Creato da Web_London il 15/04/2015

L'ora di follia

Come l'istinto quando si impone e la verità diventa brutale

 

Lei si spoglia e gli dice: "O sei pazzo e sei Dio a mischiare il tuo mondo col mio"

Post n°814 pubblicato il 11 Maggio 2021 da Web_London


"Lui è artista di strada,
è un poeta un cow boy
contro cosa si è messo non sa.
Lei è Stella e non viene
da un giardino del cielo
ma da dove nessuno va via."


...


Stella
(The King)

La spiaggia d'inverno è una muta magia,
lo scenario smontato di un film.
Lei si spoglia e gli dice: "o sei pazzo e sei Dio
a mischiare il tuo mondo col mio"

Lui è artista di strada,
è un poeta un cow boy
contro cosa si è messo non sa.
Lei è Stella e non viene
da un giardino del cielo
ma da dove nessuno va via.

Stella è la femmina del capobranco
chi la tocca non ha futuro
nei cunicoli della città.
Stella ha bucato la frontiera, Stella
si strappa dalla sua catena
finalmente è lei che sceglierà
Non è un letto di piume che inseguono
ma un progetto di libertà.

Dei fari alle spalle, chi c'è dietro chissà
non c'era fino a un' attimo fa
ma i ponti hanno sempre un'altra sponda di là
fa paura se ti fermi a metà

Stella, dice che chi non sa dove andare
è impossibile che si perda
chi cancella può ricominciare.
Stella affamata innamorata, Stella
vuole smettere di tramontare
ma è gia in caccia chi la troverà
E nell'alba che schianta l'oscurità
il futuro è silenzio già.

Stella fino all'ultima scintilla, Stella
anche a tempo scaduto è bella
abbracciata alla sua libertà.
Stella per amore ha fatto un grande salto
e chi alzasse gli occhi dall'asfalto
vede un cielo con due stelle in più

Perché al mondo anche un muro alto fino al cielo
non arriva alle stelle mai


"E nell'alba che schianta l'oscurità
il futuro è silenzio già."

...


Stella
(D. Battaglia - V. Negrini)

 

 
 
 

C'è davvero un tempo per ogni cosa?

Post n°813 pubblicato il 07 Maggio 2021 da Web_London

 

"A volte penso che  Francesca cercasse
solamente l'uomo giusto, solo quello.
In fondo, all'inizio di una storia
tutti gli uomini sembrano essere "quello giusto".
Ma tu non puoi essere la tempesta per chi non ha un cielo,
e prima te ne accorgi, prima te ne vai e non ci perdi tempo"

...

Spesso mi sento dire: "Web, c'è un tempo per ogni cosa"
E chi o dice?
Forse che ogni momento della vita abbia bisogno del suo tempo per maturare, compiersi e per trovare la sua giusta dimensione?
Può darsi, se visto in questa prospettiva mi può anche andar bene.
Un po' come la frutta di stagione, c'è il tempo delle mele, delle pere, delle fragole e delle ciliegie.
Oggi però siamo tutti globalizzati e se vuoi le ciliegie a dicembre le trovi in qualunque supermercato e ti costano pure un botto.
Non sono la stessa cosa di quelle di giugno ma se hai una voglia improvvisa di ciliegie le trovi sempre.
E allora, come la mettiamo con: "C'è un tempo per ogni cosa?"

C'è davvero sempre un tempo per ogni cosa?
O che forse invece ci possa essere "sempre" un tempo per tutto se lasciamo che le cose trovino il loro giusto senso con calma e senza fretta?
Nell'amicizia si può forse affermare: "c'è un tempo per ogni cosa"?
E nell'amore, già, e nell'amore vale lo stesso?
Nella vita?
Io non lo credo.

Ho visto amicizie nascere, crescere, prendere slancio e diventare forti e salde quando ormai le premesse non c'erano più ed il passato sembrava averci messo un macigno sopra.
Ho altresi visto amori spettacolari nascere nell'autunno della vita e andare avanti come treni in corsa quando a quell'età la maggior parte degli uomini e delle donne pensa solo ad arrivare a sera ancora vivi.
Mi è capitato di vedere anche degli amori fare dei giri immensi per poi ritrovarsi quando il "tempo per ogni cosa" sembrava aver esaurito il sentimento e chiuso la partita con i giocatori già ritornati a cambiarsi negli spogliatoi e ogni porta sembrava chiusa con una serratura a doppia mandata.
Qual è allora la differenza?
Qual è quella "differenza che fa la differenza" e fa si che le cose succedano al di là del "c'è un tempo per ogni cosa"?

