.
Ma so che è vera perché conosco bene Daniela e so che lei può arrivare anche a questi eccessi.

Fino a qualche tempo fa, Daniela frequentava un tipo di qualche anno più grande di lei, uscito da poco da una convivenza di dieci anni.
Si vedono, si frequentano e un po' alla volta lui trasferisce armi e bagagli a casa sua.
Lui non ha una casa sua, di base abita con i suoi genitori ma quando comincia a frequentare una donna dopo poco si trasferisce da lei.

Daniela e il tipo continuano a frequentarsi e un po' alla volta lui arriva a dirle che la ama. Lei è contenta, è in un momento della vita che vorrebbe tanto fermarsi, costruire qualcosa insieme a una persona fissa e uscire dalla girandola di uomini che durano si e no una mezzora.
Questo tipo le piace.
Ma Daniela è anche un animo libero e irrequieto, se non è stimolata si stanca facilmente delle cose e anche delle persone.
Non è di facile carattere, diciamo che stare insieme con lei può essere impegnativo per chiunque.
Ad un certo punto lui chiede una pausa, la famosa pausa di riflessione, e si lasciano pur restando in contatto e vedendosi ogni tanto a casa di Daniela per fare l'amore.
Un giorno, il tipo dice a Daniela che si è rimesso con la sua ex, quella con la quale aveva avuto una convivenza di dieci anni e le dice che da qualche giorno ci è pure andato a convivere.
Lei è delusa e furiosa, non immaginava che trasferirsi subito dall'ex rientrasse nella sua "pausa di riflessione" anzi, era convinta che dopo essersi lasciati lui si fosse ri-trasferito dai suoi genitori.
Le racconta che comunque la sua ex non è come lei, che lui ama ancora lei, che anche se ci è andato a convivere lui pensa ancora a lei, le racconta un sacco di cose, non ultime di quanto a letto la sua ex sia diversa da lei e non gli faccia tutte le cose che lei gli fa
(giuro, mi ha detto proprio cosi!)
Intanto lui, il tipo, va a letto sia con la sua ex da cui si è traferito e ci va anche con Daniela con cui si è lasciato ma con cui ogni tanto si vede ancora.

Per Daniela è tutto questo era già troppo e così la sua testolina si è messa in moto fino a partorire la cosa peggiore che poteva venirle in mente.
"Lui ha detto che io gli faccio cose diverse dalla sua ex? Bene Web, lo sai che cosa ho fatto? Una sera è venuto a casa mia e mentre era in cucina ho acceso di nascosto il registratore del mio telefonino e l'ho messo in camera da letto, sopra il comodino.
Sono tornata in cucina, l'ho portato in camera con me e gli ho fatto tutto quello che in vita sua non ha mai nemmeno immaginato esistesse!
Web, l'ho fatto impazzire mentre il telefonino registrava tutto.
Quando poi si è messo a dormire mi sono alzata, ho cercato
sul suo telefonino il numero dalla ex, di cui conoscevo il nome, e gli ho mandato la registrazione di tutto quello che era successo, scrivendole anche tutto quello che lui mi ha raccontato di lei, di quello che faceva con lei a letto e delle cose che lei non faceva ma faceva con me.
Le ho scritto che ascoltasse la registrazione di come lui godeva delle cose che stavamo facendo"

"MIO DIO DANIELA !!! Sei stata una carogna!"
"Lo so Web, sono stata un po' cattiva!
"Nonono, tu non sei stata solo un po' cattiva, tu sei stata una vera carogna!"
"E' vero, lo so"
"E poi, com'è andata a finire?"
"Mi hanno detto che lei l'ha cacciato di casa ma io non so niente, mi ha bloccato su tutto, telefono Facebook, WhatsApp, tutto"
"E ci credo Daniela, è il minimo che potesse fare!!! Ma ti rendi conto!!!"

In questi giorni Daniela si sta vedendo con un altro tipo più giovane di lei. Non sa stare sola, è una donna inquieta, particolare, con le foto che pubblica su Facebook poi, attira gli uomini come il miele attira le mosche e ne ha sempre tre/quattro a disposizione pronti a far pazzie per lei.

Ma spedire quella registrazione all'ex con la quale il tipo si era rimesso insieme è stata una vera carognata.
Parlandoci assieme, credo che in fondo si sia accorta anche lei di aver superato quel limite invisibile che non si può e non si deve mai superare.
Anche se, conoscendola un po', se le ricapitasse una situazione simile, non sono poi così tanto sicuro che non rifarebbe ancora una cosa del genere.
Anzi, a pensarci meglio, che non le venga mai più in mente di rifarlo, la mano sul fuoco io di sicuro non ce la metto.

 
 
 

Il fantasma di Mark Caltagirone al Festival degli orrori

Post n°716 pubblicato il 30 Maggio 2019 da Web_London

 


Ma voi, in tutta sincerità, credete veramente a quello che le tre ex amiche e ora acerrime nemiche hanno raccontato?
Spero di no, sarebbe un insulto a qualsiasi forma di intelligenza.

Ieri sera mi è capitato di vedere su Canale 5 la trasmissione "Non è la d'Urso"
Avevo seguito la televovela del fantomatico matrimonio della soubrette sarda con l'uomo perfetto Mark Caltagirone e mi ero già fatto una mezza idea, ma ieri sera non c'è stato fine al peggio, ogni nuova rivelazioni era un orrore maggiore di quello che l'aveva preceduto, mio Dio non sapevo che si potessero raggiungere livelli così infimi pur di far parlare di sè.

Ma vi rendete conto in che razza di ginepraio si sono cacciate le tre signore?
Secondo me, inventando sta cosa si erano anche convinte di saperla gestire e non hanno pensato che la gente non è scema e c'è chi, se sente odore di bruciato, non se la mette via ma va a scavare fino in fondo. E così, un po' alla volta, il castello di carta è diventato troppo grande e fragile e alla fine "PATAPAM!" si è sfracellato a terra lasciandole nude, coperte solamente dalle loro menzogne.

E con che ferocia sono state attaccate dagli ospiti della D'Urso in studio!
Mangiate vive, ossa compreso senza lasciare niente per terra.
Si sono scagliate contro la soubrette sarda che fino a poco tempo fa aparteneva al loro mondo e contro le sue manager un po' come succede tra gli squali, se uno è in difficoltà lo fanno a brandelli e se se lo sbranano vivo.
Morte tua, vita mia.

