G.: stasera devo farmi un giro sul tuo blogJ.: perché?G.: niente, è un po’ di tempo che non ci vadoJ.: ok, ma non ho scritto niente di che, non ho tutta questa ispirazione…G.: come non hai ispirazione?J.: è un po’ di tempo che non so cosa scrivereG.: scrivi di meJ.: cosa?!?G.: fai un post in cui parli di me…. Fosse semplice!!! Non saprei davvero da dove cominciare…quindi apro una pagina word e comincio a scrivere, sperando che ciò che scrivo abbia un senso, sperando di riuscire a seguire un filo logico. Mi sono resa conto che per scrivere questo post non posso partire da ora, ne dal settembre scorso…no, partirò da prima, racconterò tutta la storia. La mia vita è fatta di tappe, di segmenti, di rotture tra un pezzo e l’altro…l’ultimo comincia a luglio 2004, diploma di maturità superato bene, le vacanze con un’amica, poi la scelta dell’università, quel campus che mi ha letteralmente rapita, era il posto giusto per me.i primi giorni di corso,, un po’ spaesata cerco di farmi amicizie…conosco M., una ragazza timida ed introversa che però non ha voglia di fare amicizia con nessuno; io invece ho voglia di conoscere gente il più possibile.Ricordo il sorriso dolce di S. che mi saluta ogni mattina, e dopo lei le altre ragazze, e poi C., l’ultima ad essersi aggiunta nel gruppo..e poi tutti gli altri, tante altre persone: ognuno con il proprio modo di essere, ciascuno con il proprio modo, anche discutibile, di farsi notare. Sono giorni di corsi, di chiacchierate, di sigarette fumate nell’intervallo,di discussioni interminabili. Nel frattempo mi iscrivo ad amnesty, e mi affidano un articolo da scrivere per il giornale regionale…sono felice. Arriva gennaio e poi febbraio, i primi esami vanno bene, ma soprattutto è bella la voglia di stare con gli altri, di trovare tanti amici in un ambiente non costretto come quello della scuola E arriva febbraio e la prima riunione della redazione…e al ritorno la telefonata di una persona che avevo appena conosciuto…una semplice telefonata, ma per me era qualcosa di più, sentivo che qualcosa stava per accadere. All’università una persona si fa notare più di tutti…arriva spesso in ritardo alle lezioni, con gli occhiali da sole, polo dai colori improbabili, la borsa su una spalla e l’aria da chi dalla vita ha capito molto…insomma, il contrario di me… Dall’altro lato le cose continuano ad andare, le telefonate si fanno sempre più lunghe, poi decido di non pensarci pi, sto rischiando di innamorarmi di nuovo, di avere l’ennesima delusione…e poi non lo conosco, non so niente i lui Arriva aprile, i primi giorni di aprile, corso di privato e poi economia…la commemorazione del papa, qualcosa di assurdo. Incredibile, io e A., il tipo con gli occhiali da sole ci troviamo d’accordo… ricordo i commenti mentre professori esagitati tentano di politicizzare in qualche modo anche la morte del papa. Pausa sigaretta, ed io ed S. ci troviamo a parlare. Incredibile, abbiamo molti punti di accordo…nooo, oddio no… siamo completamente in disaccordo…mamma mia quanto è antipatico, ma chi si crede di essere. Un giorno arrivo in sala informatica con gli occhi rossi per il pianto, ed il ricordo di un amico che non c’è più sempre più vivo nella memoria… “non è giornata A.”…così rispondo ad una sua battuta, controllo la posta ed esco fuori, c’è il sole, ma ho freddo. …continua…che vi interessi o no, questa storia la devo scrivere!!! A dopoP.S.: qualcuno, una persona in particolare, potrebbe sentirsi chiamata in causa da questa storia, spero non ti dispiaccia.
LA STORIA ...
G.: stasera devo farmi un giro sul tuo blogJ.: perché?G.: niente, è un po’ di tempo che non ci vadoJ.: ok, ma non ho scritto niente di che, non ho tutta questa ispirazione…G.: come non hai ispirazione?J.: è un po’ di tempo che non so cosa scrivereG.: scrivi di meJ.: cosa?!?G.: fai un post in cui parli di me…. Fosse semplice!!! Non saprei davvero da dove cominciare…quindi apro una pagina word e comincio a scrivere, sperando che ciò che scrivo abbia un senso, sperando di riuscire a seguire un filo logico. Mi sono resa conto che per scrivere questo post non posso partire da ora, ne dal settembre scorso…no, partirò da prima, racconterò tutta la storia. La mia vita è fatta di tappe, di segmenti, di rotture tra un pezzo e l’altro…l’ultimo comincia a luglio 2004, diploma di maturità superato bene, le vacanze con un’amica, poi la scelta dell’università, quel campus che mi ha letteralmente rapita, era il posto giusto per me.i primi giorni di corso,, un po’ spaesata cerco di farmi amicizie…conosco M., una ragazza timida ed introversa che però non ha voglia di fare amicizia con nessuno; io invece ho voglia di conoscere gente il più possibile.Ricordo il sorriso dolce di S. che mi saluta ogni mattina, e dopo lei le altre ragazze, e poi C., l’ultima ad essersi aggiunta nel gruppo..e poi tutti gli altri, tante altre persone: ognuno con il proprio modo di essere, ciascuno con il proprio modo, anche discutibile, di farsi notare. Sono giorni di corsi, di chiacchierate, di sigarette fumate nell’intervallo,di discussioni interminabili. Nel frattempo mi iscrivo ad amnesty, e mi affidano un articolo da scrivere per il giornale regionale…sono felice. Arriva gennaio e poi febbraio, i primi esami vanno bene, ma soprattutto è bella la voglia di stare con gli altri, di trovare tanti amici in un ambiente non costretto come quello della scuola E arriva febbraio e la prima riunione della redazione…e al ritorno la telefonata di una persona che avevo appena conosciuto…una semplice telefonata, ma per me era qualcosa di più, sentivo che qualcosa stava per accadere. All’università una persona si fa notare più di tutti…arriva spesso in ritardo alle lezioni, con gli occhiali da sole, polo dai colori improbabili, la borsa su una spalla e l’aria da chi dalla vita ha capito molto…insomma, il contrario di me… Dall’altro lato le cose continuano ad andare, le telefonate si fanno sempre più lunghe, poi decido di non pensarci pi, sto rischiando di innamorarmi di nuovo, di avere l’ennesima delusione…e poi non lo conosco, non so niente i lui Arriva aprile, i primi giorni di aprile, corso di privato e poi economia…la commemorazione del papa, qualcosa di assurdo. Incredibile, io e A., il tipo con gli occhiali da sole ci troviamo d’accordo… ricordo i commenti mentre professori esagitati tentano di politicizzare in qualche modo anche la morte del papa. Pausa sigaretta, ed io ed S. ci troviamo a parlare. Incredibile, abbiamo molti punti di accordo…nooo, oddio no… siamo completamente in disaccordo…mamma mia quanto è antipatico, ma chi si crede di essere. Un giorno arrivo in sala informatica con gli occhi rossi per il pianto, ed il ricordo di un amico che non c’è più sempre più vivo nella memoria… “non è giornata A.”…così rispondo ad una sua battuta, controllo la posta ed esco fuori, c’è il sole, ma ho freddo. …continua…che vi interessi o no, questa storia la devo scrivere!!! A dopoP.S.: qualcuno, una persona in particolare, potrebbe sentirsi chiamata in causa da questa storia, spero non ti dispiaccia.