Favola: Gideon Giulius e la fatina della felicità (per ragazzi)

(racconto tipo verde e bianco)

INTRODUZIONE: la fatina della felicità è stata presa prigioniera con l’inganno, molti cercano di salvarla, ma non riescono a vincere la magia del mago dell’opportunismo che le vieta di far provare felicità a tutti, potrà Gideon Giulius liberare la felicità, sappiamo però che Gideon è un peccatore..ma..

INIZIO

Favola: Gideon Giulius e la fatina della felicità

C’era una volta tanti anni fa, nel mondo delle favole, un paese, dove abitava la fatina della felicità..la cara ragazza oltre che diffondere in tutti gli abitanti i momenti di gioia e di felicità, favoriva nei campi il nascere dei fiori e dei frutti in primavera.

Ma un giorno il cattivo “mago dell’opportunismo”..decise che la felicità non doveva essere di tutti..che solo chi meritava poteva provare la gioia di essere felice..ed era lui con le sue regole logiche e severe a decidere chi meritava felicità e chi no.

Il mago decise quindi di imprigionare la fatina della felicità per obbligarla al suo opportunismo.

Attirò la fatina in un lontano castello con la sua magia, dicendo che serviva il suo aiuto in quel luogo, poi con la suggestione della logica, creò false buone intenzioni e tante regole inique..la fatina diventò prigioniera per molti anni del mago.

Quel paese che era lontano dal mondo ora sopportava un triste problema…in quel paese come per volontà di quel mago, la vera felicità non era più concessa a tutti..e gli alberi ed i campi non davano frutti e fiori ovunque..non tutti gli alberi potevano fiorire e non tutti gli abitanti potevano gioire.

La fatina che comandava la felicità era ormai tenuta prigioniera da molti anni dal mago cattivo, nel suo castello fatto di logiche pignole e coerenza, si compiva questa ingiustizia.

Molti avevano tentato di liberarla ma avevano tutti fallito.

La fatina della felicità aveva il potere di rendere felice chiunque, donando a tutti pensieri e sensazioni di allegria e di pace, ma in quel paese non era più concesso provar felicità, dipendeva ormai dal mago ottenere felicità da lei e il mago non era mai d’accordo a concedere la vera felicità……la gente doveva comprendere le richieste del mago e fare patti con lui.

Ma la fatina aveva un potere ancora, che gli dava una speranza, ella poteva chieder aiuto a qualcuno in telepatia..nonostante vivesse prigioniera..il suo pensiero poteva raggiungere chiunque.

Così ogni sera la fatina si concentrava e trasmetteva il suo messaggio di aiuto a chiunque la sentisse in lui..ella parlava agli eroi nella loro mente..era un messaggio che arrivava nell’animo di tutti i cavalieri del regno.

Ogni giorno un cavaliere di quel paese sentiva il suo richiamo di aiuto..ed incominciava la sua avventura per salvarla dal cattivo mago, che la teneva prigioniera nella torre del suo castello…lo scopo della vita è provare felicità nel vivere..bisognava liberare la fatina al più presto era una questione esistenziale.

Ma molti come vi ho detto avevano fallito, troppe erano le difficoltà e le trappole psicologiche escogitate dal mago per difendere il castello..molti patirono il potere del mago e furono trasformati in quanto falsamente puri, in statue di terracotta e burattini, poichè l’automatismo che governava la loro coscenza si rompeva in mille frammenti se capivano di non essere integerrimi, e così molti cavalieri a causa della loro crisi di coscienza, diventavano burattini nelle mani del mago.

La forza di coloro che erano diventati superbi di una idea di perfezione..non incuteva timore al mago….il mago dell’opportunismo interpretando in modo differente e pignolo la loro vita, calunniandoli e obbligandoli a nuove verità… li convinceva che la loro vita aveva errori..convicendoli così ad una verità più vantaggiosa per lui…in questo modo faceva sentire in errore i nemici…era questa una sua magia…il sospetto di avere errori anche se ormai dimenticati, offendeva la forza psichica degli eroi perfezionisti..e il mago riusciva successivamente con una magia a trasformali in statue..dovete sapere che quando la forza del cavaliere era dovuta ad una suggestione di perfezione, che il mago con una sua magia riusciva a dimostrare che era falsa …la sua forza lo abbandonava ed il cavaliere diventava come un burattino nelle mani del mago dell’opportunismo.