E poi la storia del matrimonio fantasma, di chi ha confessato tra le lacrime di aver avuto una storia durata di dieci anni senza aver mai visto il fidanzato, averci parlato asssieme, senza averlo mai toccato, baciato, addirittura, ripeto, confessando di non averlo mai visto!
Ma chi ci crede?
Ma siccome oggi la cronaca ci porta spesso a episodi di qualcuno che si innamora online di qualcun altro che non esiste e che poi chiede dei soldi, ho avuto la netta sensazione che una di quelle signorine in questione abbia voluto mettersi in quella categoria lì pur di salvarsi da una vergogna molto maggiore e dal disonore di aver inventato tutto
Molto meglio cercare di passare per una donna ingenua che essere considerata un'abile bugiarda.
E poi, solo per qualche pianterello e per essersi buttata per terra disperata a telecamere accese, noi dovremmo commuoverci e diventare tutti compassionevoli?
Ma per piacere, non abbiamo ancora l'anello al naso!

Avete visto, la settimana scorsa era disperata ad un passo da baratro mentre ieri sera aggressiva e senza ombra di vergogna e di pentimento.
In una settimana sembra sia tutto dimenticato, non c'era più un filo di vergogna nel suo viso ma la stessa arroganza di
poche settimane fa quando difendeva, mentendo spudoratamente, come lei ha ammesso, la sua assistita, la ormai ex soubrette sarda.
Lo confesso, mi sono imbarazzato per loro
Ci dovevano pensare prima oppure saper recitare meglio perchè io credo che nessuno dotato di un minimo buonsenso può averci creduto
Con chi mente a questi livelli poi, niente pietà, si deve andare fino in fondo e sbugiardarle da farle restare in carne viva.
Non si può prendere per il culo milioni che persone che, volenti o nolenti, hanno seguito la tua storia e all'inizio ci hanno pure creduto.
Non va bene se sei una persona qualunque che se ne sta per i cazzi suoi, peggio ancora se sei un personaggio più o meno pubblico e vivi con i denari che spendono le persone per venirti a vedere oppure se di queste persone sei la manager.
Ci vuole serietà e rispetto.

Ma poi, le storie dei due bambini, di quel ragazzino che doveva registrare i vocali facendo la voce rotta perchè, così gli avevano detto, doveva interpretare un bambino colpito da tumore, Signore Santo, ci rendiamo conto a che livello si è arrivati?
Per cosa poi?

Ascoltare l'ex soubrette raccontare con gli occhi tasognanti e luccicanti di quanto era bello accompagnare a scuola i bambini dati in affidamento al fidanzato, che le raccontavano tante belle cose e di quanto era bello essere mamma per poi scoprire che non esisteva nè il fidanzato e men che meno i bambini, vi è sembrato normale?
E' normale tutto questo?

Adesso che siamo arrivati altriste epilogo di questa brutta storia e si stanno scannando tra di loro facendo la fortuna dei programmi che le ospitano, io proporrei di metterle dentro un ring in maglietta e calconcini e vediamo cosa succede, sarebbe uno spettacolo, altro che ascolti da Finale di Champion, farebbero davvero il botto!

Che tristezza gente, un finale di carriera inglorioso di una soubrette di secondo piano che non passerà certo alla storia per i suoi presunti talenti ma per la più grande figura di merda in diretta Tv degli ultimi ventanni.




 

 
 
 

Web, c'è un tempo per ogni cosa

Post n°715 pubblicato il 23 Maggio 2019 da Web_London

 


"A volte penso che forse lei cercasse
solamente l'uomo giusto, solo quello.
In fondo, giusti lo sembriamo tutti quando siamo all'inizio di una storia.
Ma tu non puoi essere la tempesta per chi non ha un cielo,
e prima te ne accorgi, prima te ne vai e non ci perdi tempo"

...

Spesso mi sento dire: "Web, c'è un tempo per ogni cosa"
E chi o dice?
Forse che ogni momento della vita abbia bisogno del suo tempo per maturare, compiersi e per trovare la sua giusta dimensione?
Può darsi, se visto in questa prospettiva mi può anche andar bene.
Un po' come la frutta di stagione, c'è il tempo delle mele, delle pere, delle fragole e delle ciliegie.
Oggi però siamo tutti globalizzati e se vuoi le ciliegie a dicembre le trovi in qualunque supermercato e ti costano pure un botto.
Non sono la stessa cosa di quelle di giugno ma se hai una voglia improvvisa di ciliegie ci sono.
E allora, come la mettiamo con: "C'è un tempo per ogni cosa?"

C'è davvero sempre "un" tempo per ogni cosa?
O che forse ci può essere "sempre" un tempo per tutto se lasciamo che le cose trovino il loro giusto senso con calma e senza fretta?
Nell'amicizia si può forse affermare: "c'è un tempo per ogni cosa"?
E nell'amore, già, e nell'amore?
Nella vita?
Io non lo credo.

Ho visto amicizie nascere, crescere, prendere slancio e diventare forti e salde quando ormai le premesse non c'erano più ed il passato sembrava averci messo un macigno sopra.
Ho altresi visto amori spettacolari nascere nell'autunno della vita e andare avanti come treni in corsa quando a quell'età la maggior parte degli uomini e delle donne pensa solo ad arrivare a sera ancora vivi.
E mi è capitato di vedere anche degli amori fare dei giri immensi per poi ritrovarsi quando il "tempo per ogni cosa" sembrava aver esaurito il sentimento e chiuso la partita con i giocatori già ritornati a cambiarsi negli spogliatoi e ogni porta sembrava chiusa con una serratura a doppia mandata.
Qual è allora la differenza?
Qual è quella "differenza che fa la differenza" e fa si che le cose succedano al di là del "c'è un tempo per ogni cosa"?

Che sia la spinta, forse la voglia o l'intima certezza che non si è ancora dato tutto oppure il desiderio profondo in ognuno di noi di rimettersi in gioco nella vita e di giocarsi un'altra occasione?
Ho visto donne e uomini alzare le braccia al cielo in segno di resa e soffocare ogni desiderio fino a diventare schiavi dell'attesa di qualcosa che doveva ancora succedere.
Non sapevano bene cosa dovesse succedere ma oggi sono ancora lì, nell'attesa che qualche cosa succeda.
Di tanto in tanto ci saranno delle emozioni che le porteranno a dare un senso all'attesa ma niente di più, la loro vita è già programmata, spesso da altri, come una guida tv che ti dice esattamente cosa vedrai stasera.
Qualche breve interruzione e qualche fuori programma non previsto ma poi tutto rientrerà nei soliti binari e nella solita prevedibilità.
Perché è questo che alla fine quasi tutti cercano, in cui trovano le proprie certezze e i propri punti di riferimento.
Lo sappiamo tutti, se non fai qualcosa per cambiare una situazione, quella non cambia da sola e non succederà nulla.

Dall'altra parte vedo uomini e donne che non si accontentano di far passare la nottata e le cose le vogliono far succedere.
Ci provano con tutto loro stessi.
Penso a Maria, un'amica che giorno dopo giorno cerca di far succedere le cose per suo figlio, lo cerca in tutte le maniere e non è mai vinta.