Che sia la spinta, forse la voglia o l'intima certezza che non si è ancora dato tutto oppure il desiderio profondo in ognuno di noi di rimettersi in gioco nella vita e di giocarsi un'altra occasione?
Ho visto donne e uomini alzare le braccia al cielo in segno di resa e soffocare ogni desiderio fino a diventare schiavi dell'attesa di qualcosa che doveva ancora succedere.
Non sapevano bene cosa dovesse succedere ma oggi sono ancora lì, nell'attesa che qualche cosa succeda.
Di tanto in tanto arriveranno delle emozioni che le porteranno a dare un senso all'attesa ma niente di più, la loro vita è già programmata, spesso da altri, come una guida tv che ti dice esattamente cosa vedrai stasera.
Qualche breve interruzione e qualche fuori programma non previsto ma poi tutto rientrerà nei soliti binari e nella solita prevedibilità.
Perché è questo che alla fine quasi tutti cercano, in cui trovano le proprie certezze e i propri punti di riferimento.
Lo sappiamo tutti, se non fai qualcosa per cambiare una situazione, quella non cambia da sola e non succederà nulla.

Dall'altra parte vedo uomini e donne che non si accontentano di far passare la nottata e le cose le vogliono far succedere.
Ci provano con tutto loro stessi.
Penso a Maria, un'amica che giorno dopo giorno cerca di far succedere le cose per suo figlio, lo cerca in tutte le maniere e non è mai vinta.

Le cose, noi, in qualche modo le possiamo far succedere.
Belle o brutte chi siano non si sa, ma qualcosa, se lo vogliamo davvero, la facciamo succedere.
O perlomeno ci proviamo, e se non vanno come vogliamo noi saremo ancora lì a riprovarci ancora.
In questo lungo viaggio credo che sia questo l'importante, donne e uomini perennemente in corsa, a inseguire i propri sogni anche, e soprattutto, quando la stagione dei sogni da rincorrere sembra definitamente tramontata, che posseggono la forza primordiale di andare avanti e non mollare mai e che alzeranno bandiera bianca solo un momento prima del suono della loro campana
Non prima, assolutamente mai prima.

Che sia forse questa la "differenza che fa la differenza"?
Forse.

 
 
 

Nel frattempo, nego tutto!

Post n°812 pubblicato il 05 Maggio 2021 da Web_London

 

L'altro giorno in un blog in cui ogni tanto passo, ho letto un post molto divertente.
Mi è subito tornato alla mente che
qualche tempo fa, più o meno su quell'argomento ne scrissi uno anch'io.
Beh, a dirla tutta, il post che ho letto è molto più divertente e scritto meglio del mio ma così è, è inutile farsi strane idee, lo sappiamo tutti che qui dentro ci sono perlopiù cazzate.

E il mio post di allora, era una di queste

...


Segreti inconfessabili, segreti da niente, segreti di Pulcinella, segreti di tutti i tipi, siamo continuamente circondati da segreti
E sono tutti, ci mancherebbe, segreti da mantenere e conservare gelosamente.
Ma ditemi un po', quanto ci siamo incazzati quando qualcuno ha spifferato in giro una confidenza che gli avevamo fatto?
Lo dico io, tanto.
E quante amicizie sono andate gambe all'aria per un segreto svelato?
Molte.

E qui dentro, quanti segreti ci sono?
Ogni tanto c'è chi mi ha raccontato qualcosa e subito dopo mi ha chiesto di non confidarlo a nessuno.
Per come la vedo io non serviva dirlo, se qualcuno ti confida una cosa, è scontato che non vuole che altri la sappiano.
Io la penso così ma so che non tutti siamo fatti allo stesso modo allo stesso modo.
Se invece vuoi che lo sappiano tutti lo confidi a qualche idiota oppure basta che metta un post o scriva su Facebook e in un lampo tutti conoscono i cazzi tuoi.
E non lamentiamoci poi se veniamo criticati; se uno pubblica una cosa si deve anche assumere la responsabilità di reggere un possibile dissenso
Ho visto troppe volte la gente difendersi con "sono stato frainteso/a" oppure "non sono stato capito/a"; eh no, se quello che è scritto è chiaro non abbiamo tutti gli anelli al naso, se abbiamo tutti capito una cosa non ti devi nascondere dietro a un: "non avete capito"; quello c'è scritto e la gente non è scema.
Non tutti, almeno.