Fallimento dopo fallimento..anni dopo anni …in quel regno non c’era più un cavaliere in grado di liberare la nostra fatina.

Ma la “fatina della felicità” sentiva che rimaneva un solo unico uomo che era in grado di liberarla..in quanto i presagi nelle stelle dicevano che era adatto anche lui.. gli astri amici dicevano che forse era il più adatto a liberarla.

Si! Rimaneva un solo ultimo uomo libero e sincero..ma egli era giudicato strano e un po’ matto purtroppo dalla gente.

Egli non era nemmeno un cavaliere,..infatti era anche un peccatore, un contadino al quale gli piaceva bere il vino..ogni sera egli si ubriacava vicino al camino della sua casa per riscaldarsi dal freddo dell’inverno e poi ubriaco diventava sgarbato con tutti..e tutti gli dicevano:” come sei maleducato Giulius!”..per forza era ubriaco di vino.. e molte sono le infrazioni che capitano agli esseri umani quando sono in preda a questa dolce bevanda..ma Giulius ricordava a se stesso di non avere mai offeso il Volersi Santo del Signore..

Giulius il contadino, questo era il suo nome, aveva commesso errori quando era ubriaco, infrazioni alla educazione che non potevano ritornare esatte, e che lui si sforzava di far rimanere segrete al sapere degli altri, faceva questo in rispetto dei giorni senza sbagli che aveva vissuto che erano molti anch’essi…infatti il nostro amico non era più un giovanotto ed aveva ormai più di 40 anni…e non era come uomo un esempio di perfezione di certo.

La fatina una sera si concentrò con la mente e pensò ugualmente a quello strano suo futuro cavaliere e gli consigliò come vincere il mago cattivo che la teneva prigioniera pregandolo di fare questa buona azione per il suo paese..

Gideon Giulius doveva diventare un suo cavaliere, ma doveva essere consapevole di una nuova strategia: “ritenersi volentieri un ignorante..in modo da poter fare cose imprevedibili e incoerenti che lo avrebbero fatto vincere…questo modo di giudicarsi con umiltà e allo stesso tempo differente dagli altri…lo avrebbe aiutato a vincere”.

La fatina raccontò in telepatia al contadino di quanto soffrisse per il mondo a causa di essere tenuta prigioniera ed a essere vittima dell’egoismo del mago e disse al contadino:”per diventare cavaliere devi salire sulla montagna magica in quel luogo sulla vetta della montagna vivono “gli angeli della saggezza” che sono miei amici, ti aiuteranno a diventare un cavaliere e potrai aiutarmi ad affrontare il mago cattivo del castello in cui sono prigioniera”.

Il contadino Gideon Giulius, sentì la voce telepatica nella mente, e siccome era un buono, si impietosì per la sorte della giovane fatina..si preparò all’impresa e promise di aiutarla rischiando la sua vita per lei, Gideon Giulus lasciò i campi e la sua fattoria e partì per raggiungere la montagna magica…”quella fatina merita aiuto…la gente del paese non é più felice quando vuole, occorre che io la aiuti!” diceva il contadino.

Gideon Giulius salì con molta forza e fiato gli irti sentieri che portavano alla vetta del monte e finalmente raggiunse l’altipiano che lo sormontava.

Vide in quel luogo gli angeli biondi della saggezza vestiti di bianche vesti..essi erano contro la guerra poichè obbedivano ad un Signore del Bene che si Vuole Santo, e non potevano aiutare nel belligerare chi come un eroe voleva fare buone azioni..ma essi potevano invece regalare agli eroi alcuni doni utili …insieme a dei saggi consigli sulle strategie da usare.