Le cose, noi, in qualche modo le possiamo far succedere.
Belle o brutte chi siano non si sa, ma qualcosa, se lo vogliamo davvero, la facciamo succedere.
O perlomeno ci proviamo, e se non vanno come vogliamo noi siamo ancora lì a riprovarci ancora.
In questo lungo viaggio credo che sia questo l'importante, donne e uomini perennemente in corsa, a inseguire i propri sogni anche, e soprattutto, quando la stagione dei sogni da rincorrere sembra definitamente tramontata, che posseggono la forza primordiale di andare avanti e non mollare mai e che alzeranno bandiera bianca solo un momento prima del suono della loro campana
Non prima, assolutamente mai prima.

Che sia forse  questa la "differenza che fa la differenza"?
Forse.


 

 

 
 
 

Oddio, non sarò mica diventato uno squalo assetato di sangue?

Post n°714 pubblicato il 16 Maggio 2019 da Web_London

 


"E intanto i giorni passano,
l'inverno prima o poi scolorerà
e la nuova stagione riempirà di fiori i campi"

...

E' mercoledì sera, sono appena tornato a casa e sono stanco.
Oggi è stata una giornata sfibrante.
Il telefono ha cominciato a suonare dalle 7.10 e fino a mezzogiorno non ha mai smesso.
Sta piovendo da due settimane e se va avanti così quest'anno non riuscirò a mettere in piedi l'orto nei tempi giusti per avere quest'estate una raccolta decente.
Al mattino fa ancora freddo e sono tre settimane che rimando il cambio degli armadi sperando che arrivi finalmente la bella stagione.
Era partita bene fino a un mese fa, un caldo bestiale, ma poi il tempo si è rivoltato e sembra sia ritornato di prepotenza l'autunno.

Fra qualche giorno ci saranno le elezioni Europee e noi siamo letteralmente nella merda.
Al governo del nostro paese, Cip & Ciop stanno combinando di quei casini che non sanno nemmeno loro, incoscienti e inconsapevoli dei danni che stanno facendo ogni giorno e che tutti noi pagheremo molto cari anche se la maggior parte della gente non se n' ancora accorta.
Ma è solo questione di tempo, se non cambia, è solo un inevitabile conto alla rovescia.
Dall'altra parte dell'oceano poi, ci sta un altro fenomeno che a suon di Tweet sta combinando il casino più grosso di tutti, impegnandosi alla grande per far cadere il mondo dentro il buco nero di una recessione mondiale da cui non sarà facile uscirne senza pagare pegno.
Insomma, il nostro presente e il nostro futuro sono in mano a della gente che, come dice il buon Forchielli, "hanno la faccia come il culo per le balle che raccontano"

Stamattina mi ha chiamato anche un tipo con l'accento dell'est che voleva farmi fare trading in borsa e mi chiedeva se l'avessi mai fatto.
"Signore, si guadagna, guardi il nostro sito, ha mai investito in borsa?"
"Io? No e nemmeno ci penso"
"Le spiego io ... bla, bla, bla"

Ma io dico, che ci stanno a fare quelli che si fanno il mazzo a studiare per anni i mercati finanziari, a cercare di stare attenti alle buche che ci sono in giro, a cercar di difendere i risparmi della gente e non farli cadere nella merda se poi chiama un pirla qualunque venuto da Marte e ti promette guadagni stellari?
In galera li metterei, lui e quelli che ci stanno dietro perchè chi ci casca c'è sempre e poi son sempre dolori.
Mi chiamano almeno una volta al giorno e anche se ogni volta blocco il numero, il giorno dopo si ripresentano con uno diverso.
Stamattina non avevo voglia di stargli dietro e l'ho messa giù pesante, tanto che alla fine è stato lui a interrompere la chiamata.

In mattinata aspettavo un grosso bonifico per un cliente che ogni giorno mi chiama per sapere se è arrivato.
Lo capisco, ha una certa età, ne ha bisogno e credo che al suo posto anch'io mi comporterei nella stessa maniera.
Alla fine è arrivato e lui era contento anche se non ha idea delle sette camicie che mi ha fatto sudare a furia di chiamare in giro per l'Italia e far raccomandate per fargli avere i suoi soldi.
Quasi due mesi fa gli avevo detto che sarebbe stata una guerra, che la sua banca non l'avrebbe mai mollato tanto facilmente e che si aspettasse di tutto.
Quel giorno, dopo aver preparato le pratiche gli dissi:
"Con quest'ultima firma comincia la guerra"
"Dici sul serio Web?"

"Vedrà se non sarà come dico io"
E così è stato, dopo meno di una settimana è stato convocato con urgenza e in pompa magna dalla sua banca per farlo desistere.
Quella mattina è arrivato da me e mi ha detto:
"Web, mi stanno chiamando ogni giorno, che faccio?"
Erano le nove di mattina e io da lì a poco avevo un paio di appuntamenti già fissati.
"Lei ci va adesso e io vengo con lei"
"Ma tu puoi venire?"
"Aspetti un minuto, sposto due cose e poi andiamo, lei è pronto?"
"Si"
"Si ricorda cosa ci siamo detti l'altro giorno?"
"Si"

E così siamo andati.
Entrando nell'ufficio della banca, con la coda dell'occhio ho visto che la responsabile l'ha accolto con tutte le cerimonie fino a quando non ha visto che dietro a lui c'ero anch'io.
Si è subito irrigidita e ho avuto la netta impressione che avesse capito tutto.
E' uscita un momento e qualche minuto dopo davanti a noi c'era tutta la direzione al completo con l'artiglieria pesante pronta a far fuoco, soprattutto su di me.
Tutti in piedi loro, come guardiani dello Scrigno, e seduti su due seggiole di plastica il mio cliente ed io.
Siamo usciti dalla banca dopo un'ora buona e mentre camminavamo verso il centro il mio cliente mi guarda e dice:
"Web, avevi detto che sarebbe stata una guerra"
"Si, ed il bello è che è appena cominciata e siamo solo all'inizio"
Sono passati quasi due mesi e da allora con quesa person ci siamo affezionati uno all'altro, mi tratta come un figlio e mi chiama per ogni cosa, quando ha un casino o quando mi telefona e mi dice: "Web, forse ho fatto una cazzata, a che ora ti trovo?"