Ah i segreti, croce e delizia di chi li ha ricevuti in confidenza e che sotto sotto vorrebbe tanto poterli dire arrogandosi una specie di posizione privilegiata, una considerazione in più da parte degli altri perchè "lui/lei sa e gli altri no"
E questo per cosa?
Ricordiamoci di diffidare sempre da chi ti racconta le confidenze degli altri perché quella sarà la stessa persona che racconterà in giro le tue quando gliele confiderai.
A volte succede anche che certe confidenze finiscano per diventare un post in cui si spiattella ogni cosa sia stata raccontata in fiducia.
Beh, che dire, chi fa questo io penso sia semplicemente una merda, per qualunque motivo lo faccia e qualsiasi scusa trovi, per me sempre una merda rimane.
Ultimamente è capitato sul profilo di un'amico ed è successo il finimondo, stracci gettati al vento, vecchi regolamenti di conti, insomma, un gran casino che non ha fatto prigionieri e ha lasciato sul terreno una lunga scia di rancori repressi che non vedevano l'ora di uscire in tutta la loro forza distruttrice.

Nel tempo, qui dentro, anch'io ho raccontato un po' di me, in confidenza
Spesso l'ho raccontato dentro un post oppure con una metafora.
Si, l'ho fatto molto spesso e lo continuo a fare tra le cazzate che pubblico anche se mi accorgo che le cose si confondono una con l'altra e alla fine non ci capisco niente neppure io.
Poi è sempre la solita storia, c'è chi sa capire e andare oltre le parole e chi si ferma li.
Con alcune persone, poche per la verità, è anche capitato che mi sia confidato andando un po' più in là, ma l'ho fatto sempre con con qualcuno con cui stava nascendo, oppure era già nata, una bella amicizia che si è poi consolidata nel tempo.
E per bella amicizia, intendo proprio una "bella amiciza", pulita, con le braccia e le mani aperte e con lo sguardo limpido e diretto.

Qui dentro bisogna stare sempre molto attenti a quello che si scrive, specialmente e soprattutto in privato.
C'è sempre il rischio di essere fraintesi e di dare per scontate cose che dall'altra parte tanto scontate non sono.
Calibrare bene chi c'è dall'altra parte e fidarsi poco, specialmente con chi si presenta usando e svendendo un tanto al chilo certe parole
Io non credo, non ci ho mai creduto ed in genere mi si accendono gli allarmi, quando qualcuno che non conosco e non mi conosce, usa la parola "amico" ogni due righe come masticasse una brioche scongelata del bar.
Ci sto distante, non do corda e alla fine dura poco.
Le amicizie più belle nate qui dentro lo sono diventate nel tempo, con il rispetto e la chiarezza e non con inutili e stupidi giochi di parole, lasciate correre sul filo del sottinteso e dell'equilibrismo tra il detto e il non detto e con la malizia di chi ti vuole sedurre o vuole essere sedotta.
Che poi, nel mio caso, è tutto un dire e il gioco alla fine non ne vale granché la candela.
Ma poi mi chiedo, per dimostrare cosa? Che mi faccio sedurre? Che dall'altra parte si sia soddisfatti di essere riuscite a sedurre? Per gioco? Per un vezzo di vanità?
Mah, chi lo sa, io so solo che a me annoia da morire e il nulla per il nulla non mi dice niente e non ci perdo più tempo di un tiro di sigaretta.
Ricordo una persona che fino a poco tempo fa ad ogni post che scrivevo mi mandava un messaggio privato e giocava con sottili allusioni e aspettandosi che facessi altrettanto.
Io non ho più risposto e lei non si è più fatta vedere, non loggata almeno, e la cosa è finita prima ancora di nascere.
Mi fa ancora ridere quando qualcuno mi scrive in privato per farsi i cazzi miei e quando non trova risposta si ripresenta sotto un nome diverso, probabilmente non sapendo che l'odore che lascia è sempre il suo, e quello non lo puoi nascondere.
Ogni tanto mi scrive per sapere se quello che legge qui dentro me lo invento oppure se le persone di cui parlo esistono veramente e se le cose che scrivo sono davvero successe.
Mi par brutto essere scortese e allora io ho deciso di negare sempre qualunque cosa, cavandomela veloce e sbrigativo con: "No, è tutto inventato, l'ometto non esiste, è solo un criceto che mi hanno regalato, non è esistita nessuna delle persone di cui ho scritto in passato e le foto che ho spacciato per mie sono prese dal profilo Facebook di un mio amico tontolone che nemmeno lo sa"