Essi circondarono il contadino con le loro celestiali figure e gli dissero: “Siccome sei, lo sappiamo, anche un ignorante, nel senso che hai diritto a delle attenuanti…puoi usare anche virtù ed idee particolari che nascono dalla vita povera…questo per vincere chi ci obbliga ad uno stile inventato da lui…inoltre l’ignoranza ti permette di fare uso di strategie psicologiche adatte agli umili”.

Le strategie che furono consigliate dalla saggezza a Giulius per vincere la battaglia psicologica con il mago…furono:

-Sapersi accontentare di essere giudicato un mediocre..

-Non essere reattivo alle provocazioni…

-Credere sostenuti nella verità che il Signore si Vuole Santo….

-Essere ottimista..e considerare solo ciò che è giusto

-Non preoccuparsi di essere meno istruito dei tanti.

-Non essere pignolo con se stesso…e giudicarsi in modo Santo..

Inoltre gli angeli gli dissero:

“Ecco per te alcuni doni dai tanti poteri”:

“Io ti dono la spada della imprevedibilità”..disse un angelo

“io ti dono lo scudo della sostanzialità”..disse un altro angelo

“io ti regalo il mantello del fare autocritica con onestà” disse un altro ancora

“ io ti dono l’elmo della “fede che convince che il Signore é Buono e Santo””..disse un altro angelo

“ed io ti regalo una armatura argentata che riflette la luce del sole e che consiglia chi ne è illuminato ad una nuova conoscenza ed a metodi nuovi” disse infine il capo degli angeli.

Questi doni ti serviranno per vincere il mago cattivo che altri non è che il “mago dell’opportunismo”..egli da sempre tenta di incattivire il mondo e vuole che la felicità non sia di tutti..ma solo di chi piace a lui..questa è una ingiustizia che dobbiamo debellare…poiché il diritto alla felicità è di ognuno.

Dopo qualche giorno di consigli e benedizioni gli angeli affermarono: “Questi doni usati con abilità ti serviranno..ora sei anche tu un cavaliere, ti abbiamo addestrato e ti nominiamo “il cavaliere del ravvedimento…il cavaliere che è buono si!..ma fino ad un certo punto..” questo sarà il tuo nome”.

“Dovrai superare le tremende prove che ti aspettano e se vincerai il mago malvagio avrai raggiunto il successo..ed avrai diritto anche tu alla felicità…. che tu avrai liberato dallo opportunismo di un dittatore”.

Gli angeli aggiunsero: “Ci devi riuscire ci sei rimasto solo tu..solo tu puoi salvare la fatina della felicità..è scritto nelle stelle..sei la sua ultima speranza…non resti che tu!”.

Al contadino fu donato anche un cavallo, Gideon Giulius indossando la armatura magica salì in groppa al cavallo e si incamminò per la strada che conduceva al castello del mago.

Dopo aver superato qualche collina e attraversato una foresta..con molto coraggio “il cavaliere del ravvedimento” intravide il castello del mago dittatore.

Sulla strada per il castello del mago, Gideon Giulius aveva visto le numerose statue di pietra, erano i cavalieri vinti giorni prima dalla magia del mago..dapprincipio si intimorì capendo che erano morti..…poi si fece coraggio e continuò ad avanzare verso il castello…

Raggiunse lo spiazzo antistante alla porta del castello e urlò:

“malvagio mago..libera la fatina che tieni prigioniera..oppure te la vedrai con me..io ti sfido alla battaglia!”.

Il mago apparve sul torrione del castello e disse:

“non posso liberare la fatina..perché aver felicità è anche lo scopo della mia vita.. .e la voglio tutta per me…tu che osi sfidarmi pagherai per questo affronto!”…

con un gesto delle mani.. a causa di una magia, il mago sparì dalla torre e apparve nel prato proprio di fronte al cavaliere ..il nostro Giulius vedendo la sua magia si spaventò un po’…e imbizzarrì il cavallo pronto a fuggire se la situazione si aggravava.