Sono contento per lui e che la guerra sia ormai quasi finita e che adesso sia soddisfatto ma nello stesso tempo mi domando se in questi anni io sia cambiato nei confronti di un certo sistema, se mi faccia ancora riguardi per chi c'è dall'altra parte di una scrivania oppure no.
Nel mondo in cui lavoro io spesso si è chiamati a prendere una decisione precisa e soprattutto a prenderla molto velocemente.
Forse, dico forse, se questo episodio fosse successo qualche anno fa ci sarei andato con i piedi di piombo, avrei provato a trovare una giustificazione, un motivo per cui sono state fatte certe scelte.
Ma ne ho visto troppe, i fallimenti delle due grosse banche venete è stato l'apice, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e non ho più voglia di ascoltare le storie dei "perchè" e dei "per come", non ho più pietà quando qualcuno cerca di negare l'evidenza cercando di vendermi qualcosa raccontandomi la storia di Biancaneve e i sette nani e sperando che io ci creda e mi metta dalla sua parte.
No, senza pietà, in questa guerra non si fanno prigionieri, nè da una parte e nè dall'altra, nel mondo in cui lavoro non ci possono essere due vincitori, uno deve per forza soccombre all'altro.

Posso essere gentile e avere anche un sorriso, fare il finto tonto, se serve, e far credere di avermela fatta sotto il naso fino a quando non si mettono tutte le carte sopra il tavolo.
Oddio, non sarò mica diventato uno squalo assetato di sangue?
Naaaa, non credo, o forse si?
Nel tempo ho solo capito che dall'altra parte c'è chi è disposto a fare anche di peggio e giocare con leggerezza imbarazzante con i risparmi di una vita delle persone e io lo trovo insopportabile.
Io so giocare al loro gioco, con le loro carte, e lo faccio.
E se poi in quel momento sono convinto di essere dalla parte giusta della barricata, come un treno, avanti tutta!

Son giorni furiosi questi, girano velocissimi, a volte mi sento una trottola, ho foglietti di ogni colore appesi dappertutto, promemoria dentro il telefono che suonano in continuazione per non farmi dimenticare le cose e un'agenda che, invece, mi dimentico sempre di aprire.

In questa settimana, prima delle 8, passo ogni mattina dal dentista per delle sedute con il laser che durano si e no una decina di minuti l'una.
"Fanno bene, Web" mi ha ripetuto il dentista
"Se lo dici tu"
"Per una settimana, ogni giorno e vedrai che ti troverai bene"
"Ok"

Ieri mi ero messo d'accordo con il mio amico Bruno che appena fossi uscito saremo andati a prendere il caffè assieme senonchè quando finisco sta cosa del laser il dentista mi ha chiamato nel suo ufficio per raccontarmi un paio di cose
Cinque minuti dopo Bruno ha cominciato a squillarmi e quando sono uscito dallo studio l'ho trovato ad aspettare
"Ancora cinque minuti e poi ti salutavo"
"Buongiorno, intanto, e poi scusami ma voleva parlarmi e lo sai anche tu com'è fatto"
"Ok, per questa volta ..."
"Cosa prendi?"
"Caffè"
"Io cappuccino, dove sei oggi?"
"A Conegliano, e tu?"
"Oggi sono tutto il giorno a Mestre"

L'ho già scritto tempo fa, mi piace da morire questa abitudine di trovarmi con Bruno alla mattina presto per prendere il caffè, fare due chiacchiere e poi salutarci e andare poi ognuno per la nostra strada
In questi giorni lo facciamo più spesso che in passato e la cosa mi piace

Da un po' di tempo avevo voglia di farmi un regalo, da tempo che ci pensavo e l'idea mi girava spesso per la testa
Avevo voglia di regalarmi una macchina per il caffè americano, quella con il filtro di carta e la caraffa.
Poi, la settimana scorsa, mi sono deciso e ho fatto l'ordine su Amazon.
Precisi come un orologio due giorni dopo è arrivata.
Quando è arrivato il pacco in ufficio qualche collega ha cominciato a chiedere curioso che cosa ci fosse dentro e ognuno ha dato la sua risposta
"E' una bambola gonfiabile"
ho sempre risposto io
Bah, non lo so se mi hanno creduto o no, credo proprio di no, a parte un collega a cui l'idea della bambola sarebbe piaciuta soprattutto, ma poco importa, quando la sera sono arrivato a casa l'ho montata e provata subito; perfetta!
Ci vuole anche questo, qualche piccolo pensiero con cui ogni tanto gratificarci, o no?

E intanto i giorni passano, l'inverno prima o poi scolorerà e la nuova stagione riempirà di fiori i campi ...

Ola





 
 
 

Negra? Non si vede? ... Cantante? Ascoltami e vedrai ... Puttana? Sì, ho fatto anche quello

Post n°713 pubblicato il 03 Maggio 2019 da Web_London

 


Negra? Non si vede?
Cantante? Ascoltami e vedrai
Puttana? Sì, ho fatto anche quello
E bevo anche come quattro uomini.
Non mi fai paura, ho suonato in posti peggiori di questo.
In bar di cow boys nel sud dove mi sputavano addosso, in una città dove il giorno stesso avevano linciato un nero
A New Orleans dove un diavolo alla moda ogni sera mi regalava fiori di droga
E a Chicago mi innamorai di un trombettista sifilitico e all'uscita del night mi hanno spaccato la bocca
Sotto la pioggia da una stazione all'altra.
Lady sings the blues

Negra? Sì, ma ci sono abituata.
Cantante? Canto come una gabbia di uccelli, note gravi e alte, e tutto il repertorio. Posso svolazzare come quelle belle cantanti dei film e poi posso piantarti una ballata nel cuore.
Vuoi strange fruit? Vuoi midnight train? Posso cantartela anche da ubriaca o con un coltello nella schiena o piena di whisky e altro, perché sono una santa
E il mio altare è nel fumo di questo palco dove Lady sings the blues

Negra? Negra e bellissima, amico.
Cantante? Non so fare altro.
Puttana? Beh sì ho fatto anche quello.
E bevo come quattro uomini. Non toccarmi o ti graffio quella bella bianca faccia
Posate il bicchiere, aprite quel poco che avete di cuore, state zitti e ascoltate.
Io canto come se fosse l'ultima volta.
Fate silenzio, bastardi e inchinatevi.
Lady sings the blues

E quando tornerete a casa dite: "ho sentito cantare un angelo con le ali di marmo e raso, puzzava di whisky era negra puttana e malata"
Dite il mio nome a tutti, non mi dimenticate, sono la regina di un reame di stracci, sono la voce del sole sui campi di cotone.
Sono la voce nera piena di luce, sono la lady che canta il blues
Ah, dimenticavo ... mi chiamo Billie.

Billie Holiday

...


Billie Holiday
The Very Thought of You

 

 
 
 

Orfani bianchi, un prezzo drammatico da pagare per le donne che si prendono cura dei nostri cari

Post n°712 pubblicato il 08 Aprile 2019 da Web_London

 

"La separazione dalla madre è troppo dolorosa, così i bambini decidono di togliersi la vita.
Il suicidio viene visto dai bambini come l'unico modo per far tornare le mamme a casa"

...