Qualcuno poi continua ancora a chiedermi di qualche visitatrice che vede qui dentro e vuole saperne di più.
E qui è tutto un altro paio di maniche, confesso che la cosa mi fa sempre ridere, mi stimola i pochi neuroni che mi sono rimasti e sarà una cosa tutta da raccontare prossimamente
Anzi, visto che per nulla non si fa nulla, ho deciso che per le feste di Natale metterò all'asta numeri di telefono, foto e pure gli indirizzi mail delle gentildonne che più destano curiosità. Come un cofanetto regalo, paghi due e compri tre e io ci faccio pure due lire che di questi tempi non guastano mai ... ^__^
Vi par brutta come idea? Naaaaaa, non preoccupatevi, poi divido, ci mancherebbe! ... ^_^
Nel frattempo, comunque, nego tutto

Al collega che ho qui davanti a me a cui racconto molte cose, un giorno mi ha detto che se vincessi al superenalotto non se ne accorgerebbe mai
Già, può essere, anche se la vedo dura da tener nascosta una cosa del genere
Un altro, poco tempo fa, mi ha detto che non gli dico mai quello che faccio.
"Ma come" gli ho risposto, "se ti racconto praticamente tutto"
"Si, ma non tutto-tutto"

Cosa lui abbia volutoa dire con quel "tutto-tutto" io non lo so ma può anche essere che abbia ragione lui.

Ah questi segreti, teniamo così tanto alla loro riservatezza e poi spesso siamo così ingenui da raccontarli alle persone più sbagliate e ritrovarceli usati a nostra insaputa come merce di scambio e nella peggiore delle ipotesi resi pubblici in facebook e persino qui dentro.

Stephen King un giorno disse: "Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non è per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare"

Che avesse ragione lui?


 

 
 
 

Per il resto, è solo fumo negli occhi

Post n°811 pubblicato il 03 Maggio 2021 da Web_London

 


"Nessun mortale sa mantenere un segreto:
se le sue labbra sono serrate parlerà con la punta delle dita,
il suo tradirsi trasuderà da ogni poro"


Sigmund Freud

...

"Ci sono tre emozioni che più di altre sono legate alla menzogna da meritare un discorso a parte:
la prima è la paura di essere scoperti, la seconda è il senso di colpa per aver mentito e per ultima la soddisfazione di aver beffato qualcuno.
Adesso, vediamole nel dettaglio ..."

dott. Paul Ekman
(Un Genio)

...

Quando si mente è difficile nascondere una di queste tre emozioni.
La prima è l'emozione della paura di essere scoperti, la riconosci nel viso da precise indicazioni dei muscoli della bocca, dalla forma che assumono le sopraciglia, da alcune contrazioni che si rivelano sul viso.
La seconda è il senso di colpa e anche questo in genere si riconosce da particolari movimenti degli occhi e del viso.
Molto spesso può apparire anche la terza emozione legata alla menzogna, la soddisfazione di aver ingannato qualcuno.
Ci sono in rete un sacco di video, molto conosciuti e di casi famosissimi in cui il colpevole di turno prova questa emozione nel mentire quando è intervistato prima di essere arrestato, la soddisfazione di aver ingannato e di poterla fare franca.
Traspare nel loro viso ed è così tanto riconosibe che ti chiedi: "ma come ho fatto a non capirlo prima?"
E' come in tutte le cose che impari, "il prima" non è mai così facile come "il dopo" quando hai capito come funziona il giocattolo

Chi mente cerca di buttarti fumo negli occhi, di dissimulare e nascondere, di prenderti per il culo pur di non farti capire che mente.
Ma è sempre solo fumo negli occhi, ad occhi attenti la bugia viene sempre rivelata.

Per il resto, è solo fumo negli occhi.


...

Nota

C'è poco da dire, Paul Ekman è un genio assoluto.
Ha scoperto cose che segnano una linea netta per la nostra storia e per la nostra conoscenza.
E' una delle pochissime persone per cui puoi dire con tranquillità: "quello che lui ha scoperto prima non c'era e dopo di lui invece si".
Capita raramente nella vita, puoi dirlo di Steve Jobs, di Charles Darwin, Milton Erikson, di Einstein e di altri che sono passati da questo mondo.
Peronalmente io ci metterei anche Eric Clapton che è vivo e vegeto anche se ultimamente non se la sta passando troppo bene.
Di Einstein poi, non ne parliamo, lui è stato il genio assoluto; le sue intuizioni e i suoi esperimenti mentali l'hanno portato più di un secolo fa a scrivere quella meravigliosa cosa che è la teoria della relatività generale.
Dopo quanto tempo ci saremmo arrivati senza il suo contributo?
Probabilmente decenni.