Disse il mago al cavaliere “osi sfidarmi!..ecco una magia per te”

“forze delle tenebre! che creano dolore senza prezzo..fate apparire il drago del disprezzo..va discriminato chi mi è inferiore…fate provare al cavaliere delle fiamme il dolore”

A queste parole del mago, apparve nel piano un drago dalla bocca fiammeggiante e dalle ali di pipistrello gigante.

Il drago vide il cavaliere e obbedendo al mago subito inondò di sensazioni dolorose in forma di fiamme rosse che gli uscivano dalle fauci ardenti quell’essere inferiore che si voleva cavaliere.

“Ahh!” gridò il cavaliere impaurito…ma si fece coraggio subito scese da cavallo e si portò dietro allo “scudo della sostanzialità”..e si convinse che nonostante qualche errore di vita anche lui meritava rispetto..si avvicinò protetto dallo scudo che resisteva alle fiamme e con molta forza agendo con la “spada della imprevedibilità” che ha il potere di smentire il cattivo giudizio degli avversari, ed urlò al drago: “ho sbagliato in passato, ma non è detto che sbaglierò ancora poichè sono diventato abile a non sbagliare più e lo sto dimostrando…e prova tu questo colpo di spada!” si avvicinò ancora sotto le fiamme protetto dal suo scudo magico e muovendo con forza il suo braccio colpì più volte al petto il drago con la spada…il drago morì nel prato e le sue fiamme smisero di ardere.

Il mago vide la abilità di quel cavaliere e affermò:..”tutta fortuna!” e decise un’altra strategia e gridò:

“forze delle tenebre che causate nei poveri il vittimismo..fate apparire i giganti dell’egoismo…essi pensano solo a se stessi…qui i buonisti non sono ammessi”

ed ecco che nel prato antistante il castello apparvero due giganti alti tre metri…erano giganti di pietra..erano lenti ..ma i loro pugni avrebbero frantumato qualsiasi armatura.

Il cavaliere si allontanò per decidere come vincerli, ma essi si avvicinarono a lui inseguendolo.

Ecco un gigante colpire con la forza del suo braccio di pietra il cavaliere, ma questi si protesse con lo scudo della sostanzialità e resistette al colpo..ma ora prima che l’altro gigante facesse altrettanto..il cavaliere della sostanzialità ebbe una idea…facendo illuminare dai raggi del sole la sua “armatura della nuova conoscenza” come con uno specchio, riflettendo la luce del sole..Gideon Giulius illuminò i due giganti prima uno e poi l’altro..questi provarono all’improvviso un forte intuito nel comprendere idee nuove, una volontà di permettere la libertà di opinione si formò in loro, provarono pietà e compresero l’ingiustizia che causavano a tutto il paese, provarono commozione per il destino umano ed il loro egoismo fu vinto.

I due giganti cominciarono entrambi ad avere fremiti ed a frantumarsi piano piano ed i loro corpi di pietra si sbriciolarono in acqua, lacrime e sassi e di loro non restò che un mucchietto di sassolini nel prato.

“Ti ho vinto oh! mago malvagio!”urlò Giulius ..”perché non mi affronti tu da solo..oppur hai paura di me?. disse il cavaliere urlando dalla pianura.

Il mago capì che quel cavaliere era di valore..decise quindi di affrontarlo influenzando la sua mente come lui sapeva fare e aveva fatto con altri..infatti era anche un furbo psicologo.

“Cavaliere! vedo i segreti della tua mente e vedo il tuo passato e so che tu hai commesso degli errori!” disse il mago

“Ora io conosco i tuoi errori e so tutto di te”….aggiunse il mago.. ”che la forza muscolare che aiuta questo cavaliere lo abbandoni per la vergogna che prova, egli non è più degno di lei poiché la comanda la perfezione ..ho letto nella sua vita passata…. egli è imperfetto…ed oragli ricorderò gli errori che ha commesso!”