Si svegliano una mattina. E le loro mamme non ci sono più. Partite. La maggior parte verso l'Italia. A fare le badanti, a prendersi cura dei nostri vecchi e dei nostri figli. Mentre i loro vecchi e i loro figli restano da soli, in Romania, Moldavia, Ucraina, Polonia o Russia.
Da un lato l'Italia che invecchia ogni giorno di più, dove le famiglie - tantomeno lo Stato - non si occupano più della famiglia. Dall'altra i Paesi dell'estremo Est dell'Europa, dove invece le famiglie si sgretolano per risolvere i problemi delle nostre.
I figli a distanza crescono con i padri, le nonne, le zie, i vicini di casa o addirittura da soli in istituti per minori. "Orfani bianchi", li chiamano: secondo l'Unicef sono almeno 350mila in Romania, 100mila in Moldavia. E spesso la separazione dalla madre è troppo dolorosa, l'attesa troppo lunga da sopportare. Nei casi meno drammatici, questi bambini finiscono per essere depressi, sviluppano dipendenza dalle droghe o dall'alcol, o prendono la strada dell'illegalità. Nei casi più drammatici si tolgono la vita, anche a dieci, undici, dodici anni. «Un gesto estremo», spiega Silvia Dumitrache, presidente dell'Associazione donne romene in Italia, «credendo che sia l'unico modo per far tornare le mamme a casa». Quanti siano i suicidi tra gli orfani bianchi non si sa con precisione.

Non esiste alcuna statistica, né il governo romeno si occupa del fenomeno (basti pensare che in Romania un ministero per i Romeni nel mondo esiste pure, ma non ha neanche un'anagrafe degli emigrati e ora ha chiesto alla Chiesa ortodossa di aiutarlo nel censimento).
«Io ho contato almeno 40 suicidi di bambini negli ultimi anni», racconta Silvia, «poi mi sono fermata, non ce la facevo ad andare avanti».
Le badanti in Italia sono più di un milione e seicentomila (dati Censis): più di quattro quinti sono donne, e oltre il 77% è straniero, in maggioranza romene, seguite da ucraine, filippine, moldave, marocchine, peruviane, polacche e russe. Donne che lasciano tutto, figli compresi, per garantire alle famiglie a distanza una vita migliore. I mariti perdono il lavoro, e loro partono.

È il mercato dell'assistenza familiare che le cerca.
Le vediamo guidare sotto braccio i nostri vecchi, accompagnarli negli ultimi anni della loro vita, occuparsi di quello di cui non vogliamo (o possiamo) più occuparci. Ma di quello che si sono lasciate alle spalle, delle famiglie che hanno salutato a migliaia di chilometri di distanza per prendersi cura delle nostre sappiamo poco o nulla.
«Diaspora romena», la chiama Silvia Dumitrache, che a Bucarest faceva la redattrice in una rivista culturale. «È un fenomeno che ha a che fare con l'emigrazione economica, ma anche con l'emancipazione della donna romena», spiega. «In Romania, soprattutto nel Nord del Paese, molti uomini hanno problemi di alcolismo e finiscono per diventare violenti. Così le donne fuggono in Italia a lavorare, magari svengono per stanchezza, ma non sotto le botte dei mariti. Chi paga le spese di queste situazioni sono i bambini che restano con le nonne o con le zie, ma senza le mamme».

Secondo Unicef, il numero dei minori lasciati a casa in Romania sarebbe pari al 7% della popolazione romena tra gli 0 e i 18 anni. Più della metà (52%) vive nelle zone rurali, dove è più frequente che siano le madri a partire, contrariamente alle grandi città dove più spesso è il padre ad allontanarsi; e più della metà ha meno di dieci anni.

La separazione dalla madre è troppo dolorosa, così i bambini decidono di togliersi la vita
Il fenomeno non è nuovo in Romania, dove durante la dittatura comunista esistevano i cosiddetti «bambini con la chiave al collo», chiamati così perché passavano il loro tempo davanti alle porte delle loro case con la chiave appesa al collo, in attesa che i genitori rientrassero dopo una giornata di lavoro. Quella generazione, spiegano gli esperti, è la stessa che oggi emigra lasciando i figli a casa pensando che «così come è stato per loro in passato, il compito del genitore sia quello di sostenere i figli da un punto di vista materiale proprio perché sono stati abituati a una distanza emotiva e a volte anche fisica dei genitori».
Ma Silvia Dumitra che ha anche un'altra spiegazione: «Ceausescu emanò un decreto in cui impedì l'aborto», racconta, «nacquero i cosiddetti decrezei, bimbi non voluti cresciuti con poco affetto, non abituati a una genitorialità presente. Per questo rimangono molti bambini da soli in Romania e in altri Paesi no, per questo molti bambini si tolgono la vita in Romania e in altri Paesi no. C'è questa sofferenza accumulata. È come una malattia. Resta da chiedersi che genitori saranno a loro volta questi "orfani bianchi"».

Solo in Italia i romeni sono più di un milione (di cui oltre la metà donne), circa quattro milioni in tutta Europa. Silvia è una di loro, stabilitasi nel nostro Paese, a Milano, undici anni fa per curare suo figlio. Finché una sera del 2010 in tv vede una documentario, Home Alone, a Romanian Tragedy, che racconta la storia di tre bambini suicidi in Romania dopo la partenza delle madri per l'Italia. Tre bambini che un giorno, dopo la scuola, si sono impiccati.
«Davanti a quelle immagini ho capito che dovevo fare qualcosa», racconta Silvia, «così prima ho creato un gruppo su Facebook per cercare di attirare l'attenzione dello Stato su questi eventi disastrosi, poi grazie alle conoscenze che avevo in Romania è partito il progetto "Mamma ti vuole bene", in romeno "Te iubeste, mama!"». Tramite la rete delle biblioteche nazionali romene, molti paesi e città romene si sono popolate di postazioni Internet da dove i bambini rimasti soli possono collegarsi gratuitamente via Skype per parlare, e guardarsi, con le mamme a distanza. Silvia è appena tornata dalla Romania, dove ha fatto il giro di alcune delle biblioteche che hanno aderito al progetto. Un gruppo di bambini le ha dato dei disegni da consegnare alle madri in Italia. Uno di loro non sa neanche dove sia la mamma. Quando ne parla Silvia non riesce a non commuoversi. In uno dei disegni c'è scritto: «Mamma ti voglio bene. Ero sconvolto quando mi hai lasciato da solo». E ancora: «Cara mamma, mi manchi molto da quando te ne sei andata»; «è difficile senza di te, ti prego di tornare».