Paul Ekman è ancora vivo e porta con leggerezza i suoi ottant'anni, è stato un pioniere per quello che ha saputo fare con un'immensa pazienza, studiando e codificando le emozioni.
E per come la vedo io, per tutto quello che ha fatto anche lui rientra nel club dei geni.

 

 
 
 

Ad altri giorni pensai ...

Post n°810 pubblicato il 29 Aprile 2021 da Web_London


"Siamo come frecce lanciate contro il vento
che non hanno ancora trovato il loro centro"


L'altro giorno ho conosciuto una donna.
Una donna molto più grande di me che potrebbe essere mia zia.
Nella casualità dell'incontro e nella sua incredibile improbabilità, questa donna si è aperta un po' con me parlandomi di sè.
Nelle sue parole e nella sua voce così ferma e determinata, a sua completa insaputa mi sono sentito ricacciato indietro a pensare ad altri giorni del mio passato.
Erano i giorni delle grandi attese, di grandi aspettative prima e di tormentate delusioni poi.
Inconsapevolmente, senza sapere chi io fossi o da dove arrivavo, le parole di questa donna hanno spostato per un momento la linea del mio tempo riportandola indietro ad altri giorni.

Ogni tanto mi scrive, mi ha invitato, se dovessi un giorno trovarmi dalla sue parti, a passare a salutarla e prendere un caffè assieme
Prima o poi magari ci andrò, per un saluto e per cercare di capire un paio di cose restate ancora lì, sospese nella linea del mio tempo.

Ad altri giorni pensai ...

 

 

 
 
 

Qualche volta uno strappo è improvviso, altre volte diventa una necessità

Post n°809 pubblicato il 26 Aprile 2021 da Web_London


Prima o poi dovrò imparare a non pubblicare cose già scritte.
E' vero, prima o poi dovrò imparare.


Che cosa è uno strappo?
Com'è fatto, che sapore ha, tu lo sai?

Qualche volta uno strappo è improvviso, altre volte diventa una necessità.
Violento e feroce, può significare la morte oppure può portare (o ri-portare) alla vita.
Può scrivere la parola fine a qualcosa o può essere l'inizio di qualcos'altro.
Io credo diipenda da che parte del tavolo stai.

Quando siamo nati, tutti noi urlando e piangendo siamo stati strappati via da dove eravamo per cominciare il nostro viaggio in questo mondo.
Siamo poi diventati grandi e ci sono stati altri strappi.
Non meno dolorosi
Strappi nel lavoro, negli affetti più cari, strappi nell'amore.

Gli strappi sono sempre così, violenti e brutali.
E' come quando restiamo sorpresi da un temporale
improvviso, sono come il tuono che ci assorda e vengono subito dopo il lampo che disegna una riga gialla e netta nel cielo
Durano il tempo di un niente.
Gli effetti poi, quelli non li possiamo mai prevedere all'inizio. Posso dire che qualche volta durano un attimo, come quando togli un cerotto all'improvviso, altre volte, invece, gli effetti te li porti addosso per un sacco di tempo.

In ogni caso uno strappo non è mai indolore.
Ci resta sempre un segno e se avremo fortuna con il tempo prima o poi lo riassorberà, lasciando un alone invisibile, una cicatrice a testimoniare che noi eravamo lì, che eravamo noi e che la pelle era la nostra
A volte non resta neppure quella, a volte molto di più di quella.

Io credo succeda sempre così
Come in tutte le cose della, vita c'è un inizio e c'è sempre una fine.
E spesso la fine avviene con uno strappo
L'unica cosa che non ancora non sappiamo prevedere con precisione è il "come" e "quando" succederà.

 
 
 

Suggestioni letali

Post n°808 pubblicato il 22 Aprile 2021 da Web_London


Un post di qualche tempo fa
ritrovato per caso tra una suggestione e un ricordo.

