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Post N° 157


Dovrei scrivere di quello che mi è successo ieri, del perché io mi trovi davanti al pc così presto quando potrei dormire ancora un bel po’…ma non mi va, non voglio rovinare questa storia……quindi… continua dal post precedente: esco fuori e probabilmente accendo una sigaretta; avrei il seminario di privato da seguire, ma tutti i posti sono occupati e non sono nemmeno dell’umore giusto. Dopo un po’ che sono appoggiata al muro cercando di calmarmi, arriva A., neanche lui a quanto vedo non ha voglia di seguire. Ci sediamo su una panchina, iniziamo a parlare, lui forse tenta di tirarmi su, poi ci raccontiamo delle cose, non sta vivendo proprio un bel momento.I giorni successivi finiamo spesso vicini durante i seminari o i corsi di economia; comincia a psicoanalizzarmi, ricordo ancora alcune sue affermazioni, il mio stupore: aveva capito cose che neanche la mia migliore amica… Avevo un po’ dimenticato G., non lo vedevo da mesi, poi abbiamo cominciato a sentirci di nuovo, per il giornale soprattutto e … ci sono ricascata. Arriva maggio, e gli inizi di giugno, gli esami che ci perseguitano, come il sole e il caldo che ti dicono di stenderti sull’erba a non fare niente… ricordo i riposini a sole fuori alla mensa, i giri nei dipartimenti, nei quali mi perdevo puntualmente, per cercare un posto tranquillo in cui studiare, le litigate furiose, i lividi … nasce un’amicizia; forse per la prima volta metto a nudo quello che sono, senza paure, forse per la prima volta capisco cose di me… Gli esami, tanti, troppi, e a fine giugno credo, la riunione in cui rivedo G.; profuma di sapone, lo ricordo benissimo. Durante la riunione ci guardiamo di continuo, poi mi fa cenno di andare da lui, mi chiede “come va?”, e mentre io parlo mi tocca i capelli. Scherziamo un po’, poi lui va via, ma ormai è scattato qualcosa, lo sappiamo entrambi. Lo sappiamo entrambi, ma io ho altri esami da fare, lui anche… 19 luglio, come un secono esame di stato, ce l’abbiamo fatta, abbiamo chiuso privato!! Festeggiamenti, e l’ultimo saluto ad A., che sta per partire. Non la prendo tanto bene, avevo instaurato una specie di dipendenza, ma ero felice per lui, molto felice. Fine luglio, agosto, lui in vacanza, poi io, poi di nuovo lui. Decidiamo finalmente di vederci, terzo sabato di agosto, ma si scatena il diluvio e rimandiamo.  …un giorno di settembre un amico parte, G. mi dice “ti voglio bene”… la mattina del 21 settembre un messaggio mio a G.; ormai si gioca a carte scoperte.