«Non basta il telefono per restare in contatto con le mamme», spiega Silvia, «serve il contatto audiovisivo, per vedere come crescono i propri figli, soprattutto quando le donne non riescono a tornare a casa almeno una volta all'anno. Ma spesso in Romania anche se una scuola possiede un computer connesso alla Rete, i bambini non possono usarlo perché manca il personale di sorveglianza. Nelle zone rurali un computer non è un giocattolo che costa poco. Il mio sogno è dare un portatile a ognuno di questi bambini di modo che possano parlare con le loro mamme». Certo, «non è come essere a casa con il proprio figlio e dargli il bacio della buona notte. Però ci si può confidare, fare i compiti insieme, ci si può guardare negli occhi. E non lo dimentichi, vai a dormire con quell'immagine». Cosa che fa bene ai figli, ma anche alle mamme. «Perché se stanno bene le mamme, stanno bene anche i figli».

Molto dipende da come le mamme vanno via. «Se spieghi a tuo figlio dove vai e per quanto tempo, è come andare dal dentista: il medico ti dice che il dente ti farà male per un certo periodo di tempo, ma c'è una fine. Diverso è quando si parte mentre il bambino dorme perché la mamma di solito per non far male al proprio figlio non glielo dice. Magari glielo dice il giorno dopo la nonna: "La mamma è dovuta partire e fra poco torna"». In Romania, se va bene, restano i padri, i vicini di casa, le altre donne della famiglia, che si occupano della cura dei figli. Se va male, i bambini finiscono negli istituti per minori. «I genitori», spiega Silvia, «nella maggior parte dei casi vanno via senza avvisare le autorità, non lasciando la tutela legale dei bambini a nessuno. Le procedure sono lunghe e chi prende in affido un minore deve avere determinate caratteristiche, sottoporsi a un test psicologico, per questo si evita di farlo. Tante, poi, non dicono che sono venute in Italia a fare le badanti perché si vergognano. Magari in Romania sono ingegneri, insegnanti, hanno una preparazione universitaria. Così partono e basta. Ma se un bambino viene aggredito o se fa uso di alcol e droga, allora interviene l'autorità pubblica e finisce in un istituto.

Di recente è stata approvata una legge che multa i genitori che vanno via senza avvisare le autorità, ma l'effetto è che la gente si nasconde di più. Partono senza dire niente neanche ai vicini di casa».
Si prende il pullman alle 5 del mattino, dopo due giorni si arriva in Italia, dove magari qualche altra connazionale ha già trovato una famiglia per te. Il percorso è tanto semplice quanto difficile. Portare con sé i bambini spesso è impossibile. Fare la badante significa vivere nella stessa casa dell'anziano assistito, lavorare senza sosta, trascorrere notti in bianco. È un lavoro logorante. «Vivono in clausura, senza uscire e senza parlare con nessuno», dice Silvia. «In tante sviluppano forme di asma, stanno male, hanno sguardi vuoti e assenti.
Non è normale che si faccia una vita del genere. E i bambini percepiscono il malessere delle mamme. Alcuni si suicidano proprio perché pensano che così le mamme tornano a casa e smettono di soffrire». Secondo un'indagine di Acli Colf, il 39,4% delle badanti dice di soffrire di insonnia, e il 33,9% di ansia o depressione. Una su tre, nell'ultimo anno, non è mai andata da un medico a controllare il proprio stato di salute, e tra le under 35 il dato sale al 44,2 per cento.
Il suicidio viene visto dai bambini come l'unico modo per far tornare le mamme a casa

Nel 2005 due psichiatri ucraini, Andriy Kiselyov e Anatoliy Faifrych, hanno coniato un nome, "sindrome italiana", per identificare la depressione diffusa tra tante donne badanti tornate in patria dall'Italia. Madri poco più che ventenni, piombate senza filtri in case sconosciute a curare anziani malati, spesso in condizioni di isolamento, che al ritorno nel proprio Paese poi fanno fatica a reinserirsi in famiglia, a parlare con i figli per i quali magari si sono trasformate in asettici bancomat dispensatori di soldi e regali.
«I figli per colmare la mancanza di affetto chiedono sempre di più, ma anche per i parenti che si prendono cura dei figli». In Romania, racconta Silvia, «ho incontrato una donna che al ritorno dall'Italia non capiva dove si trovava, non riusciva a comunicare con i propri figli. Queste donne si sentono invecchiare insieme agli anziani che curano. Non hanno più 20 anni, ma 70».
La "sindrome italiana" è l'altra faccia della medaglia degli orfani bianchi, l'altra faccia dell'assenza di servizi pubblici che porta le donne italiane (su cui ricade ancora il 70% del tempo della cura della famiglia) che vogliono entrare nel mondo del lavoro a rivolgersi ad altre donne, più povere. Secondo il Censis, la crescita della domanda di servizi di assistenza porterà il numero degli attuali collaboratori domestici a più di 2 milioni entro il 2030. Un boom, scrive Mara Tognetti Bordogna in Donne e percorsi migratori, che ha consentito «alle donne italiane di lavorare fuori casa "conciliando" gli impegni familiari, senza nulla cambiare nella relazione di genere».

Le donne continueranno a partire, «e vengono giudicate male dalla comunità in cui vivono e dalle autorità», dice Silvia Dumitrache. Per i bambini che restano, «la parte dolorosa non è tanto il distacco, quanto l'attesa che non finisce mai. E poi c'è la mancanza di comunicazione, il non poter immaginare cosa fa la mamma nell'altro Paese. Ti senti abbandonato. Per questo i bambini si tolgono la vita. Pochi si accorgono del loro disagio, perché in Romania, soprattutto nelle zone rurali, la figura dell'assistente sociale è assente». La situazione è ancora più grave in Moldavia: qui il numero dei suicidi tra i preadolescenti è altissimo, e il governo ha avviato una campagna di informazione e sostegno per le emigrate e le loro famiglie. Cosa che in Romania ancora non esiste. «Manca la prevenzione, ma anche il supporto delle famiglie a distanza», spiega Silvia. «Sia lo Stato di partenza sia lo Stato di arrivo sono colpevoli di questo disagio. È un fenomeno sottovalutato a livello europeo».