 


"Accidenti Web, non ci arrivo ..."
"Ossignore, cosa stai facendo adesso?"
"Aspetta ... ancora un momento e li acciuffo per le orecchie ... uff, ma perchè li hanno messi così lontano?"
"Si può sapere cosa cerchi?"
"Maledetti a loro e a chi ci li ha messi lì ... i GELATI CERCO!"
"Li puoi prendere anche senza andare a far compagnia ai gamberetti, guarda quanti ce ne sono davanti a te"
"Ma non sono al gusto che voglio io, io li voglio al limone e quelli guarda dove li hanno messi, ... accidenti ... e tu, invece di star lì a guardare e brontolare, non potresti darmi una mano?"
"Ah ah, nemmeno mi passa per l'anticamera del cervello, io voglio proprio vedere come va a finire"
"Dai, dammi una mano, se mi tieni ferme le gambe riesco ad allungarmi ancora un po' e ci arrivo"
"Non ci penso nemmeno, ti avverto solo che se cadi dentro il frigo io non vengo a tirarti su, anzi chiudo lo sportello e resti lì a far compagnia ai quattro salti in padella e ai sofficini Findus"
"Accidenti a loro, ma non potevano metterli più vicini ... uff, ancora un momento ... ecco, ... PRESI!"

...

Io non lo so come la pensiate ma per quel che riguarda me, una donna così, che per il gelato che più le piace è disposta a congelarsi le orecchie e rischiare di trovarsi faccia a faccia con "Capitan Findus", io la trovo semplicemente adorabile e vado letteralmente fuori di melone quando ne incontro una.

Ma poi mi chiedo, ce ne sono ancora di donne così in giro per il mondo ?
In vita mia ne ho conosciuta una, due, ... forse tre, disposte a tanto, di sicuro non di più.
Qualcuno ancora insiste a dirmi che in giro ce ne sono ancora tante.
Mah, sarà vero, forse sono solo io che ultimamente mi sono distratto un attimo.

Comunque sia, donne così sono semplicemente adorabili.

...


ZAZ
Je veux

 
 
 

Non cambia la realtà delle cose e della vita ma ci modifica la percezione del nostro andare

Post n°807 pubblicato il 19 Aprile 2021 da Web_London

 


"Se partissimo dal presupposto che siamo tutti folli,
questo ci aiuterebbe a comprenderci gli uni con gli altri
e risolverebbe molti enigmi"
(Mark Twain)

...

Con la giusta distanza emotiva e lo scorrere del tempo su emozioni spesso contrastanti, mi accorgo che oggi osservo con lucidità ogni evento, distinguendo cosa è stato e cosa no.

Siamo fatti di carne e di pulsioni feroci che da sempre ci alterano il senso profondo della realtà, scendendo sulle nostre presunte ragioni e su ogni torto che pensiamo di aver subito o di aver fatto.
Ne siamo talmente convinti e coinvolti, qualche volta travolti, da non accorgerci di non sapere mai distinguere tra ciò che è e ciò che noi pensiamo sia stato.

Ma poi il tempo passa, le stagioni si scambiano l'una con l'altra e ogni evento che in qualche modo ci ha ferito dentro viene spogliato da tutte le emozioni ancora a fior di pelle che ci portavamo addosso lasciandoci dei ricordi, belli o brutti che siano, non importa.
Appartengono a noi, fanno parte di una storia, unica tra le tant e colorano i nostri pensieri restando impressi nella nostra pelle a memoria di un tempo che non è mai stato inutile e vuoto come lo potevano pensare in quei giorni.

Non cambia la realtà delle cose e della vita ma ci modifica la percezione del nostro andare e, soprattutto, è il momento in cui ci rendiamo conto che quei ricordi li possiamo prendere tra le mani e rigirarli come meglio crediamo senza che ci brucino le dita e facciano ancora male.

 

 
 
 

Quel vento ...

Post n°806 pubblicato il 15 Aprile 2021 da Web_London


Lo senti mai il vento, "quel" vento?
Quello che arriva improvviso senza avvisarti prima e piega ogni cosa trova davanti a sè e passa attraverso i pensieri intrufolandosi dappertutto?

Quello che se cerchi di fermarlo con le mani ti rendi conto che è tutto inutile, lui se ne frega di quello che tu vuoi o non vuoi.
E non chiede mai il permesso, sfacciato e irriverente, senza un briciolo di educazione non avverte, non suona il campanello, non avvisa mai prima ma ti travolge prepotente quando meno te l'aspetti.

Ti arriva addosso quando ascolti una canzone che non sentivi da tempo, arriva quando raccogli un ricordo e lo rigiri in silenzio tra le mani, o quando al mattino ti svegli e ti rendi conto di aver fatto un sogno che non sai decifrare.

E' potente, ti mette spalle al muro, accende il cervello e lo spegne un momento dopo, rigettandoti dentro dimensioni che avevi dimenticato.
Hai presente di quale vento io stia parlando?
Ecco, quello, si.