Il contadino Giulius per nulla sorpreso da queste parole..non ebbe paura del sentire descritti i suoi errori passati da quell’opportunista e rispose:

“Devi sapere mago che la mia forza non si basa sulla perfezione..ma sulla sostanzialità unita alla contentezza di esistere come ravveduto!” e continuò “anche se sò di non essere il migliore come esempio di vita, ugualmente ritengo me stesso forte e bravo..e lo dimostrano le molte cose giuste che ho vissuto, io resisto di certo alla crisi di coscienza che mi vuoi causare!”.

Il mago dell’opportunismo capì che la forza magica che aiutava il cavaliere non avrebbe abbandonato il suo nemico.

Decise quindi un’altra tattica di battaglia.

“Lo priverò della libertà del pensiero!” disse il mago dall’alto del castello…”voglio privare codesto cavaliere della libertà di inventare nuovi metodi a causa dei suoi errori…ha errori..quindi io posso vincerlo!.”

“Cavaliere sei imperfetto nella morale e quindi io comando che non puoi avere e farti consigliare da nessuna idea tua, ma devi usare quelle di altri… ad esempio userai le mie idee!”

Vedendosi in pericolo Gideon Giulius disse:

“ora con l’elmo della fede che ho in testa, che mi porta a credere che il Signore é indulgente con me in quanto sono contento che si Vuole Santo… io obbedisco al Signore e non do ascolto a te oh! mago poichè sei cattivo!” e Giulius ebbe fede nelle idee che permettono di aiutare il ravveduto…anzi la fede in questo convincimento aumentò per effetto della esaltazione della battaglia…e disse: ”Ho fede che il Signore crede nella virtù della bontà, quindi permette anche a noi ignoranti, che crediamo nel Suo Volersi Santo, di poter inventare idee e soluzioni nuove per usarle per scopi benefici!”

il mago rispose “tu mi sei inferiore e non puoi inventare nuove filosofie in questo mondo!” quindi ubbidisci a chi ti è superiore… vedi io non ho errori..e quindi arrenditi!” disse il mago.

Il mago mostrandosi superbo delle sue verità e convincimenti, dichiarò le sue bugie..su come era stato creato il mondo secondo lui e su come sarà il futuro e affermò che lui è superiore, e le regole ed i nuovi criteri di giudizio, solo lui che è superiore le può deliberare “quindi tu cavaliere… devi obbedire alle mie regole in quanto sei inferiore nel giusto comportamento!” disse il mago.

“Tu mago sei falso… e devi rinnegare la tua falsa perfezione..hai certamente degli errori anche tu.. solamente che tu non li ritieni tali… in quanto sei falso..secondo me ritieni giuste cose sbagliate ed hai quindi timore della verità!” rispose Giulius

“non è vero che tu puoi inventare nuovi ragionamenti ed io no!” affermò risoluto Giulius il contadino..

“tu perchè sei nobile e ricco puoi inventare idee.. ed io non dovrei?..mi sembra iniqua di certo questa affermazione! ” disse Giulius e aggiunse: “Sono convinto che il Signore è indulgente e se ammettiamo che se forse siamo un po’ matti, ma ugualmente forti delle cose giuste che abbiamo… egli ci perdonerà e ci permetterà di diffondere nel mondo un idea utile al nostro rispetto..un metodo utile anche per noi…che ci salverà!”…ed aggiunse rivolto al mago:

“La tua falsità oh! mago ci ha deluso.. ed e’ giusto che anche noi poveri inventiamo filosofie per nostro conto..anche noi ignoranti possiamo migliorare il mondo!” affermò Giulius.

Armato della spada della imprevedibilità, forte della sua esperienza vissuta sperimentata e certa…il contadino disse di non credere alle false filosofie dichiarate dal mago…si dichiarò deluso da lui e dai suoi ragionamenti iniqui…così restando incredulo a causa della sua esperienza di vita, il contadino superò il primo ostacolo e vinse l’ipnosi del mago…il mago sentendosi accusato di essere un falso superbo…rimase in silenzio..

Il mago messo in difficoltà, cercò di convincere il contadino che non diceva falsità..le sue filosofie lo avevano reso ricco e famoso..la sua ricchezza e la bellezza di vita che viveva lo dimostravano, ed il mago disse che lui era il vincente ed era una persona di successo molto di più di un contadino..fu così che preso da molta superbia, il mago con una magia ulteriore apparve come un re glorioso agli occhi di Giulius disturbandogli con la sua luce esaltante il suo guardare…allo scopo di fargli capire quanto fosse superiore a lui…..