E non è un caso che il progetto "La mamma ti vuole bene", messo in piedi da Silvia con i pochi mezzi a disposizione, non riesca a rompere il muro di gomma dei palazzi romani e a trovare fonti di finanziamento per essere diffuso tra le badanti italiane. «L'Italia è l'unico Paese al mondo con oltre 1,5 milioni di badanti», dice, «ma non ha una politica adeguata. Dal 2008 non è cresciuta la spesa dello Stato nella cura degli anziani, è cresciuta solo la spesa delle famiglie». Molte delle badanti «quando arrivano non conoscono l'italiano e vivono situazioni di disagio, con l'aggiunta della sofferenza dovuta al distacco dalle proprie famiglie e dai propri figli», spiega Silvia. Nel 2011 la giunta comunale di Milano aveva approvato un progetto pilota per uno sportello di accoglienza, ma senza finanziamenti. Ora sta per nascere uno "sportello donna" nella Cascina Cuccagna della città per due ore alla settimana, ma anche qui non ci sono finanziamenti. «Serve un progetto governativo di accoglienza e informazione per affrontare in modo serio questo problema, il volontariato da solo non basta». Un esempio: «Vogliamo far emergere il lavoro nero? Insegniamo a queste donne a usare un conto bancario senza maneggiare solo contanti». Il sito che Silvia aveva creato per fare informazione tra le immigrate straniere, famigliaonline.it, è fermo ad aprile 2013. Motivo: mancano i soldi per pagare qualcuno che curi la parte informatica. «Vorrei che diventasse una piattaforma di comunicazione tra la diaspora romena e la Romania», ripete più volte.

Ma la vita delle donne straniere che curano i nostri anziani, per il momento, resta confinata nelle case di chi le ospita. Le vedi nei parchi delle nostre città di domenica pomeriggio, quando hanno qualche ora di riposo. O in attesa nelle stazioni dei pullman cariche di scatole e valigie. Le poche che riescono a tornare per pochi giorni nei loro Paesi hanno le borse piene di giochi, qualcuna carica sul pullman anche qualche bicicletta. Ma di loro, dei loro figli e delle loro famiglie, soprattutto da quando Paesi come la Romania sono entrati in Europa, non si occupa nessuno. Né lo Stato di partenza, per il quale sono il miglior contribuente: «I soldi che queste donne spediscono ogni mese alle loro famiglie vengono usati senza che però loro facciano spendere niente allo Stato, e non pesano neanche sul tasso di disoccupazione».
Né lo Stato di arrivo, come l'Italia appunto, che pure alle badanti riserva sempre delle quote maggioritarie nei decreti flusso, e che alle badanti ha ormai demandato il lavoro di cura dei suoi anziani.

Fonte: https://www.linkiesta.it

 

 
 
 

Ci han concesso solo una vita, soddisfatti o no, qua non rimborsano mai

Post n°711 pubblicato il 05 Aprile 2019 da Web_London

 

 

 


Perdo treni, perdo le cose,
perdo tempo, e perdo un sacco di occasioni,
Oi, mai una volta che perdessi qualche chilo!

...

Se un bel giorno passi di qua
lasciati amare e poi scordati, svelta, di me
Che quel giorno è già buono per amare qualchedun'altro,
qualche altro.

Dicono che noi ci stiamo buttando via,
Ma siam bravi a raccoglierci

(Luciano Ligabue)

...

"Web, se mi dovessi separare io credo che non mi risposerei mai più"
"Già"
"Magari posso avere una compagna, questo si, e posso anche avere altri figli, ma non credo che mi sposerò ancora"
"Già"
"Troppi casini, troppi legami, troppo tutto"
L'uomo mi parlava ed era un fiume in piena. Non che la cosa lo toccasse ma lui è così, su ogni cosa, che lo riguardi o meno, deve dire la sua e per forza deve essere la verità assoluta e incontestabile.
Io ormai non ci provo nemmeno più a rispondere, è tempo perso e non si va da nessuna parte
Ma su questa cosa che mi ha detto oggi, che non abbia ragione lui?
Mah ...


...

Non è vero che il destino entra alla cieca nella nostra vita.
Io credo che entri dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato

(Giorgio Gaber)

 


Non è tempo per noi
Luciano Ligabue

 


 
 
 

E se avesse ragione lui?

Post n°710 pubblicato il 17 Marzo 2019 da Web_London

 

 

Ultimamente, un amico mi ha parlato di Mauro Biglino e di quello che è il suo lavoro.
Il nome lo conoscevo e l'avevo già sentito in giro ma sinceramente nulla di più
Incuriosito, ho iniziato a seguire qualche sua conferenza, su youtube ce ne sono tantissime
Beh, che dire, sono davvero sconcertato e spiazzato
L'argomento è intrigante e coinvolgente, in qualche modo riscrive l'intera storia dell'uomo e la rende completamente diversa da quella che conosciamo e ci hanno sempre insegnato.
Quando posso, in questi giorni lo sto ascoltando, ogni tanto mi fermo a riflettere e poi riprendo. Mi capita anche di tornare indietro e ricominciare dall'inizio.
Biglino usa un linguaggio semplice, l'argomento è affascianante e lui è ferrato e tiene in pugno la materia con estrema credibilità, sicurezza e passione.
Ed io, in tutta l'onestà intellettuale, mentre lo ascolto mi chiedo sempre più spesso: E se avesse davvero ragione lui?

Ola

 
 
 

Io sto con Greta

Post n°709 pubblicato il 16 Marzo 2019 da Web_London

 


Greta Thunberg, una ragazzina svedese di 16 anni, durante il vertice delle Nazioni Unite ha messo in riga i potenti, o presunti tali, del mondo, dicendo con parole disarmanti quello che nessuno ha avuto mai il coraggio di dire in occasioni come queste:

«Voi parlate soltanto di un'eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l'unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d'emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini.
La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema.»

Oggi milioni di ragazzi hanno manifestato nelle piazze di tutto il mondo per chiedere alla politica alzare il culo dalla sedia e di prendere in mano il problema dei cambiamenti climatici prima che sia troppo tardi.
Vedere stasera le immagini alla tele è stato per me una cosa incredibile, ne sono letteralmente restato incantato.
E tutto è partito da lei, da Greta, una ragazzina svedese di sedici anni con una semplice idea in testa, salvare la nostra terrà prima che sia troppo tardi e poterla lasciare ai nostri figli in condizioni migliori di quanto non lo sia adesso.

Ed io, davanti alla giornata di oggi, davanti alle immagini di tutti quei ragazzi colorati, festosi e determinati sparsi nelle piazze di tutto il mondo, resto senza parole.

Io sto con Greta e con tutti loro.



 

 
 
 

Non mi ricordo quando e come è successo, sarà un anno o giù di lì, ma questa cosa del caffè al mattino mi piace da morire!

Post n°708 pubblicato il 13 Marzo 2019 da Web_London

 


"E serve pane e fortuna, serve vino e coraggio,
soprattutto ci vogliono buoni compagni di viaggio"

(Luciano Ligabue)

...

Non mi ricordo quando e come è successo, sarà un anno o giù di lì, ma questa cosa del caffè al mattino mi piace da morire!