 
 
 

Comunque sia, di una sola cosa sono sicuro, le donne quando si incazzano diventano tutte delle feroci e letali tagliagole!

Post n°805 pubblicato il 14 Aprile 2021 da Web_London


Se un uomo arriva a superare i cinquanta, e credetemi non sempre è una facile impresa, può affermare con una certa tranquilità di averne viste un bel po'.
Probabilmente, non distribuite in uguale misura nel tempo passato, magari di più in certi periodi e meno in altri, ma a conti fatti si ritrova sempre con i suoi cassetti pieni di cose viste e di parole dette.
Oppure di parole "non" dette, che alla lunga hanno sempre un gran peso anche loro a riempire lo spazio nei cassetti.
Con le donne che in qualche modo ha frequentato poi, un uomo ne avrebbe da raccontare fin che vuole.
Paradossalmente, anche se ne avesse avuta solo una già basterebbe.
Se poi ce n'è stata più di una, beh, in quel caso è tutto grasso che cola e ne avrebbe per tutta la sua vecchiaia e oltre.

Le donne sono da sempre una fonte illimitata di contraddizioni che se un uomo desse retta e andasse dietro ad ogni cosa che fanno o che dicono, si troverebbe camminare a testa in giù e perderebbe il suo equilibrio mentale senza nemmeno accorgersi di quello che gli sta succedendo
Potrebbero anche loro dire altrettanto di noi uomini?
Naaaa, può darsi che le donne abbiano anche loro qualcosa da dire su di noi ma non credo quanto noi di loro.
Assolutamente no!

Il sommo poeta diceva che le donne hanno la rara caratteristica di spezzare le tempeste che hai dentro; si, può essere, peccato che poi sanno anche benissimo come fartele venire, le tempeste.
Sanno liberarti le mani quando la vita ti fa prigioniero ma se poi gli girano, con la stessa disinvoltura ti fanno prigioniero loro stesse e ti ritrovi al di là delle sbarre, tenuto a galla e in balìa dei loro umori che poi a uscirne diventa quasi impossibile se non lasciandoci per terra pezzi di te.
Dicono che le donne ti possono cambiare il mondo con uno sguardo; già e poi nella stessa identica maniera sanno anche come distruggertelo e fartelo esplodere come un vetro in faccia, il mondo.

Avete mai provato a litigare con una donna?
Chi ne ha frequentata una può caprmi meglio, con loro è sempre dura, comunque tu la metta, nell'amicizia con un'amica, sul sentimentale con la donna che in quel momento stai frequentando, con qualunque donna tu abbia avuto a che fare, quando ci litighi è sempre dura.
Piuttosto che litigare con una donna, per me sarebbe molto meglio farmi infilare una pigna in quel posto, farebbe meno male e sarebbe meno fastidioso!
Litigare con una donna è dura, durissima.
Ma poi, pensiamoci un momento, perché si arriva a litigare con una donna?
Semplice, perché il più delle volte "è lei che non capisce" ... ^__^
Nel litigare con una donna con cui hai una frequentazione io ci vedo solo un vantaggio, quello di fare all'amore per fare la pace, se pace poi c'è perchè nemmeno quella è assicurata.
Solo quello, per il resto, è una tortura e un tormento da evitare.
Per come la vedo io alla fine ci si fa sempre del male, sia che si abbia ragione (nella quasi totalità delle volte), sia che si abbia torto (raramente)
Stamattina una mia collega, dopo aver litigato al telefono con non so chi, appena ha messo giù si è rivolta a me e mi ha detto: "Web, ho il sistema nervoso alterato!"
Ecco, litigare con una donna fa proprio questo, altera a noi uomini il sistema nervoso ^__^