Giulius proteggendosi con il mantello dell’auto-critica il volto e gli occhi si pensò contadino e si ricordò che se anche qualcuno si credeva più bravo giustamente o ingiustamente di lui..lui poteva sempre ritenersi saggio e forte lo stesso…di certo pensò Giulius..ho diritto a sentirmi un bravo…ho vissuto molti giorni senza errori..ed ho sempre rispettato il Volersi Santo del Signore del Bene..

Fu così che Giulius facendosi coraggio con lo scudo della sostanzialità..affermò “le cose che ho vissuto nel giusto sono di più di quelle sbagliate, per cui merito di aver ragione ancora!”

il mago affermò:” Questo cavaliere è proprio invincibile…le mie lusinghe..i miei ragionamenti non lo fermano..devo appropriarmi di ciò che lo rende forte..devo togliere a lui e usare io la sua forza..come tutti gli opportunisti ho questo potere!”.

“Tu! vile cavaliere sei meno bravo di me..quindi in nome del mio opportunismo comando che la tua virtù diventi mia..perché tutto ciò che esiste serve il più bravo prima e poi serve, se c’è tempo, il meno bravo!”…disse il mago dell’opportunismo.

“La mia virtù è il fare autocritica con onestà, unito al coraggio di sopportare la carestia e di apprezzare l’abbondanza quando capita!” disse il cavaliere dei ravveduti..”il coraggio e l’umiltà sono le mie forze ..ed anche se tu mago ti senti più bravo di me, io non soffro di questo e resto pronto e abile ugualmente alla battaglia..sappi che io non invidio nessuno!” disse il contadino.

Ma l’ordine magico era stato dato e la virtù del fare autocritica abbandonò Giulius e divenne del mago….poichè il mago era ricco e invece Giulius era povero…era la prova che il mago era considerato tra i migliori dalll’umanità…ma ingiustamente e solo a causa della sua superbia..

Una forza ectoplasmica unita ad una luce verde uscì dal corpo di Giulius ed avvolse il corpo del mago.

Il mago si sentì strano..e disse:”Questa è una virtù che io non conosco..ma la voglio capire!”.

Il mantello che rappresentava il fare autocritica con onestà..lasciò le spalle del cavaliere Giulius e apparve invece sulle spalle del mago…fu un momento fortunato per Gideon Giulius..

Il mago all’inizio se ne compiacque tanto poichè avvertì molta saggezza…. ma poi capì… e fu troppo tardi per lui..che Il mantello si era messo a giudicare il mago all’improvviso…e giudicando peccatore quel mago, ne fu molto deluso a causa delle sue pretese inique, e fu giudicata veramente falsa la sua superbia, il mantello si ingigantì e imprigionò il mago nel suo volume, il mago fu preso alla testa da una improvvisa luce verde..e divenne buono e provò la virtù dell’umiltà..cominciò a provare dentro di se questa virtù…l’umiltà…si! l’umiltà dei Santi…ed decise di conseguenza di fare autocritica con sincerità…

Per effetto di questo miracolo.. il mago capì di quanto lui era malvagio con il mondo dei poveri e di quanto fosse falsa la sua superbia..ora che era diventato sincero a causa dell’autocritica, vedeva la sua realtà in altro modo..il mago capì di quanto valore per il benessere del mondo avesse l’intenzione nobile di Gideon Giulius.. che voleva far tornare la felicità a tutto il paese liberando la fatina della felicità che lui mago egoista aveva imprigionato…Gideon Giulius non pensava a se stesso..rischiava la vita per il prossimo…era un coraggioso.