E' stato con una telefonata ricevuta un giorno di mattina presto:
"Ciao Web, sei già partito da casa?"
"Ciao, sto partendo adesso"
"Prendiamo un caffè che devo chiederti una cosa?"
"Ok, ci vediamo fra cinque minuti"

E' cominciata così, almeno così mi par di ricordare, anche se ora sinceramente non mi ricordo nemmeno qual'era quella cosa che volesse chiedermi, ma da quel giorno, piano piano, tra una telefonata al mattino presto e un'altra, da quasi un anno una volta alla settimana, quasi sempre due, io e Bruno, un mio amico di vecchia data, ci troviamo a bere il caffè assieme alla mattina presto.
Chiama lui oppure io, a volte basta un messaggio con l'ora e il posto, e cominciamo la giornata trovandoci in un bar del centro del paese.
Una volta in una pasticceria, una volta nell'altra, al bar dei cinesi oppure in quello dall'altra parte del paese non importa, la cosa bella è che è diventato un appuntamento fisso.
Qualche minuto, un caffè, due chiacchiere, le ultime novità e poi ognuno va per la sua strada e al suo lavoro.

Una sera di qualche settimana fa mi ha invitato a cena a casa sua con tutta la sua famiglia.
Mentre mangiavamo l'arrosto preparato dalla moglie nel pomeriggio, ho guardato i suoi tre figli e ho detto: "Lo sapete che io e vostro padre abbiamo una cosa bella tutta nostra?" raccontando poi dell'appuntamento del mattino.
Non sapevano granché del nostro caffè del mattino ma dalle loro espressioni ho avuto l'impressione che ne fossero colpiti e sinceramente contenti.

Eh si gente, perchè questa "è davvero" una cosa bella, una cosa tutta nostra, un piccolo spazio che ci siamo creati nel tempo a cui sia io che lui ci teniamo.

E credetemi sulla parola, a me piace da morire sta cosa qui!

Ola


 
 
 

E scommetto che la terra è piatta, giusto?

Post n°707 pubblicato il 06 Marzo 2019 da Web_London


"Quando si allungava l'ombra sopra tutta la giornata
eri solo più lontana, ma tu ci sei sempre stata"

(L.L.)

...

Beh, insomma, tutto avrei immaginato ma che il mio fruttivendolo fosse il più fulgido esempio del complottismo giudaico-massonico, questo no per piacere, questo proprio no!

Ma andiamo con calma e con ordine.

Ieri pomeriggio, verso sera, decido di fermarmi un momento dal mio fruttivendolo a comprare qualche mela, dei pomodori e due cavolfiori.
Luciano, così si chiama il mio fruttivendolo, mi accoglie in negozio mentre sta ascoltando con grande interesse un video su youtube.
(Chissà cosa lo prende così tanto ...)
Non ha ancora sessantanni, è simpatico e parla sempre. E tutto fuorché una persona noiosa, con lui puoi parlare di tutto ed è un piacere stargli assieme.
Ma ieri sera, Signore Santissimo dei Cieli, ieri sera era svalvolato di brutto
"Ciao Web, cosa ti posso dare?"
"Mi dai un po' di queste mele, mezzo chilo di pomodori pachino e due cavolfiori"

E fin qui niente da dire, tutto come al solito.
Mi prende delle belle mele, i pomodori, i cavolfiori e mette tutto dentro una borsa.
Io pago e mentre sto uscendo butto l'occhio su dell'uva scura.
"Da dove viene questa?" gli chiedo
"Perù!"
"Addirittura, ormai siamo tutti globalizzati"

A quel punto, come una scintilla che ha finito la miccia ed è arrivata ad un millimentro dalla polvere da sparo, lui comincia ad accendersi:
"Eh si, Web, siamo globalizzati, noi siamo quello che mangiamo, e tutta la stria dell'uomo è legata al cibo."
"E poi"
, continua prendendo fuoco un po' alla volta, "fin dai tempi antichi, migliaia di anni fa, quando gli uomini sono venuti a contatto con gli alieni arrivati sulla terra a insegnarci a fare quei monumenti che non avremo mai potuto fare con le conoscenze di allora"
"Beh", dico io, "anche i ho il sospetto che ci sia stato qualcosa, a quei tempi non avevano la tecnologia per fare certe sculture, si, lo credo anch'io"
Al che, pensavo finita li, mentre invece da quel momento la miccia ormai è arrivata e la polvere da sparo esplode.
(BOOM!)
"Ma gli alieni non sono solo venuti qui, hanno mischiato il nostro DNA con il loro e sono ancora qui, alcuni sono tra di noi e si riconoscono perché parlano senza muovere le labbra e possono stringere la pupilla come i gatti e i serpenti, hanno detto che una giornalista di non so dove sia aliena, ... e poi i serpenti, per gli alieni i serpenti portano saggezza mentre nella Bibbia c'è scritto che sono falsi ... perché la vera Bibbia era quella degli ebrei che solo più tardi è stata tradotta per i cristiani. La Bibbia degli ebrei dice che l'uomo deve sottomettere gli altri ed è quella che hanno letto gli ebrei e se guardi bene sono loro che controllano il mondo, mentre la Bibbia tradotta per i cristiani dice che gli uomini devono essere sottomessi ai loro capie padroni e stare buoni ... Ecco, vedi Web perché allora gli ebrei controllano tutto? E poi il serpente per loro è saggezza e difatti è stilizzato nella croce delle farmacie e poi in Sala Nervi a Roma è disegnato ... non è un serpente ma se lo guardi bene lo è, guarda qui!"
A quel punto prende il telefonino, va su Google, digita qualcosa e poi mi mostra lo schermo con la Sala nervi bene in vista.
"E poi sappi Web che gli alieni ci controllano ancora ma non hanno voglia di distruggerci perché per loro noi siamo una risorsa e se ci distruggessero perderebbero delle risorse importanti ... E sai come sono venuti qui? Sopra un pianeta, utilizzandolo come un traghetto e passando attraverso un buco spaziotemporale ... e pensa che i testi sumeri dicevano già tutto come quelli indiani che non sono mai stati tradotti scrivono dello spaziotempo ... e tutti i grandi scienziati della storia li hanno letti prima di fare le loro scoperte percé in queli libri c'era gia tutto"
Insomma, un delirio!
Alla fine di tutto questo discorso con cui è diventato tutto rosso, lo guardo e puntandogli un dito addosso gli dico:
"E scommetto che la terra è piatta, giusto"?
E Luciano, che a quel punto pensavo cedesse un momento e sdrammattizzase tutto quel lunghissimo delirio, mi guarda serio e mi dice: "Questo, ancora non lo so!"
Aiuto, Mio Dio, che si è fumato oggi, la cicoria?

E pensare che eravamo partiti 20 minuti prima da un cavolfiore e qualche mela!!

Ola


 

 
 
 
Successivi »
 

_____________________________