Da quando nascono, le donne portano in grembo un piccolissimo seme della follia che per la maggior parte del tempo giace silenzioso dentro di loro fino a quando, improvvisamente, esce fuori in tutta la sua forza quando meno te l'aspetti.
E se hai la sfortuna di esser lì vicino ti ritrovi improvvisamente in mezzo a un uragano impazzito e non ti rendi assolutamente conto quando è iniziato e, soprattutto, "quando" finirà.
Sanno farti impazzire e un po' alla volta, inesorabilmente, farti scivolare dentro nella loro montagna di contraddizioni.
Tutte pimpanti, prenotano voli per due in giro per l'Europa e se poi tu non ci puoi andare perchè hai avuto un contrattempo loro ci vanno lo stesso da sole, anche controvoglia, solo per dimostrarti che sono incazzate e che in fondo non hanno bisogno di te e possono stare benissimo da sole.
E avanti cosi, diventando con le parole delle feroci tagliagole.
Ti possono rincorrere attorno ad un tavolo o farsi trovare con un body di due taglie più piccolo quando le vai a trovare e un minuto dopo, anche queste, si possono trasformare in letali tagliagole.
O magari presentarsi al primo appuntamento con un vasetto di salsa di pomodoro fatta in casa dal loro padre che ha l'orto e dirti quanto sarebbe bello poter preparare le torte al tuo marmocchio non sapendo che lui i dolci odia, e il giorno dopo, dimenticando tutto, scriverti parole così dure da farti gelare il sangue.
Anche quelle, delle perfette tagliagole.
Insomma, mettiamola come vogliamo ma quando una donna si incazza diventa una rigorosa, precisa e letale tagliagole. ^__^
Non riuscirei a trovare un'immagine diversa, quando penso ad una donna incazzata, quando nei momenti in cui fa uscire senza freni ogni cosa dalla sua bocca per poi pentirsene (quasi sempre) il giorno dopo.
L'immagine che mi arriva è quella, della perfetta tagliagole.
E alzi la mano chi pensa che non sia cosi che gliela taglio all'istante! ^__^

Io non le capisco, non ho mai capito niente delle donne e a questo punto sto pensando seriamente di aver sbagliato tutte le scelte fatte.
Certo, nella vita ho scelto dei buoni amici, ho delle care amiche a cui non rinuncerei per niente al mondo e ho fatto anche dei buoni investimenti, ma sulle donne, che Dio me ne scampi, su quelle è come se il cervello si trasformasse in marmellata.
Non che io fossi meglio di loro, non voglio dire questo, credo solo che fosse il momento a essere sbagliato, il "loro" non non coincideva mai con il "mio".

Nei momenti in cui avevo bisogno di una spinta di vitalità incontravo quella tranquilla, anche troppo; quando invece volevo un po' di serenità incontravo la nottambula sveglia a tutte le ore della notte.
La cercavo vicino a casa e incontravo quella che abitava all'estremità opposta della provincia, a cento chilometri che per andarla a trovare partivo con il sole e arrivavo da lei con il buio (grande errore questo, chi mi conosce lo sa, bisogna sempre trovarla sotto i venti chilometri, è una legge non scritta)
Capitava che poi volessi di uscire e vivere un po' in leggerezza dopo un momento difficile e chi ti incontravo, quella che voleva il grande amore della vita che già dopo il secondo appuntamento si era messa in testa la meravigliosa idea di presentarmi ai suoi figli come il loro futuro padre.
Mio Dio no, ci siamo appena conosciuti e non mi pare proprio il caso!
Alla fine, ritornavo a cercare un po' di tranquillità e mi imbattevo nella follia allo stato puro, senza freni e con la splendida idea, per lei, di trascinarmi in tutte le sue follie.

A volte ci penso su, non erano sbagliate loro, questo non posso dirlo, e non ero sbagliato io, nemmeno questo posso dire, ma l'incastro era davvero raro da incontrare.
Comunque, nei momenti in cui c'è stato devo ammettere che è stato una meraviglia, anche se il più delle volte durava davvero poco e da lì a poco diventava solo una sfocata e sbiadita fotografia da conservare e appendere in salotto o da mettere dentro in qualche cassetto della vita.

Insomma, niente da fare, "rien ne va plus", "nada", nella scelta di una donna sono sempre stato una frana!
Ma poi penso: si può davvero "scegliere" una donna?
O che magari dipenda invece da qualcos'altro e dipenda da mille altre cose e non si possa razionalizzare così?
Si, può essere, a parte la questione della distanza, (sotto i 20 Km), quella è una legge e non si discute! ^_^
Certo, certo, dipenderà da tutti e due, dallle mille variabili imponderabili, dalla chimica, dall'intelligenza delle due persone, dalla voglia di costruire qualcosa assieme, all'incanto dell'incastro perfetto e inarrivabile, sarà così come dicono quelli che ne capiscono di queste cose, su questo non ho dubbi, è una magia che si fa realtà, niente da dire, sono d'accordo e condivido

Ma c'è un punto di cui sono sicuro al di là di ogni possibile smentita; quando si incazzano, le donne, diventano tutte, e dico tutte, delle feroci e letali tagliagole.
Questa è una legge, scritta o non scritta, è così.
Ola

 

 
 
 
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