Il mago reso umile nel auto-giudicarsi…si commosse ed aprì il suo cuore alla bontà..un po’ per l’agire magico del mantello..un po’ poiché la virtù dell’umiltà lo consigliava a quel comportamento e disse:

“D’accordo cavaliere hai tu l’intenzione più nobile tra noi due, ora l’ho capito e giusto che vinci tu..poichè tu combatti nell’interesse dei molti….puoi liberare la prigioniera, mi pento del mio egoismo immeritato, troverai la fatina nella torre più alta del mio castello.

Il cavaliere Giulius capì che aveva vinto…bisognava fare presto…si diresse verso l’entrata del castello che si aprì magicamente…e sali le molte scale della torre che portavano alla stanza dove era tenuta prigioniera la fatina della felicità.

Il mago intanto nel prato antistante il castello cominciò a pentirsi di tutte le sue malefatte e divenne sempre più piccolo fino a scomparire e restò poco di lui e quel poco che restò svanì in quella luce verde che scaturiva dal mantello..la luce diventò una sfera e lo portò via in un luogo sicuro da cui il mago non avrebbe fatto più del male a nessuno.

Evviva cari lettori! il cavaliere dei ravveduti aveva vinto il mago dell’opportunismo….questo perché Gideon Giulius era abituato a sapere di avere qualche errore, ed era abituato quindi a dover fare auto-critica ogni tanto, ma Gideon reso forte dal giudicarsi con sostanzialità riteneva se stesso forte ugualmente….aveva fiducia in se stesso pur avendo errori..questo era il suo segreto.

Il contadino Giulius, ora cavaliere, aveva intanto salito i tanti gradini della torre, aveva raggiunto finalmente la stanza dove era rinchiusa la principessa, la porta era chiusa e Giulius ne sfondò la porta con una spallata e liberò così la fatina, Giulius scoprì che ella era molto bella e che si chiamava davvero Felicità..

Finalmente la fatina era libera dalla sua prigione e Giulius insieme a lei ridiscese nel cortile del castello, e tutte e due in groppa al cavallo di Giulius poterono tornare verso le strade che portavano al centro del paese…e lo raggiunsero insieme acclamati dalla gente..

Finalmente ora la felicità poteva far gioire chi voleva e non doveva più obbedire alla iniquità di giudizio voluta da chi la teneva prigioniera….l’opportunismo del mago-dittatore era stato vinto..

Finalmente I fiori e i frutti tornarono ad adornare, per chiunque, i giardini e i campi di quel paese..in quel paese tornò la possibilità di essere felici per tutti, bastava volerlo..

Nel mondo tornò la Primavera..ed insieme alla bella stagione, anche il gioire dei giovani e degli anziani..il gioire dei poveri e dei ricchi.

Morale: è giusto dire che tutti hanno diritto alla felicità….anche se hanno dimostrato di non essere i migliori al mondo, essi però vanno educati ad accontentarsi ed a non invidiare nessuno…e chi sa essere contento vedendo solo le cose giuste della sua vita, saprà essere di conseguenza anche felice.

Poichè il Volersi Buono e Santo del Signore del Bene, permette il perdonare chi si è ravveduto dei suoi errori..

Con coraggio e umiltà viviamo la nostra vita..e vedrete che raggiungeremo di certo la felicità, vincendo così l’opportunismo di chi approfitta degli errori del prossimo..

Fine

.Autore: Egidio Zippone

(Milano Ottobre 2010)

Giudizio: originale, interessante, saggio

voto (da 5 a 10):9

 

Favola: Gideon Giulius e la fatina della felicità (per ragazzi)ultima modifica: 2016-10-29T18:03:11+02:00da scrittore59

One thought on “Favola: Gideon Giulius e la fatina della felicità (per ragazzi)

  1. lascrivana

    Capita anche nella realtà che il bene vinca sul male grazie alla sua umiltà. Io me ne faccio scudo sempre, e con fede attendo l’evolversi degli eventi. Con speranza mi auguro che il futuro sia prospero per tutti, poiché io sto bene se anche gli altri stanno bene. Nonostante l’impossibilità che la pace possa regnare su tutto il mondo, non smetto d’illudermi che il futuro ci riservi la serenità dell’anima. Molto bella questa tua favola.

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