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Post N° 163


ieri in questa community ho letto cose che mi hanno amareggiato.solitamente non leggo mai il "blog del giorno", soprattutto negli ultimi tempi, poichè le scelte di Libero mi appaiono a dir poco discutibili. ieri sera però gli ho dato uno sguardo, ho dato uno sguardo al "post del giorno", che riguardava il permesso premio di erika, la ragazza della strage di novi ligure.il post in se non lo condividevo, credo che una persona sia tale, con tutte le sfumature del proprio carattere, e non possa essere considerata una macchina senza cuore.ma a lasciarmi perplessa sono stati soprattutto i commenti, alcuni commenti che ho avuto il "piacere" di leggere.se da quasi due anni sono iscritta ad amnesty international è perchè credo che si debbano sempre garantire i diritti di un essere umano, di qualunque etnia e genere esso sia, qualunque sia il suo credo politico o religioso. credo che nel 2006 si possano, anzi si debbano abbandonare i concetti di tortura (che sia essa fisica o psicologica), e che una società civile debba trovare il modo di garantire l'ordine senza ricorrere a violenza, senza utilizzare strumenti punitivi eccessivi quali la pensa di morte.credo anche, seppure non cattolica praticante, nel perdono e nella redenzione, ma non si tratta solo di questo.credo fermamente infatti che ogni persona, anche ad un assassino, ha diritti fondamentali che devono essere rispettati; sono inoltre convinta che anche il carcere a vita sia da combattere a tutti i costi, soprattutto se si tratta di una persona giovane, che potrà ancora dare molto a se stessa e agli altri; il carcere a vita è una sconfitta per la società, un'ammissione di impotenza inaccettabile.siamo convinti di conoscere tanto di una persona da poter entrare nella sua psiche e condannarla senza appelo; siamo convinti che i processi si facciano in tv, neghiamo agli altri la benevolenza che invece non neghiamo mai a noi stessi.ovviamente è duro accettare che una ragazzina (in questo caso) possa commettere omicidi così efferati, ma nel nostro ordinamento la detenzione dovrebbe essere uno strumento repressivo ma soprattutto rieducativo.le posizioni dei sostenitori di pene severe e degradanti sono sempre le stesse; tutti mi chiedono "se accadesse ad un tuo familiare di subire una violenza, se accadesse A TE? io credo cher le persone non coinvolte debbano pensare ed agire con ragionevolezza, lasciando da parte l'emotività spicciola. se accadesse a me spero di non perdere la testa e di restare ferma nelle mie condizioni, altrimenti altri agiranno giustamente per me.dico questo in semplice rappresentanza di me stessa e non di alcuna associazione o movimento.